IMlog
Ma è sempre colpa delle agenzie?
Autore: Maurizio Goetz | Categoria: Pensieri Laterali | Data: Martedì, 31 Maggio 2005 

innovate.jpgAlcuni giorni fa in un mio post su Imli, ho denunciato la scarsa propensione all’innovazione da parte di molte grandi agenzie di pubblicità che aspettano che “il cambiamento si manifesti” concretamente in termini di nuove opportunità di business in una logica di breve che potrebbe penalizzarle nel lungo periodo.

Ho cercato di riflettere sulle ragioni di questo comportamento e mi sono domandato se sia tutta colpa delle agenzie di pubblicità o se invece vi sia anche un po’ di responsabilità da parte dei loro clienti e sono arrivato a queste conclusioni:

Nel nostro Paese si apprezza molto l’innovazione ma nessuno è disposto a pagarla. Le agenzie di pubblicità vecchie e nuove sono costrette molto spesso a partecipare a gare in cui molto spesso i budget sono già stati assegnati e le loro idee in molti casi “riutilizzate in nuovi contesti” senza alcuna remunerazione per il lavoro svolto.

L’Italia è uno dei pochi Paesi dove sembra che i contenuti non abbiano alcun valore, mentre nel resto del mondo si dice giustamente che “the content is king”. Pensate a quanta fatica fanno gli organizzatori di fiere, conferenze e seminari a pagare una somma equa ai relatori, a cui si chiede di preparare interventi in forma gratuita, salvo poi lamentarsi che le relazioni presentate hanno poca qualità e sono solo grandi spottoni a favore delle società in cui i relatori operano.

Pensate a tutte quelle aziende che ritengono inconcepibile pagare uno studio di fattibilità e che ritengono normale che un prestudio venga presentato in forma totalmente gratuita. E’ vero che in molti casi qualche agenzia vecchia e nuova ha proposto lavori di scarsa qualità a prezzi esorbitanti, ma nella stragrande maggiornanza dei casi, un lavoro di qualità ha i suoi costi e troppo spesso le agenzie vecchie e nuove si trovano di fronte manager che non sono assolutamente in grado di apprezzare un progetto innovativo.

Questa cultura del tutto gratis, sta uccidendo ogni professionalità, allora voi manager di azienda se leggete questo post, voi aziende organizzatrici di conferenze e seminari provate andare dal vostro macellaio e ditegli che la carne questo mese non gliela pagate, ma gli farete avere tanta ma tanta visibilità e vedete cosa vi risponde.

Se l’Italia sta perdendo competività una delle cause è certamente legata alla mancanza di innovazione. Ma l’innovazione costa e qualcuno la dovrà pur pagare. Le agenzie devono cambiare, ma anche i loro clienti devono fare la loro parte.

Mi sbaglio?

Tv Rich e Tv light
Autore: Maurizio Goetz | Categoria: TV Digitale | Data: Sabato, 28 Maggio 2005 

Vorrei riprendere e (contribuire a diffondere) quanto scrive Michele Mezza in questo post che evidenzia molto chiaramente un paradosso relativo alla digitalizzazione della televisione, ovvero la coesistenza di due mo(n)di paralleli che richiedono di (ri)pensare le televisioni digitali in modo sdoppiato: una televisione rich ed una light

Michele recentemente si è recato al Nab, importantissima fiera del Broacasting e nello stand della Sony ha potuto rendersi conto della vision del colosso giapponese sul “nuovo modo di intendere la tv”. Sony ha infatti presentato al Nab tre prodotti di punta cosi descritti da Michele Mezza:

Una telecamera in alta definizione HDV il cui costo di 4000 euro diminuisce notevolmente le barriere all’entrata per chi vuole produrre contenuti video di elevata qualità.

Un sistema di produzione e post produzione Tv automatizzato Sonapse, che accelera tutte le funzioni di cattura, archiviazione, montaggio e messa in onda delle immagini.

Uno schermo extra large a 72 pollici, con retroproiettore a led. Una vera parete audiovisiva che fa sembrare il vecchio Home Thatre poco più di un video citofono che fra due anni potrebbe essere venduto a circa 2.000 euro

Michele Mezza evidenzia come sia l’insieme dei tre prodotti, combinati tra loro che preannunciano un nuovo universo televisivo, in cui i costi di produzione tendono a diminuire, mentre quelli di distribuzione tendono ad aumentare imponendo una televisione a due velocità: una light quella ad esempio dei video blog, dove contano di più le dinamiche relazionali, per una televisione del tempo sociale ed una rich, più spettacolare per il tempo libero, che impone standard qualitativi sempre più elevati per suscitare “grandi emozioni, attraverso, grandi immagini fruite su grandi schermi”.

La televisione light vedrà un allargamento di soggetti, mentre quella rich pochi grandi player internazionali. Ecco perché non si può più parlare di televisione digitale usando il singolare. E’ inutile discutere quando stiamo parlando di cose diverse che sono destinate a convivere.

Oggi siamo in pochi a dirlo, ma è una tendenza molto precisa.

Ma il marketing della Fiat lo sa?
Autore: Gianluca.Diegoli | Categoria: Advertising | Data: Venerdì, 27 Maggio 2005 

fiat cromaIn questi giorni Fiat presenta la nuova Croma, e nei siti specializzati si legge (ne cito uno a caso):

Qualche similitudine emerge giusto con la Opel Signum, non a caso cugina della nuova Croma e con la quale la nuova Fiat condivide il pianale e alcuni motori.

(da Virgilio Motori)

Poi arriva lo spot in TV:

Fiat e Burnett Bgs annunciano il ritorno dell'ammiraglia della casa torinese in diverse lingue passando attraverso paesaggi europei ricchi di fascino. Lo spot [...]

mostra le immagini della Fiat Croma mentre in sovrimpressione appaiono dei super in inglese, poi in francese e in tedesco che raccontano l’auto. Alla fine, mentre la Croma passa accanto a un cartello stradale che dà il benvenuto in Italia, appare il claim che sintetizza la campagna: 'Nuova Croma. La grande auto ritorna a parlare italiano'. [...]
Spiega Luciano Nardi, direttore creativo esecutivo della campagna: [...]
Il concetto creativo dietro a tutta la campagna tv, stampa e radio si basa proprio su questa idea semplice e tagliente: possiamo dirvelo, se preferite in tutte le lingue ma la grande auto è tornata a parlare italiano.”

(da Pubblicità Italia)

La pagina, sui giornali, riporta in basso, in grassetto "Italiana in ogni suo dettaglio": pianale, motori e musica dello spot esclusi, evidentemente.
La vettura sembra valida: dobbiamo continuare per forza a farci del male con questa spot-autarchia (per di più fondata su basi traballanti)?

Nuovamente cambiato l'algoritmo di indicizzazione di Google
Autore: Thomas.Grones | Categoria: Internet per le aziende | Data: Venerdì, 27 Maggio 2005 

google_result.gifDa pochi giorni Google ha cambiato modalità di indicizzare i siti e fornire i risultati. Speravo che la nuova "Google dance", come si chiama in gergo, portasse a pulire i risultati, sempre più sporchi e "spam like" nel motore.
Avete mai fatto caso a quanto non trovate rispetto a quanto trovavate prima? A
quanti siti che vi danno risultati che a propria volta sono elenchi di "pseudo"
risultati?

Bene... la Google dance in italia è ancora in piena attività, ed i suoi risultati sono veramente devastanti, ma mi sovviene una piccola riflessione, che vorrei condividere con voi:
1] Google cambia il suo algoritmo di ricerca
2] La vendita di spazi AdWords sale e così aumenta anche il valore per
determinate keyword e aumenta il fatturato determinato dal fatto che molti siti
stanno perdendo traffico... e vi assicuro che in questo momento in italia sono
tanti, e per recuperare riacquistano keyword.
3] Anche gli utenti di Google cliccheranno di più sui risultati di AdWords perchè i risultati nel motore sono sempre più "sporchi"… e quindi l'utente invece di ricevere nel "centrale" risultati pertinenti viene educato (dal
latino ex ducere…) a cliccare sui link sponsorizzati… (piccolo e insignificante esempio: cercate altoparlanti autoradio)
4] Ma in realtà anche il risultato spazzatura centrale va bene… perchè AdSense è il regno di tanti siti che vivono solo di quello e di sponsored links... e ovviamente chi clicca sui siti che contengono AdSense dà cash a Google!

