IMlog
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Marketing | Data: Mercoledì, 7 Maggio 2008 

easyjet.PNGPer forza di cose sono costretto a viaggiare molto spesso (circa 2 volte al mese) con Easyjet.

Di solito non ascolto i discrosi di benvenuto ne' di commiato che il personale legge al microfono, ma ultimamente ho notato qualcosa di "strano".
La penultima volta che ho viaggiato un "simpatico" steward ha concluso con un paio di frasi "simpatiche", tipo:
"Potete lasciare oggetti che non volete portare con voi, come giornali riviste, carte di credito o portafogli"
"Fuori troverete dei cani antidroga, quindi se dovete liberarvi di qualcosa lasciatelo pure direttamente sull'aereo"
(il volo era Milano-Amsterdam...)

Ho pensato ad un burlone a fine turno che voleva farsi 2 risate.
Pero' domenica un altro burlone conclude il volo con:
"Da parte del comandante Remo La Barca, del vice comandante Guido La Vespa e del pilota automatico vi auguriamo un buon soggiorno ad Amsterdam"

Ora, puo' essere che sia stato cosi' fortunello da beccare due artisti della risata in due voli consecutivi, ma potrebbe anche essere che Easyjet abbia dato istruzioni al personale di bordo di provare a fare i simpatici e rallegrare i passeggeri.
Nel secondo caso a mio parere non e' una cattiva idea, pero' magari si puo' lavorare sulla qualita' delle battute :)

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Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Recensioni | Data: Martedì, 6 Maggio 2008 

blink.jpgAll'inizio ero dubbioso. Il titolo non prometteva bene e mi dava un po' l'impressione di essere quasi new age.
Considerato pero' che mi e' arrivato come regalo (il retail general manager EMEA lo ha regalato a tutti per la festa di San Jordi) ho deciso di leggerlo.

Devo dire che "Blink", l'ultimo libro di Malcolm Gladwell, l'autore di "The Tipping Point", mi ha fatto cambiare idea dopo poche pagine.
L'apparente leggerezza del sottotitolo e' in realta' supportata da un approccio scientifico e da esempi molto concreti.
Inoltre alcune affermazioni (supportate sempre da esperimenti scientifici e/o da ricerche) sono davvero sorprendenti.

Ovviamente non dice che prendere decisioni senza pensare e' meglio di prenderle dopo un attento esame. Dice che in certi casi il nostro cervello lavora in modi che non ci sono chiari e a volte ci dice di fare delle cose che razionalmente non sappiamo spiegare, ma molto spesso ha ragione.

C'e' una parte che mi ha paricolarmente colpito (capitolo "The Kenna's dilemma"): si parla del giudizio iniziale che un artista riceve prima dagli addetti ai lavori e poi dal grande pubblico.
Mi riporta alla mente tanti casi avvenuti in rete, dall'entusiasmo della blogosfera per Scalfarotto qualche anno fa alla celebrazione di alcune startup internettiane.

Inaspettatamente ho trovato molto marketing in questo libro, e lo consiglio a tutti quelli che lavorano nel mondo del marketing stesso e dell'advertising.

Ovviamente in questo caso il mio blink era sbagliato :)

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Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Eventi | Data: Martedì, 6 Maggio 2008 

Logo_Media-2.jpgDal 13 al 16 Maggio a Milano, presso fieramilanocity verranno realizzati numerosi eventi dedicati al mondo del Maketing innovativo, dell'E-commerce e delle TV Digitali, in particolare:

  • Everything But Advertising Forum, terza edizione dell'evento dedicato ai professioni del marketing innovativo. 14 - 15 Maggio

  • Netcomm Forum, terza edizione dell'evento dedicato al mondo dell'e-commerce. 14 - 15 Maggio

  • TV Digitali, terza edizione dell'evento dedicato alla televisione su IP e agli scenari applicativi di business. 13 - 15 Maggio

  • Email Power, terza edizione dell'evento dedicato alla comunicazione via email. 13 Maggio

  • Proximity Forum, seconda edizione dell'evento dedicato alle nuove tecnologie wireless per il marketing di prossimità à 13 Maggio


Gli eventi di cui sopra si svolgeranno in co-location con Media 2.0 Expo - Professional - Exhibition and Conference evento organizzato da Assoexpo che spazia dal mondo del broadcasting, alle telecomunicazioni, al Multimediale Multipiattaforma fino a giungere al Web 2.0

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Autore: Matteo.Balzani | Categoria: News | Data: Martedì, 6 Maggio 2008 

iphone_repubblica1.pngLa fretta non e' mai buona consigliera, nemmeno per il giornalismo online.
Repubblica.it, nella foga di pubblicare la notizia dell'arrivo dell'iPhone in Italia, ha commesso due errori di battitura: il primo, assolutamente veniale, e' "bloccaro" invece di "bloccare". E' vero che non e' nulla di grave, ma e' in home page, visibile a tutti (a meno di correzioni dell'ultimo minuto).

