IMlog
Economia digitale alla riscossa
Autore: Andrea.Cappello | Categoria: Pensieri Laterali | Data: Martedì, 31 Gennaio 2006 

Leggo tramite la Stampa:

Dopo anni di scarsi investimenti, la tecnologia sta tornando ad essere la principale voce di spesa delle aziende- dichiarano i gestori azionari internazionali. (...)

"Ma non tornano a credere in Internet solo i mercati finanziari: è la Rete, che ha fatto strada. Dieci anni fa il 66% degli utenti Internet era negli Usa: oggi lo è solo il 23% e in tutto il mondo ci sono un miliardo di persone online e quasi 180 milioni di loro usano la banda larga per collegarsi, con una crescita del 45% solo rispetto a un anno fa. Tra i leader per utilizzo di banda larga c’è la Corea del Sud (70%) e la Cina, dove la maggior parte hanno meno di 30 anni. Le ricerche su Google sono aumentate del 75% da un anno all’altro e nel 2005 sono state calcolate intorno ai 7,6 miliardi. I motori di ricerca più vengono usati, più diventano intelligenti."

E ancora: "si diffonde il Voip (in Danimarca ha superato il tradizionale); il commercio elettronico comincia a funzionare; decolla sempre di più il mobile; i blog imperversano".

Un 2006 dove internet spadroneggia insomma. Poi mi collego al sito del Ministero dell'innovazione e leggo un intervento di Stanca in proposito al convegno dell’Ocse riunita a Roma, ...e intuisco come mai giustamente il nostro paese sta sprofondando nella classifica della competitività.

La censura è iniziata
Autore: M. Bancora | Categoria: Pensieri Laterali | Data: Lunedì, 30 Gennaio 2006 

censura.jpgQuesta storia delle blacklist si sta propagando. Pare che Sky abbia innescato un nuovo fenomeno prima sconosciuto al grande pubblico: Coolstreaming.it (che ora trovate sotto il dominio .us). Questo sito consente di connettersi a dei server sparsi in tutto il mondo e di assistere con diversi secondi di ritardo alle partite di quasi tutti i campionati di calcio, tra cui la Serie A italiana. La qualità non è certo ottimale, ma per un certo pubblico può bastare.

Inutile ricordare che anche questo è un fenomeno difficilmente arrestabile e che troverà nuova linfa su qualche altro server, sotto un altro dominio, in un'altra nazione. Ho come l'impressione che in qualche ufficio dell'amministrazione pubblica qualcuno abbia scoperto le blacklist e che pensi che sia possibile censurare l'accesso ai siti internet come se fossimo in Cina. Ma oltre ai blogger chi ne sta parlando? La Stampa e basta?

Evoluzione, rivoluzione o devoluzione dei media?
Autore: Maurizio Goetz | Categoria: Avvistamenti | Data: Venerdì, 27 Gennaio 2006 

Il post di Massimiliano, precedente a questo, apre una serie di questioni per chi si interroga sul futuro dei media. Mi limito a sviluppare un ragionamento con l'intenzione di stimolare il dibattito in corso.

Ci troviamo in un periodo di transizione ed è estremamente difficile riuscire a distinguere tra tendenze di aggiustamento (anche reversibili) e quelle di carattere più strutturale.

Ci possiamo infatti chiedere ad esempio quanto si spingerà il processo di frammentazione delle audience sui diversi media e sui diversi contenuti disponibili, considerato che dal lato dell'offerta, gli operatori che avranno un business model non sostenibile tenderanno a scomparire oppure ad essere assorbiti, mentre dal lato della domanda, gli utenti con l'aumentare dell'esperienza selezioneranno direttamente le fonti che producono contenuti ritenuti rilevanti e marginalizzeranno coloro che si limitano ad amplificare o "rimodellare" contenuti di altri senza creare valore aggiunto.

Possiamo poi domandarci quali saranno i modelli di business dei contenuti disponibili, ovvero quali e quanti contenuti saranno disponibili gratuitamente (free press, blog, programmi televisivi ecc) e quali quelli premium, ma anche quali disponibili attraverso modelli misti che sicuramente verranno introdotti nei prossimi 24 mesi.

