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Ma è sempre colpa delle agenzie?
Ho cercato di riflettere sulle ragioni di questo comportamento e mi sono domandato se sia tutta colpa delle agenzie di pubblicità o se invece vi sia anche un po’ di responsabilità da parte dei loro clienti e sono arrivato a queste conclusioni: Nel nostro Paese si apprezza molto l’innovazione ma nessuno è disposto a pagarla. Le agenzie di pubblicità vecchie e nuove sono costrette molto spesso a partecipare a gare in cui molto spesso i budget sono già stati assegnati e le loro idee in molti casi “riutilizzate in nuovi contesti” senza alcuna remunerazione per il lavoro svolto. L’Italia è uno dei pochi Paesi dove sembra che i contenuti non abbiano alcun valore, mentre nel resto del mondo si dice giustamente che “the content is king”. Pensate a quanta fatica fanno gli organizzatori di fiere, conferenze e seminari a pagare una somma equa ai relatori, a cui si chiede di preparare interventi in forma gratuita, salvo poi lamentarsi che le relazioni presentate hanno poca qualità e sono solo grandi spottoni a favore delle società in cui i relatori operano. Pensate a tutte quelle aziende che ritengono inconcepibile pagare uno studio di fattibilità e che ritengono normale che un prestudio venga presentato in forma totalmente gratuita. E’ vero che in molti casi qualche agenzia vecchia e nuova ha proposto lavori di scarsa qualità a prezzi esorbitanti, ma nella stragrande maggiornanza dei casi, un lavoro di qualità ha i suoi costi e troppo spesso le agenzie vecchie e nuove si trovano di fronte manager che non sono assolutamente in grado di apprezzare un progetto innovativo. Questa cultura del tutto gratis, sta uccidendo ogni professionalità, allora voi manager di azienda se leggete questo post, voi aziende organizzatrici di conferenze e seminari provate andare dal vostro macellaio e ditegli che la carne questo mese non gliela pagate, ma gli farete avere tanta ma tanta visibilità e vedete cosa vi risponde. Se l’Italia sta perdendo competività una delle cause è certamente legata alla mancanza di innovazione. Ma l’innovazione costa e qualcuno la dovrà pur pagare. Le agenzie devono cambiare, ma anche i loro clienti devono fare la loro parte. Mi sbaglio? Tv Rich e Tv light
Vorrei riprendere e (contribuire a diffondere) quanto scrive Michele Mezza in questo post che evidenzia molto chiaramente un paradosso relativo alla digitalizzazione della televisione, ovvero la coesistenza di due mo(n)di paralleli che richiedono di (ri)pensare le televisioni digitali in modo sdoppiato: una televisione rich ed una light Michele recentemente si è recato al Nab, importantissima fiera del Broacasting e nello stand della Sony ha potuto rendersi conto della vision del colosso giapponese sul “nuovo modo di intendere la tv”. Sony ha infatti presentato al Nab tre prodotti di punta cosi descritti da Michele Mezza: Una telecamera in alta definizione HDV il cui costo di 4000 euro diminuisce notevolmente le barriere all’entrata per chi vuole produrre contenuti video di elevata qualità. Un sistema di produzione e post produzione Tv automatizzato Sonapse, che accelera tutte le funzioni di cattura, archiviazione, montaggio e messa in onda delle immagini. Uno schermo extra large a 72 pollici, con retroproiettore a led. Una vera parete audiovisiva che fa sembrare il vecchio Home Thatre poco più di un video citofono che fra due anni potrebbe essere venduto a circa 2.000 euro Michele Mezza evidenzia come sia l’insieme dei tre prodotti, combinati tra loro che preannunciano un nuovo universo televisivo, in cui i costi di produzione tendono a diminuire, mentre quelli di distribuzione tendono ad aumentare imponendo una televisione a due velocità: una light quella ad esempio dei video blog, dove contano di più le dinamiche relazionali, per una televisione del tempo sociale ed una rich, più spettacolare per il tempo libero, che impone standard qualitativi sempre più elevati per suscitare “grandi emozioni, attraverso, grandi immagini fruite su grandi schermi”. La televisione light vedrà un allargamento di soggetti, mentre quella rich pochi grandi player internazionali. Ecco perché non si può più parlare di televisione digitale usando il singolare. E’ inutile discutere quando stiamo parlando di cose diverse che sono destinate a convivere. Oggi siamo in pochi a dirlo, ma è una tendenza molto precisa. Ma il marketing della Fiat lo sa?