Ed il cerchio si chiude. E' una provocazione, pura e semplice, ma per chi si danna l'anima nel recuperare il traffico dai motori arrampicandosi tra
ottimizzazioni e algoritmi diventa sempre più certa l'idea di essere in balia
di un tiranno
.

L'email? Meglio di mercoledì
Autore: M. Bancora | Categoria: Web Marketing | Data: Giovedì, 26 Maggio 2005 

Via Marketing Vox e via Giuseppe vengo a sapere che secondo una ricerca, durante la settimana il tasso di apertura delle email non presenta più una varianza così accentuata come invece, pare, avveniva in passato. Questo significa che il risultato di una campagna di email marketing avrà, con tutta probabilità, un tasso di successo che dipende in minima parte dal giorno della settimana in cui il messaggio è inviato.

Resta il fatto che analizzando il grafico il martedì e il mercoledì sono ancora i giorni della settimana in cui si leggono più messaggi. È dai tempi della IMLI che mi sto chiedendo il perchè di questo fenomeno. Ricordo come al martedì o al mercoledì ci fossero molti più interventi degli iscritti alla mailing list rispetto agli altri giorni della settimana.

Il motivo ancora mi sfugge. Sarà che abbiamo letto il carico di email del week end e ci sentiamo pronti per affrontare il resto? Al martedì o al mercoledì nessuno prende appuntamento fuori dall'ufficio? Poco plausibile. Qualcuno ha idea del perchè?

il vero dibattito sulle tv digitali
Autore: Maurizio Goetz | Categoria: TV Digitale | Data: Giovedì, 26 Maggio 2005 

Credo fermamente che non si possa più parlare di Tv Digitale e che si imponga il plurale. Ecco perché mi piace parlare di TELEVISIONI DIGITALI

Non è un problema solo di piattaforme ma soprattutto di modalità di visione. Pensate al Dvr, pensate alla mobile tv, pensate alla tv peer to peer o alla blog tv. Poco importa se questi sono modelli transitori o se invece sono destinati a rimanere.

In un prossimo futuro aumenteranno le opzioni di fruizione dei programmi televisivi che potranno essere visti:

a) live
b) registrati
c) in modalità time shifted
d) on demand
e) in streaming su pc
f) in streaming o broadcasting su terminali mobili
g) in downloading su terminali mobili
h) in modalità enhanced
i) in modalità interattiva
li) in multivisione (mosaico)
m) da un pc attraverso un video search engine (blinkx.tv o google video)

Utilizzeremo schermi di diverse dimensioni, da quello ridotto degli smart phone a quello molto ampio dei grandi televisori al plasma. Come possiamo pensare di trasmettere un contenuto video che sia uguale per tutte le modalità di fruizione? Che senso ha ad esempio vedere una partita di calcio sul telefonino?

Possiamo discutere sulle definizioni, ma per un broadcaster che progetta palinsesti non si può non tenere conto dei diversi modelli di fruizione.

Gli effetti della transizione al digitale in tv si vedranno ben presto perché a mio parere stiamo entrando in una nuova era.

Vorrei qui riassumere una personalissima interpretazione dell'evoluzione della tv su cui Cesare Massarenti, Michele Mezza ed io abbiamo basato il convegno che avrà luogo a Milano il 7 e 8 giugno.


L'evoluzione dell'offerta comunicativa è passata attraverso quattro grandi fasi. La prima prettamente gestita in funzione del servizio pubblico con l'intento di informare, educare ed intrattenere.

La seconda fase, più commerciale, è costituita da nuove e diverse forme di informazione e intrattenimento rivolte all'acquisizione di pubblico.

La terza fase è basata sulla crescita esponenziale di offerta attraverso i servizi a pagamento.

La quarta fase è in grado di veicolare informazioni attraverso reti sempre più evolute e capillari grazie all’aumento dell’interattività, ai processi di personalizzazione dell’offerta, ai nuovi protagonisti e produttori di contenuti.

L’ampliamento dell’offerta mediatica, garantita dal processo di digitalizzazione in atto, sta segnando un percorso di differenziazione non solo delle condizioni di accesso ai servizi, ma nell’intero mercato televisivo aprendolo a nuovi attori.

Sicuramente nei prossimi anni assisteremo a diversi modi di pensare la televisione. Una maggiore quantita di programmi porterà anche una maggiore qualita?

Il dibattito attuale è troppo ancorato sulle tecnologie che dovrebbero invece solo essere considerate come fonte di abilitazione per nuove esperienze di visione. Possiamo tornare a parlare di contenuti?

La mia piccola lotta allo spam
Autore: Maurizio Goetz | Categoria: Internet per le aziende | Data: Mercoledì, 25 Maggio 2005 

spam.jpgLo spam è un fenomeno molto fastidioso e anche io come tutti ne sono vittima. Quando lo spammer viene dall’estero c’è ben poco che io possa fare se non munirmi di filtri antispam e sperare che funzionino.

Quando invece lo spammer è italiano ho sperimentato un metodo estremamente efficace. Rispondo con un testo oramai consolidato che fa riferimento ad una vecchia notizia del 21 giugno 2004, il cui testo ho rigorosamente conservato.

Questo è il testo della mia mail antispam


Caro spammer, ti ringrazio molto, con il tuo contributo mi pagherò le prossime vacanze.

Nuova forma di revenue per me: spamming, punito chi viola la privacy
Napoli: Giudice di Pace riconosce il danno da spamming. Liquidato il risarcimento Un risarcimento danni di 1000 euro, più 750 euro di spese legali, e la pubblicazione della sentenza di condanna sui maggiori quotidiani nazionali. Queste le conclusioni di una delle prime sentenze che riconosce il danno da spamming, emessa da un giudice di pace a Napoli.
"I messaggi pubblicitari di posta elettronica non richiesti e non preventivamente autorizzati - scrive il giudice nelle motivazioni - rappresentano una violazione della legge sulla privacy e la società che li invia deve rispondere del comportamento illecito dei propri dipendenti".
Nella causa, intentata dall'avvocato Angelo Pisani, del movimento Noi consumatori, ad un'azienda di articoli sportivi, il magistrato ha affermato che "l'invio di posta elettronica indesiderata è illegittimo sotto due profili: da un lato per la scorrettezza e l'illiceità del trattamento dei dati personali e dall'altro perchè provoca un'illegittima intrusione lesione della sua riservatezza".
Per queste ragioni, il giudice risarcisce il danno patrimoniale e il danno morale e, in particolare, ordina la pubblicazione del provvedimento, a spese dell'azienda, su alcuni quotidiani e su due settimanali.

Vi invito a provare l’efficacia di questo testo, funziona davvero. Per gli altri spammer ancora non ho trovato un sistema efficace, ma in caso ve lo farò sapere.

RSS: il momento dei numeri
Autore: Giuseppe.Mayer | Categoria: Ricerche | Data: Mercoledì, 25 Maggio 2005 

Il marketing, come lo intendo io, parla principalmente il linguaggio dei numeri; per questo ho trovato decisamente interessante (anche se con dati tutti da verificare) la relazione fatta da Roy Hrastnik nel corso del convengo su Content Syndaction Trands dal titolo Syndacate che si è tenuto a New York la scorsa settimana.

Tra le statistiche presentate mi hanno colpito particolarmente

- 23% di CTR sui feed: qui si sta parlando di percentuale di click su feed in 48 ore dalla pubblicazione
- chi sottoscrive il feed realizza il 500% di CTR in più rispetto agli iscritti alla newsletter: in questo caso è probabilmente la natura dell'editore (Lockergnome.com) a spingere i numeri e tuttavia è molto interessante notare come per ogni iscritto alla newsletter ci sono 5 iscritti ai feed.

