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L'idiozia del double opt-in
Autore: Federico.Riva | Categoria: Web Marketing | Data: Sabato, 27 Agosto 2005 

L'Italia è un paese singolare. Mentre accade di tutto in tutti i campi, ci sono alcuni 'angoli' dove dimostriamo una serietà ferrea, quasi ridicola; anzi: ridicola.
faccio riferimento alla normativa che da qualche tempo obbliga il double opt-in per l'iscrizione alle newsletter. Oggi mi sono iscritto a 3 newsletter di altrettanti prestigiosissimi siti statunitensi di marketing; nessuno di questi mi ha chiesto il double opt-in. Mi sono iscritto ed è arrivata una mail avvisando che ero iscritto e di cliccare un link nel caso non fossi stato io a iscrivermi. Tutto qui. Sono sempre stato contrario al double opt-in perché mentre non aiuta assolutamente ad evitare lo spam (sfido chiunque a dimostrare il contrario) produce soltanto danni, dal momento che 'disperde' circa il 40% dei nuovi iscritti a qualsiasi newsletter et similia. Molti si iscrivono quando non possono leggere la posta (la leggono dopo giorni e non aprono il messaggio di conferma); ma a parte questi 'sbadati' ci sono moltissimi che non vedranno mai il messaggio di conferma dal momento che questo viene messo nella black list dello spam (grazie agli eccezionali 'filtri' di cui disponiamo). La mia proposta? fregiamocene del doble opt-in, serve solo a farci perdere iscritti; un danno per noi e - a volte - anche per gli iscritti...

Commenti

ok.
non facciamoci del male.
bom domingo para vc tambèm :)
federico (aka guiguinho)

Inviato da: federico riva @ 04.09.05 17:42

Ciao Federico,

sì, è domenica mattina. Proprio non ce l'ho fatta a capire la tua ironia, sorry (ora sì, però :-)

per quanto riguarda invece le tue due (tre) domande...

1)no, emarketer non è un sito serio, se non fa doppio opt-in. è - per me, e solo relativamente a come gestiscono le newsletter - ovvio che non sono seri (il sito in sé non lo conosco, mentre conosco e mi piace marketingprofs anche se non ci vado così spesso, non sono iscritto alla loro newsletter e sono sorpreso e deluso che non facciano doppio opt-in).

2)macromedia è una società seria, se ti chiede sempre se vuoi aggiornare il software oppure no (e anche se il loro prodotto di punta, Flash, ha fatto danni inenarrabili su Internet, imho). Peraltro, ci sono, immagino, anche dei vantaggi ad aggiornare il tuo software da remoto in modo automatico, e se la cosa ti disturba così tanto non c'è nessuno che ti obbliga a downloadare nessun software che viene aggiornato in modo automatico.

3)beh, sempre meglio che mi arrivino 1000 email che mi chiedono se davvero voglio iscrivermi piuttosto che trovarmi già iscritto a 1000 newsletter, se non altro perchè mi basta ignorarle come quelle del cialis, mentre se mi ritrovo iscritto devo prima cliccare per disiscrivermi (idealmente - ma non sempre - nella newsletter stessa) e, poi, magari, per ironia totale della sorte, diciamo, ricevere una seconda mail nella quale mi si dice che devo, ora sì, confermare di volermi disiscrivere e infine ricevere una terza mail che mi dice che mi sono disiscritto con successo - se tutto è andato liscio.

Buona domenica anche a te :)

Massimo

Inviato da: Massimo Moruzzi @ 04.09.05 10:53


Massimo, posto che ritengo che il termine agghiacciante sia buono per personaggi come ted bundy et similia, devo dirti che ti ho sempre ritenuto uno 'molto sveglio' e quindi non capisco come tu non abbia afferrato l'ironia della mia frase da te citata.
Comunque è domenica mattina e quindi è comprensibile :)(l'ironia è qui: intendevo dire che a volte queste newsletter non valgono proprio la pena di essere lette e quindi non sempre il non riceverle è un danno per gli iscritti...;)).
Per quanto riguarda le società serie, ti faccio notare che (per quanto riguarda la tecnologia) ti chiedono sempre se desideri aggiornare il software installato (cosa che non fa Google) e che dall'altro (per il marketing) ci sono fior di siti di marketing che non chiedono il doppio opt in: ti cito : marketinjobs.com, marketingprofs.com e emarketer.com. Quindi, utilizzando il tuo sillogismo (sbagliato in quanto ha una premessa occulta):
1) la legge A è buona se è applicata da tutte le società serie
2) google è una società seria
3) google applica a legge A
4) la legge A è buona

Ti chiedo se

1) Emarketer non è un sito serio dal momento che non chiede doppio opt-in

2) macromedia non è una società seria dal momento che chiede se si vuole aggiornare il software

Spero che non sia troppo complicato.