Infine dobbiamo chiederci quali saranno i rapporti di forza contrattuale tra produttori, aggregatori e distributori di contenuti nella grande competizione per le audience su tutti i media.

Se ripercorriamo la storia economica del nostro Paese, possiamo osservare che dal dopoguerra, siamo passati da un'economia agricola basata sull'autoproduzione ad una produzione di massa che ha diffuso i prodotti di largo consumo.

L'avvento della Grande Distribuzione Organizzata ha dato un impulso all'industria, ne ha razionalizzato i costi di distribuzione, ha creato nuovi mercati ma ne ha anche diminuito la forza contrattuale. Questa è una delle ragioni per cui l'industria ha sviluppato con grande determinazione i prodotti di marca facendo aumentare in brevissimo tempo gli investimenti pubblicitari e permettendo la nascita e lo sviluppo della televisione commerciale.

Il processo di concentrazione nell'industria sta premiando oggi i soggetti più vicini ai consumatori, quelli che meglio controllano la distribuzione.

Nel panorama dei media, anche in seguito al processo progressivo di digitalizzazione, forse stiamo assistendo al processo inverso: la prevalenza della produzione.

La frammentazione delle audience e del mercato premierà chi saprà produrre o aggregare contenuti di valore anche per target di limitata ampiezza in modo economicamente sostenibile o chi si presenterà sul mercato con modelli innovativi di business che consentiranno di alimentare l'industria dei contenuti.
La "distribuzione" rischia la comoditizzazione (mi scuso per l'orribile termine).

Per certi versi si tornerà al periodo degli anni quaranta e alla produzione dei cosiddetti "branded contents" ma con modelli più complessi ed evoluti.

Credo di non avere difficoltà ad affermare che ci troviamo di fronte ad una svolta epocale, per questo gli attuali equilibri sono fortemente instabili.

L'evoluzione dei media
Autore: M. Bancora | Categoria: Avvistamenti | Data: Venerdì, 27 Gennaio 2006 

Una nuova ricerca realizzata dall'ISIMM per conto di ANSA e Rai Net. Secondo la ricerca pare, dico pare, che la carta stampata sia il media che più di ogni altro soffrirà internet. Qui la pagina dell'articolo (PDF - 220k) sulla ricerca, tratto da PuntoComOnline.

Ecommerce made in Trentino
Autore: Elisabetta.Oldrini | Categoria: E-commerce | Data: Venerdì, 27 Gennaio 2006 

multipot.jpgDopo aver vagliato oggetti utili e inutili, ho deciso che uno dei regali che avrei fatto questo Natale sarebbe stato un oggetto molto innovativo e pensato per chi non fa a meno di tecnologie ad uso personale (cellulare, palmare, iPod). Un oggetto che continuavo a veder pubblicizzato in riviste e giornali: la lampada-multipresa Multipot di Rotaliana.

Non avendo tempo di andare per negozi a cercarla, sono andata sul sito sperando di poterla comprare online. Niente da fare. Solo foto, decrizioni e l'elenco dei rivenditori; purtroppo, nella mia città, di rivenditori nemmeno l'ombra. Googolando la lampada per vari siti, scopro che la posso comprare da un sito americano, ma pagandola il 50% in più e con aggiunta di spese di spedizione . Abbandono l'idea e posticipo lo shopping natalizio all'ultimo minuto.

Ritorno sul sito il 17 dicembre, sabato, per rivedere l'elenco dei rivenditori più vicini rassegnata ad una lunga trasferta per acquistare l'oggetto del desiderio, ma con mia somma gioia è apparsa la sezione ACQUISTA ONLINE. Detto, fatto, lascio i dati, numero di carta e clic. Niente spese di spedizione e in due giorni lavorativi, ovvero il 20 dicembre la lampada arriva a domicilio! Bella e funzionale e pronta per andare sotto l'albero.

