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E tu in che blog-fase sei?
Da quando anche i blog, come la luna e le pillole anticoncezionali, hanno le fasi? Il blog di Lapo!
Chissà se anche Patrizia detto "Il carabinere" ne ha uno... The Next Web Awards: vota e vinci un iPhone
Il 1° giugno ci sarà ad Amstedam una cerimonia di premiazione. Ecco i miei voti: Nasce il blog di IAB Italia
Online sul network di Blogosfere il blog ufficiale di IAB Italia. Ecco la presentazione di Marco Montemagno: Lulu.com in Italia: intervista di Dmag
Segnalo un'interessante intervista fatta da Dmag alla pr manager di Lulu in Italia, Eleonora Gandini. Buona lettura :) E' online Italia.it
La Chiesa in YouTube!
Google o Yahoo? Tutti e due...
Il dubbio amletico che qualcuno si è spesso posto nell'intraprendere una ricerca sull'uno o sull'altro motore, potrà essere presto risolto, senza far torto a nessuno. Su Gahooyoogle è possibile visualizzare contemporaneamente, ma anche separatamente ai lati dello schermo, i risultati di una query. La navigazione sulle rispettive finestre a partire dai risultati dei motori può proseguire in modo separato sui vari siti oppure procedendo sull'uno o sull'altro con ulteriori ricerche. L'evoluzione nella navigazione con i browser, a partire da Firerox ed ora anche con Explorer 7, che ci ha permesso di organizzare la navigazione in schede all'interno della stessa finestra, è ulteriormente sezionata a favore di una utenza che vuole sempre più avere la possibilità di confrontare. Google e Yahoo sono in competizione ma a vederli così manca solo il fotofinish! Si aggiungerà una competizione parallela (destra-sinistra) tra i motori oltre che ad una verticale (sopra-sotto) sui posizionamenti? Aggiornamento a pagamento
Leggo che Apple ha deciso di mettere a disposizione dei clienti un aggiornamento per la scheda wi-fi degli ultimi Mac. E fin qui... pare però che per questo tipo di aggiornamento sia previsto un obolo simbolico di $2 per ragioni fiscali. Chi si prende la briga di calcolare la presunta somma totale di questo piccolo contributo? Via Mytech Apple news
Skype Italia chiude ma "non lo dice"?
Al di là delle riflessioni che si possono fare al riguardo (che sono tante), non sarebbe stato molto bello leggerlo sul blog si Skype invece che su Punto Informatico? Promossi in Serie X
I nomi delle aziende presenti al lancio che si è tenuto a Londra sono di tutto rispetto. Consiglio di ascoltare la presentazione del MD di Hutchinson Wampoa: spassosa! :) Effetto Riotta
Già si vede l'effetto del nuovo Direttore del TG1, Gianni Riotta: non solo è apparso l'indirizzo internet del tg durante la sigla, ma i giornalisti stessi invitano gli utenti a visitare il sito per trovare tutte le notizie. La rana pazza e l'australiano saggio...