Infine ti chiedo se la legge attuale evita che ti arrivino 1000 richieste di conferma a 1000 newsletter differenti in un solo giorno. Insomma, se evita che ti arrivi posta 'indesiderata' (ho allegato un articolo di punto-informatico, che ti può aiutare nelle risposta.).

In attesa, buona domenica :)

federico

Inviato da: federico riva @ 04.09.05 10:37

AGGHIACCIANTE!

Federico, scusa se te lo dico, ma ti trovo davvero agghiacciante.

1)il double opt-in non serve a proteggere dallo spam? Può essere, il cialis etc. continuerà cmq ad arrivare, ma almeno nessuno può iscriverti legittimamente ad una newsletter che non vuoi, o sostenere che ti sei iscritto ad una newsletter che non vuoi.

2)chissà come mai, ma le aziende corrette continuano a fare double opt-in, vedi ad esempio Google con gli Alert di Google News.

3)bellissima la chiusura, in cui dici che il double opt-in è un danno per noi e - a volte - anche per gli iscritti...
Secondo me non c'è davvero bisogno di aggiungere altro. Quel noi viene - ovvio! - prima dell'utente. Detto tutto.


Inviato da: Massimo Moruzzi @ 04.09.05 09:23

Mi inserisco nel dibattito pe run semlice motivo : dovendo impostare radicalmente il portale della azienda per cui lavoro, secondo voi, quale è il miglior modo per richiedere l'iscrizione alla news nel rispetto della legge sulla privacy ?. Avevo pensato al doppio OPT, ma ho pure pensato al semplice invio della news richiedendo altri dati ed una conferma di "gradimento".
Grazie

Inviato da: Luis @ 03.09.05 12:12

Sul fatto che disperde il 40% dei potenziali iscritti vorrei portare la mia esperienza. Gestendo una piattaforma di invio newsletter (utilizzata per da centinaia di clienti) ho verificato che tale percentuale è inferiore rispetto al 40% di Federico e si aggira in media intorno al 20%, con picchi del 27% per alcune newsletter.
Da questi vanno depurati gli utenti che scrivono l'email in modo errato (e che magari non ricevendo la mail di conferma provvedono a reiscriversi).
L'attenzione a mio avviso non va posta sul meccanismo del double opt-in quanto sul perfezionamento della comunicazione. Risultati ottimali si ottengono infatti spiegando con chiarezza quello che avverrà e l'iscrizione non è completa fino a conferma successiva (clic su email di conferma).
Gli altri ostacoli possono poi essere:
1) dover fare un REPLY anzichè un clic per confermare (per problemi di configurazione del client di posta), e si risolve con un tool di invio professionale
2) la conferma finisce nel Junk o nello spam? La deliverability se scarsa per il messaggio di opt-in sarà scarsa anche per le successive newsletter che saranno inviate. Il problema non è nel double opt-in ma nel contenuto del messaggio (vedi filtri bayesiani) e nell'infrastruttura utilizzata per inviarlo, che da sola incide per il 50% sui parametri che concorrono a "bollare" un messaggio come spam.

Inviato da: Nazzareno Gorni @ 31.08.05 19:42

Credo che bisogna sfatare il mito, prettamente mktg, del double opt-in. Esiste solo il sistema opt-in che richiede una conferma della registrazione attraverso un'email.

Il sistema credo possa garantire di non avere iscritti fittizi e di essere sicuri che si tratta effettivamente di chi dice di essere.

Ma è anche vero che molti, per distrazione o per la fretta, non rispondono ai link di attivazione.

La soluzione è l'opt-out? Forse tra i pro e i contro vince ancora l'opt-in :)

Inviato da: Lino Mari @ 30.08.05 15:23

mi permetto di inserirmi su un aspetto: a mio parere il double opt-in, oltre che essere positivo in termini di privacy e spam (parlo da utente), serve proprio per selezionare gli iscritti ed avere solo quelli veramente interessati, e non quelli che leggono una cosa e pensavno "vabbe' dai, iscriviamoci" e poi non leggono nemmeno le newsletter (parlo da "marketer"). Se mi voglio iscrivere ad una newsletter che mi interessa non ho problemi a rispondere ad una mail o a cliccare su un link, no? anzi, io di solito appena mi iscrivo vado subito su gmail e aggiorno per poter rispondere subito.