Sono numeri da prendere davvero con le pinze, ma indicano secondo me anche una tendenza da tenere sott'occhio.

Non avrai altro Blog ...
Autore: Giuseppe.Mayer | Categoria: Avvistamenti | Data: Mercoledì, 25 Maggio 2005 

(Via CorporateBlogging) Commentando un articolo sul corporate blogging apparso qualche settimana fa su Business Week, il sito cristiano LifeWay ha fatto la lista dei motivi per cui il blog è uno strumento utile per l'evangelizzazione cristiana.

Di seguito i quattro punti:

- Blogging will bring churches closer together as it closes a communication gap
- Blogging will help to develop sermons and classes
- Blogging will break down barriers and remove masks
- Blogging will help the church to engage the culture.

Mi ha colpito il terzo punto: mi sono immaginato il blog del Vaticano e la discussione che sarebbe potuta nascere, in questo periodo, sull'8x1000. Tuttavia, ho idea che questo "sviluppo" tarderà ad arrivare anche in italia in tempi brevi. :)

Ah, questi francesi...
Autore: Enrico.Bianchessi | Categoria: Avvistamenti | Data: Martedì, 24 Maggio 2005 

Vi rimando alla gustosa news di Punto Informatico . Sono aperte le danze: qual è il termine italiano per blog? Commento: c'è davvero gente che ha tempo da perdere. E magari li pagano, anche...

Agenzie pubblicitarie a rischio di disintermediazione?
Autore: Maurizio Goetz | Categoria: Advertising | Data: Martedì, 24 Maggio 2005 

advertising.jpgVi ricordate quando le agenzie di pubblicità non ne volevano sapere di internet? Correvano gli anni 1995/1996 gli utenti on line erano ancora troppo pochi, il mercato ancora poco interessante per occuparsi della rete. Questa situazione ha permesso lo sviluppo delle Web Agencies che si sono imposte sul mercato grazie ad un vuoto nel sistema di offerta delle agenzie tradizionali di comunicazione.

La stessa situazione si sta puntualmente ripresentando a distanza di dieci anni. Interessa a qualche agenzia la televisione digitale?

Ho dedicato gli ultimi quattro anni della mia vita professionale a sviluppare nuovi modelli di advertising per la televisione interattiva sia come consulente sia come docente in corsi di specializzazione. Vista la mia “discreta frequentazione dell’ambiente pubblicitario”, decido circa 7 mesi fa, di contattare alcune grandi agenzie ed i principali centri media, per proporre loro di fare "due chiacchiere" sul futuro della pubblicità, nell’era della transizione alla tv digitale.

La risposta è corale. Non ci interessa, non ci sono gli utenti, non esiste il mercato. Quando sarà il momento ci penseremo.
Qualche agenzia comincia timidamente ad occuparsi di pubblicità interattiva televisiva , ma nella maggior parte dei casi si fa riferimento a modelli consolidati che sulla tv digitale appaiono già vecchi. Non c’è spazio per la ricerca, non ci sono i budget. Dell’argomento ci si preoccuperà quando sarà ritenuto urgente. ..... invece gli inserzionisti pubblicitari si dimostrano molto interessati alle potenzialità dell'interattività in televisione.

Abbastanza sconcertato dalla miopia generale, pubblico sulla rivista Net Forum un articolo dal titolo “non è mai troppo presto” in cui pur comprendendo le logiche del time to market cerco di porre l’attenzione sulla necessità di “monitorare” i principali trend di cambiamento nel comparto della comunicazione ed invito il mondo delle agenzie a non abbandonare la strada della ricerca (anzi a ripercorrerla per essere più corretti).

In diversi altri articoli che ho pubblicato, ho cercato anche di evidenziare come negli Stati Uniti, i grandi investitori pubblicitari già stiano modificando i loro investimenti pubblicitari, riducendo le pianificazioni di formati tabellari ed incrementando la quantità di progetti speciali come conferma questo articolo del New York Times

L’articolo in questione è molto esplicito fin dal titolo: “Advertisers want something different”. (Visto che è pubblicato nella sezione a pagamento, non tutti lo potranno leggere. Spero di non violare il copyright se ne riporto qui una frase, rendendomi perfettamente conto che estrapolandola dal suo contesto non è proprio la migliore delle operazioni, ma credo che il senso di questo "estratto" sia estremamente visto che i riferimenti sono estremamente precisi).

It's unclear if the traditional agencies will be nimble enough to halt a slow decline. Already, many famous names are vanishing: N. W. Ayer; Bates; Bozell; D'Arcy Masius Benton & Bowles; Earle Palmer Brown; Lintas; Warwick Baker O'Neill. The big agencies also face a throng of hip new rivals, which have pounced on the opportunity and are looking to steal business. Those boutiques use their oddball names - like 180, Amalgamated, Mother, Nitro, Soul, StrawberryFrog, Taxi and Zig - as branding devices to signal they are not about business as usual.

Sembra che gli investimenti pubblicitari aumenteranno, è questa è una buona notizia, ma i clienti stanno diventando sempre più selettivi, se le agenzie di pubblicità non sapranno adeguarsi, "nuovi soggetti" potrebbero prendere il loro posto o ancora peggio, le aziende investitrici potrebbero decidere disintermediare le agenzia di pubblicità.

Potrò anche sbagliarmi, vogliamo correre il rischio?

Start: il feedreader su web di Microsoft
Autore: Giuseppe.Mayer | Categoria: Web Marketing | Data: Martedì, 24 Maggio 2005 

start.gif Vista l'influenza fuori stagione che mi ha costretto a casa, ho dedicato il weekend a testare il nuovo servizio offerto da MSN chiamato Start; il link a questo nuovo servizio l'ho trovato navigando in Sandbox, una sorta di laboratorio dove MSN permette di utilizzare nuovi prodotti, prototipi e, appunto, versioni beta.

Start altro non è che un feed aggregator su web pensato come punto di partenza per la navigazione online tra blog, news e qualsiasi altra fonte informativa che è possibile contenere in una home page personalizzabile via rss.

Non è prevista alcuna iscrizione, come nel caso della home page "beta" di Google, quindi l'identificazione dell'utente viene fatta su base macchina (tramite cookie) e questo, a mio modo di vedere, è un male perchè limita di molto l'utilizzo potenziale di un simile servizio su computer condivisi (università, internet point, etc).

E' prevista una preselezione dei feed per categorie, ma l'utente può tranquillamente crearsi le proprie anche partendo da un import massivo (testato con un export fatto da Bloglines e perfettamente funzionante)

Interessante è il modo in cui vengono gestiti i feed; si può definire la loro posizione e utilizzare due livelli di apertura, ma c'è anche qui il grave limite di non aver previsto la possibilità di evidenziare in modo chiaro gli articoli già letti rendendo così difficile la lettura quando il numero di feed aumenta.

In conclusione, Start è un pò poco come inizio, ma abbastanza per confermare quanto dichiarato da Ballmer la scorsa settimana; intervistato sul tema RSS infatti, il numero due di Microsoft ha così risposto "We believe RSS is important and will be around for a while but it is not going to change the world. It is a little too simple, that is also the reason everyone’s using it. We are working on more existing powerful stuff, around XML/web services [sic] that will address many issues beyond RSS. RSS will be around, but whatever we are working next will be cooler and more prevalent."

A me sono venute in mente subito due parole "browser integration" .. staremo a vedere!

I Blog e l'assalto dei comunicatori
Autore: Enrico.Bianchessi | Categoria: Comunicazione | Data: Lunedì, 23 Maggio 2005 

Continua l'"assalto" all'arma bianca delle grandi agenzie di PR (specie americane) al blog. Qui uno degli ultimi esempi descritto in un post di "Beyond PR" . Tutta questa frenesia e questo sfornare decaloghi e apposite "practise" dedicate, mi lascia davvero perplesso.