Evidentemente il settore, sospettato di avere vita breve, ha ancora un interesse elevato. Visto che quello che è successo con Myspace, acquistato per una somma considerata astronomica ma già ripagato grazie all'accordo pubblicitario con Google, mi sento di dare fiducia all'australiano saggio. E comunque confermo che in Italia il settore tira ancora alla grande. Finchè dura :)
Siti e stili di vita
Repubblica oggi mette in prima pagina un articolo che racconta, tramite una classifica, i siti protagonisti della rivoluzione culturale, economica e sociale degli utimi 15 anni. Neutrali in rete
Segnalo un ottimo articolo di Massimo Fubini sulla net neutrality. Mi pare che sia utile fare il punto della situazione in questo momento di liberalizzazioni, soprattutto quando certe libertà si danno per scontate. Decidi tu lo spot che va in TV
Mi sembra un bel modo di usare la rete per far crescere interesse e curiosità su un nuovo prodotto; personalmente ho votato la versione B. :) Buona visione! Ebola Industries inaugura il viral blog
I ragazzi di Ebola Industries, dopo il viral search engine, inaugurano il proprio blog: Ebolablog.com ![]() Google spreads
Si tratta di un foglio elettronico online che può essere modificato e condiviso con altre persone. Abbiamo fatto delle prove con Matteo e Giuseppe, realizzando dei fogli abbastanza semplici che ci hanno permesso di cogliere quanto la condivisione sia veramente la caratteristica chiave di questo tipo di applicazione. Senza dimenticare la compatibilità con i formati di Excel. Per ora non ci sono alcune funzioni molto "aziendali", come le macro e le pivot, ma non credo che l'intenzione sia quella di arrivare a tanto ed erodere quote a Microsoft in quel target così basilare per l'attuale monopolista. Certo è che importando dei piani di budget abbastanza semplici, il servizio online ha interpretato i file correttamente, permettendomi di lavorarci come se fossi sul ben più costoso Excel, con in più la possibilità di condividere online e consentire l'editing a colleghi che potrebbero essere ovunque nel mondo. Non male. Sinergie globali
Era nell'aria da tempo, Yahoo!, eBay e Microsoft stavano discutendo della possibilità di unire le forze per contrastrare l'avanzata di Google. Ora è ufficiale: Yahoo! e eBay stanno iniziando a lavorare insieme. E Bill chi se lo prende, nessuno? Una nuova Suit per Google
Le cose sono andate invece diversamente, a dimostrazione che scrivere, parlare e contestare (anche chi appare inattaccabile) può servire, non tanto per punire (questo non accadrà), quanto piuttosto per migliorare un prodotto o un servizio (come quello di Google) che non migliora concretamente da tanti anni. Non contento di avere pubblicato la notizia su IMLI, Jacopo si decise a pubblicarla anche su un famoso forum U.S.A. dedicato proprio ai motori di ricerca; il thread fu molto letto (oltre 11 mila persone) e oltre al fatto che - come prima conseguenza - gli Adwords furono velocemente eliminati, c'è stato il fatto che un politico americano ha deciso di fare causa a Google per incitazione e distribuzione di pedopornografia. Sottolineo subito che non sono d'accordo con le affermazioni del parlamentare statunitense, ma sono contento che a Mountain View ci sarà adesso qualcuno che si chiederà se non sia il caso di fare più attenzione alla policy editoriale, ma soprattutto alla sua applicazione, che regola la pubblicazione degli annunci. Voglio infine sottolineare che la cosa più grave non sono gli annunci che possono essere trovati su Google, ma i risultati organici, che sono infinitamente più cliccati e che - nel caso della pornografia minorile - non sono filtrati in nessun modo, senza alcuna giustificazione che non sia quella di una fittizia 'libertà di ricerca'. P.S.: Oggi ne parla anche Ansa.it ;-) Google Italia official blog
Purtroppo come tutti gli altri blog di Google nemmeno questo dà la possibilità di commentare :( Prove di citizen journalism, ma che sito brutto!
In pratica ai lettori online viene data la possibilità di scrivere un articolo, magari corredato anche da foto, inserirlo in una particolare rubrica e, dopo convalida, vederselo pubblicato online; francamente non so se gli articoli vengono poi pubblicati anche sull'edizione cartacea, ma mi sembra comunque un esperimento interessante da segnalare. Fa da contrappeso a questa iniziativa il sito, davvero inusabile; ecco un modello, secondo me, di cosa NON fare con Flash, che è una tecnologia bellissima, ma quando è fine a se stessa e non risponde ad esigenze di navigazione rischia solo di confondere. Senza considerare che il sito in questione è visibile SOLO con Internet Explorer; se infatti provate a visualizzare http://city.corriere.it/ con Firefox, ad esempio, l'esperienza che vi troverete a vivere è straniante; la pagina si scompone, i link su flash fanno cilecca, etc etc. Per carità, non è certo dal sito che un free press genera la quota maggiore dei suoi ricavi, ma visto che dovevano realizzarne uno, forse, un progettino di navigazione potevano tirarlo giù con qualche test multipiattaforma, no? Pubblicità regresso
Asian preteen sex???