Ora, a parte il fatto che i colleghi di lavoro mi hanno preso in giro per una settimana dicendo che una volgare ciabatta multi-presa avrebbe fatto lo stesso effetto (non capite niente di design, figli del Brico Center!) e mi sarebbe costata quindici volte meno (si ma immaginatevi la sua espressione una volta aperto il regalo...), voglio sottolineare l'efficienza della ditta trentina nel loro approccio con il commercio online, un form semplice, condizioni di vendita chiare e sintetiche e un servizio impeccabile. Il dubbio che la velocità sia dovuta anche alla poca richiesta rimane, ma non importa, come consumatore l'esperienza è stata ottima e ora se devo pensare a dove comprare le lampade di casa, uno dei primi brand che mi verranno in mente è Rotaliana.

Spot virali
Autore: Redazione | Categoria: Avvistamenti | Data: Mercoledì, 25 Gennaio 2006 

Riceviamo una segnalazione da Mrs Red "una delle editrici di ebolaindustries.com", in cui ci comunica che sul sito è possibile votare dieci spot virali italiani. La redazione di IMlog (in realtà solo uno di noi :)) ha decretato lo spot di savetheaccount.org come il migliore tra quelli in lizza.

Innovazione digitale: sviluppo non sviluppo in Italia?
Autore: Andrea.Cappello | Categoria: Avvistamenti | Data: Venerdì, 20 Gennaio 2006 

Prendo spunto dalla notizia data oggi su La Stampa, e riporto alcune dichiarazioni:

«Il governo ha aperto i saldi di fine stagione sui Pc e spreca i soldi degli italiani (ben 7,2 milioni di euro) per un diluvio di opuscoli di propaganda elettorale» dichiara Beatrice Magnolfi che ha appena presentato con Pierluigi Bersani i 10 punti per l'Italia digitale dei Ds.
«Quello del governo delle tre i è un consuntivo così disastroso - prosegue Magnolfi - che nessuna propaganda lo può occultare: nella P.A. per 5 anni si sono occupati solo di spoil systems e non di innovazione; nelle piccole imprese non c'è stata nessuna politica industriale diretta a colmare l'enorme ritardo digitale; quanto alle famiglie e ai cittadini, dopo lo scandalo dei decoder cercano di recuperare voti offrendo qualche mancia pre-elettorale».

Tale dichiarazione segue la presentazione dell'iniziativa-opuscolo da 7,2 miloni di euro (!) con cui Stanca conferma che il governo ha e sta lanciando lo sviluppo digitale in Italia: «Quella che stiamo vivendo è la seconda storica 'alfabetizzazione' degli italiani: quella digitale. Il governo la sta promuovendo attraverso una serie di iniziative senza eguali in Europa».

Non cito perchè risapute le classifiche che vedono l'Italia in tale fronte fanalino di coda su infrastrutture, formazione, icentivi alle imprese.

Lasciando tali dichiarazioni di destra e sinistra il tempo che trovano, c'è da augurarsi che i nostri politici futuri abbiano importanti interessi (tramite aziende controllate o gruppi di voto) sul web, internet e il settore IT.

Problemi di password per Skype
Autore: Giuseppe.Mayer | Categoria: Marketing | Data: Mercoledì, 18 Gennaio 2006 

Crescere in fretta, crescere presto! Ma anche crescere bene dovrebbe avere la sua importanza, o no? Da qualche settimana molti utenti di Skype si stanno lamentando su blog e forum perchè non hanno più modo di accedere ai loro account. Cosa è successo?

Pare, come si evince da un commenti del responsabile sicurezza di Skype Kurt Sauer, che questo disservizio si sia originato da un upgrade della sicurezza (?) realizzato con l'obiettivo di unificare la gestione delle password di account e la gestione delle password del sito share.skype.com (quello per intenderci che permette gli acquisti di skype credit etc)

Il punto è che per fare un acquisto su share.skype.com bisogna registrarsi con un indirizzo email valido, mentre per la creazione di un account semplice questo non è necessario.

Questa diversità nei processi di registrazione ha creato il problema; di fatto l'upgrade delle password share.skype.com ha riguardato anche alcuni utenti che avevano solo il semplice account o che avevano utilizzato i free skype credit (ma senza inserire un'email nel proprio profilo).

