IMlog
Sarebbe BETTER aggiornare i banner...
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Advertising | Data: Sabato, 10 Maggio 2008 

Oggi, domenica 10 maggio 2008, navigando su Repubblica.it mi e' apparso un simpatico popup (che vedete qui sotto. Il popup blocker l'ho disattivato per esigenze professionali) che promuove una partita NBA del... 6 maggio!

Si tratta di una pubblicita' di Better, societa' di betting del gruppo Lottomatica, che invita l'utente a scommettere sulla partita Detroit Pistons-Orlando Magic. Peccato pero' che la partita sia gia' stata giocata...

Magari e' un modo per far iniziare bene lo scommettitore con una vincita sicura (finita 111 a 86 per Orlando, per la cronaca) :)

Se poi vogliamo essere pignoli cliccando sul banner (con Firefox) la landing page si apre all'interno del popup stesso, che tra l'altro non e' ridimensionabile, quindi e' di fatto quasi impossibile navigare, se non scrollando continuamente sia in verticale che in orizzontale.

It could have been Better...

better.PNG
Advertising & Social network: sicuri che funzioni?
Autore: Laura.Cocorempas | Categoria: Advertising | Data: Mercoledì, 23 Aprile 2008 

All'inizio tutti hanno dato per scontato che i social network fossero il futuro dell'advertising: messaggi iper-profilati in un contesto dove addirittura i singoli utenti si sarebbero fatti promotori dei loro brand preferiti (in cambio di quale benefit materiali o emozionali non era ben chiaro...).

In pratica siti come MySpace e Facebook si sono proposti sul mercato come potentissimi aggregatori di traffico, di audience profilata e di utenti ad alto potenziale di interazione e disponibili a condividere i loro dati personali senza particolari remore: il sogno dei marketer, in pratica.
Oggi però, come è anche emerso al recente AdTech di San Francisco, qualcuno inizia a mettere in forse questa prospettiva: le piattaforme di social network non sono infatti necessariamente anche valide piattaforme di advertising (v. articolo su imedia Connection), perché la sola audience non è sufficiente:

At their core, social networks are closer to a telephone conversation or a meeting in a coffee house than reading a newspaper or watching TV

Non a caso questi siti stanno sforzandosi di trovare modelli di monetizzazione del traffico (ne ha parlato persino l'Economist) che siano coerenti con la filosofia dei social network e al tempo stesso con le esigenze degli inserzionisti: probabilmente dovranno ripensare totalmente la presenza della pubblicità nei loro siti e inventare un modello di "community branding" che attualmente non ha eguali in altri contesti media, anche online.

Io continuo a pensare che probabilmente LinkedIn (lo so, sono di parte :-) con gli annunci di Google, qualche banner poco invasivo, i job postings e gli abbonamenti premium abbia alla fine trovato la strada più semplice per monetizzare il suo patrimonio di profili... Su Facebook e MySpace onestamente credo che ci sia ancora molto lavoro da fare, sull'offerta lato editore ma anche e soprattutto da parte delle agenzie creative :-)

E voi, che ne pensate?

Prodotti in campagna elettorale
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Advertising | Data: Martedì, 15 Aprile 2008 

Grazie a Carlo ho scoperto una meravigliosa "ricerca" di Pundo3000.

Si tratta di una semplice comparazione visiva tra quello che viene promesso con l'advertising e quello che invece viene venduto.
E' vero che alcuni dei prodotti testati non era affatto invitante nemmeno nella confezione, ma la differenza tra la foto della confezione e il prodotto reale e' sconvolgente.

Mi ha fatto venire immediatamente in mente la campagna elettorale :)

Qui di seguito un paio di esempi. Qui lo slideshow e qui il video su YouTube.

brioss.PNG
zuppa.PNG
Expedia.it fa pubblicita' in TV
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Advertising | Data: Venerdì, 4 Aprile 2008 

Probabilmente non sara' una novita' (vedo che il video e' stato postato il 18 febbraio...) ma siccome non vedo la tv italiana per me lo e'.
E devo ammettere che mi emoziono sempre un pochino quando vedo una web company fare pubblicita' in televisione.

