------------------------------------------------- Internet Marketing List Italiana ------------------------------------------------- From: Marco Deveglia Il commercio elettronico e' vendita diretta. Se un prodotto si puo' vendere su catalogo o per posta, telefono, tv + telefono o fax, si puo' vendere - probabilmente meglio - su Internet. In questo non c'e' niente di nuovo. Forse un po' e' nuovo per noi italiani poco abituati alla vendita diretta. Oggi Internet e' un mezzo disponibile a una minoranza di individui, quelli che usano i personal computer e hanno un accesso alla Rete. Tra cinque anni ce ne saranno molti di piu', forse ci sara' l'accesso Internet anche via tv, ma comunque la maggioranza delle persone continuera' ad acquistare sui canali tradizionali. E la maggioranza delle persone del mondo, comunque, non usera' mai un computer in tutta la sua vita. Quindi in definitiva, il commercio elettronico non e' niente di nuovo e non varrebbe quasi la pena discuterne. E forse, vista cosi', neanche di Internet varrebbe la pena parlare. Ma allora siamo tutti off topic? Marco O P E N M I N D S Marketing in the Digital World Address: via Bullona 10 - 20154 Milan, Italy Phone: 39-2-31.15.70 - 39-2-34.47.08 [fax] Email: mail@open-minds.com ------------------------------------------------- Internet Marketing List Italiana ------------------------------------------------- From: Salvaggio Subject: Brand awareness, total brand management & web In un mio precedente post, ho sottolineato che in rete si ha la trasposizione della realta'. E questo vale anche per le imprese. Sono convinto che i fattori critici di successo di un'impresa sulla rete si fondano sulla trasposizione della realta' ad essa, modificando e adattando opportunamente pero' le strategie aziendali. Questa considerazione non puo' non valere anche per il brand, che deve essere sempre capace di generare valore sia in termini di qualita' che di apprezzamento, anche in questo caso. Per questo motivo il marketing in rete (o di rete) attribuisce alla marca un ruolo sempre piu' importante nella gestione e organizzazione dell'azienda. Ovviamente si rende necessario un certo lasso di tempo affinche' il web sia capace di incrementare e supportare sempre di piu' il valore di brand; il motivo, a mio avviso, e' molto semplice: allo stato attuale internet non e' un mezzo conosciuto (ed usato) da tutti come lo e' ad esempio la televisione (o la radio). Coloro che usano internet sono perlopiu' imprese, professionisti, appassionati di computer, etc... insomma non e' la casalinga (per intenderci) a usufruire di cio' che internet offre; cio' significa che internet puo' servire a rafforzare una marca e non a crearne una nuova (se non difficilmente), e gia' questo alle volte puo' richiedere una riedificazione e un riposizionamento di quello che e' l'obiettivo o la mission aziendale in rete (ma anche fuori dalla rete se ci pensiamo bene). Ed e' quello che ancora molti non hanno capito. Ci si ostina a vendere "solo prodotti" e/o a fare semplicemente il catalogo on line e ci si dimentica spesso di curare questo aspetto molto importante. Ma la rete e' anche questo. O no? Antonino Salvaggio salvaggio@iol.it ------------------------------------------------- Internet Marketing List Italiana ------------------------------------------------- From: Walter Aresca Subject: Copyright Salve a tutti, In Internet puo' accadere che un sito nato quasi per gioco riceva, dopo un anno, mezzo milione di hits al mese. Questo almeno e' quello che e' successo nel mio caso. Inoltre la mailing list ad esso correlata ha quasi raggiunto i 3000 iscritti. Recentemente ho scoperto che qualche "fenomeno" si e' permesso di copiare integralmente il contenuto della mia newsletter ridistribuendolo sotto il proprio nome. Vorrei sapere se qualcuno di voi sa consigliarmi come agire al riguardo, per tutelare il diritto d'autore. Grazie. -- Walter Aresca mailto:musictus@musictus.com Musictus <>< Italian Gospel Music Piazza I Maggio, 1 http://www.musictus.com/ I-14047 Mombercelli, AT, Italy ICQ# 1612620 _____________________________________random quote____________ A congressionally funded study has determined that many smokers are ignoring the warning labels on cigarette