Il secondo e' piu' divertente, perche' dice che la nuova versione avra' 8 GB oppure 186 GB di hard disk. Ma Steve lo sa? :)

iphone_repubblica2.png
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Autore: M. Bancora | Categoria: Pensieri Laterali | Data: Lunedì, 5 Maggio 2008 

ad_japan.jpg


Di ritorno da un viaggio in Giappone, vi propongo alcuni (s)punti di riflessioni circa la seconda potenza economica mondiale.

1. gli orari dei treni, e in genere tutti gli orari, possono essere utilizzati per regolare gli orologi, e non viceversa. Il paragone con uno dei nostri treni risulta umiliante. E l'orario è solo un esempio di quanto l'italia sia indietro.

2. le persone che lavorano nei supermercati tra gli scaffali, una volta sistemata un'isola, corrono, e non lo dico in modo figurato, corrono a sistemare un'altro scaffale.

3. un grande magazzino giapponese sta al pachinko, come una biblioteca sta ad un grande magazzino italiano. In un grande magazzino giapponese sono riuscito a fermarvi per un'ora in orario di punta senza che dopo cinque minuti mi venisse mal di testa, facendo giocare il piccolo e scambiando commenti sui prodotti. Per chi non avesse mai varcato la soglia di un locale di pachinko, si tratta del gioco con cui si intrattegono i giapponesi: fanno cadere una pallina sperando che vada a finire bene, un gioco molto più tedioso delle slot machine italiane, e credo anche molto più remunerativo, che genera un frastuono incredibile moltiplicato per decine di macchine in un singolo locale.

[ Leggi tutto l'articolo ]

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Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Pensieri Laterali | Data: Sabato, 3 Maggio 2008 

ted_logo.gifGrazie ad un articolo sull'ultimo numero di Internazionale ho scoperto (con circa 24 anni di ritardo) TED.

Si tratta di una conferenza in cui si parla di idee e che riunisce alcuni tra i maggiori personaggi nel mondo della tecnologia (T), dell'entertainment (E) e del design (D).
Questo e' il loro about:
The annual conference now brings together the world's most fascinating thinkers and doers, who are challenged to give the talk of their lives (in 18 minutes)

In particolare segnalo questo intervento di Malcolm Gladwell.
Sara' che sto leggendo il suo ultimo libro, Blink, ma il suo intervento, seppure del 2004, mi pare intelligente e pieno di spunti, e in piu' molto piacevole da ascoltare. Se avete 18 minuti liberi ve lo consiglio!

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Autore: Matteo.Balzani | Categoria: IMronic | Data: Martedì, 29 Aprile 2008 
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Autore: Laura.Cocorempas | Categoria: Advertising | Data: Mercoledì, 23 Aprile 2008 

All'inizio tutti hanno dato per scontato che i social network fossero il futuro dell'advertising: messaggi iper-profilati in un contesto dove addirittura i singoli utenti si sarebbero fatti promotori dei loro brand preferiti (in cambio di quale benefit materiali o emozionali non era ben chiaro...).

In pratica siti come MySpace e Facebook si sono proposti sul mercato come potentissimi aggregatori di traffico, di audience profilata e di utenti ad alto potenziale di interazione e disponibili a condividere i loro dati personali senza particolari remore: il sogno dei marketer, in pratica.
Oggi però, come è anche emerso al recente AdTech di San Francisco, qualcuno inizia a mettere in forse questa prospettiva: le piattaforme di social network non sono infatti necessariamente anche valide piattaforme di advertising (v. articolo su imedia Connection), perché la sola audience non è sufficiente:

At their core, social networks are closer to a telephone conversation or a meeting in a coffee house than reading a newspaper or watching TV

Non a caso questi siti stanno sforzandosi di trovare modelli di monetizzazione del traffico (ne ha parlato persino l'Economist) che siano coerenti con la filosofia dei social network e al tempo stesso con le esigenze degli inserzionisti: probabilmente dovranno ripensare totalmente la presenza della pubblicità nei loro siti e inventare un modello di "community branding" che attualmente non ha eguali in altri contesti media, anche online.

Io continuo a pensare che probabilmente LinkedIn (lo so, sono di parte :-) con gli annunci di Google, qualche banner poco invasivo, i job postings e gli abbonamenti premium abbia alla fine trovato la strada più semplice per monetizzare il suo patrimonio di profili... Su Facebook e MySpace onestamente credo che ci sia ancora molto lavoro da fare, sull'offerta lato editore ma anche e soprattutto da parte delle agenzie creative :-)

E voi, che ne pensate?

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Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Advertising | Data: Martedì, 15 Aprile 2008 

Grazie a Carlo ho scoperto una meravigliosa "ricerca" di Pundo3000.