Qualche similitudine emerge giusto con la Opel Signum, non a caso cugina della nuova Croma e con la quale la nuova Fiat condivide il pianale e alcuni motori. (da Virgilio Motori) Poi arriva lo spot in TV: Fiat e Burnett Bgs annunciano il ritorno dell'ammiraglia della casa torinese in diverse lingue passando attraverso paesaggi europei ricchi di fascino. Lo spot [...] mostra le immagini della Fiat Croma mentre in sovrimpressione appaiono dei super in inglese, poi in francese e in tedesco che raccontano l’auto. Alla fine, mentre la Croma passa accanto a un cartello stradale che dà il benvenuto in Italia, appare il claim che sintetizza la campagna: 'Nuova Croma. La grande auto ritorna a parlare italiano'. [...] (da Pubblicità Italia) La pagina, sui giornali, riporta in basso, in grassetto "Italiana in ogni suo dettaglio": pianale, motori e musica dello spot esclusi, evidentemente. Nuovamente cambiato l'algoritmo di indicizzazione di Google
Bene... la Google dance in italia è ancora in piena attività, ed i suoi risultati sono veramente devastanti, ma mi sovviene una piccola riflessione, che vorrei condividere con voi: Ed il cerchio si chiude. E' una provocazione, pura e semplice, ma per chi si danna l'anima nel recuperare il traffico dai motori arrampicandosi tra L'email? Meglio di mercoledì
Resta il fatto che analizzando il grafico il martedì e il mercoledì sono ancora i giorni della settimana in cui si leggono più messaggi. È dai tempi della IMLI che mi sto chiedendo il perchè di questo fenomeno. Ricordo come al martedì o al mercoledì ci fossero molti più interventi degli iscritti alla mailing list rispetto agli altri giorni della settimana. Il motivo ancora mi sfugge. Sarà che abbiamo letto il carico di email del week end e ci sentiamo pronti per affrontare il resto? Al martedì o al mercoledì nessuno prende appuntamento fuori dall'ufficio? Poco plausibile. Qualcuno ha idea del perchè? il vero dibattito sulle tv digitali
Credo fermamente che non si possa più parlare di Tv Digitale e che si imponga il plurale. Ecco perché mi piace parlare di TELEVISIONI DIGITALI Non è un problema solo di piattaforme ma soprattutto di modalità di visione. Pensate al Dvr, pensate alla mobile tv, pensate alla tv peer to peer o alla blog tv. Poco importa se questi sono modelli transitori o se invece sono destinati a rimanere. In un prossimo futuro aumenteranno le opzioni di fruizione dei programmi televisivi che potranno essere visti: a) live Utilizzeremo schermi di diverse dimensioni, da quello ridotto degli smart phone a quello molto ampio dei grandi televisori al plasma. Come possiamo pensare di trasmettere un contenuto video che sia uguale per tutte le modalità di fruizione? Che senso ha ad esempio vedere una partita di calcio sul telefonino? Possiamo discutere sulle definizioni, ma per un broadcaster che progetta palinsesti non si può non tenere conto dei diversi modelli di fruizione. Gli effetti della transizione al digitale in tv si vedranno ben presto perché a mio parere stiamo entrando in una nuova era. Vorrei qui riassumere una personalissima interpretazione dell'evoluzione della tv su cui Cesare Massarenti, Michele Mezza ed io abbiamo basato il convegno che avrà luogo a Milano il 7 e 8 giugno.
La seconda fase, più commerciale, è costituita da nuove e diverse forme di informazione e intrattenimento rivolte all'acquisizione di pubblico. La terza fase è basata sulla crescita esponenziale di offerta attraverso i servizi a pagamento. La quarta fase è in grado di veicolare informazioni attraverso reti sempre più evolute e capillari grazie all’aumento dell’interattività, ai processi di personalizzazione dell’offerta, ai nuovi protagonisti e produttori di contenuti. L’ampliamento dell’offerta mediatica, garantita dal processo di digitalizzazione in atto, sta segnando un percorso di differenziazione non solo delle condizioni di accesso ai servizi, ma nell’intero mercato televisivo aprendolo a nuovi attori. Sicuramente nei prossimi anni assisteremo a diversi modi di pensare la televisione. Una maggiore quantita di programmi porterà anche una maggiore qualita? Il dibattito attuale è troppo ancorato sulle tecnologie che dovrebbero invece solo essere considerate come fonte di abilitazione per nuove esperienze di visione. Possiamo tornare a parlare di contenuti? La mia piccola lotta allo spam
Quando invece lo spammer è italiano ho sperimentato un metodo estremamente efficace. Rispondo con un testo oramai consolidato che fa riferimento ad una vecchia notizia del 21 giugno 2004, il cui testo ho rigorosamente conservato. Questo è il testo della mia mail antispam
Nuova forma di revenue per me: spamming, punito chi viola la privacy Vi invito a provare l’efficacia di questo testo, funziona davvero. Per gli altri spammer ancora non ho trovato un sistema efficace, ma in caso ve lo farò sapere. RSS: il momento dei numeri
Il marketing, come lo intendo io, parla principalmente il linguaggio dei numeri; per questo ho trovato decisamente interessante (anche se con dati tutti da verificare) la relazione fatta da Roy Hrastnik nel corso del convengo su Content Syndaction Trands dal titolo Syndacate che si è tenuto a New York la scorsa settimana. Tra le statistiche presentate mi hanno colpito particolarmente - 23% di CTR sui feed: qui si sta parlando di percentuale di click su feed in 48 ore dalla pubblicazione Sono numeri da prendere davvero con le pinze, ma indicano secondo me anche una tendenza da tenere sott'occhio. Non avrai altro Blog ...