Web 2.0: è ancora roba di Google!
Giusto ieri parlavo con un collega dell'MBA delle nuove aziende nate con la prospettiva del web2.0, delle opportunità di business e dei (potenziali) rischi per Google etc. Dato che siamo lontani (io firenze, lui milano) ho creato allora un documento su Writely (word processor online e ... free) con l'obiettivo di condividere con questo collega info, riflessioni e link sul tema. Notizia di ieri: Google ha acquistato Writely... ma non avevano detto che loro volevano occuparsi solo di search? :) Google come la Fiat?
Il mio amico Jacopo mi ha sottoposto stamane il link di ThreadWatchche parla del nuovo brevetto di Google. Si tratta di una specie di 'corollario' rispetto al patent che qualche mese fa attirò l'attenzione di tanti esperti di SE. Beh, sinceramente mi fa un po' sorridere questo dichiarazionismo tecnicistico di Google, che sembra sempre di più finalizzato - con un'opera di propaganda (agli esperti) più che di 'agitazione' a colmare le lacune ormai evidenti che - proprio perché ancora... il più grande e migliore motore di ricerca al mondo - dovrebbe fare arrossire i dirigenti di Google e incazzare un pochino anche i suoi utenti. Spiego perché: tutto quello che sta scritto nei due ultimi brevetti è molto condivisibile; in questo momento non sono affatto preoccupato del fatto che Google possa diventare un Grande Fratello occulto (certo gradirei che ci fosse più trasparenza di quella che sinora hanno dimostrato da Mountain View); il problema vero è sapere quando tutte queste 'belle cose' saranno realizzate. Vi faccio alcuni esempi; io sono proprietario di alcune decine di domini che precedentemente avevano un contenuto e ora ne hanno un altro; anzi non hanno nessun contenuto ma portano con un redirect apache a un altro sito (tutti allo stesso sito); questa operazione è stata realizzata 25 giorni fa; i siti in oggetto raccolgono centinaia di migliaia di pagine indicizzate dal grande motore di ricerca e alcune sono posizionate molto bene sia in Italia sia all'estero; queste pagine vengono visualizzate con keyword le più varie che nulla hanno a che fare con il contenuto del sito a cui puntano ora lato server. Bene, io pensavo che al primo passaggio, Google si accorgesse dell'inganno e non solo eliminasse le pagine dall'indice, ma bannasse i suddetti siti (non quello di destinazione ovviamente perché non sarebbe giusto). Bene, dopo 25 giorni non è successo nulla di tutto questo e ogni giorno circa 5000 utenti unici italiani cercano - magari - un modello di bmw usata e si trovano sul mio sito (di...entertainment). Il fatto è che Google è passato e passa ogni giorno su queste decine di siti e ha anche modificato alcune descrizioni e titoli dei siti stessi, pur non togliendo nemmeno una pagina. Spam o non spam ?