Coca cola offre lavoro... per finta!
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Advertising | Data: Lunedì, 17 Marzo 2008 

Oggi mi sono imbattuto per caso in uno strano annuncio di Coca-cola su Google.
Cercando la parola "lavoro" si ottengono i seguenti risultati sposorizzati:

coca-cola-google.PNG

"Cercasi Lavaschiena", questo e' il titolo.
Ora, io forse saro' moralista, ma proporre una roba del genere ad uno che cerca lavoro non mi sembra poi cosi' divertente. Non vorrei esagerare ma mi pare un po' irrispettoso...

Cmq non ho avuto modo di vedere a cosa si doveva arrivare, perche' il sito e' troppo flashoso e lento.

PS: adesso l'annuncio non lo vedo piu', o hanno finito il budget o qualcuno gli ha detto che non faceva ridere... :)

Sono tutte belle da lontano!
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Advertising | Data: Mercoledì, 12 Marzo 2008 
Creatività: semplice e inaspettata
Autore: Antonella.Cadeddu | Categoria: Advertising | Data: Lunedì, 3 Dicembre 2007 

A volte penso di essere talmente immersa in questo mondo da non rimanere più sorpresa di fronte a nulla. Invece, poi, per fortuna qualcun riesce a stupirmi nel modo più semplice e inaspettato (e senza spendere milioni). Mi riferisco nello specifico alla campagna “Sixt Ascii Gti” realizzata per Sixt Autovermietung (che ha vinto gli Eurobestlive 2007 , sezione interactive). Meno male che esistono sempre cose a cui nessuno aveva pensato prima.

sixt-ascii_eurobest.jpg

Live Preview - Office 2007 su Msn.it
Autore: Laura.Cocorempas | Categoria: Advertising | Data: Giovedì, 29 Novembre 2007 
La home page di MSN il 29.11.2007

Oggi su msn.it è live la campagna per Office 2007 con un'iniziativa insolita denominata Live Preview.

Di che cosa si tratta? Solo per oggi la home page italiana di MSN diventa una specie documento di Microsoft Office Word 2007, permettendo così ad ogni utente di trasformarla secondo i propri gusti.
Grazie ad una maxi toolbar analoga a quelle usate nel software e integrata nella parte alta della home page (al posto del leaderboard pubblicitario) si possono provare in diretta le funzionalità di Office 2007 “toccandole con mano”, familiarizzare con la nuova intefaccia e ri-creare la propria home page.

Non ho idea dell'impatto concreto che questo tipo di iniziativa possa avere sul navigatore medio (ammesso e non concesso che se ne accorga), ma sicuramente è un modo innovativo per portare il prodotto vicino ai suoi utenti, coinvolgendoli, rendendoli attivi e probabilmente divertendoli anche un po' (con tutti i benefici per il brand che ne conseguono)- anche se gli interventi di personalizzazione restano pur sempre limitati.
Vogliamo dire che anche un po' una forma di pubblicità 2.0? io direi di sì :-)

Immagino che si tratti anche di un progetto molto notiziabile e che lato PR avrà una buona copertura; in attesa di sentire i commenti, vado a giocare con la mia pagina...

Siti cimitero?
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Advertising | Data: Martedì, 13 Novembre 2007 

Ri-segnalo un bellissimo post di OZ Design già segnalato da Massimo, sullo IAB Forum.

Non condivido esattamente tutto, ma alcune osservazioni sono, oltre che divertenti, molto azzeccate.

In particolare mi ha fatto morire questa parte:
"Il banner è morto"
- Massimo Martini, Amministratore Delegato Yahoo! Italia
Qualcuno dica a Martini che il suo sito è pieno di cadaveri

Niumidia? Ai dont anderstend...
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Advertising | Data: Martedì, 6 Novembre 2007 

Allora hanno proprio il vizio di ribrandizzare tutto...
Con tutta la "fatica" e il pasticcio che hanno fatto per recuperare Virgilio, adesso cambiano il nome della concessionatria di pubblicità da Virgilio Advertising a Niumidia (tra l'altro il title della pagina è ancora Virgilio Advertising e anche la favicon è quella di Virgilio...).

Il capo della concessionaria ha dichiarato:
"Il cambio di nome della concessionaria fa parte di una strategia globale avviata lo scorso 24 settembre con il recupero del brand Virgilio.it"

Bah, se son convinti loro...