Si tratta di una semplice comparazione visiva tra quello che viene promesso con l'advertising e quello che invece viene venduto.
E' vero che alcuni dei prodotti testati non era affatto invitante nemmeno nella confezione, ma la differenza tra la foto della confezione e il prodotto reale e' sconvolgente.

Mi ha fatto venire immediatamente in mente la campagna elettorale :)

Qui di seguito un paio di esempi. Qui lo slideshow e qui il video su YouTube.

brioss.PNG
zuppa.PNG
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Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Motori di ricerca | Data: Domenica, 13 Aprile 2008 

google_evil.PNGLa notizia e' che dal 5 maggio 2008 Google applichera' alcuni cambiamenti alla propria policy riguardo all'uso dei termini protetti da trademark, per i mercati UK e Irlanda.

La nuova policy puo' essere letta per intero qui.

Riassumo: dal 5 maggio chiunque potra' biddare su qualsiasi termine, anche se protetto da trademark. La validita' del trademark potra' pero' essere fatta rispettare per quanto riguarda il testo dell'annuncio, nel quale gli advertiser non potranno usare i termini protetti da trademark, a meno che, ovviamente, non ne siano i possessori.

Non si tratta di un cambiamento inattesa, in quanto e' la stessa policy attiva da tempo negli Stati Uniti.
La motivazione addotta da Google e' la seguente:
Why did Google change its trademark policy?
We want advertisers to use keywords that are most relevant to their business and our user’s interests. Google's goal is to provide our users with the most relevant information, whether it is from our search results or advertisements. A key to achieving this goal with our ads is providing relevant choices and giving users the opportunity to determine which ads they find most relevant.

PPCblog apre il suo post sull'argomento cosi':
"Good news for naughty affiliates. Nightmare for real brands."

Difficile non essere d'accordo con questa affermazione.
In che modo permettere a chiunque, contraffattori e competitor compresi, di biddare sulle keyword di un brand migliora la scelta dell'utente?
Se fossi malizioso penserei che questa mossa e' destinata a portare motli piu' dollari nelle tasche di Sergej e Larry:
- ci saranno piu' advertiser che bidderanno sulle parole prima "proibite", con un conseguente aumento della concorrenza e dei CPC
- gli advertiser non possessori del trademark sul quale vogliono biddare saranno constretti ad utilizzare un CPC piu' alto, essendo meno rilevanti e avendo di conseguenza un quality score piu' basso

Effettivamente la mission di Google e' "Don't be evil", non "Don't let others be evil using your tools"...

Nota finale: sono certo che la nuova policy varra' anche per Google stessa, che quindi permettera' agli advertiser di biddare sui propri termini protetti da trademark, come Google o PageRank, per i quali al momento non appare alcun annuncio...

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Autore: Matteo.Balzani | Categoria: IMronic | Data: Martedì, 8 Aprile 2008 
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Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Advertising | Data: Venerdì, 4 Aprile 2008 

Probabilmente non sara' una novita' (vedo che il video e' stato postato il 18 febbraio...) ma siccome non vedo la tv italiana per me lo e'.
E devo ammettere che mi emoziono sempre un pochino quando vedo una web company fare pubblicita' in televisione.

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Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Marketing | Data: Venerdì, 4 Aprile 2008 

simpson_credit.PNGGuardando questa interessante iniziativa di MTV per coinvolgere i giovani e spiegare loro la politica senza usare il politichese, mi sono imbattuto in un'iniziativa molto meno interessante: le carte di credito dei Simpson.

Capisco che gli istituti di credito debbano trovare nuova audience, essendosi in gran parte sputtanati con gli adulti, ma perche' qualcuno dovrebbe scegliere una carta di credito solo perche' c'e' la faccia dei Simpson sopra?

Il target e' chiaro, ma la tecnica mi sembra molto vicina alla circonvenzione d'incapace...

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Autore: Matteo.Balzani | Categoria: 2.0 | Data: Giovedì, 3 Aprile 2008 

Non realizzi veramente a quanti servizi/community/social network/newsletter sei iscritto fino a quando non e' il tuo compleanno e ti arrivano tutti i messaggi automatici di auguri!

Oggi ne ho contati 24...

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Autore: Matteo.Balzani | Categoria: IMronic | Data: Martedì, 1 Aprile 2008 

Sul blog di Google e' apparso questo post, con anche un simpatico di video di Sergey e Larry.
A parte l'evidente pesce d'Aprile, non posso non notare che:
- la presentazione nel video e' troppo identica a quella "Hi I'm a Mac" "And I'm a PC" dei famosi spot
- il logo e' troppo finto, sembra quello di Skypebay fatto da me qualche anno fa (probabilmente con Paint...)
- la notizia alla fin fine non e' poi cosi' tanto diversa da alcune vere...
- Larry coi capelli piu' lunghi fa meno nerd
- ma veramente questi due qua hanno creato quello che hanno creato? :)

PS: e' un pesce d'aprile vero?

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