Non vedono l'ora di far bloggare i clienti, e di mostrare che loro hanno capito tutto, ma mi sembra si stiano dimenticando che il blog, specialmente il mitico e immancabile "CEO blog" è uno strumento potentissimo di costruzione ( e per converso di distruzione) della reputazione. E con la reputazione non si dovrebbero fare esperimenti.

Secondo un assunto universalmente accettato il 50% della credibilità di una azienda è costituita dalla credibilità personale del suo CEO. A qualcuno sfugge che il blog è personale ?

Warren Buffett, celebrato "guru" del mondo finanziario americano, ha detto: "If you lose dollars for the firm by bad decisions, I will be understanding. If you lose reputation for the firm, I will be ruthless." Mi sembra una osservazione molto saggia. Ma come è stato già osservato su queste pagine, la potenza della moda travolge tutto.

Blog Corporate per Skype e Conference Blog per Palm
Autore: Giuseppe.Mayer | Categoria: Avvistamenti | Data: Lunedì, 23 Maggio 2005 

skype_blog.gifForse non ne avevano realmente bisogno, ma quelli di Skype hanno deciso comunque di aprire un blog corporate all'interno del quale rispondere alle domande sulla propria storia, l'architettura del network, sostenibilità del business model etc etc.

Mi colpisce molto la grafica di questo blog, molto poco corporate e molto più cartone animato ed anche il titolo (share.skype.com) sembra suggerire una volontà di "condivisione" delle informazioni e di interazione tra azienda e user.

palmsource.gifUn aspetto decisamente più formale caratterizza invece il blog realizzato da Palm per coprire il Mobile Summit (dal 24 al 26 maggio a San Jose in California); qui è interessante il tentativo che gli organizzatori stanno facendo di promuovere un network di blog che copriranno l'evento.

Per concludere la lista degli avvistamenti, vi segnalo anche un interessante PDF realizzato da Flyte dal titolo "How to plan, build and promote a Business Blog"; idea centrale del documento è la comprensione del blog come strumento di business esremamente flessibile (verrebbe da dire multiuso) che come ogni strumento può essere usato bene o male in funzione dei propri obiettivi.

Buona lettura!

Askjeeves: campagna acquisti e personalizzazione
Autore: Roberto Cucco | Categoria: News | Data: Lunedì, 23 Maggio 2005 

ask_logo.gifAskjeeves compra Excite Europe da Tiscali. Potrebbe sembrare una naturale estensione dopo l'acquisto di Excite.com, ma la notizia è interessante.
Prima di tutto la parentesi nostalgica: ho lavorato in Excite a Roma e vi posso garantire che si lavorava con grande entusiasmo, in un ambiente bello, internazionale, giovane e ricco di idee e di stimoli. Lo stile new economy americano è a mio parere unico e in Italia non ho mai visto situazioni simili.

Ma oltre a questo la notizia non è Tiscali, che dimostra di pensare solo a fare la Telco, dismettendo quasi completamente i contenuti (iscrivendo peraltro a bilancio una svalutazione di circa 6milioni di € per Excite). La notizia, o meglio la conferma, è che Askjeeves sta attuando una strategia aggressiva in un mercato come quello dei search engine, dove c'è un brand fortissimo (Google) e una battaglia in corso con attori del calibro di Yahoo e MSN. Ask non sta temendo i grandi rivali e continua imperterrita la sua espansione internazionale.

Ma chi ask? Esiste sulla rete dagli albori dell'Internet commerciale e, dopo aver puntato sulle ricerche in linguaggio naturale, poco recepite dal pubblico della rete, sta ritrovando slancio, grazie a capitali freschi e ad una R&D innovativa. L'innovazione in senso assoluto non è un successo (gli SMS insegnano), ma lo è quando è ben collegata ai bisogni del mercato, quando è una novità che porta valore.

Ecco che il database dei documenti Internet di Ask diventa il 4° nel mondo e copre il 57% del Web “visibile” e realmente indicizzabile. Un dato di tutto rispetto (MSN al 3° posto copre il 61%, Google al 1° il 76%) per una società che ha meno mezzi finanziari rispetto ai grandi nomi del search market quotidianamente stra-citati in rete.

AskJeeves inoltre sta innovando fortemente il motore, spingendo fortemente sulla personalizzazione delle ricerche (salvataggio dei risultati per poter riutilizzarli senza ricominciare la ricerca da capo), sulla desktop search (integrata con gli altri strumenti di personalizzazione) e, dopo l'acquisto della piattaforma Bloglines, su un sistema di ricerca nella blogosfera che consentirà anche ranking personalizzati in funzione dei blogs preferiti dall’utente.

Sembra proprio che non esistano battaglie impossibili sulla Rete…

Sbagliando non s'impara: la TV DTT, internet e il solito errore
Autore: Gianluca.Diegoli | Categoria: TV Digitale | Data: Lunedì, 23 Maggio 2005 

dttvCi sono idee, che per quanto manifestamente non funzionanti, il mondo delle telecomunicazioni (in senso allargato) non smette di riproporci allo sfinimento.
Ho letto con interesse l'articolo di Roberto Ciacci su TV digitale terrestre su Punto Informatico soprattutto perchè vi ho rivisto, ancora una volta, le tracce di quella Follia Collettiva Creativa del mondo IT e TLC, che pensa di far evolvere artificialmente un media, inoculandogli forzatamente -solo perchè tecnicamente possibili- funzioni e finalità peculiari di un altro.

Un po' come quando si faceva e-commerce di oggetti improbabilmente acquistabili sulla rete, solo perchè era tecnicamente possibile venderli.

Ecco quindi la TV DTT che vuole, deve, trasformarsi in internet: e allora, come esempio di nuovo valore aggiunto, ecco la massaia che fa interazione (paga la bolletta?) tramite lo stupido telecomando - senza lettere- e collegandosi via telefono a 56k. Si, perchè si dice, la massaia sa già usare la TV ma non il PC, ha già la TV ma non il PC.
Non funzionerà. E, mettetevi il cuore in pace, non funzionerà nemmeno aggiungendo il canale di ritorno in DSL, perchè a quel punto, a cosa le servirà il televisore "interattivo"?
il PC sarà molto più efficiente, pratico, intuitivo di uno scatolotto con un software spartano teleguidato da un guscio Meliconi...

La TV arrivò e arriva "dall'alto", e si esprime al suo meglio come mezzo di broadcast massificato, a bassissimo costo di fruizione; del resto la sua passata rapida ascesa discende anche in buona parte dal marketing anni sessanta, quello che apriva a forza i mercati con - per usare un paragone non political correct - le armi di distruzione di massa della pubblicità tradizionale, un napalm indistinto in una foresta senza obiettivi visibili, verso un target indistinto. Ma sei vuoi usarla per interagire, non funziona più.

Ma vale anche l'opposto. Internet nasce "dal basso" come strumento di interazione, e si esprime al massimo su questo terreno.
La TV via ADSL, o triple play, alla vecchia maniera
con i "canali" come li conosciamo ora, non funzionerà.
Perchè consuma inutilmente banda che sarà sempre più costosa di quella televisiva, e non solo per questo. Allora meglio il televisore con il divano, le gambe distese, l'occhio sonnecchiante.

Eppure molte telecom pensano che sia la TV la panacea per aumentare l'ARPU. Io dico ancora un'ultima volta: non funzionerà. Se hai il broadband, nessuno riuscirà a obbligarti a stare sintonizzato su TeleAlice, TeleLibero, TeleTiscali. Via, via, via. Lo stesso streaming video, l'antenato del triple play, bandwagon negli anni della new economy, non è mai veramente accaduto. Multinazionali come Akamai o Digital Island sono scomparse, svendute o in affanno.
Semplicemente perchè non ha senso economico e tecnico usare un media, bidirezionale by design, per trasmettere a ognuno la stessa cosa. Il satellite, la TV tradizionale, l'evoluzione digitale, fanno questo lavoro in modo molto più efficiente ed efficace.