La notizia , riportata tra gli altri da Punto Informatico, della decisione di AOL e Yahoo di offrire alle aziende la possibilità di bypassare i filtri antispam pagando, non può non lasciare davvero perplessi. Lo spam è spam, e una email pubblicitaria che ricevo senza averla richiesta non diventa legittima solo perchè il mittente paga un "francobollo" digitale. Per quanto "indorata" dai portavoce dei due portali, mi sembra una brutta notizia. Amazon: lo (mancato) sviluppo tecnologico dell'Italia è cronico
Leggo in Blog4biz: "Su Il Sole-24 ore di oggi, a pagina 2, Alessandro Merli intervista Diego Piacentini, numero due di Amazon. In poche parole, il dirigente spiega perchè il negozio virtuale statunitense non abbia ancora e non avrà per parecchio tempo una presenza diretta in Italia. Due le ragioni principali: la prima, interna ad Amazon, è la priorità che l'azienda Usa ha assegnato agli investimenti e alla crescita in Asia. La seconda, molto più grave, è il cronico ritardo tecnologico che affligge il mercato italiano, dove la banda larga e l'e-commerce sono ancora agli albori e dove, secondo Piacentini, due fattori frenano la crescita del sistema Italia: la scarsa volontà di fare ricerca e innovazione, ma anche e soprattutto la quasi inesistente propensione di chi investe a rischiare con progetti nuovi." Sono tristemente contento: non ce ne stiamo accorgendo solo noi. Wikipedia oggetto di censura
Stando a quanto scritto dal giornale del Massachusetts Lowell Sun Online, e ripreso poi dal Corriere della Sera, sembra che Wikipedia, la nota enciclopedia online, sia stata oggetto, per così dire, di manomissioni da parte di alcuni membri dello staff di un membro del Congresso statunitense. A subire modifiche non autorizzate volte alla censura, sarebbe stata una pagina contenente la biografia del politico USA Marty Meehan. In particolare, come riportato da Alessandra Carboni, i collaboratori del parlamentare americano hanno fatto sparire dalle note biografiche di Meehan tutte le indicazioni sui fondi usati per la campagna elettorale, la dichiarazione con cui il politico aveva promesso di ritirarsi dopo otto anni di mandato nonché tutte le affermazioni eccessivamente critiche. Dato che il Congresso USA non è nuovo a modifiche di questa natura (se ne contano migliaia solo negli ultimi mesi), Wikipedia, come misura cautelativa, si è trovata costretta a bloccare per circa 2 mesi tutti gli Ip del Congresso. Evoluzione, rivoluzione o devoluzione dei media?
Il post di Massimiliano, precedente a questo, apre una serie di questioni per chi si interroga sul futuro dei media. Mi limito a sviluppare un ragionamento con l'intenzione di stimolare il dibattito in corso. Ci troviamo in un periodo di transizione ed è estremamente difficile riuscire a distinguere tra tendenze di aggiustamento (anche reversibili) e quelle di carattere più strutturale. Ci possiamo infatti chiedere ad esempio quanto si spingerà il processo di frammentazione delle audience sui diversi media e sui diversi contenuti disponibili, considerato che dal lato dell'offerta, gli operatori che avranno un business model non sostenibile tenderanno a scomparire oppure ad essere assorbiti, mentre dal lato della domanda, gli utenti con l'aumentare dell'esperienza selezioneranno direttamente le fonti che producono contenuti ritenuti rilevanti e marginalizzeranno coloro che si limitano ad amplificare o "rimodellare" contenuti di altri senza creare valore aggiunto. Possiamo poi domandarci quali saranno i modelli di business dei contenuti disponibili, ovvero quali e quanti contenuti saranno disponibili gratuitamente (free press, blog, programmi televisivi ecc) e quali quelli premium, ma anche quali disponibili attraverso modelli misti che sicuramente verranno introdotti nei prossimi 24 mesi. Infine dobbiamo chiederci quali saranno i rapporti di forza contrattuale tra produttori, aggregatori e distributori di contenuti nella grande competizione per le audience su tutti i media. Se ripercorriamo la storia economica del nostro Paese, possiamo