(Via CorporateBlogging) Commentando un articolo sul corporate blogging apparso qualche settimana fa su Business Week, il sito cristiano LifeWay ha fatto la lista dei motivi per cui il blog è uno strumento utile per l'evangelizzazione cristiana. Di seguito i quattro punti: - Blogging will bring churches closer together as it closes a communication gap Mi ha colpito il terzo punto: mi sono immaginato il blog del Vaticano e la discussione che sarebbe potuta nascere, in questo periodo, sull'8x1000. Tuttavia, ho idea che questo "sviluppo" tarderà ad arrivare anche in italia in tempi brevi. :) Ah, questi francesi...
Agenzie pubblicitarie a rischio di disintermediazione?
La stessa situazione si sta puntualmente ripresentando a distanza di dieci anni. Interessa a qualche agenzia la televisione digitale? Ho dedicato gli ultimi quattro anni della mia vita professionale a sviluppare nuovi modelli di advertising per la televisione interattiva sia come consulente sia come docente in corsi di specializzazione. Vista la mia “discreta frequentazione dell’ambiente pubblicitario”, decido circa 7 mesi fa, di contattare alcune grandi agenzie ed i principali centri media, per proporre loro di fare "due chiacchiere" sul futuro della pubblicità, nell’era della transizione alla tv digitale. La risposta è corale. Non ci interessa, non ci sono gli utenti, non esiste il mercato. Quando sarà il momento ci penseremo. Abbastanza sconcertato dalla miopia generale, pubblico sulla rivista Net Forum un articolo dal titolo “non è mai troppo presto” in cui pur comprendendo le logiche del time to market cerco di porre l’attenzione sulla necessità di “monitorare” i principali trend di cambiamento nel comparto della comunicazione ed invito il mondo delle agenzie a non abbandonare la strada della ricerca (anzi a ripercorrerla per essere più corretti). In diversi altri articoli che ho pubblicato, ho cercato anche di evidenziare come negli Stati Uniti, i grandi investitori pubblicitari già stiano modificando i loro investimenti pubblicitari, riducendo le pianificazioni di formati tabellari ed incrementando la quantità di progetti speciali come conferma questo articolo del New York Times L’articolo in questione è molto esplicito fin dal titolo: “Advertisers want something different”. (Visto che è pubblicato nella sezione a pagamento, non tutti lo potranno leggere. Spero di non violare il copyright se ne riporto qui una frase, rendendomi perfettamente conto che estrapolandola dal suo contesto non è proprio la migliore delle operazioni, ma credo che il senso di questo "estratto" sia estremamente visto che i riferimenti sono estremamente precisi). It's unclear if the traditional agencies will be nimble enough to halt a slow decline. Already, many famous names are vanishing: N. W. Ayer; Bates; Bozell; D'Arcy Masius Benton & Bowles; Earle Palmer Brown; Lintas; Warwick Baker O'Neill. The big agencies also face a throng of hip new rivals, which have pounced on the opportunity and are looking to steal business. Those boutiques use their oddball names - like 180, Amalgamated, Mother, Nitro, Soul, StrawberryFrog, Taxi and Zig - as branding devices to signal they are not about business as usual. Sembra che gli investimenti pubblicitari aumenteranno, è questa è una buona notizia, ma i clienti stanno diventando sempre più selettivi, se le agenzie di pubblicità non sapranno adeguarsi, "nuovi soggetti" potrebbero prendere il loro posto o ancora peggio, le aziende investitrici potrebbero decidere disintermediare le agenzia di pubblicità. Potrò anche sbagliarmi, vogliamo correre il rischio? Start: il feedreader su web di Microsoft
Start altro non è che un feed aggregator su web pensato come punto di partenza per la navigazione online tra blog, news e qualsiasi altra fonte informativa che è possibile contenere in una home page personalizzabile via rss. Non è prevista alcuna iscrizione, come nel caso della home page "beta" di Google, quindi l'identificazione dell'utente viene fatta su base macchina (tramite cookie) e questo, a mio modo di vedere, è un male perchè limita di molto l'utilizzo potenziale di un simile servizio su computer condivisi (università, internet point, etc). E' prevista una preselezione dei feed per categorie, ma l'utente può tranquillamente crearsi le proprie anche partendo da un import massivo (testato con un export fatto da Bloglines e perfettamente funzionante) Interessante è il modo in cui vengono gestiti i feed; si può definire la loro posizione e utilizzare due livelli di apertura, ma c'è anche qui il grave