Ci sono tanti evidenti motivi per dire che il futuro della TV non sarà nel surrogare internet. Ma quale sarà allora il suo futuro?
Ora, secondo me ha ragione Maurizio Goetz quando suggerisce che il
futuro della TV sia la napsterizzazione
. Ma mi chiedo,
come Luca Sofri, se la TV, napsterizzata, sia ancora "TV".

Ecco perché "frequento" i blog
Autore: Maurizio Goetz | Categoria: Pensieri Laterali | Data: Sabato, 21 Maggio 2005 

Sulla rete ci sono più informazioni di quanto io sarò in grado di processare. Non è l’informazione che mi manca né le fonti. Anni di frequentazione della rete mi hanno insegnato a recuperare tutta l’informazione di cui ho bisogno.

Ho ridotto la lettura di libri di marketing, perché non mi aiutano più, sono tutti molto simili fra di loro e non mi ispirano più. Kotler lo leggono tutti i manager del mondo e come dice Jesper Kunde che ha scritto “Unique Now…or Never”:

“Companies have defined so much ‘best practice’ that they are now more or less identical.”

Tre anni fa ho acquistato a Londra un libro di due svedesi pazzi furiosi dal nome impronunciabile che hanno scritto un libro a mio avviso molto stimolante dal titolo “Funky Business”. Secondo gli autori, Kjell Nordström e Jonas Ridderstråle:

“The ‘surplus society’ has a surplus of similar companies, employing similar people, with similar educational backgrounds, coming up with similar ideas, producing similar things, with similar prices and similar quality.”

Ecco perché non posso fare solo affidamento alle fonti ufficiali, ai testi ufficiali e alle opinioni ufficiali del marketing: sono molto spesso lontane dalla gente.

I blog non mi servono per imparare qualcosa di nuovo, molto spesso le fonti citate le conoscevo già, i blog non li leggo per conoscere i trucchi del mestiere, quelli i professionisti non li rivelano.


I blog mi offrono un’opportunità di confronto per le mie idee.
I blog mi consentono un contatto con i colleghi.
I blog sono il “termometro” della sensibilità con cui le idee che sono nell’aria sono più o meno mature.
I blog mi danno un punto di vista diverso a cui non sarei mai arrivato.
I blog mi permettono di scrivere in tutta libertà e i lettori mi perdonano se nella fretta non tutte le mie frasi risultano perfette.
I lettori dei blog sono spesso spietati ma solitamente onesti, i loro giudizi mi sono molto utili
.

Vi sembra poco?

Abbonarsi con un SMS
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Web Marketing | Data: Venerdì, 20 Maggio 2005 

freequency.jpgIeri mi sono imbattutto in un banner (per l'esattezza questo) che pubblicizza un nuovo quindicinale free press di musica, Freequency, e che invita ad abbonarsi online.
Vista l'accoppiata online+gratis non ho saputo resistere e ho cliccato (ebbene sì, ho cliccato su un banner...).

Il sito effettivamente non è un gran che, ma ci sono due aspetti che mi sono sembrati interessanti: il posizionamento della rivista, con relativa strategia di comunicazione, e la modalità di abbonamento.

Per quanto riguarda il primo aspetto credo sia una novità un free press di settore, in questo caso la musica, in contrapposizione a quelli generalisti (i vari Metro, Leggo, City). Per questo hanno ritenuto, IMHO saggiamente, che non fosse sensato distrubuirlo ai semafori o nelle stazioni, disperdendo il messaggio verso un target poco interessato. La scelta della pubblicizzazione online, anche se immagino non sia l'unico canale, è stata una logica conseguenza.

Per quel che concerne l'abbonamento la prima cosa che mi sembra interessante è proprio il fatto che un free press venga inviato in abbonamento. In questo modo si ottiene il doppio vantaggio di non "disperdere" copie e di costruire un database, sicuramente utile per future operazioni commerciali e per un eventuale passaggio from free to fee.
L'abbonamento viene sottoscritto via SMS, al costo di 1 euro. Prima si compila un form online con tutti i dati e poi vengono comunicati il codice da scrivere nel messaggio e il numero a cui spedirlo.

Spero che miglioreranno il sito, cambiando la grafica ma soprattutto integrandolo maggiormente con la versione cartacea, ma soprattutto spero che cambieranno l'indirizzo dal quale arriva la mail di conferma dell'avvenuto iscrizione: mandameloacasa@freequency.it...

Appassionato di Star Wars? Ti regaliamo un blog!
Autore: Giuseppe.Mayer | Categoria: Avvistamenti | Data: Venerdì, 20 Maggio 2005 

starwars.jpgSommerso dalla comunicazione di questi giorni sull'ultimo film della saga di Star Wars ho fatto un giro sul sito ufficiale del film e mi sono imbattuto in Hyperspace, la community (a pagamento) dei fan di Lucas.

Agli iscritti (19,95$ per un anno), oltre al membership kit con lettera di ringraziamenti di Lucas viene anche offerta la possibilità di creare un proprio blog sotto il dominio http://blogs.starwars.com/ all'interno del quale esprimere le proprie impressioni sul film, commentare con gli amici le scene salienti etc etc...

A prima vista sembra che l'iniziativa stia girando al meglio; un blog quindi come valore aggiunto per l'iscrizione ad un club in grado a sua volta di generare valore per tutti quelli che scrivono, commentanto e linkano.

Interactive Marketing Guide
Autore: Enrico.Bianchessi | Categoria: Avvistamenti | Data: Giovedì, 19 Maggio 2005 

Vincendo la sindrome del "... ma forse l'hanno già visto.." vi segnalo la disponibilità della Interactive Marketing Guide 2005 pubblicata da BtoB online e scaricabile in PDF da questo indirizzo.

La guida contiene, oltre a parecchia pubblicità e directory varie, alcune pagine di commenti, dati e statistiche che mi sembrano interessanti, come la spesa in advertising, numeri e caratteristiche dell' email marketing, etc etc.
Buona lettura.

IMlavoro: SEO Specialist [FullSIX]
Autore: Redazione | Categoria: Offerte di lavoro | Data: Giovedì, 19 Maggio 2005 

logo_fullsix.gifFullSIX
FullSIX, partecipata dal Gruppo WPP, opera in Italia, Europa e Nord America offrendo servizi di marketing di nuova generazione. Integrando consulenza, marketing, creatività e tecnologia le società del gruppo supportano i clienti nella creazione di strategie relazionali multi-canale.
Inferentia FullSix S.p.A. è quotata al Nuovo Mercato di Milano.

Profilo ricercato: SEO SPECIALIST
Il/la candidato/a ha una comprovata esperienza, di almeno 3 anni, nelle attività di ottimizzazione e posizionamento di siti web sui motori di ricerca.

Responsabilità:


  • Definizione della strategia, degli obiettivi di visibilità (traffico, visite, lead) e delle attività di ottimizzazione/posizionamento del sito cliente
  • Messa in opera: keyword selection, indicizzazione/ottimizzazione/posizionamento delle pagine del sito cliente
  • Reportistica e gestione della campagna in base ai risultati ottenuti e precedentemente condivisi con il cliente


Altre caratteristiche:


  • Conoscenza di: CSS, (X)HTML, PHP, SQL
  • Almeno 3 anni si esperienza nel settore
  • Età max: 35 anni
  • Capacità di lavorare in team e problem solving
  • Dinamicità e curiosità personale (aggiornamento costante sulla materia)
  • Ottima conoscenza della lingua inglese


Specifiche:
Inserire nella lettera di presentazione le esperienze maturate di posizionamento e ottimizzazione dei siti web, le metodologie adottate, le competenze acquisite, i risultati ottenuti.