osservare che dal dopoguerra, siamo passati da un'economia agricola basata sull'autoproduzione ad una produzione di massa che ha diffuso i prodotti di largo consumo. L'avvento della Grande Distribuzione Organizzata ha dato un impulso all'industria, ne ha razionalizzato i costi di distribuzione, ha creato nuovi mercati ma ne ha anche diminuito la forza contrattuale. Questa è una delle ragioni per cui l'industria ha sviluppato con grande determinazione i prodotti di marca facendo aumentare in brevissimo tempo gli investimenti pubblicitari e permettendo la nascita e lo sviluppo della televisione commerciale. Il processo di concentrazione nell'industria sta premiando oggi i soggetti più vicini ai consumatori, quelli che meglio controllano la distribuzione. Nel panorama dei media, anche in seguito al processo progressivo di digitalizzazione, forse stiamo assistendo al processo inverso: la prevalenza della produzione. La frammentazione delle audience e del mercato premierà chi saprà produrre o aggregare contenuti di valore anche per target di limitata ampiezza in modo economicamente sostenibile o chi si presenterà sul mercato con modelli innovativi di business che consentiranno di alimentare l'industria dei contenuti. Per certi versi si tornerà al periodo degli anni quaranta e alla produzione dei cosiddetti "branded contents" ma con modelli più complessi ed evoluti. Credo di non avere difficoltà ad affermare che ci troviamo di fronte ad una svolta epocale, per questo gli attuali equilibri sono fortemente instabili. L'evoluzione dei media
Una nuova ricerca realizzata dall'ISIMM per conto di ANSA e Rai Net. Secondo la ricerca pare, dico pare, che la carta stampata sia il media che più di ogni altro soffrirà internet. Qui la pagina dell'articolo (PDF - 220k) sulla ricerca, tratto da PuntoComOnline. Spot virali
Riceviamo una segnalazione da Mrs Red "una delle editrici di ebolaindustries.com", in cui ci comunica che sul sito è possibile votare dieci spot virali italiani. La redazione di IMlog (in realtà solo uno di noi :)) ha decretato lo spot di savetheaccount.org come il migliore tra quelli in lizza. Innovazione digitale: sviluppo non sviluppo in Italia?
Prendo spunto dalla notizia data oggi su La Stampa, e riporto alcune dichiarazioni: Tale dichiarazione segue la presentazione dell'iniziativa-opuscolo da 7,2 miloni di euro (!) con cui Stanca conferma che il governo ha e sta lanciando lo sviluppo digitale in Italia: «Quella che stiamo vivendo è la seconda storica 'alfabetizzazione' degli italiani: quella digitale. Il governo la sta promuovendo attraverso una serie di iniziative senza eguali in Europa». Da Bertelsmann l'anti Google ?
Il progetto gode già del supporto di un gruppo di aziende che comprende Thomson, France Télécom, Deutsche Telekom, Thales, Bertin Technologies, Exalead, e Vecsys. Del progetto si è interessato direttamente nientepocodimenochè il presidente francese Chirac, che ha "innestato" sulla cosa una polemica di tipo "culturale" contro l'egemonia americana. In realtà, come ha rilevato Rick Summer, un analista che segue Google in Morningstar, sul piano pratico Google ha davvero poco da temere da un progetto del genere, dato che la posizione che ha acquisito potrebbe essere minacciata solo da una proposta alternativa sostenuta da un enorme sforzo promozionale e che proponga contemporaneamente anche sostanziali innovazioni tecnologiche. Sotto un altro punto di vista, prosegue Summer, l'unico vero pericolo potrebbe nascere nel momento in cui qualche governo dovesse decidere di introdurre forme di regolamentazione del search. Staremo a vedere. Users Generated News :)
Magari sarà l'inaugurazione di una nuova rubrica o quantomeno di una nuova categoria di IMlog, fatto sta che sono arrivate alcune segnalazioni interessanti da parte di alcuni utenti e volentieri le posto:
Chiunque voglia segnalare una news, un argomento specifico da trattare, un articolo particolarmente interessante o in target con IMlog può mandare una mail a info@imli.com E arrivò anche la radio!