limite di non aver previsto la possibilità di evidenziare in modo chiaro gli articoli già letti rendendo così difficile la lettura quando il numero di feed aumenta. In conclusione, Start è un pò poco come inizio, ma abbastanza per confermare quanto dichiarato da Ballmer la scorsa settimana; intervistato sul tema RSS infatti, il numero due di Microsoft ha così risposto "We believe RSS is important and will be around for a while but it is not going to change the world. It is a little too simple, that is also the reason everyone’s using it. We are working on more existing powerful stuff, around XML/web services [sic] that will address many issues beyond RSS. RSS will be around, but whatever we are working next will be cooler and more prevalent." A me sono venute in mente subito due parole "browser integration" .. staremo a vedere! I Blog e l'assalto dei comunicatori
Continua l'"assalto" all'arma bianca delle grandi agenzie di PR (specie americane) al blog. Qui uno degli ultimi esempi descritto in un post di "Beyond PR" . Tutta questa frenesia e questo sfornare decaloghi e apposite "practise" dedicate, mi lascia davvero perplesso. Non vedono l'ora di far bloggare i clienti, e di mostrare che loro hanno capito tutto, ma mi sembra si stiano dimenticando che il blog, specialmente il mitico e immancabile "CEO blog" è uno strumento potentissimo di costruzione ( e per converso di distruzione) della reputazione. E con la reputazione non si dovrebbero fare esperimenti. Secondo un assunto universalmente accettato il 50% della credibilità di una azienda è costituita dalla credibilità personale del suo CEO. A qualcuno sfugge che il blog è personale ? Warren Buffett, celebrato "guru" del mondo finanziario americano, ha detto: "If you lose dollars for the firm by bad decisions, I will be understanding. If you lose reputation for the firm, I will be ruthless." Mi sembra una osservazione molto saggia. Ma come è stato già osservato su queste pagine, la potenza della moda travolge tutto. Blog Corporate per Skype e Conference Blog per Palm
Mi colpisce molto la grafica di questo blog, molto poco corporate e molto più cartone animato ed anche il titolo (share.skype.com) sembra suggerire una volontà di "condivisione" delle informazioni e di interazione tra azienda e user.
Per concludere la lista degli avvistamenti, vi segnalo anche un interessante PDF realizzato da Flyte dal titolo "How to plan, build and promote a Business Blog"; idea centrale del documento è la comprensione del blog come strumento di business esremamente flessibile (verrebbe da dire multiuso) che come ogni strumento può essere usato bene o male in funzione dei propri obiettivi. Buona lettura! Askjeeves: campagna acquisti e personalizzazione
Ma oltre a questo la notizia non è Tiscali, che dimostra di pensare solo a fare la Telco, dismettendo quasi completamente i contenuti (iscrivendo peraltro a bilancio una svalutazione di circa 6milioni di € per Excite). La notizia, o meglio la conferma, è che Askjeeves sta attuando una strategia aggressiva in un mercato come quello dei search engine, dove c'è un brand fortissimo (Google) e una battaglia in corso con attori del calibro di Yahoo e MSN. Ask non sta temendo i grandi rivali e continua imperterrita la sua espansione internazionale. Ma chi ask? Esiste sulla rete dagli albori dell'Internet commerciale e, dopo aver puntato sulle ricerche in linguaggio naturale, poco recepite dal pubblico della rete, sta ritrovando slancio, grazie a capitali freschi e ad una R&D innovativa. L'innovazione in senso assoluto non è un successo (gli SMS insegnano), ma lo è quando è ben collegata ai bisogni del mercato, quando è una novità che porta valore. Ecco che il database dei documenti Internet di Ask diventa il 4° nel mondo e copre il 57% del Web “visibile” e realmente indicizzabile. Un dato di tutto rispetto (MSN al 3° posto copre il 61%, Google al 1° il 76%) per una società che ha meno mezzi finanziari rispetto ai grandi nomi del search market quotidianamente stra-citati in rete. AskJeeves inoltre sta innovando fortemente il motore, spingendo fortemente sulla personalizzazione delle ricerche (salvataggio dei risultati per poter riutilizzarli senza ricominciare la ricerca da capo), sulla desktop search (integrata con gli altri strumenti di personalizzazione) e, dopo l'acquisto della piattaforma Bloglines, su un sistema di ricerca nella blogosfera che consentirà anche ranking personalizzati in funzione dei blogs preferiti dall’utente. Sembra proprio che non esistano battaglie impossibili sulla Rete… Sbagliando non s'impara: la TV DTT, internet e il solito errore