Inviato da: Matteo.Balzani @ 29.08.05 09:43

Scusa Federico, in uno dei tanti siti americani che dici tu, ma per adulti, qualcuno ha inserito contro la mia volontà il mio nominativo, e questo sicuramente lede la mia privacy, visto che non riesco ora in nessun modo a cancellarmi nonostante le mie ripetute richieste. Tu sai che io sono un uomo di marketing, ma sono anche consapevole che se andiamo avanti nella direzione del Grande Fratello e in un marketing troppo intrusivo, tutto questo ci si ripercuoterà contro. Ci sono dei limiti oltre i quali non dobbiamo andare. Tu hai sicuramente ragione da un punto di vista di marketer, ma io non posso non vedere anche la prospettiva dell'utente, perché sono fermamente convinto che il marketing e la comunicazione pubblicitaria debbano trovare nuove strade come come ho scritto nel post prima del tuo.
Non posso contestare le tue affermazioni, perché le comprendo, ma io sto ponendo il dibattito in una dimensione più ampia.
Vorrei che il marketing in rete sia assolutamente più collaborativo.

Inviato da: Maurizio Goetz @ 29.08.05 09:10

Essere distratti è umano. Le banche dovrebbero 'lasciar perdere' tutti coloro che dimenticano il codice del bancomat?
Sono distratti, ma sono interessati. Oppure hanno utilizzato uno dei software che tanto vengono pubblicizzati (e che sono la causa principale di peredita di mail importanti).
Per quanto riguarda la privacy (@maurizio), certo, possiamo estendere il concetto, ma queste estendioni provocano solo confusione (la lingua, più della matematica, non è unopinione). Vi ricordate qualche mese fa il panico di tutti coloro che dovevano certificare le proprie liste etc, comiunicandoli al garante con firma elettronica? Dopo (e non a caso) si seppe che dovevano fare queste comunicazioni pochissimi soggetti: ospedali e banche.
Io ho comunque una proposta che sembra astrusa ma è solo di lunga realizzazione: per ogni account di mail si inserrtisce anche una 'seconda' pasword, magari anche di solo 4 caratteri, che non serve per aproire la posta ma serve proprio per iscriversi. Tutti questi codici vengono inviati a un db centrale (in internet siamo pieni di db centrali, come quelli dei dns etc.) e a quel punto, quando ci si iscrive, si inserisce la seconda password (chiamiamolo CIN...). in questo modo si è sicuri che l'iscritto è il titolare e non c'è bisogno del double opt in.
Inoltr, il double opt in è facilmente 'falsifivabile' come è noto, mentre in questo caso non sarebbe così perché sarebbe registrato un codice e non un click magari proveniente da proxy.
Che vene pare?
Federico

Inviato da: federico riva @ 29.08.05 08:36

Scusate l'errore. Volevo scrivere: "... non serve ad eliminare certamente...".

Inviato da: ego @ 28.08.05 12:35

Il meccanismo del double opt-in non eliminare certamente lo spamming (per farlo, ci vuole ben altro...), ma assicura che l'iscrizione alla mailing-list sia stata effettivamente fatta (e voluta) dal titolare dell'indirizzo di posta elettronica inserito. Il che non è poco. E' una garanzia di serietà; una forma di rispetto per l'utente. Ed è anche una garanzia di serietà per chi gestisce la lista: gli utenti "distratti" è meglio perderli che trovarli (a che servono? solo a fare quantità?). Niente a che fare - ripeto - con la lotta allo spamming. Quanto ai siti di marketing che non utilizzano questo meccanismo, la loro esistenza è, di per sé, la riprova della validità del meccanismo stesso.

Inviato da: ego @ 28.08.05 12:32

Sono in parte d'accordo con Federico sul fatto che il double opt in limiti di gran lunga il numero di potenziali iscrizioni ad una newsletter ed in parte anche con Maurizio sul fatto che il risultato di una doppia procedura di iscrizione restituisca una mailing list più solida, motivata e quindi duratura nel tempo.

Molto più grave dell'opt-in, del quale comunque farei anch'io volentieri a meno, è la frammentazione degli indirizzi email e la loro precarietà. Il continuo proliferare di nuovi fornitori di accesso, unitamente all'abitudine di avere più indirizzi email, rende decisamente difficile mantenere efficienti alcune mailing list.

Il bravo marketer dovrebbe dotarsi di strumenti professionali in grado di gestire i bounces in modo molto avanzato ed intervenire attivamente nel caso in cui un indirizzo email risulti non più valido o non più utilizzato.

Dice bene Grillo che ognuno dovrebbe nascere con la mail e non con il codice fiscale ma bisognerebbe allora che la mail fosse unica e per sempre. Ecco, allora in questo caso si avrebbe molta più solidità del contatto acquisito e il discorso privacy potrebbe avere un senso che, con il double opt in a mio avviso ha poco a che vedere.