Sede di lavoro: Milano


Per candidarti a questa offerta di lavoro manda una mail a jobitaly@fullsix.com specificando nell'oggetto "FullSIX - SEO Specialist - IMlog"



IMlavoro torna ad offrirti un'importante occasione di lavoro all'interno di un'azienda leader del mondo web! IMlavoro consente a manager e direttori del personale di inserire annunci di lavoro su IMlog e all'interno della IMletter. Lo scopo è di mettere a disposizione dei lettori offerte qualificate e di fornire alle aziende la possibilità di dare visibilità alle proprie ricerche presso un target qualificato e interessante (cioè tu! ;-))

Se vuoi avere maggiori informazioni riguardo a IMlavoro o sei interessato a pubblicare un annuncio scrivi a info@imli.com


Web marketing B2B di qualità
Autore: Martina.Zavagno | Categoria: Web Marketing | Data: Giovedì, 19 Maggio 2005 

Chi pensa che non si possa fare marketing creativo nel B2B dovrà ricredersi. 3M in Inghilterra ha lanciato una campagna online di altissimo livello che ha come target i decisori aziendali nel settore farmaceutico, cantieristico e industriale in genere.
L'agenzia AKQA ha creato il sito www.3meverywhere.com nel quale troviamo un advergame sotto forma di film interattivo. L'idea è quella di guidare il visitatore alla scoperta delle innovazioni 3M in maniera divertente e coinvolgente, approccio questo piuttosto raro nel marketing B2B.
A mio avviso l'operazione è riuscitissima (vedremo poi però i numeri...) e ha tutte le carte in regola per diventare un benchmark per moltissimi brand.

Ancora acquisizioni per eBay
Autore: Giuseppe.Mayer | Categoria: Avvistamenti | Data: Giovedì, 19 Maggio 2005 

gumtree_logo.gifContinua la rincorsa di eBay al mercato degli annunci gratuiti: è stata annunciata infatti l'acquisizione di altri due siti, Gumtree in Inghilterra e LoQUo in Spagna, che entrano così a far parte del network mondiale di Kijiji.com creato da eBay per fare direttamente concorrenza agli editori tradizionali di classified.

Curioso notare come, dall'esplosione del fenomeno Craigslist un paio di anni fa, siano poi spuntati come funghi siti fotocopia in giro per il mondo (in italia, altre alla localizzazione di kijiji, abbiamo anche citylist.it) e come eBay stia rincorrendo, anche in modo un pò frenetico, quest'onda.

Quando i dilettanti sono bravi
Autore: Maurizio Goetz | Categoria: Pensieri Laterali | Data: Giovedì, 19 Maggio 2005 

Vi ricordate quando una volta l'editoria era un affare di pochi? Sono arrivati i pc ed i software per il desktop publishing e oggi una rivista specializzata può essere progettata da una sola persona.

Vi ricordate quando fare i siti web sembrava una cosa molto difficile? Oggi con un CMS, anche senza cognizioni di informatica si può pubblicare un sito.

Poi c'è la pubblicità.... no, quella non toccatemela, quella è roba da professionisti, da grandi agenzie..... soprattutto quella televisiva. Oddio, forse cambia qualcosa anche li?

Mi sono imbattuto in una dichiarazione di Tim O' Reilly, fondatore dell'omonima prestigiosa casa editrice, che a proposito del futuro dei media cosi si esprime: "ci sono oggi più prodotti mediatici disponibili, di persone disposte a fruirne, la tecnologia infatti aiuta nella progettazione di nuovi contenuti, ma rende sempre più sottile la distinzione tra buoni dilettanti ed i professionisti".

Per rinforzare il suo pensiero Tim O' Reilly, cita il caso di Move On, organizzazione politica statunitense, che vede in Michael Moore uno fra i più noti esponenti. Questa organizzazione, contraria alla politica dell'attuale presidente, George Bush, ha invitato i suoi simpatizzanti a progettare spot da 30 secondi di protesta nei confronti dell'Amministrazione Bush. Sono arrivate all'organizzazione centinaia di proposte e Move On ne ha selezionate 150, che ha pubblicato in un sito

Una apposita giuria ha selezionato i vincitori del concorso che sono stati messi in home page.
Al primo posto si è classificato, Charlie Fisher, con lo spot Child's Pay un interessante esempio di come sia possibile progettare un ottimo spot pubblicitario anche in assenza di grandi budget.

Sembra che in giro per il mondo ci siano tanti ottimi talenti. Quando le aziende se ne accorgeranno, non sarà certo piacevole per le agenzie pubblicitarie più conservative che continuano a richiedere grandi budget. C'è da scommetterci che l'esperimento di Move on verrà replicato da qualche estroso uomo del marketing. Se la qualità sarà buona, beh qualcosa cambierà sicuramente nel mondo della comunicazione pubblicitaria.

Creativi cercasi, offresi ricompensa
Autore: Giuseppe.Mayer | Categoria: Avvistamenti | Data: Mercoledì, 18 Maggio 2005 

namethislogo.gifAlle prese con la grana di dover trovare un nome per la loro nuova azienda, T. L. Pakii Pierce (autore di blogforfunandprofit) e Michael D. Pollock (di smallbusinessbranding) hanno deciso di indire un concorso online; come promesso nel sito Namethiscompany.com il creativo che troverà il nome giusto per la loro nuova azienda riceverà come premio infatti 300$ in gift certificate da spendere su Amazon.com.

I due fanno sul serio; nel sito del concorso infatti è riportato anche una specie di breve brief e un bel disclaimer che recita "if we pick your suggested company name, we own it, not you."

L'iniziativa è partita pochi giorni fa e non è dato sapere come sta andando; di sicuro un modo "economico" di risolvere il problema :)

ego corporate surfing
Autore: Maurizio Goetz | Categoria: Pensieri Laterali | Data: Mercoledì, 18 Maggio 2005 

La rete è una fabbrica di neologismi. Si è tanto parlato di egosurfing come di una pratica per analizzare in modo un po' artigianale la propria popolarità o quella della propria azienda sui motori di ricerca o più in generale sulla rete.

Si è anche scritto molto sui blog; siano essi un fad, un fenomeno importante o solo di transizione, parafrasando una famosa frase di Giulio Andreotti, il blog logora chi non ce l'ha. Ma se è relativamente facile aprirne uno, meno banale è poter contare sulla disponibilità di persone che decidono di dedicare del tempo libero per scrivere su un blog completamente dedicato ad un'azienda o ad un brand.

Vedrete che fra non molto si diffonderà la pratica di contare i Blog dedicati alle varie Microsoft anche non ufficiali, quelli dedicati a Google o a Yahoo e via discorrendo.

Sarà anche una moda, ma vedrete che qualche responsabile della comunicazione di qualche azienda ben presto sarà indotto a pensare che se non ti dedicano un blog, non sei veramente nessuno.

Me lo chiedo sempre, perché le mode non le lasciamo agli stilisti?


Google for RSS
Autore: M. Bancora | Categoria: Advertising | Data: Mercoledì, 18 Maggio 2005 

In risposta all'ultimo post di Gianluca, ecco che il motorone di ricerca lancia, ovviamente in beta test, il nuovo servizio di AdSense per RSS.
Ancora devo andare a fondo nella lettura delle best practice citate, certo è che si tratta di una svolta per il canale di comunicazione e la blogosfera.

UPDATE: qui il modulo per richiedere l'attivazione.

Blog, mailing list o RSS?
Autore: Gianluca.Diegoli | Categoria: Pensieri Laterali | Data: Martedì, 17 Maggio 2005 

Interessante il dibattito in corso dall'altra parte dell'Atlantico sul ruolo dei feed RSS. Imli/Imlog nasce come mailing list, poi diventa blog, e ora viene letta (immagino da tanti; quanti? il 20% dei lettori? il 30%?) via RSS. Il cerchio della comunicazione interattivo si chiude?
Davvero l'RSS sostituirà la direct mail? Attenzione come sempre a non confondere -e io mi metto in prima fila, tra i sovra-entusiasti- i desideri con la realtà, dice Anne in un interessante articolo/studio, "RSS is *Not* a Replacement for Email".

La normalità dei Blog
Autore: Federico.Riva | Categoria: Comunicazione | Data: Martedì, 17 Maggio 2005 

Prendo spunto da una ricerca che è stata recentemente pubblicata per riprendere un discorso cui abbiamo accennato già qualche volta, pur senza approfondirlo veramente. Secondo questa ricerca, i Blog non si differenziano affatto (nel risalto delle notizie, nel loro approfondimento e perfino negli aggettivi utilizzati) dalle normali testate giornalistiche.