Un po' come quando si faceva e-commerce di oggetti improbabilmente acquistabili sulla rete, solo perchè era tecnicamente possibile venderli. Ecco quindi la TV DTT che vuole, deve, trasformarsi in internet: e allora, come esempio di nuovo valore aggiunto, ecco la massaia che fa interazione (paga la bolletta?) tramite lo stupido telecomando - senza lettere- e collegandosi via telefono a 56k. Si, perchè si dice, la massaia sa già usare la TV ma non il PC, ha già la TV ma non il PC. La TV arrivò e arriva "dall'alto", e si esprime al suo meglio come mezzo di broadcast massificato, a bassissimo costo di fruizione; del resto la sua passata rapida ascesa discende anche in buona parte dal marketing anni sessanta, quello che apriva a forza i mercati con - per usare un paragone non political correct - le armi di distruzione di massa della pubblicità tradizionale, un napalm indistinto in una foresta senza obiettivi visibili, verso un target indistinto. Ma sei vuoi usarla per interagire, non funziona più. Ma vale anche l'opposto. Internet nasce "dal basso" come strumento di interazione, e si esprime al massimo su questo terreno. Eppure molte telecom pensano che sia la TV la panacea per aumentare l'ARPU. Io dico ancora un'ultima volta: non funzionerà. Se hai il broadband, nessuno riuscirà a obbligarti a stare sintonizzato su TeleAlice, TeleLibero, TeleTiscali. Via, via, via. Lo stesso streaming video, l'antenato del triple play, bandwagon negli anni della new economy, non è mai veramente accaduto. Multinazionali come Akamai o Digital Island sono scomparse, svendute o in affanno. Ci sono tanti evidenti motivi per dire che il futuro della TV non sarà nel surrogare internet. Ma quale sarà allora il suo futuro? Ecco perché "frequento" i blog
Sulla rete ci sono più informazioni di quanto io sarò in grado di processare. Non è l’informazione che mi manca né le fonti. Anni di frequentazione della rete mi hanno insegnato a recuperare tutta l’informazione di cui ho bisogno. Ho ridotto la lettura di libri di marketing, perché non mi aiutano più, sono tutti molto simili fra di loro e non mi ispirano più. Kotler lo leggono tutti i manager del mondo e come dice Jesper Kunde che ha scritto “Unique Now…or Never”: “Companies have defined so much ‘best practice’ that they are now more or less identical.” Tre anni fa ho acquistato a Londra un libro di due svedesi pazzi furiosi dal nome impronunciabile che hanno scritto un libro a mio avviso molto stimolante dal titolo “Funky Business”. Secondo gli autori, Kjell Nordström e Jonas Ridderstråle: “The ‘surplus society’ has a surplus of similar companies, employing similar people, with similar educational backgrounds, coming up with similar ideas, producing similar things, with similar prices and similar quality.” Ecco perché non posso fare solo affidamento alle fonti ufficiali, ai testi ufficiali e alle opinioni ufficiali del marketing: sono molto spesso lontane dalla gente. I blog non mi servono per imparare qualcosa di nuovo, molto spesso le fonti citate le conoscevo già, i blog non li leggo per conoscere i trucchi del mestiere, quelli i professionisti non li rivelano.
Vi sembra poco? Abbonarsi con un SMS
Il sito effettivamente non è un gran che, ma ci sono due aspetti che mi sono sembrati interessanti: il posizionamento della rivista, con relativa strategia di comunicazione, e la modalità di abbonamento. Per quanto riguarda il primo aspetto credo sia una novità un free press di settore, in questo caso la musica, in contrapposizione a quelli generalisti (i vari Metro, Leggo, City). Per questo hanno ritenuto, IMHO saggiamente, che non fosse sensato distrubuirlo ai semafori o nelle stazioni, disperdendo il messaggio verso un target poco interessato. La scelta della pubblicizzazione online, anche se immagino non sia l'unico canale, è stata una logica conseguenza. Per quel che concerne l'abbonamento la prima cosa che mi sembra interessante è proprio il fatto che un free press venga inviato in abbonamento. In questo modo si ottiene il doppio vantaggio di non "disperdere" copie e di costruire un database, sicuramente utile per future operazioni commerciali e per un eventuale passaggio from free to fee. Spero che miglioreranno il sito, cambiando la grafica ma soprattutto integrandolo maggiormente con la versione cartacea, ma soprattutto spero che cambieranno l'indirizzo dal quale arriva la mail di conferma dell'avvenuto iscrizione: mandameloacasa@freequency.it... Appassionato di Star Wars? Ti regaliamo un blog!