Conseguenza? L'1% degli utenti (il dato è sempre di Kurt Sauer) si sono ritrovati sbattuti fuori, con password modificata arbitrariamente e senza alcuna possibilità di riaccedere al proprio account dato che la funzionalità di reinvio password chiede anche l'email di registrazione (che, lo ripeto, non è obbligatoria per la registrazione del solo account).

Alcuni utenti (i thread sono anche sui forum del sito di Skype) sono riusciti a recuperare la propria password, ma solo dopo diversi giorni di tentativi con il costumer service; altri, come il sottoscritto, ancora no. La risposta, standard, che arriva da Skype è "siamo spiacenti, ma potete sempre creare un nuovo account".... irritante vero?

Insomma, una gran brutta figura per Skype, uno scivolone che, forse, non ha ricevuto l'attenzione che avrebbe meritato solo perchè il Voip PctoPC è ancora materia per carbonari. Ma provate ad immaginare se un disagio simile, con non ore, ma settimane di down fosse capitato alle aziende utenti di una qualsiasi telco italiana ...

La realtà è (purtroppo/perfortuna) che Skype, GTalk, etc sono giochi e trastulli per amanti del genere, ma se questi sono i livelli di servizio, il vero business ci metterà anni ad arrivare.

Da Bertelsmann l'anti Google ?
Autore: Enrico.Bianchessi | Categoria: Avvistamenti | Data: Mercoledì, 18 Gennaio 2006 

Secondo il Financial Times di lunedì scorso il gigante dei media Bertelsmann sarebbe pronto a sostenere "Quaero", il progetto di search engine europeo.

Il progetto gode già del supporto di un gruppo di aziende che comprende Thomson, France Télécom, Deutsche Telekom, Thales, Bertin Technologies, Exalead, e Vecsys.

Del progetto si è interessato direttamente nientepocodimenochè il presidente francese Chirac, che ha "innestato" sulla cosa una polemica di tipo "culturale" contro l'egemonia americana.

In realtà, come ha rilevato Rick Summer, un analista che segue Google in Morningstar, sul piano pratico Google ha davvero poco da temere da un progetto del genere, dato che la posizione che ha acquisito potrebbe essere minacciata solo da una proposta alternativa sostenuta da un enorme sforzo promozionale e che proponga contemporaneamente anche sostanziali innovazioni tecnologiche.

Sotto un altro punto di vista, prosegue Summer, l'unico vero pericolo potrebbe nascere nel momento in cui qualche governo dovesse decidere di introdurre forme di regolamentazione del search. Staremo a vedere.

Users Generated News :)
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Avvistamenti | Data: Mercoledì, 18 Gennaio 2006 

Magari sarà l'inaugurazione di una nuova rubrica o quantomeno di una nuova categoria di IMlog, fatto sta che sono arrivate alcune segnalazioni interessanti da parte di alcuni utenti e volentieri le posto:

  • Massimo Mattone, caporedattore di Internet Magazine, segnala una sua intervista bipartisan che cerca di chiarire il "mini-scandalo" provocato dal fatto che i manifesti elettorali di Forza Italia pare siano stati fatti con un software crackato. Ne ha parlato anche Mantellini
  • Marco Bottigliero segnala una interessante puntata di un nuovo programma di Radio24, "Strega e madonna" in cui si parla di Tivo (su Imlog se ne parlava già qui)
  • Marco Franceschetti mi segnala il blog del candidato sindaco di Milano Davide Corritore (definito qualche tempo fa da Repubblica "il ragazzo uscito da Internet"...), un blog "vero" e molto ben fatto, al contrario di tanti altri finti blog politici. Imperdibile il giochino con protagonista la Moratti, che se fosse a scopo commerciale chiameremmo advergame

Chiunque voglia segnalare una news, un argomento specifico da trattare, un articolo particolarmente interessante o in target con IMlog può mandare una mail a info@imli.com

E arrivò anche la radio!
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Avvistamenti | Data: Martedì, 17 Gennaio 2006 

dmarc.JPGE' appena uscito un comunicato di Google che informa dell'imminente aquisizione (da completarsi entro il primo quarter del 2006) della DMARC, azienda che secondo il comunicato "connects advertisers directly to radio stations through its automated advertising platform" e secondo il proprio sito web è "the market-leading provider of digital solutions and media services in the radio broadcast industry".
Una sorta di AdWords radiofonico più o meno :)

Il costo? 102 milioni di $ cash.
Lo scopo? Prababilmente estendere il proprio predominio in campo pubblicitario anche su altri mezzi.
Prossimo passo?