Talk to your daughter before the beauty industry does
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Advertising | Data: Venerdì, 2 Novembre 2007 
Pane Amore e Pubblicità
Autore: Elisabetta.Oldrini | Categoria: Advertising | Data: Martedì, 23 Ottobre 2007 

La campagna PANE, AMORE e SANITA' voluta dal Ministro della Sanità raccoglie molte critiche online.
Costata 1 milione e mezzo di Euro, creata da Oliviero Toscani (evitando di fare un bando di gara che sarebbe stato molto più democratico e magari avrebbe prodotto qualcosa di più apprezzato), la campagna non sta piacendo agli utenti.
Il Ministro Livia Turco ha chiesto a Toscani di "rappresentare la bella sanità" ovvero il fatto che la sanità italiana è statisticamente una delle migliori in Europa. Il risultato è visibile in stazione centrale a Milano e in molte altre stazioni e quotidiani, ma non online: una ragazzina vestita da infermiera con uniforme retrò, truccatissima, con un sorriso un po' esagerato e la rivisitazione del titolo di un famoso film degli anni Cinquanta.

Dopo aver sentito la conferenza stampa di presentazione della campagna ho avuto l'ennesima conferma che i nostri politici sono miglia e miglia lontani dalla conoscenza e comprensione della comunicazione digitale e interattiva.
Per raggiungere il loro obiettivo e parlare agli utenti (della Sanità e di internet) potevano commissionare una campagna anche su Internet che presentasse in maniera amichevole per il cittadino (user friendly) le statistiche che fanno del sistema sanitario italiano uno dei migliori d'Europa. Avrebbero speso meno di un milione e mezzo di Euro e avrebbero alienato meno cittadini.

Flyers: anche Facebook ha il proprio AdWords!
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Advertising | Data: Martedì, 9 Ottobre 2007 

facebook_flyers.jpgEbbene sì, anche su Facebook si può fare "keyword advertising".

In realtà non necessariamente l'attività di advertising deve essere legata a keyword, può anche essere fatta selezionando l'età degli iscritti che visualizzaranno l'annuncio (l'immagina qui a lato è un esempio), il paese, gli interessi ecc.

Il tool si chiama Facebook Flyers e a mio modo di vedere è estremamente interessante.

Si può scegliere se utilizzare la modalità a CPC o a CPM e si possono inserire immagini.

Rispetto ad AdWords ha lo svantaggio di essere meno gestibile e flessibile: non puoi modificare l'annuncio ma solo stopparlo o metterlo in pausa, puoi solo modificare il CPC e l'importo massimo giornaliero.
D'altro canto ti permette di targettizzare molto meglio gli annunci, con parametri che Google per ovvie ragioni non può mettere a disposizione (per ora...)

Vedremo se e quanto le aziende italiane lo utilizzeranno.

Il product placement su YouTube: ci pensa BrandFame
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Advertising | Data: Giovedì, 4 Ottobre 2007 

brandfame.jpgLeggo su Altura un interessante post riguardo al product placement su YouTube.

BrandFame ha pensato bene di utilizzare la popolarità della video-community (?) per eccellenza per creare un nuovo strumento di advertising, o meglio l'utilizzo di un vecchio strumento su un nuovo mezzo, che permette alle aziende di inserire i propri prodotti nei video degli utenti interessati a monetizzare le proprie produzioni video.

Non male come idea, e se la retribuzione è in base alle visualizzazioni del video potrebbe anche essere un investimento ben speso, ammesso che sia fatto bene e non come la pubblicità delle sigarette nei film degli anni 70... :)

There's life beyond the 30-seconds life
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Advertising | Data: Giovedì, 20 Settembre 2007 

Molto carino il claim del banner di Vibrantmedia (clicca per ingrandire):

vibrant_banner_468.jpg

Sono invece un po' più dubbioso sull'efficacia dello strumento. Mi pare un po' lento e inoltre dubito che qualcuno che legge un testo abbia voglia di interrompersi per vedere un video pubblicitario...

we7: free music download
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Advertising | Data: Mercoledì, 5 Settembre 2007 

we7.jpgSe ho capito bene scaricare musica su We7 è gratis ma per ogni traccia audio o video avrai un "a highly pertinent audio or video advert", di circa 10 secondi.

In pratica se voglio ascoltare 12 brani mi devo beccare 12 messaggi pubblicitari...
Mmmm

InVideo Ads: YouTube fa l'inevitabile (?)
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Advertising | Data: Mercoledì, 29 Agosto 2007 

La notizia della nuova possibilità di video advertising su YouTube, gli InVideo Ads, è vecchiotta, ma vale comunque la pena parlarne, anche per le reazioni che ha creato.