Il costo? 102 milioni di $ cash. Yahoo! compra del.icio.us
Ecco un'altra news che girava da un pò in forma di "rumors"; ne danno notizia i rispettivi blog (yahoo! qui e del.icio.us qui). Dopo l'acquisto di Flickr nei mesi scorsi, questa mossa sembra confermare l'interesse di Yahoo! per lo sviluppo, in ottica commerciale, dei servizi tagging (o melgio, nel caso particolare, di social bookmarking); così come è avventuo con Flickr, anche per del.icio.us la promessa è quella di non snaturare il servizio: " ... we plan to give del.icio.us the resources, support, and room it needs to continue growing the service and community". Tuttavia è davvero difficile credere che non ci sarà alcuna integrazione con il servizio MyWeb2.0 di Yahoo! lanciato pochi mesi fa e con caratteristiche simili all'offerta di del.icio.us (anche se con successo decisamente minore). A mio modo di vedere, in realtà, adesso il problema di Yahoo! sarà quello di gestire al meglio gli utenti di del.icio.us (o almeno, meglio di quanto è stato fatto con la comunity di Flickr); già nei commenti sui blog ufficiali infatti sta emergendo una forte delusione (frasi come "Too bad. I'll be leaving for good. Before the ads come in.") che andrà gestita per evitare il rischio di perdere per strada tutto l'entusiasmo di questi giorni. ... e Beta fu! (Google Base)
Cosa fa GBase? In soldoni, come riportato sul blog ufficiale "Google Base enables content owners to easily make their information searchable online. Anyone, from large companies to website owners and individuals, can use it to submit their content in the form of data items. We'll host the items and make them searchable for free." Due sono le caratteristiche di prodotto che, personalmene, trovo particolarmente interessanti: in primo luogo, rispetto alle offerte già disponibili online, tutto è estremante semplificato (in stile Google direbbe Matteo :) ) con guidelines ridotte all'osso e formati di annuncio flessibili (esistono degli standard, ma l'utente può crearne di nuovi). In secondo luogo, fin da subito, GBase pone una netta "separazione" tra l'inserimento annunci per privati da un lato e aziende dall'altro; per i primi l'inserimento avviene via web con una interfaccia utente interattiva, molto semplice e personalizzabile. Per i secondi invece è già disponibile uno strumento per l'upload massivo di annunci (bulk upload) attraverso il quale, ad esempio, una agenzia immobiliare, con un costo di sviluppo vicino allo zero, può "esportare" TUTTI i suoi annunci in un file XML da uploadare (e quindi rendere ricercabile da Google) sulla piattaforma Base. All'inizio di questo post ho scritto che l'obiettivo di BASE è "non dichiarato"; in realtà sul blog ufficiale di Google è possibile leggere che questa versione Beta "is another small step toward our goal, creating an online database of easily searchable, structured information." Tuttavia, riducendo i costi di gestione drasticamente rispetto alle strutture tradizionali e generando contemporaneamente una utilità senza precedenti per i futuri inserzionisi, GBase rappresenta senza dubbio l'inizio di una nuova era per il mercato degli annunci online (e non solo). Chi si loda...