E-commerce 2005-2006: considerazioni e previsioni
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Interviste | Data: Lunedì, 16 Gennaio 2006 

ecommerce.JPGPassato il Natale, il periodo dell'anno più "caldo" per il commercio elettronico, ho pensato di fare 4 chiacchiere con chi lavora all'interno di questo settore per capire dove va, come va, cosa è cambiato e cosa cambierà nel mondo dell'e-commerce italiano.
Ho intervistato quindi Andrea Boscaro, head of Pangora Italia, che gestisce i portali di shopping, tra gli altri, di Lycos, Buycentral, Tuttogratis/Kuanto ed Excite.

1) E' appena passato il natale, periodo storicamente critico per l'ecommerce. Qual è il tuo feedback per quanto riguarda la situazione italiana?

Non posso che confermare un trend crescente in termini di accessi ai nostri siti nel periodo precedente il Natale. I nostri due siti principali hanno ottenuto a novembre 658 mila utenti unici Lycos Shopping e 409 mila Buycentral (Nielsen Netratings). I nostri dati interni confermano la crescita anche su dicembre. Rispetto all'anno precedente abbiamo verificato soprattutto una maggiore attenzione da parte dei clienti ad essere pronti per il periodo clou con le offerte migliori ed a sfruttare appieno lo strumento da noi offerto (qualità del database trasmesso, sfruttamento delle vetrine redazonali, ...): ottimo segnale di ulteriore maturamento del mercato.


2) In generale il 2005 doveva essere l'anno del rilancio per il commercio elettronico e per internet. E' stato così?

I dati Anee/Assinform - Politecnico di Milano (2,8 mld euro il giro d'affari dell'ecommerce b2c) sono lapidari: il commercio elettronico è un segmento di mercato in costante crescita per i nuovi utenti ed i nuovi operatori ed in pieno consolidamento per quelle aziende che con la loro professionalità hanno saputo trainarlo nei due anni precedenti. Per quanto concerne Internet, trovo sia stato un anno molto positivo: il dato pubblicitario, soprattutto se considerato scontando il peso di dialer e gambling degli anni precedenti, mi sembra lusinghiero. Il pay-per-performance sta poi acquisendo dignità e peso relativo: credo che il merito sia anche un po' nostro, degli operatori che hanno trovato modelli di business compatibili con un approccio a performance.


3) Quali sono le aspettative per il 2006?

Dal lato dell'offerta, a mio avviso la sfida 2006 sarà la piena affermazione di protagonismo da parte di alcune categorie merceologiche (l'automotive, il real estate) in combinazione con l'avvicinamento all'ecommerce, quale canale distributivo aggiuntivo, da parte di aziende tradizionali.
Dal lato della domanda, trovo che ancora dobbiamo tutti lavorare per convincere quella parte di utenti meno smaliziati a trovare ed a comprare online. Abbiamo da poco rilanciato Buycentral con una navigazione molto più attenta ad un utente meno esperto per invogliarlo ad utilizzare la ricerca parametrica ed a usarci davvero come fonte di informazione per le sue decisioni di acquisto.


4) Si parla molto di web 2.0: vedi qualche operatore in Italia che incarni questa "nuova filosofia"?

Ho assistito ad una splendida conferenza al Dada Day in cui l'amministratore delegato di RCS Vittorio Colao ha tracciato le linee per un'applicazione editoriale di questa filosofia da parte di un grande editore. Mi pare che loro, dopo l'acquisizione di Dada, siano l'operatore locale più accreditato per una traduzione in larga scala del concetto di Internet come piattaforma.


5) A parte le solite cose inerenti alla carta di credito, quali pensi che siano i problemi maggiori e i principali ostacoli per l'ecommerce in Italia?