Ne hanno parlato sia in Italia (qui e qui, tra gli altri) che, ovviamente, in USA (qui, qui e qui più mille altri).
C'è anche chi se l'è presa sostendo di aver inventato questa cosa due anni fa (via Manteblog), ma l'ha buttata sull'ironia.

In breve funziona così:
"These are animated overlays that appear on the bottom 20 percent of a video. If you're interested by what you see there, clicking on the overlay launches a deeper interactive video ad that we think is relevant and entertaining. (The video you were watching is temporarily paused.) If you choose not to click on the overlay, it will simply disappear, so that you're in full control of your YouTube experience."

invideoad_youtube.jpg

Che detto così sembra anche fico, ma alla fine della fiera il fatto è che mentre ti guardi il video c'è qualcosa che ti disturba. E' vero che lo puoi stoppare e quello che vuoi, ma cmq si torna al vecchio interruption marketing dopo aver decantato le magnifiche sorti e progressive del contextual advertising, ovvero si torna alla TV (che non a caso ha anche iniziato ad utilizzare l'overlayer!).

Per ora questo tipo di adv sarà solo sui siti dei partner editoriali di YouTube e non sui video dei singoli utenti, ma quanto durerà?
Prevedo rivolte...

Contextual Commerce .. on TV!
Autore: Giuseppe.Mayer | Categoria: Advertising | Data: Lunedì, 18 Giugno 2007 


sexandthecity on IceTv
Fuori dall'italia il DVR deve funzionare davvero bene se diverse aziende investono tempo e risorse per dare agli inserzionisti una alternativa allo spot.

Proprio per rispondere al sucesso di offerte alla TiVo, Ice Innovative Technologies ha sviluppato un nuovo modello di Interactive Video Commerce in grado di funzionare sia con la classica TV analogica sia via cavo.

Si tratta in pratica di un piccolo menu con tutte le funzionalità di un sito di e-commerce che si attiva su richiesta, compare all'interno del programma che si sta visualizzando ed è navigabile come un DVD.

Dalla demo che è possibile vedere nel sito di ICE sembra che questo strumento consenta anche di presentare un offerta di prodotti "contestuali" al programma Tv e di completare l'acquisto direttamente dal telecomando di casa dopo aver inserito i propri dati.

Sono sicuramente io che non ci arrivo ma, perchè? Ha davvero senso spendere risorse per sviluppare una piattaforma di commercio che si integri con un programma TV per far acquistare i prodotti presenti nello show?

Detto che il mio telefilm preferito è Scrubs, non credo ci sia nulla per me in un modello simile :)

Lo scoiattolo aerofago di Vigorsol colpisce anche online!
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Advertising | Data: Giovedì, 14 Giugno 2007 

vigorsol_squirrel.jpgLa mia collega Silvia mi segnala che lo scoiattolo malato di meteorismo a cui Vigorsol ha affidato la promozione dei propri chewing gum adesso imperversa in rete.

Cippi, questo il nome, è al centro di 3 giochi online in cui sfrutta le sue doti gassose.
La url del sito viene comunicata nello spot tv.

Devo dire che, pur ritenendo indifendibile l'idea alla base, il sito e i giochi sono molto ma molto meglio del commercial!

La prima campagna italiana su Zooppa: Alice.it
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Advertising | Data: Giovedì, 31 Maggio 2007 

zooppa_alice.jpgVedo con piacere che Zooppa sta crescendo e che brand importanti (Murphy&Nye, TomTom) lo utilizzano.

Da poco è partita la prima campagna italiana, che terminerà il 14 giugno: è Alice.it!

Il primo premio è di 2.000 dollari ed al momento ci sono solo 3 video a contenderseli, ma più di 20 altre idee (scenenggiature, immagini ecc.).

Zooppa.com - Advertising goes social
Autore: Antonella.Cadeddu | Categoria: Advertising | Data: Martedì, 27 Marzo 2007 

big_zooppa.jpgBrand: Havaianas. Dead line: 28 Marzo. Committente: Zooppa.com. Domani prima scadenza reale per i contest video pubblicitari di questa start-up italo-americana (idea italiana, soldi a stelle e strisce?) di "social advertising". A fornire il brief (quello che tutte le agenzie sognano: sintetico e completo di requirements tecnici e materiali, ma senza briglie alla creatività) Mr big ZOOPPA, incrocio fra Austin Power e Gabriele del Grande Fratello, italo-americano da fumetto, accento marcato, creativo, casinista, risoluto e soprattutto divertente.