Non è molto bello lodarsi o vantarsi dei propri risultati, ma per questa volta permetteteci di segnalarvi che grazie a tutti voi che postate, commentate o semplicemente leggete IMlog siamo al 12° posto in classifica tra i blog italiani più visitati secondo la classifica di Alexa. Considerando l'argomento trattato non è poi così male, no? :) La Top 100 di Technorati invece non ci considera minimamente, ahinoi, ma il problema è noto e dipende dal redirect dell'url. Magari prima o poi sistemeremo anche questa cosa. Alla fin fine non ce ne viene in tasca nulla, però son soddisfazioni. AeroBlog
Microsoft Live (beta)
Weblog usability
Il caro vecchio Jakob Nielsen ha dedicato il suo ultimo Alertbox ai blog, in particolare focalizzandosi ovviamente sugli errori :) "Weblog Usability: The Top Ten Design Mistakes" Come al solito alcune cose sono condivisibili altre un po' eccessive, ma io personalmente non mi perdo un Alertbox. Buona lettura! L'innovazione non serve a nulla
I titoli provocatori sono molto pericolosi, soprattutto quando provengono da blasonate società di consulenza. Mi riferisco a questo studio di Booz Allen Hamilton, ripreso anche qui, che se letto superficialmente indurrebbe le aziende a pensare che i denari investiti in ricerca e sviluppo siano gettati al vento. Un conto è voler far colpo per ottenere copertura mediatica, ma sappiamo molto bene che sono pochissimi a leggere le ricerche fino in fondo. Si investe ancora troppo poco in ricerca e sviluppo e questi titoli ad effetto, non rendono un buon servizio allo sviluppo tecnologico. Il mio invito è quello di scegliere con maggiore attenzione titoli e descrizioni delle ricerche, perché spesso sono le uniche cose che vengono lette. Dal blog al libro
Come molti sanno, nell'ottobre del 2004, Chris Anderson, Chief Editor della rivista Wired, ha pubblicato un innovativo articolo dal titolo: The Long Tail. L'accoglienza strepitosa da parte del mondo digitale della nuova filosofia della lunga coda, ha convinto Chris a pubblicare un blog con l'obiettivo di sviluppare un modello teorico intorno a questa idea. Nel lungo periodo The Long Tail si trasformerà in un libro che verrà progettato soprattutto con il contributo dei commenti, dei suggerimenti e dalle estensioni alla teoria da parte della blogosfera, una sorta di libro collettivo. Si potrà ora parlare di cultura dei blog? Update: ne parla anche il Corriere Web 2.0
Si parla molto in questo ultimo periodo di Web 2.0, non si tratta di un nuovo protocollo, di una release di un software, ma di un termine utilizzato per descrivere un nuovo modo di intendere e di utilizzare la rete grazie allo sviluppo di una molteciplità di applicazioni che sono già state lanciate e che lo saranno nei prossimi mesi e che contribuiranno a modificare la morfologia della rete. Tim O' Reilly ha cercato sul suo sito di delinearne alcune caratteristiche creando anche un grafico che ne sintetizza i concetti base. Siamo naturalmente ancora a livello di brainstorming. Robin Good ha pubblicato una mini guida al web 2.0 di cui raccomando caldamente la lettura. E' prevedibile nei prossimi mesi una moltiplicazione di conferenze anche nel nostro Paese e di articoli e blog che si prefiggono di comprendere le potenzialità della nuova rete, che si sta riprogettando sotto i nostri occhi. Come al solito, lo sviluppo tecnologico è più veloce della nostra capacità di razionalizzazione. Per coloro che si occupano di editoria, di marketing e di comunicazione, si tratta di ripensare il modo in cui progettare l'informazione poiché possiamo già intuire dei cambiamenti epocali: a) il contenuto sarà completamente svincolato dalla sua rappresentazione b) l'informazione verrà aggregata e riaggregata secondo i bisogni degli utenti e sarà fruibile su diverse piattaforme di distribuzione, utilizzando diversi device c) oltre alla capacità di comunicare in nuovi ambienti, si dovrà anche imparare a gestire nuove dinamiche relazionali di tipo peer to peer d) la comunicazione diverrà sempre più flessibile e adattata ai contesti ed ai comportamenti di fruizione e) si assisterà ad un aumento di nuovi contenuti creati oltre che a diverse nuove modalità di ricombinazione di vecchi contenuti che renderanno obsoleti i tradizionali concetti di protezione dei diritti e di digital right management. f) con grande probabilità cadrà la distinzione tra contenuti caldi e contenuti freddi, i cui confini diventeranno sempre più labili g) si progetteranno i metadati con la stessa cura con cui verranno costruiti i contenuti
BitTorrent goes public?