Inviato da: Filippo Ronco @ 28.08.05 11:56

Mi dispiace non sono d'accordo, il mio concetto di privacy è più ampio. Se tu mi invii messaggi non desiderati, hai violato comunque la mia privacy. Non posso e non voglio convincerti visto che su questo argomento ci sono diverse scuole di pensiero. Io rimango per il doppio opt in.

Inviato da: Maurizio Goetz @ 28.08.05 11:20

dici: "prima di ricevere il messaggio devi confermare la tua iscrizione al servizio".
non è così.
Infatti la conferma di iscrizione la si dà in un messaggio di posta elettronica che ci arriva 'comunque' (ecco il punto che forse non è chiaro a molti).
Che gli U.s.a. siano più indietro come privacy è vero, ma un altro luogo comune è che lo spam interferisca con la privacy, mentre non è affatto così.
Qualcuno lede la mia privacy (riservatezza) se viene a sapere qualcosa di me che io non vorrei che si sapesse (tipo: mie tendenze sessuali, mie malattie, mio conto in banca etc.). Lo spam lede la nostra 'qualità della vita' (se vogliamo esagerare), manon di certo la nostra privacy.
Infine, ripeto, sono anche io d'accordo che la quantità conta più della qualità (anche se la tv insegna il contrario), ma qui parlo proprio di siti di qualità che vogliono raccogliere indirizzi di persone veramente interessate e che - per una legge ridicola - li perdono per strada, lasciando invece campo aperto per chiunque voglia invadere le nostre mail con proposte di nigeriani, della moglie di Arafat e di 'patches' ...del pene.


Inviato da: federico riva @ 28.08.05 07:44

Su una cosa hai ragione Federico, il meccanismo del doppio opt in forse non riduce automaticamente lo spam, ma sicuramente le iscrizioni "moleste"; prima di ricevere il messaggio devi confermare la tua iscrizione al servizio. Preferisco di gran lunga il meccanismo dell'opt in a quello dell'opt out e soprattutto quello doppio. Credo che la mia posizione sia molto chiara, invece continuo a non capire il tuo fastidio per il doppio opt in. per la pubblicità in rete gli utenti non dovrebbero venire contati, ma pesati, purtroppo prevalgono ancora troppo logiche meramente quantitative.
Quanto ai siti americani, non li ritengo sicuramente incivili, ma credo che l'opt in doppio sia meglio di quello semplice e come sai in fatto di privacy l'Europa è molto più avanzata degli Stati Uniti, questo è un dato di fatto.

Inviato da: Maurizio Goetz @ 27.08.05 23:04

il meccanismo del doppio opt-in non evita niente, perché arriverebbe cmq la prima mail e poi ogni prima mail di qualunque sito. Quindi anche con il double opt-in io posso farti iscrivere a centinaia di newsletter pornografiche senza infrangere la legge. Riceverai soltanto la prima mail, ma il problema della sorveglianza non è di certo eliminato. Inoltre mi dite voi che cosa ha a che fare il double opt in con lo spam? Lo spam è fatto da società fantasma che non esistono e che vendono prodotti che non saranno mai consegnati (cialis and company). Il double opt in è solo dannoso. E' come per l'immigrazione clandestina; più soi inaspriscono le leggi più sono danneggiati coloro che voglio entrare nel paese (come nella nostra casella di posta) legalmente; chi vuole farlo illegalmente non si interessa del double opt-in. Poi spiegatemi perché questi siti di marketing che tutti voi leggete non lo utilizzano. Ego, tu hai qualche idea in proposito? Maurizio, tu li ritieni degli incivili? Io credo che semplicemente adottino il buon senso e il buon senso è semplice, quasi semplicistico ;)

Inviato da: federico riva @ 27.08.05 20:28

Concordo pienamente con Maurizio. L'analisi di Federico mi pare a dir poco semplicistica.

Inviato da: Ego @ 27.08.05 17:22

Mi dispiace Federico, ma devo dissentire totalmente. Il doppio opt in è civiltà.
Secondo me non solo evita lo spamming ma anche gli scherzi di dubbio gusto. Pensa se iscrivessi qualcuno sul suo indirizzo di ufficio magari sottoposto a sorveglianza ad un servizio pornografico contro la sua volontà, il meccanismo del doppio opt in evita sicuramente questi abusi.
Per quanto concerne la perdita di utenti, sono d'accordo con te, ma devi convenire che non abbiamo bisogno di numeri ma di contatti utili, quindi meglio meno utenti ma qualificati. Sul doppio opt in mi sono battuto a lungo e sono felice che sia stato introdotto. E' un progresso per rispettare l'utente. Come sai Federico, la mia battaglia è per un marketing più usabile ed il doppio opt in a mio parere va in quella direzione.

Inviato da: Maurizio Goetz @ 27.08.05 15:26

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