A questo punto, però, di agenzia non se ne parla: chiunque può inviare il suo video/concept creativo e la community del sito vota gli spot migliori. Previsto anche un Bonus Team che incentiva la collaborazione tra diversi utenti, dividendo il premio tra più autori. Questa volta i video sono una trentina, di cui un paio sicuramente non male, come ad esempio questo.

Aldilà della perfezione tecnica dei video, alle aziende va il vantaggio di promuovere il brand in modo nuovo, di sfruttare la sfrontatezza e l'originalità dei contenuti generati dagli utenti (non irrigiditi dalle regole aziendali), di cavalcare l'effetto virale e non ultimo di testare quale sia l'approccio comunicativo più adatto per il proprio brand. Prossimo a lanciarsi il Tom Tom.

Video advertising Fineco: adesso che hai visto il video clicca qui!
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Advertising | Data: Lunedì, 5 Marzo 2007 

fineco_video.JPGInteressante iniziativa pubblicitaria di Fineco, che lega i banner alla visualizzazione dei video degli spot su RepubblicaMultimedia.

In pratica prima mostra lo spot, precedendo il video che l'utente vuole vedere, poi fa apparire sulla destra il banner, in formato skyscraper, che ti dice "Ora che hai visto lo spot, guarda i fondi!".
Sarà che il tizio dello spot ha la mia stessa pettinatura, ma mi sembra una modalità molto interessante.

Tra l'altro segnalo che tutti gli spot sono presenti su YouTube, assieme anche a quelli di altri operatori dello stesso mercato :)

Oscar chiama iPhone
Autore: M. Bancora | Categoria: Advertising | Data: Martedì, 27 Febbraio 2007 
Advertising: il web esporta l'overlayer in TV
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Advertising | Data: Martedì, 13 Febbraio 2007 

Finalmente (?) anche il web esporta qualcosa in TV e non viceversa.
Non so però se ci sia da esserne contenti, nel caso specifico.

L'altra sera guardando la tv (non ricordo quale programma) è apparsa sullo schermo un simpatico overlayer in sovraimpressione.
Con una leggera trasparenza e senza alcuna interruzione veniva promosso un prodotto, con il programma che continuava tranquillamente dietro.

Devo confessare che l'overlayer è lo strumento di advertising che odio di più...
In ogni caso ha dei vantaggi per gli investitori: evita lo zapping, sfrutta un momento di alta concentrazione dello spettatore, non interrompe il programma. Il rovescio della medaglia è ovviamente rappresentato dal fastidio che può portare coprendo una parte dello schermo o distogliendo l'attenzione dal programma magari in un momento topico.

Magari in futuro questa modalità verrà usata come contextual: l'attore beve qualcosa e appare l'overlayer della Coca Cola o della Heineken; oppure in una scena di sesso appare l'overlayer della Durex...

La pubblicità sulla rete si afferma! Lo attestano dati quantitativi, presto anche qualitativi?
Autore: Claudio.Iacovelli | Categoria: Advertising | Data: Giovedì, 8 Febbraio 2007 

Internet e la pubblicità: oggi sono state comunicate due importanti notizie che riguardano la rete.

La prima riporta il consistente aumento degli investimenti pubblicitari sui canali web. L'informazione è stata resa nota dall'Osservatorio Fcp-Assointernet e dall'Osservatorio Fcp (Federazione Concessionarie Pubblicità) – Assointernet. Si tratta di una conferma "annunciata", giustamente prevedibile se si considera la continua affermazione della rete, sempre più ricca di contenuti ed applicazioni.

La seconda comunica una indagine condotta dalla Doxa sull'uso della rete internet da parte dei ragazzi. In particolare "allerta" le istituzioni pubbliche e le società ICT affinché possano intervenire nel proteggere i giovani dai pericoli della rete, spesso testimoniati da recenti fatti, purtroppo di cronaca. L'indagine Doxa, disponibile qui, è stata presentata nel corso del Safer Internet Day, "la giornata europea dedicata ad un uso cosciente e senza rischi di Internet".

Due notizie che testimoniano il successo commerciale del web, ma pongono alcuni interrogativi, o motivi di riflessione: all'affermazione della rete come piattaforma di advertising, capace di comunicare verso un target eterogeneo in modo differenziato, sembra ancora non corrispondere ancora una situazione di piena sicurezza.