Agli iscritti (19,95$ per un anno), oltre al membership kit con lettera di ringraziamenti di Lucas viene anche offerta la possibilità di creare un proprio blog sotto il dominio http://blogs.starwars.com/ all'interno del quale esprimere le proprie impressioni sul film, commentare con gli amici le scene salienti etc etc... A prima vista sembra che l'iniziativa stia girando al meglio; un blog quindi come valore aggiunto per l'iscrizione ad un club in grado a sua volta di generare valore per tutti quelli che scrivono, commentanto e linkano. Interactive Marketing Guide
Vincendo la sindrome del "... ma forse l'hanno già visto.." vi segnalo la disponibilità della Interactive Marketing Guide 2005 pubblicata da BtoB online e scaricabile in PDF da questo indirizzo. La guida contiene, oltre a parecchia pubblicità e directory varie, alcune pagine di commenti, dati e statistiche che mi sembrano interessanti, come la spesa in advertising, numeri e caratteristiche dell' email marketing, etc etc. IMlavoro: SEO Specialist [FullSIX]
Profilo ricercato: SEO SPECIALIST Responsabilità:
Web marketing B2B di qualità
Chi pensa che non si possa fare marketing creativo nel B2B dovrà ricredersi. 3M in Inghilterra ha lanciato una campagna online di altissimo livello che ha come target i decisori aziendali nel settore farmaceutico, cantieristico e industriale in genere. Ancora acquisizioni per eBay
Curioso notare come, dall'esplosione del fenomeno Craigslist un paio di anni fa, siano poi spuntati come funghi siti fotocopia in giro per il mondo (in italia, altre alla localizzazione di kijiji, abbiamo anche citylist.it) e come eBay stia rincorrendo, anche in modo un pò frenetico, quest'onda. Quando i dilettanti sono bravi
Vi ricordate quando una volta l'editoria era un affare di pochi? Sono arrivati i pc ed i software per il desktop publishing e oggi una rivista specializzata può essere progettata da una sola persona. Vi ricordate quando fare i siti web sembrava una cosa molto difficile? Oggi con un CMS, anche senza cognizioni di informatica si può pubblicare un sito. Poi c'è la pubblicità.... no, quella non toccatemela, quella è roba da professionisti, da grandi agenzie..... soprattutto quella televisiva. Oddio, forse cambia qualcosa anche li? Mi sono imbattuto in una dichiarazione di Tim O' Reilly, fondatore dell'omonima prestigiosa casa editrice, che a proposito del futuro dei media cosi si esprime: "ci sono oggi più prodotti mediatici disponibili, di persone disposte a fruirne, la tecnologia infatti aiuta nella progettazione di nuovi contenuti, ma rende sempre più sottile la distinzione tra buoni dilettanti ed i professionisti". Per rinforzare il suo pensiero Tim O' Reilly, cita il caso di Move On, organizzazione politica statunitense, che vede in Michael Moore uno fra i più noti esponenti. Questa organizzazione, contraria alla politica dell'attuale presidente, George Bush, ha invitato i suoi simpatizzanti a progettare spot da 30 secondi di protesta nei confronti dell'Amministrazione Bush. Sono arrivate all'organizzazione centinaia di proposte e Move On ne ha selezionate 150, che ha pubblicato in un sito Una apposita giuria ha selezionato i vincitori del concorso che sono stati messi in home page. Sembra che in giro per il mondo ci siano tanti ottimi talenti. Quando le aziende se ne accorgeranno, non sarà certo piacevole per le agenzie pubblicitarie più conservative che continuano a richiedere grandi budget. C'è da scommetterci che l'esperimento di Move on verrà replicato da qualche estroso uomo del marketing. Se la qualità sarà buona, beh qualcosa cambierà sicuramente nel mondo della comunicazione pubblicitaria. Creativi cercasi, offresi ricompensa
I due fanno sul serio; nel sito del concorso infatti è riportato anche una specie di breve brief e un bel disclaimer che recita "if we pick your suggested company name, we own it, not you." L'iniziativa è partita pochi giorni fa e non è dato sapere come sta andando; di sicuro un modo "economico" di risolvere il problema :) ego corporate surfing
La rete è una fabbrica di neologismi. Si è tanto parlato di egosurfing come di una pratica per analizzare in modo un po' artigianale la propria popolarità o quella della propria azienda sui motori di ricerca o più in generale sulla rete. Si è anche scritto molto sui blog; siano essi un fad, un fenomeno importante o solo di transizione, parafrasando una famosa frase di Giulio Andreotti, il blog logora chi non ce l'ha. Ma se è relativamente facile aprirne uno, meno banale è poter contare sulla disponibilità di persone che decidono di dedicare del tempo libero per scrivere su un blog completamente dedicato ad un'azienda o ad un brand. Vedrete che fra non molto si diffonderà la pratica di contare i Blog dedicati alle varie Microsoft anche non ufficiali, quelli dedicati a Google o a Yahoo e via discorrendo. Sarà anche una moda, ma vedrete che qualche responsabile della comunicazione di qualche azienda ben presto sarà indotto a pensare che se non ti dedicano un blog, non sei veramente nessuno. Me lo chiedo sempre, perché le mode non le lasciamo agli stilisti?
Google for RSS
In risposta all'ultimo post di Gianluca, ecco che il motorone di ricerca lancia, ovviamente in beta test, il nuovo servizio di AdSense per RSS. UPDATE: qui il modulo per richiedere l'attivazione. Blog, mailing list o RSS?
