bilancia.jpgDa alcuni giorni è entrato in vigore il decreto di inibizione dei siti di scommesse e di gioco da parte degli ISP italiani. Con molta solerzia e senza battere ciglio, gli ISP italiani hanno deciso di abbassare la saracinesca di centinaia di siti. Non una reazione di protesta da parte dei provider, non un reclamo verso quella che a tutti gli effetti e come ho già ribadito è un’operazione dittatoriale tesa a limitare la libertà del cittadino e che infrange una serie di norme comunitarie e anche la stessa Costituzione Italiana.

Detto questo vorrei sottolineare il differente approccio del governo italiano di fronte allo stesso problema (certo la coerenza non è una dote comune). Le dichiarazioni dei nostri dipendenti sembrano essere alquanto mutevoli nel rispondere a problematiche identiche:

- Fini: “Quella del governo francese è una scelta chiaramente di tipo protezionistico che si scontra con i valori e con le regole del libero mercato europeo”

- Frattini: “Il protezionismo, chiunque lo pratichi, è negativo per l’Europa”

- Scajola: “la logica dell’introduzione dell’euro era proprio quella di consentire un sistema integrato, nell’interesse dei cittadini, perché più concorrenza vuol dire prezzi più bassi, con le imprese che investono più in ricerca”

UPDATE: anche Mantellini ne parla.

Link all’articolo apparso su Punto Informatico.

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