Ma, è proprio così? Non si può affermare, sarebbe una generalizzazione eccessiva.

E' chiaro che le due indagini non possono essere correlate tra di loro in una forma stretta, ma è interessante fare alcune considerazioni: il web è pienamente affermato, entrando ormai in una fase di maturità, riuscendo a coinvolgere numerose persone, in tutto il mondo. I pubblicitari sono consapevoli del valore della comunicazione on line, e si attivano per progettare campagne che possano coinvolgere anche i nuovi strumenti internet per la "socializzazione".

Ma ancora sussistono perplessità, se non timori, riguardo all’uso corretto e sicuro che una larga parte degli internauti fa della rete: i bambini e gli adolescenti.

C'è da augurarsi che, tra le possibili insidie della rete, ad un aumento di investimenti in pubblicità, possa seguire una diminuzione consistente della "pubblicità ingannevole": per quanto sia decisamente limitata la sua "pericolosità", anch'essa è temuta come una preoccupazione tanto dai ragazzi, quanto dai loro familiari.

Per possibili approfondimenti:
AGI - http://www.agi.it/oggi-in-italia/notizie/200702061817-cro-rt11225-art.html
Vita non profit contents - http://www.vita.it/comunicati/index.php3?COMID=2273
Agenzia on line sui consumi - http://www.helpconsumatori.it/news.php?id=12040
Save The Children - http://www.savethechildren.it

L'evento sportivo dell'anno
Autore: M. Bancora | Categoria: Advertising | Data: Lunedì, 5 Febbraio 2007 

Consoliamoci con quello che avviene all'estero. Anche quest'anno nel corso della trasmissione del Superbowl giocatosi a Miami non sono mancati gli spot milionari. Per la cronaca hanno vinto i Colts di Indianapolis. Per dare un'occhiata agli spot, invece, basta andare su Yahoo Video. Lo spot della Coca Cola non è male: la prima parodia di un videogioco realizzata veramente bene: contro il bullismo a scuola, bevi solo Coca Cola :)

Buzz marketing e il marketing "dell'inganno"
Autore: Elisabetta.Oldrini | Categoria: Advertising | Data: Martedì, 30 Gennaio 2007 

Interessante, anche se un po' lungo, articolo (in inglese) sulle forme di advertising creativo degli ultimi anni, soprattutto in US e UK, dove i consumatori sono ormai laureati nello schivare i 3.000 annunnci pubblicitari al giorno che li circondano da ogni parte.

L'articolo apre il dibattito sulla liceità delle forme di marketing quali il "passaparola forzato" e episodi di buzz marketing che si basano sull'impiego di attori che fingono di essere clienti del servizio. Questo tipo di marketing occulto è a dire di alcuni esperti e di qualche associazione consumatori un vero e proprio inganno. E se a volte può funzionare nell'influenzare l'acquisto, altre volte, se scoperto o sospettato, può far risultare il brand davvero antipatico.
Meglio allora le più classiche sponsorizzazioni di lavori "socialmente utili" per conquistare il cuore e il portafogli del nostro consumatore assediato.

Cambia la radio, l'adv "muta"
Autore: Antonella.Cadeddu | Categoria: Advertising | Data: Giovedì, 16 Novembre 2006 

NIKE+ PANDORAUn paio di settimane fa si è parlato di Pandora, esempio radio evoluta: la radio che ti ascolta, creata secondo i tuoi gusti e gli umori del momento, quella che risponde ai tuoi feedback immediatamente, evitandoti le canzoni che non vuoi ascoltare.

La radio cambia? L'adv si adegua. Addio spot audio, l'adv non parla più: arrivano i banner a rotazione che si rinnovano ad ogni azione che compie l'utente della radio.
Ma non solo, l'adv evolve. Oggi mi sono imbattuta in questa operazione Nike+: oltre alla sponsorizzazione della pagina il banner è studiato ad ok per Pandora e ti propone di aggiungere alle tue "frequenze" le Nike+ radio scegliendo fra 4 stili.

Il brand entra nel tuo ambiente e si avvicina al tuo cuore.

Operazione Google Print Ads (fase 2)
Autore: Lorenzo.Citro | Categoria: Advertising | Data: Martedì, 7 Novembre 2006 

Google Print AdsRicetta del giorno: prendete uno spazio Web, mettetelo a disposizione di inserzionisti e offrite i contenuti di quello stesso spazio a qualche editore. Diventerete immediatamente mediatori on-line e, magari un giorno, le vostre commissioni saranno tante e remunerative. Se questa era la vostra idea, cari marketer del Web, siete arrivati tardi!