packages. ------------------------------------------------- Internet Marketing List Italiana ------------------------------------------------- From: Gianni Lombardi <100341.3647@compuserve.com> Subject: Re: IMLI: La rete e il commercio elettronico (6-04-1998 05:14 ) Cosi' parlo': Salvaggio : >Si prevede infatti che entro il 2000 il commercio elettronico su internet >raggiungera' un valore globale annuo fra i sette e i dieci miliardi di >dollari. Si vendera' di tutto: libri, compact disc, occhiali, software, >ceramiche, jeans e perfino le pizze. E questo gia' si comincia a vedere, e >anche in Italia. Attenzione che sette-dieci miliardi di dollari sono una bella cifra, ma, tanto per dare la misura, Land's End vende attualmente per catalogo (cartaceo) con un giro d'affari di un miliardo di dollari. Land's End e' un'azienda statunitense specializzata nella vendita per corrispondenza che esiste da una quindicina d'anni (ha anche un sito: www.landsend.com, attraverso il quale tratta una piccola frazione del suo venduto). Il giro d'affari della vendita per corrispondenza negli Usa e' pari (mi sembra) a circa un decimo del commercio statunitense complessivo. Non sono in grado di dare una percentuale esatta, ma l'ordine di grandezza e' questo. Questo per dire che sette - dieci miliardi di dollari corrispondono al fatturato di sette-dieci grandi aziende Usa. A livello globale non e' una cifra cosi' grande. Siccome attualmente il prodotto interno lordo dell'Italia e' circa il 2 o 3% del commercio mondiale, la fetta di commercio elettronico che ci spetterebbe, nella migliore delle ipotesi e' di 300 milioni di dollari (3% di 10 miliardi di $). Cioe' circa 500 miliardi di lire. Non e' poco. Ma mi sembra che sia molto meno del fatturato della sola Fiat. Insomma, si tratta di cifre che, a torto a ragione, per ora non impressionano piu' di tanto gli scettici "del mondo reale". Gianni ------------------------------------------------- Internet Marketing List Italiana ------------------------------------------------- From: gp.dc@rockol.it Subject: IMLI: Copyright Il caso Musictus (complimenti, a proposito), mi ricorda da vicino qualcosa che accade ogni giorno dalle nostre parti... Le notizie di Rock Online Italia (http://www.rockol.it) vengono saccheggiate quotidianamente da agenzie di stampa (che talvolta, a onor del vero, citano la fonte); quotidiani (mai, salvo forse l'1% dei casi), periodici e radio; queste ultime, non potendo contare su veri giornalisti, per non sapere n=E8 leggere n=E8 scrivere le rileggono spesso in forma= integrale. Ci siamo chiesti spesso cosa fare, giungendo alla risposta che, qualora avessimo energie e denaro extra da dedicare alla questione, potremmo vincere un paio di cause al mese. Un po' "time consuming", per=F2. Ultimamente l'abbiamo buttata - apparentemente - sul ludico, e con il pesce d'aprile su Lucio Battisti abbiamo sbugiardato tutti i quotidiani d'Italia, con alcuni picchi clamorosi (la ribattuta nottetempo del Corsera, per esempio). Prima ancora, "Sette" aveva usato nostre immagini a corredo di un pezzo su Internet in cui Rockol non c'entrava affatto: ricevuta una nostra lettera in merito, ci sono pervenute varie proposte. La correttezza pi=F9 diffusa la rileviamo sul web: fanzine varie ci richiedono autorizzazioni scritte per potere stampare un paio di notizie a numero (ne produciamo circa 5000/anno) e cos=EC via. Morale: il tuo diritto d'autore =E8 protetto dalla legge. Hai due oridini di problemi per avere soddisfazione: produrre prove precise e inequivocabili, e adire le vie legali. Tra questo bianco e nero estremi, c'=E8 un immenso grigio, composto da transazioni, patteggiamenti ed altro. Giampiero Di Carlo ------------------------------------------------- Internet Marketing List Italiana ------------------------------------------------- From: "Aldo Foroncelli" Subject: la rete ed il commercio elettronico Alcuni dati relativi all'evoluzione del commercio elettronico: Uno studio realizzato da Meta Group prevede che l'acquisto di beni = on-line a livello mondiale, crescer=C3=A0 dai 10 miliardi di dollari del = 1997 ad oltre 200 miliardi entro il 2001;=20 Forrest Group stima che entro il 2000 gli scambi commerciali tra aziende = via Internet costituiranno pi=C3=B9 