Qualche sera fa stavo guardando “Un giorno in pretura”. Avete presente il programma su Rai3 dove mandano gli spezzoni di quanto avviene in un tribunale?
Davanti al magistrato un piccolo delinquente un po’ strafottente. Il giudice, giovane ma già con la mano di ferro, prima ancora di cominciare gli ha detto: “Se vuole parlare a questa corte, la prego di togliersi le mani di tasca, sputare quello che sta masticando e cercare di assumere un comportamento più educato”. Inutile dire che il giovanotto è sbiancato e si è dato immediatamente una sistemata.
Questo avveniva nella vita reale.
Nel virtuale sto notando una spiacevole tendenza: la maggior parte dei miei clienti si dimentica, per email, le buone maniere. Non dico che tutti siano come il delinquente del giorno in pretura ma, di certo, stanno scordando i principi della netiquette.


Ricevo quotidianamente tante, troppe email, che iniziano senza un saluto, finiscono senza una firma e con toni mai, dico mai, gentili o quantomeno educati.
Pretendono tutti. Se sono clienti possono anche avere ragione ma perché dimenticarsi un qualcosa tipo: “Buongiorno Riccardo, avrei bisogno di… La ringrazio…”.
Temo che il pensiero comune sia invece: “Siccome pago ho il diritto di trattarti male, come e quando voglio”.
Ecco, se scrivessero così non avrei molto da ridire. Sarebbe onesto. Pretenzioso ma onesto. Scrivono così? No.
A costo di beccarmi una denuncia, ecco 3 email tipo (quello che leggete è il corpo della mail, senza tagli ):

- “Ok, domani l’aggiustiamo, vedete di essere on-line perchè ho bisogno del responso immediato…”
Cosa mi disturba: manca il saluto iniziale, manca la firma, c’è un tono semi polemico autoritario non motivato.

- “Ha degli aggiornamenti? Chiamami che coordiniamo.”
Cosa mi disturba: anche qui, nessun saluto, nessuna firma. Ci diamo del tu o del lei?

- “Ho ricevuto solo una panoramica dei servizi offerti. Vorrei subito una presentazione. Distinti saluti, XYZ”
Cosa mi disturba: manca il saluto iniziale, c’è una indicazione (”subito”) che non è proprio educata. Avrei preferito un “Riesce a mandarmi per cortesia una presentazione al più presto?”

Per un attimo stavo dimenticando il mio fiore all’occhiello:
- “Ciao leggenda. Mitico chiedevo a te appunto nemmeno io lo vedevo azz il prodotto che minteressava non ha messo mi sono accorto che non va via molto bene quel tonico meglio puntare i soldi solo sul seno che le fighe vedono e comprano aspettiamo lunedi dai. vai bello.”
Cosa mi disturba: in questo caso non posso che sorridere, stampare la mail ed appenderla nel mio ufficio. Il cliente deve avere bevuto un po’ troppo (eh sì che la mail riporta come orario le 11.30 am…).

Non pretendo email melense o eccessivamente rigorose: solo del rispetto e della cortesia che spero non manchino mai nelle mie comunicazioni. Anche qui però le insidie sono dietro l’angolo. Quando una volta mi sono permesso di iniziare una mail con: “Buongiorno Giancarlo…” mi sono sentito replicare così: “non si usa chiamare per nome in Italia, se non gli amici frequentati. Mi chiami per favore Sig. XXX, grazie, preferirei.”

E’ che ci rimango male. Lavorare nel commerciale e a contatto con i clienti si prendono sempre pallonate in faccia, fa parte del mestiere. Ma perché non provare a conservare un rapporto comunque rispettoso?
Cosa ne pensate? Avete notato anche voi questo tipo di “comportamento” online?

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