P.s.: per i pochi che ancora non lo conoscessero BitTorrent è un protocollo di comunicazione che consente di condividere file, una evoluzione del buon vecchio Napster. Stanno nascendo vari software in grado di utilizzare questo protocollo, tra cui segnalo Azureus. Per chi volesse scoprire che cosa si nasconde sull'isola di Lost, oggi dovrebbe essere disponibile il secondo episodio della seconda serie ;) Blog e processo di acquisto
Il blog come strumento strategico per le imprese è al centro del dibattito. Si è infatti scritto e discusso molto sul corporate blogging , sulle strategie di business blogging, sulle sue opportunità e sulle metriche di valutazione. Sul sito della BBC, si riporta di una survey in cui viene mostrata l'efficacia del blog nell'influenzare il processo di acquisto. La ricerca citata dalla BBC si riferisce al mercato inglese, sicuramente più evoluto del nostro. Oltre 3/4 degli intervistati ha rivelato di aver consultato un blog prima di un acquisto. I blog sarebbero preferiti per la loro "imparzialità" e perché scritti da persone reali e non da redazioni. Altri dati li trovate sull'articolo menzionato. Occorre dire che non amo leggere dati riportati di survey se non riesco a comprendere i criteri e le metodologie con cui una determinata ricerca è stata fatta e naturalmente sapere chi ha organizzato e soprattutto commissionato la ricerca stessa. Segnalo lo stesso l'articolo di BBC che mette in luce le potenzialità del blog nella formazione delle preferenze d'acquisto. Io stesso sono un frequentatore di blog come Gizmodo ed Engadget, giusto per citarne due che stimo e che sicuramente tengo in considerazione prima di acquistare un prodotto elettronico. Google tv
Per chi pensa ancora che Google è un motore di ricerca: News 20/09/2005 - Bloglines style
- Software per "bloccare" Skype: un regalo per Telecom Italia? (via Luca de Biase) 2006: politica e web si incontrano?
Merita una segnalazione il vademecum rilasciato da Marco Montemagno per chi fa politica in vista delle Elezioni 2006 dal titolo "Elezioni politiche 2006 e Internet". Il documento è rilasciato sotto licenza Creative Commons e si pone come obiettivo, per usare le parole dell'autore, "di mettere a disposizione della classe politica e dei colleghi che si occupano di campagne online, alcune idee e linee guida implementabili all'interno delle proprie iniziative". Dopo il successo della candidatura alle primarie dell'Unione di Ivan Scalfarotto (maturato su web nel silenzio dei mass-media) la sensazione è che Internet, volenti o nolenti, giocherà un importante ruolo (informativo, di approfondimento, etc) del quale non si potrà non tener conto anche nel nostro paese proprio a partire dalle prossime elezioni. Microsoft comprerà AOL, a meno che Google non la preceda...
E' di qualche giorno fa la notizia di un interesse di Microsoft nel 'web side' di Time Warner. A quanto pare, il deal dovrebbe farsi entro un paio di mesi. Si tratta di una notizia molto importante; Microsoft, che potrebbe comprarsi Google tante e tante volte (se G vendesse) ha deciso di applicare una strategia aggressiva sul mercato Internet, in una fase in cui TW ha capito che il web non è proprio il suo mestiere. Ricordo che AOL conta 45 milioni di utenti unici al mese, che è il più grande provider U.s.a e che conta 700 milioni di ricerche al mese nel suo search engine. Con questa mossa, Msn rimarrà sempre il terzo motore di ricerca dopo Google e Yahoo, ma potrà contare su milioni di indirizzi e-mail, di AIM (l'instant messenger di AOL) di toolbar etc e sarà un po' meno underdog. Ho aspettato qualche giorno per parlare di questa notizia perché volevo vedere la reazione di Google che - stranamente - c'è stata. A quanto pare, Google non vuole perdere l'11% delle revenues che attualmente ottiene dall''affitto' degli spazi di AOL. To blog or not to blog ?
Segnalo la possibilità di scaricare un white paper di The Content Factor, dedicato al come e al perchè dedicare risorse al corporate blogging. Mi sembra valga davvero la pena di dargli un'occhiata. Credo sia interessante riassumere qui i 10 consigli base: 1. Read Before You Write. Google inaugura il motore di ricerca per i Blog
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