Sinceramente dubito che questa ricerca sia affidabilissima (non per l'imperizia di chi l'ha condotta ma per la sua difficoltà intrinseca), ma penso che riveli una verità che sta sotto gli occhi di tutti.
I blog non sono 'diversi' e per tre distinte ragioni: che differenza c'è fra Beppe Grillo e il direttore di un giornale non partitico? Non il conflitto di interessi perché sicuramente Beppe Grillo non parlerà mai bene di una cosa di cui ha precedentemente parlato male e questo non per tutelare gli interessi di qualche potere economico (come avviene per famosi giornali nazionalli) ma per tutelare la propria immagine. Nemmeno il fatto di essere un 'uomo qualunque'. Beppe Grillo è certamente più noto di tutti i direttori di quotidiani nazionali messi assieme. Infine, di certo non gli argomenti trattati; Grillo parla spesso di cose di cui altri non parlano, ma non parla di cose di cui 'nessuno' parla. Non esiste un potere trasversale che impedisce che una notizia in mano a Grillo non sia diffusa anche da altre 'fonti', più 'istituzionali'.

L'unica differenza che c'è tra un blog e le testate giornalistiche è la partecipazione di persone che non svolgono abitualmente comunicazione.
La maggior parte dei blog sono 'partecipativi' questo è vero, ma se analizziamo bene questa partecipazione non è molto diversa dalle lettere al direttore di un giornale e se analizziamo ancora meglio la cosa, nessuno è interessato a leggere i commenti dell'uomo qualunque.

Su Imli per esempio i commenti sono molto letti, ma sono scritti per la maggior parte da chi allo stesso tempo ha il 'potere' di postare o di chi - pur non postando - ha ormai assunto una posizione equiparabile. Quello che voglio dire è che la 'rivoluzione' dei blog non esiste; c'è stata dieci anni fa con la nascita di Internet e con la nascita dei forum. Paradossalmente, questa presunta 'rivoluzionarietà' è stata diffusa da giornalisti o uomini che già facevano comunicazione (come Beppe Grillo appunto).

Media technique (?)
Autore: Enrico.Bianchessi | Categoria: Comunicazione | Data: Lunedì, 16 Maggio 2005 

Leggendo un post di Jim Horton relativo alla triste storia di AT&T (una storia istruttiva, vale la pena di rileggersela), mi sono imbattuto in un paio di considerazioni generali su cui vorrei soffermarmi.

L'evoluzione delle tecnologie ha sicuramente avuto un impatto sul mondo della comunicazione, e delle PR in particolare, che il settore non ha di fatto "digerito" e sedimentato. Ancora oggi, se ne è discusso moltissimo su queste pagine, i comunicatori, pubblicitari o PR che siano, usano le nuove tecnologie in modi variamente inappropirati, senza comprenderne le reali dinamiche e la natura.

Ma secondo me c'è anche dell'altro. Quello che forse è successo, è che molta parte del mondo delle PR si è concentrato su "come arrivare" il più possibile sui nuovi media, perdendo di vista (non poco) la dimensione delle strategie e dei contenuti.

Quando il buon Jim parla di "...loss of meaning to PR beyond a media technique" mi sembra indichi esattamente questo non trascurabile problema di sostanza.

Se le PR hanno una immagine così deprimente ( e alcuni commenti postati di recente me lo hanno confermato) è perchè le relazioni pubbliche hanno perso di vista il ruolo consulenziale che le competerebbe. Parlando con i responsabili marketing di molte aziende, emerge un valore aggiunto percepito delle relazioni pubbliche che va poco oltre quello di un servizio fotocopie e distribuzione. (senza offesa per le fotocopie...)

Non che la cosa sia limitata al panorama italiano: ho postato di recente sul mio blog un commento alla storia narrata da Sarah Lacy, giornalista del BusinessWeek, che parla del mondo delle PR americane, e, per quanto possa stupire, anche là non mancano i pessimi esempi.

Nonostante il pessimismo di Horton, credo che esista la possibilità di recuperare un po' di qualità e di sostanza e, mi piace pensarlo, riuscire almeno ad intaccare la penosa immagine media del "pierre" che oggi mi tocca sopportare.

Il marketing della pigrizia
Autore: M. Bancora | Categoria: Recensioni | Data: Lunedì, 16 Maggio 2005 

pigra.jpgDurante un viaggio mi è capitato di ascoltare una trasmissione radiofonica in cui si presentava un libro su come oziare e vivere bene in azienda. Incuriosito dal tema azienda, non dall'ozio ovviamente :), ho ascoltato l’intera trasmissione in cui due professoroni universitari e un consulente di azienda hanno discusso di un libro che molto probabilmente non avevano mai letto.

Il libro in questione è quello di Corinne Maier "Buongiorno pigrizia". Un titolo che l'ufficio marketing dell'editore francese ha immaginato potesse destare l'attenzione di migliaia di impiegati e quadri. Obiettivo centrato!

In realtà il libro è un trattato contro il sistema capitalistico e una presa per i fondelli di tutte le manie che si trovano in azienda: dal gergo impossibile di certi personaggi, ai consulenti che cercano di farsi percepire come i massimi esponenti della tuttologia aziendale.

Ecco alcuni brani da cui si può capire il tono del libro:

Nel braccio di ferro da voi e l’azienda è quest’ultima a vincere, così come nella giungla il leone di solito la spunta sull’antilope.

L'informatica è il futuro: uno slogan che si sentiva già alluniversità negli anni '70. Le nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione sono figlie dei computer e di Internet; è da due decenni che le imprese investono sfrenatamente in queste nuove tecnologie, sperando in fenomenali impennate di produttività (…)

Il coach non è l'unico parassita che sfrutta la bestia aziendale. L'impresa versa milioni a vari specialisti di audit e consulenza, remunerati per dire ciò che l'interlocutore vuole sentirsi dire e confortare le intuizioni di chi è in testa al processo decisionale.

Un libro che si legge in un pomeriggio, ma alla sera vi renderete conto che qualsiasi altra attività sarebbe stata più utile e sicuramente più salutare. E io che mi fido ancora di giornalisti e professori universitari...

Bailissimo: entri solo col web-invito
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Web Marketing | Data: Lunedì, 16 Maggio 2005 

baileys.gifInteressante iniziativa di Baileys, azienda produttrice della notissima crema di whisky: un "bar itinerante" al quale si accede solo tramite l'invito scaricabile dal sito web.

Su www.bailissimo.com infatti è possibile registrarsi e scaricare l'invito.

Per entrare al bar è necessario presentarsi con l'invito stampato, che dà diritto a due consumazioni di cocktail a base, ovviamente, di Baileys. L'invito è valido per una sola serata, da scegliere sul sito.
Sul sito si trovano inoltre le ricette dei cocktail, wallpaper (coming soon...) e altre cose che fanno tanto community :)
Bailissimo sarà a Bologna fino al 29 maggio per poi spostarsi a Roma.

L'idea mi sembra interessante, serve ovviamente a fare branding e anche a creare un minimo di database (nome, cognome, età, e-mail). Il fatto di rendere l'invito scaricabile esclusivamente dal sito seleziona un certo tipo di target, sul quale forse Baileys ha, o pensa di avere, meno appeal, o sul quale comunque vuole puntare in maniera intensiva.

Personalmente ho ricevuto la segnalazione da un amico, che non ricordava nemmeno tanto bene l'url, che ho dovuto cercare su Google, quindi non so che tipo di promozione online abbiano utilizzato. Navigando un po' ho trovato la segnalazione sul portale locale 2night, cosa che mi fa supporre che abbiano optato per una comunicazione mirata e soprattutto sulla visibilità del bar/tenda: a Bologna è nella piazzetta vicino alla stazione centrale.

Beh, quasi quasi questa sera ci faccio un giro...