di un terzo di quello che sar=C3=A0 = un mercato da 200 miliardi di dollari;=20 PC Week prevede che il business-to-business sulla rete crescer=C3=A0 = dagli 8 miliardi di dollari del 1997 ai 330 miliardi entro il 2002. Nonostante lo scarso livello di adesione di paesi come Italia, Spagna, = Portogallo e altri, in contrapposizione invece agli stati del Nord = Europa, la societ=C3=A0 di ricerche IDC stima che l'impiego di Internet = per scopi commerciali in questi paesi sia destinato a crescere di una = percentuale tra il 600 e il 900% entro al fine del decennio. Non credete che le prospettive siano ottime? ------------------------------------------------- Internet Marketing List Italiana ------------------------------------------------- From: piazzet@iol.it Subject: Re:sul commercio elettronico (Deveglia) >Quindi in definitiva, il commercio elettronico non e' niente di nuovo e >non varrebbe quasi la pena discuterne. E forse, vista cosi', neanche di >Internet varrebbe la pena parlare. > Ma allora siamo tutti off topic? > Marco E' evidente che l'accesso ad un mercato globale -quantunque teoricamente per tutti- è di fatto per "pochi" (parliamo sempre di diverse, svariate centinaia di migliaia di singole attività commerciali, ovviamente). La mia personale risposta al dubbio che poni (ma mi pare più una provocazione per stimolare la discussione...) è no: non siamo off-topic e continueranno ad esistere i canali tradizionali e gli acquirenti tradizionali. Ma sicuramente alcuni di questi canali tradizionali si presteranno a diventare globali, ed altrettanto certamente ci saranno clienti globali. Allo stato attuale, "il mondo intero" non è ancora bene organizzato (da un punto di vista mentale e materiale) all'idea di acquisti e vendite realizzate agli antipodi, ma i vantaggi sono comunque ben chiari a tutti. E la boutique che a Tokyo furoreggia, potrà permettersi di vendere i suoi modelli senza dover sbarcare fisicamente da noi. Intendiamoci: ritengo che i prodotti immateriali abbiano comunque chances migliori di quelli materiali, ma non escludo assolutamente che un pescatore nostrano non possa desiderare di acquistare quei favolosi ami australiani cui nessuno dedicherebbe l'apertura di una pratica di import/export... La lista come sapete non finisce qui, ma sarebbe interessante sentire sull'argomento l'opinione (i profeti sono pregati di astenersi) di tutti. A presto e Buona Pasqua a tutti! Pasquale ALFANO (piazzet@iol.it) ------------------------------------------------- Internet Marketing List Italiana ------------------------------------------------- From: Giancarlo Livraghi Subject: marketing in rete Mi riferisco al messaggio di Marco Daveglia del 7 aprile e in generale al dibattito in corso, che mi sembra interessante. Secondo me il "commercio elettronico" e' solo uno dei tanti modi per fare marketing in rete. L'enfasi eccessiva e le promesse esagerate sull'e-commerce (inteso oltretutto in modo semplicistico, cioe' come sito web in cui si vende qualcosa) e' uno dei motivi per cui le imprese sono diffidenti oppure fanno cose banali e inefficaci. Altrettanto nociva =E8 quella che gli americani chiamano "hype", cioe' l'insistenza su ipotesi miracolistiche e profezie piu' o meno sballate. Inoltre, occorre capire che la situazione italiana e' molto diversa da quella americana. Perche' da qualche mese negli Stati Uniti c'e' un fenomeno nuovo, cioe' la diffusione della rete imn strati molto piu' estesi della popolazione (da noi questa e' ancora un'ipotesi molto remota); e perche' da molti decenni in America e' diffusa l'abuitudine del mail-order (acquisti per posta) e da noi no. Secondo me per sviluppare busimness in rete bisogna partiore dalla realta' e non da fantasie azzardate. =20 Esito un po' a dirlo, perche' non mi piace "autocitarmi"... ma sto ragionando su queste cose da parecchi anni, e da piu' di due anni ne sto scrivendo. Per esempio nella rubrica online http://www.wmtools.com/mercante/ C'e' anche una mia recente relazione al convegno Repubblica-Somedia su http://gandalf.it/nm/somedi00.htm Che cosa ne pensate? Giancarlo Livraghi ------------------------------------------------- Internet Marketing List Italiana ------------------------------------------------- From: Giancarlo