Credo che la carta di credito stia diventando sempre meno un problema: segno dell'accreditamento ottenuto dai principali shop. Seguendo le 4 P direi: ulteriore miglioramento della usability dei siti meno noti, possibilità di offrire una reale convenienza di prezzo rispetto all'offline (per certe categorie siamo ancora lontani), professionalizzazione delle competenze di web-marketing degli shop e strumenti di fidelizzazione ed incentivazione. Il boom del turismo online è frutto del successo ottenuto rispetto a queste quattro sfide.


6) Considerazione finale: qual è lo stato di salute del mercato ecommerce italiano e cosa bisogna ancora fare, a tutti i livelli, per diminuire il gap tra l'Italia e non dico gli USA, ma almeno altri paesi europei come UK e Germania?

Oltre a quanto detto prima non posso che aggiungere che occorre attendere una generazione (sono un capo scout e quando presto attenzione alla propensione al digitale dei più giovani, già vedo un abisso rispetto ai trentenni come me ;-)) e che ogni politica di incentivazione (dal bonus sull'acquisto del PC, ad un rapporto sempre più telematico con la PA al prepotente ingresso dell'informatica e di Internet nelle scuole) è la benvenuta purchè costo-efficiente.


Ringrazio Andrea per la disponibilità e spero di continuare a breve con altri esponenti del settore questa panoramica sull'e-commerce di casa nostra.

L’occhio umano giudica il web in 50 millesimi di secondo
Autore: Jacopo.Gonzales | Categoria: Ricerche | Data: Domenica, 15 Gennaio 2006 

Credo voi tutti ricordiate la ricerca sull'Eye Tracking realizzata da Enquiro alcuni mesi fa. Scopo primario di quella ricerca era di analizzare come gli utenti guardassero ai risultati delle ricerche, studiando il movimento dell'occhio umano.
Ne emerse che era fondamentale comparire al top dei risultati di una data query nei vari search engines, fossero quelli organici o sponsored listings, frutto quindi di una campagna di Pay Per Click.

Questo studio però limitava la sua analisi ed il suo campo d’applicazione ai motori di ricerca, non analizzando le dinamiche che entravano in gioco una volta che l’utente si trovava su un determinato sito web.
Soprattutto poi non veniva presa in considerazione la tempistica con cui il singolo sito viene elaborato e giudicato dall’occhio umano e di conseguenza dal cervello.

E’ proprio di questa fase che si occupa un nuovo studio canadese, riportato da Nature e pubblicato da Gitte Lindgaard della Carleton University di Ottawa sulla rivista scientifica Behaviour and Information Technology, ed i cui risultati hanno peraltro meravigliato i ricercatori stessi, molti dei quali ritenevano che l'occhio umano fosse incapace di vedere veramente qualcosa sotto la soglia dei 500 millesimi di secondo.

In effetti tale soglia è stata notevolmente abbattuta: l'occhio è capace di elaborare una pagina web in soli 50 millesimi di secondo, quindi ben 10 volte al di sotto della soglia prevista da alcuni studiosi.

Si è arrivati a questa conclusione dopo aver mostrato flash di alcune web pages al gruppo di volontari presi come campione della ricerca. Agli stessi volontari era stato inoltre richiesto di ordinare, secondo un indice di gradimento, tali pagine web.

Questo chiaramente ha delle conseguenze sostanziali di tutto rilievo:

1) Non solo la prima impressione è quella che conta, ma è anche quella che perdura nel tempo. Questo effetto viene definito dagli psicologi come Halo Effect. Difficilmente quindi, se il primo impatto grafico non è stato positivo, sarà possibile fidelizzare i propri utenti.

2) Se la prima impressione è stata positiva, è molto probabile che gli utenti tornino a visitare un determinato sito, come spiega la Lindgaard: continuing to use a website that gave a good first impression helps to 'prove' to themselves that they made a good initial decision

3) Avere degli ottimi contenuti non basta. La struttura grafica gioca un ruolo primario nella valutazione da parte dei navigatori, quanto meno nella fase iniziale, in quanto viene presa in considerazione ancor prima del content.