La normalità dei Blog
Prendo spunto da una ricerca che è stata recentemente pubblicata per riprendere un discorso cui abbiamo accennato già qualche volta, pur senza approfondirlo veramente. Secondo questa ricerca, i Blog non si differenziano affatto (nel risalto delle notizie, nel loro approfondimento e perfino negli aggettivi utilizzati) dalle normali testate giornalistiche. Sinceramente dubito che questa ricerca sia affidabilissima (non per l'imperizia di chi l'ha condotta ma per la sua difficoltà intrinseca), ma penso che riveli una verità che sta sotto gli occhi di tutti. L'unica differenza che c'è tra un blog e le testate giornalistiche è la partecipazione di persone che non svolgono abitualmente comunicazione. Su Imli per esempio i commenti sono molto letti, ma sono scritti per la maggior parte da chi allo stesso tempo ha il 'potere' di postare o di chi - pur non postando - ha ormai assunto una posizione equiparabile. Quello che voglio dire è che la 'rivoluzione' dei blog non esiste; c'è stata dieci anni fa con la nascita di Internet e con la nascita dei forum. Paradossalmente, questa presunta 'rivoluzionarietà' è stata diffusa da giornalisti o uomini che già facevano comunicazione (come Beppe Grillo appunto). Media technique (?)
Leggendo un post di Jim Horton relativo alla triste storia di AT&T (una storia istruttiva, vale la pena di rileggersela), mi sono imbattuto in un paio di considerazioni generali su cui vorrei soffermarmi. L'evoluzione delle tecnologie ha sicuramente avuto un impatto sul mondo della comunicazione, e delle PR in particolare, che il settore non ha di fatto "digerito" e sedimentato. Ancora oggi, se ne è discusso moltissimo su queste pagine, i comunicatori, pubblicitari o PR che siano, usano le nuove tecnologie in modi variamente inappropirati, senza comprenderne le reali dinamiche e la natura. Ma secondo me c'è anche dell'altro. Quello che forse è successo, è che molta parte del mondo delle PR si è concentrato su "come arrivare" il più possibile sui nuovi media, perdendo di vista (non poco) la dimensione delle strategie e dei contenuti. Quando il buon Jim parla di "...loss of meaning to PR beyond a media technique" mi sembra indichi esattamente questo non trascurabile problema di sostanza. Se le PR hanno una immagine così deprimente ( e alcuni commenti postati di recente me lo hanno confermato) è perchè le relazioni pubbliche hanno perso di vista il ruolo consulenziale che le competerebbe. Parlando con i responsabili marketing di molte aziende, emerge un valore aggiunto percepito delle relazioni pubbliche che va poco oltre quello di un servizio fotocopie e distribuzione. (senza offesa per le fotocopie...) Non che la cosa sia limitata al panorama italiano: ho postato di recente sul mio blog un commento alla storia narrata da Sarah Lacy, giornalista del BusinessWeek, che parla del mondo delle PR americane, e, per quanto possa stupire, anche là non mancano i pessimi esempi. Nonostante il pessimismo di Horton, credo che esista la possibilità di recuperare un po' di qualità e di sostanza e, mi piace pensarlo, riuscire almeno ad intaccare la penosa immagine media del "pierre" che oggi mi tocca sopportare. Il marketing della pigrizia
Il libro in questione è quello di Corinne Maier "Buongiorno pigrizia". Un titolo che l'ufficio marketing dell'editore francese ha immaginato potesse destare l'attenzione di migliaia di impiegati e quadri. Obiettivo centrato! In realtà il libro è un trattato contro il sistema capitalistico e una presa per i fondelli di tutte le manie che si trovano in azienda: dal gergo impossibile di certi personaggi, ai consulenti che cercano di farsi percepire come i massimi esponenti della tuttologia aziendale. Ecco alcuni brani da cui si può capire il tono del libro: Nel braccio di ferro da voi e l’azienda è quest’ultima a vincere, così come nella giungla il leone di solito la spunta sull’antilope.
L'informatica è il futuro: uno slogan che si sentiva già alluniversità negli anni '70. Le nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione sono figlie dei computer e di Internet; è da due decenni che le imprese investono sfrenatamente in queste nuove tecnologie, sperando in fenomenali impennate di produttività (…) Il coach non è l'unico parassita che sfrutta la bestia aziendale. L'impresa versa milioni a vari specialisti di audit e consulenza, remunerati per dire ciò che l'interlocutore vuole sentirsi dire e confortare le intuizioni di chi è in testa al processo decisionale. Un libro che si legge in un pomeriggio, ma alla sera vi renderete conto che qualsiasi altra attività sarebbe stata più utile e sicuramente più salutare. E io che mi fido ancora di giornalisti e professori universitari... Bailissimo: entri solo col web-invito
Su www.bailissimo.com infatti è possibile registrarsi e scaricare l'invito. Per entrare al bar è necessario presentarsi con l'invito stampato, che dà diritto a due consumazioni di cocktail a base, ovviamente, di Baileys. L'invito è valido per una sola serata, da scegliere sul sito. L'idea mi sembra interessante, serve ovviamente a fare branding e anche a creare un minimo di database (nome, cognome, età, e-mail). Il fatto di rendere l'invito scaricabile esclusivamente dal sito seleziona un certo tipo di target, sul quale forse Baileys ha, o pensa di avere, meno appeal, o sul quale comunque vuole puntare in maniera intensiva. Personalmente ho ricevuto la segnalazione da un amico, che non ricordava nemmeno tanto bene l'url, che ho dovuto cercare su Google, quindi non so che tipo di promozione online abbiano utilizzato. Navigando un po' ho trovato la segnalazione sul portale locale 2night, cosa che mi fa supporre che abbiano optato per una comunicazione mirata e soprattutto sulla visibilità del bar/tenda: a Bologna è nella piazzetta vicino alla stazione centrale. Beh, quasi quasi questa sera ci faccio un giro... Come dovrebbe essere la pubblicità ideale?