Livraghi Subject: Pasticci interbancari Sembra che il sistema bancario italiano stia facendo tutto il possibile per scoraggiare l'uso di carte di credito in rete. Ne abbiamo avuto un esempio nella trasmissione di "mi manda raitre" dell'8 aprile. L'argomento era il pessimo servizio offerto dal sistema interbancario italiano (Cartasi) nel proteggere i "titolari" di carta nel caso di furti o abusi. I casi in esame riguardavano accrediti illegittimi, non rimborsati ricorrendo a cavilli contrattuali; oppure rimborsati con enorme e ingiustificato ritardo e dopo interminabili trafile burocratiche (tutto questo, fra l'altro, in violazione delle norme dell'Unione Europea). Si trattava di situazioni che nulla avevano a che fare con la comunicazione in rete. Come il furto di una carta da un'automobile, o un addebito truffaldino fatto su una carta consegnata a un albergo in Costa Rica. Non ricordo il nome di un dirigente del consorzio interbancario che ha partecipato alla trasmissione. Con molta astuzia e con la piena collaborazione (ingenua o intenzionale?) di Piero Marrazzo, conduttore della trasmissione, costui e' riuscito a "depistare" la discussione sul tema internet, e a spargere diffidenza e paura su qualsiasi transazione in rete. E' riuscito anche a concentrare l'attenzione su un "futuro" sistema di pagamenti (naturalmente quello che la sua organizzazione proporra') come l'unico modo "sicuro" per poter fare transazioni finanziarie, insistendo sulla pericolosita' di qualsiasi mezzo di comunicazione a distanza (internet, telefono o fax). L'ovvia obiezione di una persona presente ("e' piu' rischioso se consegni una carta in un ristorante") e' stata del tutto ignorata sia dal rappresentante del sistema interbancario, sia da Piero Marrazzo. Hanno fatto discorsi allucinanti. Sono arrivati a dire cose come "se entrano nel sistema del Pentagono, figuratevi quanto e' facile rubarvi il numero della carta di credito". Cosi' facendo, non solo il sistema interbancario e la RAI hanno contribuito a ostacolare il gia' difficie avvio dell'uso della rete in Italia per fini professionali o d'impresa, ma anche ad arricchire il gia' esagerato patrimonio di disinformazione sulla rete in generale. E' impensabile che tutto questo sia casuale; sarebbe interessante sapere perche' il sistema bancario (e la televisione, pubblica e privata, che non e' certo alla sua prima esperienza di "demonizzazione" della rete) hanno un atteggiamento di questo genere. Roba da matti. Giancarlo Livraghi ------------------------------------------------- Internet Marketing List Italiana ------------------------------------------------- From: "Lara Martini" Subject: R: Pasticci interbancari >E' impensabile che >tutto questo sia casuale; sarebbe interessante sapere perche' il sistema >bancario (e la televisione, pubblica e privata, che non e' certo alla sua >prima esperienza di "demonizzazione" della rete) hanno un atteggiamento di >questo genere. > >Roba da matti. > >Giancarlo Livraghi D'accordissimo, la cosa è pazzesca. Ed il tuo è un ottimo esempio ben descritto ma, purtroppo, solo uno dei tanti... Nel caso dei media, credo che la costante sottolineatura dei rischi insiti nell'uso di Internet sia legata al desiderio di fare notizia. Ci si sente "all'avanguardia" portando l'argomento sulla Rete e, neache a dirlo, un titolo attrae più attenzione se tratta di pedofilia che di commercio on line o biblioteche virtuali, salvo in qualche articolo sul Sole 24 Ore. Credo però che per le banche la motivazione sia diversa, e legata al fatto che quasi nessuna è veramente pronta a garantire delle transazioni on line. Per questo il sistema interbancario sembra dire: attenti, non fidatevi se qualcuno vi fa un'offerta di questo tipo prima di noi [e perdonateci se, quando saremo noi a proporvi le transazioni in rete, ci potranno essere problemi]. E' un modo di portare all'estremo quanto si è già detto sul fatto che, per fidarsi di qualcuno su Internet, in molti casi gli utenti preferiscono conoscerlo "fuori": aspettate che siamo noi che conoscete a decidere, anche se più di qualcuno già lavora così. Solo, mi chiedo come faranno, quando tra un po' sarà la loro pubblicità a dover convincere gli italiani a fidarsi di Internet. Lara Martini