In conclusione, appare palese che dovranno ricredersi tutte quelle aziende che, fino ad oggi, hanno ritenuto che per generare traffico e fidelizzare gli utenti bastasse avere un sito web ottimizzato piuttosto che un search engine copywriter nel proprio organico.

Scommesse online: leggi made in China
Autore: M. Bancora | Categoria: E-commerce | Data: Venerdì, 13 Gennaio 2006 

cavalli.jpgNon scriverò di prodotti realizzati o copiati utilizzando manodopera a basso costo, ma di una legge che è stata approvata dal parlamento italiano, contenuta nella recente Legge Finanziaria. Si tratta di una legge che dovrebbe impedire a coloro che utilizzano un provider italiano (Alice, Tiscali, Fastweb, …) di connettersi con operatori di scommesse e di gioco d’azzardo privi della licenza per operare sul mercato italiano. Una legge che ha tutte le caratteristiche per essere ricondotta al regime di Pechino dove la censura di siti Web e di giornalisti poco allineati colpisce con una certa frequenza.

La nuova legge prevederebbe una sanzione per i provider che non dovessero bloccare l’accesso a questi siti; uso il condizionale perchè ad oggi nulla di tutto ciò è stato messo in pratica nonostante la norma sia entrata in vigore il 1 gennaio 2006. La multa per i provider inadempienti è abbastanza salata, arriva a 180.000 Euro. I clienti dei siti in questione non rischiano nulla: la Comunità Europea attraverso la sentenza Gambelli ha già sancito la liceità per i cittadini italiani di utilizzare i servizi presenti in altri paesi CEE utilizzando internet come canale di comunicazione.

Ovviamente gli operatori internazionali si sono coalizzati per chiedere un intervento della Comunità Europea in quanto la normativa è chiaramente in contrasto con una delle norme fondamentali su cui si regge la CEE ossia la libera circolazione di beni e servizi al suo interno.

Ma gli altri paesi cosa stanno facendo? Stanno detassando il settore! Ma come? Detassano i mercati delle scommesse sportive, per esempio, perchè l'aumento del valore delle scommesse generato dalla maggiore convenienza (una tassazione più bassa porta a delle quote più interessanti) compensa il minor introito diretto e rende il mercato ancora più interessante per il cliente finale.

In Italia invece un po’ per l’incapacità di chi governa questo settore (l’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, AAMS) e un po’ per la pigrizia di rivoluzionare un settore che versa in condizioni pietose (l'ippica in particolare), qualcuno ha ben pensato di utilizzare la strada più semplice intervenendo sul mezzo anziché studiare alternative sensate dove è il mercato globale a stabilire l'offerta.

La scorsa settimana il Sole 24 Ore ha pubblicato una interessante ricerca secondo cui il mercato dei giochi in Italia rappresenti la quarta industria per valore dopo l’industria del petrolio, delle auto, dell’energia elettrica e delle telecomunicazioni con 27,7 miliardi di Euro di fatturato nel 2005, dove le scommesse sportive sono il comparto maggiormente in crescita. Che sia il caso finalmente di gestire questo mercato con professionalità?

Webjay: Yahoo! continua lo shopping
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: News | Data: Giovedì, 12 Gennaio 2006 

webjay.gifTramite Random Culture apprendo che Yahoo! continua lo shopping anche nel 2006, forse approfittando dei saldi, e acquista Webjay, una "playlist community".

Ne dà notizia anche il product blog Yahoo! Music (fatto con Wordpress, ndr).

Webjay si autodefinisce così:
"Webjay is a tool that helps you listen to and publish web playlists.
MP3 players like WinAmp, iTunes, RealOne, and Windows Media Player can be given a list of songs to play. Most of the time the songs are on your computer, but they can also be on the web. Webjay is all about playlists of songs on the web."

Tutto molto bello, tutto molto 2.0, ma prima di dare un giudizio pià strutturato su questa acquisizione vorrei sapere il prezzo... :)

Google Video: c'è sempre una prima volta
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: E-commerce | Data: Martedì, 10 Gennaio 2006 

google_video.JPGNon sono certo il primo a dare la notizia dell'inaugurazione del servizio di e-commerce di Google Video, che permetterà di acquistare le partite NBA, le puntate dei serial della CBS e altro ancora man mano che procederanno gli accordi con la major.