First Direct, una delle banche più innovative al mondo per il servizio, ma anche per la sua comunicazione, ha deciso di utilizzare come testimonial della sua campagna direttamente i suoi clienti e non attori professionisti. Il risultato è una campagna fresca e a mio parere molto convincente. Per First Direct il cliente è davvero la cosa più importante e questo non è solo uno slogan. I risultati si vedono, basta vedere la lunga sfilza di premi vinti . Mentre in Italia le banche promettono di mettere il cliente al centro dell'attenzione, Fist Direct sembra che lo faccia davvero, con ottimi risultati
........e tutto il resto sono chiacchiere. IMlog cambia look
Cliccando qui o sull'immagine potrete vedere un'anteprima del nuovo layout che stiamo preparando: ci è sembrato giusto sottoporlo al vostro giudizio prima della messa online. In questa occasione chiediamo di esprimere il proprio parere anche ai lurker, ovvero a coloro che leggono IMlog senza commentare, oltre che ovviamente ai membri più attivi della community, agli autori ed a chiunque voglia dire la sua. E' chiaro che il nuovo template non potrà essere stravolto, ma saranno bene accetti tutti i tipi di suggerimenti, critiche o consigli, che ci permetteranno di migliorare il lavoro svolto. Aspettiamo fiduciosi! :) L'arma finale contro lo spam? RSS!
Proprio per combattere questo rischio e tenere alta l'efficacia della propria comunicazione via email, PalmOne sta inviando in questi giorni un messaggio a tutti suoi iscritti all'interno del quale vengono spiegati tre metodi per aggiungere nella propria rubrica l'indirizzo del mittente delle newsletter Palm (news@palmonenewsletters.com) e scongiurare il rischio di "falso positivo". I macro trend 2005
Per chi segue da tempo Imli, si accorgerà che nei diversi post dei vari contributor, sulla tv digitale, sui blog, sul futuro della comunicazione, sul commercio elettronico e via discorrendo, si è cercato di fare un po' di luce sulle tendenze in atto. Sembrerebbe che il 2005 sia un anno di profondi cambiamenti sui diversi versanti della comunicazione e del marketing digitale. Anche la società è in profonda evoluzione ed esprime nuovi bisogni individuali e collettivi a cui molto spesso le aziende e le pubbliche amministrazioni non sanno dare una risposta.
Il Campus Tils della Scuola Superiore Guglielmo Reiss Romoli, per cui ho l'onore di insegnare, è a mio parere, uno fra i più avanzati in Europa e sta portando avanti con grande determinazione progetti di formazione di grande respiro. Le diverse iniziative dovrebbero essere promosse di più perché credo di interesse di moltissime persone. Ritengo che questo Delphi, insieme al rapporto annuale del Censis, siano due strumenti di lavoro indispensabili per ogni uomo di marketing. Buona lettura La Piaggio innovatrice nel marketing
Si parla tanto dell’arretratezza delle aziende italiane nel marketing e nella comunicazione, mentre il marketing della Piaggio è un autentico caso da manuale.
Advergame da professionisti
Il gioco funziona così: c'è una suddivisione in 4 fasi, ognuna delle quali corrisponde ad una diversa missione. In ogni fase il giocatore impersona il manager incaricato di compiere le scelte cruciali per il raggiungimento degli obiettivi. La prima fase è già disponibile e prevede la costruzione di uno stadio sportivo in un centro di media dimensioni, da completare con il budget fornito in partenza. Le scelte da compiere vengono poste al "manager/giocatore" sotto forma di domande a risposta multipla. Forse questo meccanismo è un pò troppo macchinoso e alla lunga fa calare l'interesse. E' interessante notare che, quando il giocatore è chiamato a compiere scelte su aspetti quali, ad esempio, quale centralino installare o quale sistema di sorveglianza scegliere, vengono presentati i prodotti di Siemens con un rimando alle pagine interne del sito. Questo "advergame" (anche se non è del tutto corretto chiamarlo così) mi sembra una buona idea, anche se forse poteva essere reso meno noioso (le domande a cui rispondere sono veramente tante) e più organico alla promozione dei prodotti Siemens. Devo ammettere che quando ho provato Buildy Game mi sono "un po'" mangiato le mani al pensiero che se avessi avuto un'azienda pronta a realizzare le mie idee quando le ho avute qualche anno fa... Si può giocare qui. | ||||