Come dovrebbe essere la pubblicità ideale?
Autore: Maurizio Goetz | Categoria: Comunicazione | Data: Sabato, 14 Maggio 2005 

firstdirect.gifCome dovrebbe essere la pubblicità ideale? Sicuramente è una domanda da un milione di euro. Se la pongono tutte le aziende quando devono pianificare una nuova campagna. E' evidente che non esiste una risposta a questo quesito.

First Direct, una delle banche più innovative al mondo per il servizio, ma anche per la sua comunicazione, ha deciso di utilizzare come testimonial della sua campagna direttamente i suoi clienti e non attori professionisti. Il risultato è una campagna fresca e a mio parere molto convincente. Per First Direct il cliente è davvero la cosa più importante e questo non è solo uno slogan. I risultati si vedono, basta vedere la lunga sfilza di premi vinti .

Mentre in Italia le banche promettono di mettere il cliente al centro dell'attenzione, Fist Direct sembra che lo faccia davvero, con ottimi risultati


Your brand is created out of customer contact and the experience your customers have of you' Stelios Haji-Ioannou – Chairman Easy Group

........e tutto il resto sono chiacchiere.

IMlog cambia look
Autore: Redazione | Categoria: Pensieri Laterali | Data: Venerdì, 13 Maggio 2005 

imlog_newlayout_screenshot_small.gifDopo più di un anno di blogging, 350 post, più di 1.200 commenti, più di 3.500 iscritti alla newsletter e 16 autori che hanno contribuito, abbiamo deciso che è venuto il momento di un restyling grafico per IMlog.

Cliccando qui o sull'immagine potrete vedere un'anteprima del nuovo layout che stiamo preparando: ci è sembrato giusto sottoporlo al vostro giudizio prima della messa online.

In questa occasione chiediamo di esprimere il proprio parere anche ai lurker, ovvero a coloro che leggono IMlog senza commentare, oltre che ovviamente ai membri più attivi della community, agli autori ed a chiunque voglia dire la sua.
In fondo è a tutti voi che IMlog deve piacere!

E' chiaro che il nuovo template non potrà essere stravolto, ma saranno bene accetti tutti i tipi di suggerimenti, critiche o consigli, che ci permetteranno di migliorare il lavoro svolto.

Aspettiamo fiduciosi! :)

L'arma finale contro lo spam? RSS!
Autore: Giuseppe.Mayer | Categoria: Tool | Data: Giovedì, 12 Maggio 2005 

palmmail.gifLo spam non è solo un problema per gli utenti sommersi da centinaia di mail non rischiete, ma rappresenta un pericolo anche per le aziende serie che hanno investito in modo corretto sull'email marketing, ma sono vittime di "falsi positivi" ovvero di quei programmi di posta così zelanti da segnalare come spam anche messaggi importanti (magari solo perchè inviati al nostro indirizzo in bcc) che pure abbiamo esplicitamente richiesto di ricevere.

Proprio per combattere questo rischio e tenere alta l'efficacia della propria comunicazione via email, PalmOne sta inviando in questi giorni un messaggio a tutti suoi iscritti all'interno del quale vengono spiegati tre metodi per aggiungere nella propria rubrica l'indirizzo del mittente delle newsletter Palm (news@palmonenewsletters.com) e scongiurare il rischio di "falso positivo".

Mi sembra un'iniziativa interessante che mostra quanto forte sia la percezione del rischio spam anche da parte delle aziende, ma, stimolato dal post di Mauro, non posso esimermi da una considerazione: non era più facile attivare un feed rss e, con la medesima procedura, instruire gli iscritti sui vantaggi di questa nuova tecnologia?

I macro trend 2005
Autore: Maurizio Goetz | Categoria: Avvistamenti | Data: Giovedì, 12 Maggio 2005 

Per chi segue da tempo Imli, si accorgerà che nei diversi post dei vari contributor, sulla tv digitale, sui blog, sul futuro della comunicazione, sul commercio elettronico e via discorrendo, si è cercato di fare un po' di luce sulle tendenze in atto. Sembrerebbe che il 2005 sia un anno di profondi cambiamenti sui diversi versanti della comunicazione e del marketing digitale.

Anche la società è in profonda evoluzione ed esprime nuovi bisogni individuali e collettivi a cui molto spesso le aziende e le pubbliche amministrazioni non sanno dare una risposta.


Uno degli strumenti più efficaci per analizzare in modo organico le tendenze è il metodo Delphi. Davvero molto interessante il progetto "Ascoltando il futuro"che Telecom Italia Learning Services, la scuola di formazione di Telecom Italia, ha affidato a S3.Studium , che ha prodotto un report che vi invito caldamente a scaricare e leggere. Troverete molte risposte ai vari commenti che avete lasciato nei diversi post.

Il Campus Tils della Scuola Superiore Guglielmo Reiss Romoli, per cui ho l'onore di insegnare, è a mio parere, uno fra i più avanzati in Europa e sta portando avanti con grande determinazione progetti di formazione di grande respiro. Le diverse iniziative dovrebbero essere promosse di più perché credo di interesse di moltissime persone.

Ritengo che questo Delphi, insieme al rapporto annuale del Censis, siano due strumenti di lavoro indispensabili per ogni uomo di marketing.

Buona lettura

La Piaggio innovatrice nel marketing
Autore: Maurizio Goetz | Categoria: Comunicazione | Data: Mercoledì, 11 Maggio 2005 

piaggio.gifAncora una volta Enrico Bianchessi mi stimola sul tema delle relazioni pubbliche, parlando di Piaggio in un commento ad un mio post. Il suo intervento merita maggior risalto, per questo lo vorrei riprendere. Enrico ci segnala l’uso molto innovativo del blog da parte della Piaggio, che è stato accolto negli Stati Uniti in modo molto favorevole.
La Piaggio negli Stati Uniti si è sempre caratterizzata per un marketing molto innovativo in cui non è certo la pubblicità tabellare a giocare il ruolo più importante. Obiettivo della Piaggio negli ultimi anni per il mercato americano è stato quello di costruire iniziative di buzz marketing o di street marketing volte ad avvicinarla ai suoi target di riferimento.

Si parla tanto dell’arretratezza delle aziende italiane nel marketing e nella comunicazione, mentre il marketing della Piaggio è un autentico caso da manuale.


Advergame da professionisti
Autore: Sebastiano.Pagani | Categoria: Web Marketing | Data: Martedì, 10 Maggio 2005 

logo_siemens_buildy_1.gifSe ne parlava sul Daily Net di settimana scorsa, da ieri è on-line ed operativo.
Sto parlando di Buildy Game, un on-line business game ideato da Siemens (e sviluppato da Adacto), specificamente rivolto ad un target "professional".

Il gioco funziona così: c'è una suddivisione in 4 fasi, ognuna delle quali corrisponde ad una diversa missione. In ogni fase il giocatore impersona il manager incaricato di compiere le scelte cruciali per il raggiungimento degli obiettivi. La prima fase è già disponibile e prevede la costruzione di uno stadio sportivo in un centro di media dimensioni, da completare con il budget fornito in partenza.
Le fasi successive verranno rese disponibili secondo un timing prestabilito (c'è un mese e mezzo circa tra una fase e l'altra).

Le scelte da compiere vengono poste al "manager/giocatore" sotto forma di domande a risposta multipla. Forse questo meccanismo è un pò troppo macchinoso e alla lunga fa calare l'interesse. E' interessante notare che, quando il giocatore è chiamato a compiere scelte su aspetti quali, ad esempio, quale centralino installare o quale sistema di sorveglianza scegliere, vengono presentati i prodotti di Siemens con un rimando alle pagine interne del sito.

Questo "advergame" (anche se non è del tutto corretto chiamarlo così) mi sembra una buona idea, anche se forse poteva essere reso meno noioso (le domande a cui rispondere sono veramente tante) e più organico alla promozione dei prodotti Siemens. Devo ammettere che quando ho provato Buildy Game mi sono "un po'" mangiato le mani al pensiero che se avessi avuto un'azienda pronta a realizzare le mie idee quando le ho avute qualche anno fa...

Si può giocare qui.