Il sito è basic, come sempre, accompagnato anche da un bel blog, come ormai ogni prodotto della grande G.
La ricerca dei video è di default mista, free e pay, con la possibilità di rifinirla anche per dimensione del file (ma non per prezzo, per esempio).

Nulla da dire quindi sulle modalità del servizio e tutto il resto. L'aspetto però sul quale vorrei soffermarmi è un altro: è la prima volta, se ricordo bene, che Google vende qualcosa direttamente all'utente dei propri servizi e si fa pagare.
Nulla di male per carità, non voglio stare qui a parlare di "perdita dell'innocenza" o cose simili. Però mi sembra una svolta non da poco per i ragazzi di Mountain View.
Sono solo io a vederla come una cosa molto poco Web 2.0?

Chiariamo, non sono nè scandalizzato, nè deluso, nè altro, mi chiedo solo perchè e in che modo si sia maturata questa scelta per certi versi innovativa nel mondo Google. E' un cambio di rotta o solo un episodio? Arriveranno altri servizi "pay", tipo Gmail da 10GB, mappe personalizzate, ricerche targettizzate e così via?

Lo ammetto, un passaggio from free to fee di Google mi metterebbe in crisi non poco :)

Non ho problemi di comunicazione
Autore: M. Bancora | Categoria: Recensioni | Data: Martedì, 3 Gennaio 2006 

nonhopro.jpgChi lavora nel mondo della comunicazione e non ha ancora letto “L’uomo di marketing e la variante al limone” di Walter Fontana lo dovrebbe fare. Di certo non per imparare i segreti del brand e delle sue applicazioni, ma per cogliere una serie di spunti ironici di ciò che realmente avviene in una agenzia di pubblicità. Un libro che più di una volta vi farà ridere sguaiatamente su uno dei mezzi pubblici in cui lo leggerete e che vi farà dire “è vero, è successo anche a me!” :)

Lo stesso autore ha pubblicato nel corso del 2004 “Non ho problemi di comunicazione”, un libro che mi era sfuggito ma che ho recuperato prima di queste vacanze di fine anno.

Il tema è sempre lo stesso: il mondo della comunicazione italiana/milanese, letto in chiave ironica e con un personaggio, Marcello, che vive per la propria agenzia fondata da un imprenditore milanese che si ritiene essere stato il primo ad usare nella pubblicità “mi faccio in tre anzi in quattro” e poi anni dopo, per un altro prodotto, “mi faccio in quattro anzi in cinque”.

Marcello vive nel suo mondo fatto di canali televisivi personalizzati, dove Marcello Classics rappresenta il canale tematico dove rivede i momenti importanti e ricorsivi della sua vita, dove si ripropongono in permanenza tutte le cazzate che ho fatto. Marcello If è dove sarei adesso se quel certo giorno avessi fatto quella certa cosa invece di quell’altra.

La trama si sviluppa attorno allo studio di una creatività per promuovere l’apertura di un nuovo punto vendita della famiglia Fracco, specializzata nella vendita di prodotti di elettronica di consumo. Una famiglia milanese di cui nella pagine si conosceranno i vari componenti, dal nonno ormai rincoglionito dalla paura di assistere ad una incursione della Guardia di Finanza, al figlio minore abile manovratore di corrente elettrica con cui terrorizza i componenti della famiglia. Ovviamente il personaggio principale della famiglia è Maurizio Fracco, l’attuale proprietario, che ha scoperto di avere un sacco di gusti in comune con Marali (proprietario dell'agenzia) e cioè tutti quelli che Fracco ha nominato.

Consiglio questo libro a chi ha avuto a che fare con uno qualsiasi dei personaggi presenti nel rapporto cliente – agenzia, stagisti compresi; a chi desidera passare qualche ora divertendosi, forse non con la stessa intensità del primo libro di Fontana; a chi ha un capo supponente che crede di sapere tutto e si prende meriti non suoi; a chi come Marcello possiede un bouquet di canali tematici personalizzati :).


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