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16.12.05

Blog e politica: il caso Moratti

Ormai l'utilizzo dei siti web e dei blog da parte di candidati politici per fare campagna elettorale non sono una novità. Abbiamo già visto quelli di Scalfarotto, Prodi, Cofferati (anche questo molto poco aggiornato), Pecoraro Scanio, Bertinotti, La Russa ecc. ecc.
Quasi sempre sono fatti malino, poco aggiornati, scarsamente interessanti. Di solito sono legati ad eventi particolari (primarie, elezioni amministrative) e quindi abbandonati subito dopo.

Oggi ho scoperto quello di Letizia Moratti. Devo dire che non fa eccezione.

Gli aspetti negativi dal punto di vista comunicativo e formale sono davvero rilevanti: le immagini sono sgranate, i testi sono piatti e senza nemmeno un bold o qualche evidenziazione, i colori sono smorti.

Ma il vero fiore all'occhiello è la parte "interattiva", gestita in una modalità che sta tra il blog e il forum. La sezione si chiama "Dì la tua", divide la città in 9 zone e richiede all'utente non di scegliere il proprio quartiere (e già per un sindaco partire con una divisione...) bensì addirittura la propria via!
Non c'è però una sezione per ogni via, cosa che già sarebbe stata assurda, ma porprio un dominio dedicato ad ognuna di esse: per esempio www.largo-sandionigiinpratocentenaro.it o www.cavalcavia-donlorenzomilani.it.
In totale sono più di 4.000 siti diversi, ognuno con i propri commenti (ovviamente moderati)...

Inoltre le tematiche sono già decise a priori, quindi gli utenti e potenziali elettori possono solo dire la loro sugli argomenti fissati dalla Moratti.

Le domande che mi faccio sono le seguenti: davvero la Moratti leggerà tutti quei siti/blog? Che senso ha comprare 4.000 domini invece che avere più sottodomini su un unico sito? Ha senso utilizzare un mezzo interattivo, fatto in teoria per entrare in contatto con la gente, e poi non accettare i commenti negativi? Fissare gli argomenti non significa privare i cittadini della possibilità di manifestare i temi di loro interesse?

Avere un sito del genere, IMHO, è del tutto inutile.
Avere un blog non è obbligatorio, quindi piuttosto che farlo male credo sia meglio non farlo. O no?

@ 16.12.05 15:22