Gli strateghi di Mountain View, vi hanno preceduto e dai laboratori Google è saltata fuori questa operazione.

E se qualcuno sospettava che la Rete ammazzasse la stampa, può cominciare a dubitare.

I profeti della G raccolgono pubblicità on-line per i grandi quotidiani cartacei americani invadendo, forse, il campo delle concessionarie di Adv.

Ma chi resisterebbe a questa nuova tendenza? Soprattutto se trattasi di usare come mediatore Google? Sta di fatto che la precedente iniziativa (la fase 1 in febbraio) lanciata per accaparrarsi all'asta gli spazi suddetti, non ebbe un gran successo. Per adesso il servizio, rivisto è rilanciato, è gratuito ma presto ci saranno delle commissioni da pagare.

Beh, proviamo a porci qualche domanda. Perchè Google si avvicina alla carta stampata? Come reagiranno le concessionarie di pubblicità? A voi l'ardua sentenza.

Yomo: frutta e verdura in costruzione
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Advertising | Data: Mercoledì, 19 Luglio 2006 

yomo_fruttaeverdura.JPGPochi minuti fa ho notato su Repubblica.it uno skyscraper di Yomo che ha attirato la mia attenzione.
Si tratta della nuova linea di yogurt "Frutta e verdura", che ha abbinamenti davvero audaci: ananas e finocchio (!), pomodoro e fragola, mela e spinaci (!!), mirtillo e carota, mango e zucca.

Ma non è questo il punto: vado curioso sul sito, ovviamente in flash, ovviamente con musica di sottofondo (la stessa dello spot tv immagino). Mi incuriosisco e provo a navigare un po nelle varie sezioni.
Brutta sorpresa: delle 6 sezioni linkate nel footer ben 4 sono in costruzione. Quasi quaso mando una mail di "protesta"... niente da fare, anche il "Contattaci" è in costruzione!

Clicco sul logo Yomo per andare sul sito istituzionale e... so che la suspance vi sta uccidendo perciò ve lo rivelo: in costruzione anche quello.

Ora, sicuramente avranno mille buoni motivi, ma io non sarei andato online con una campagna che porta ad un sito dove quasi tutto è in costruzione e nel quale non posso nemmeno mandare una mail per informarmi sui prodotti...
Probabilmente essendo live la campagna TV hanno voluto coordinare le due cose, ma almeno non mettetele le sezioni "in costruzione", e uno straccio di info@ rendetelo disponibile se proprio non avete fatto in tempo a preparare un form (non sono esattamente un esperto, ma quanti minuti ci si possono mettere, 7?).

Perchè al web viene data così poca importanza? Non è che il consumatore che vede lo spot tv sia diverso da quello che magari vede il banner su Repubblica. Verosimilmente la sovrapposizione è alta. E allora perchè quello tv vale molto e quello web vale così poca considerazione?

Ancora tanto lavoro da fare per portare il web italiano ai livelli elevati, ahimè...

La guerra delle banche online
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Advertising | Data: Martedì, 11 Luglio 2006 

zucca_iwbank.JPGIWbank ha iniziato una nuova campagna molto aggressiva che "prende di mira" una banca identificata da una zucca, chissà quale sarà... :)

La campagna è attiva con atività di direct mailing ma anche sui gorssi portali, come Repubblica.it (dove peraltro l'ad IWbank è a rotazione proprio con quello di ING nella stessa posizione) e il claim è "Trasforma la zucca in carozza".

La pubblicità comparativa è abbastanza rara nel campo bancario, almeno in Italia.
Sicuramente da parte di IWbank si tratta di una scelta coraggiosa, perchè iòl bersaglio è di quelli grossi, ma comunque l'idea mi sembra carina e giocare sulla notorietà del marchio del "competitor" è sicuramente vincente in termini di visibilità e risonanza della campagna.

Vedremo se ci saranno delle contromosse da parte di ING o se la cosa verrà ignorata.

...come ricci!
Autore: Elisabetta.Oldrini | Categoria: Advertising | Data: Venerdì, 7 Luglio 2006 

Accenni erotici in pubblicità ce li aspettiamo da alcolici e deodoranti, ma ora anche le spugnette chiedono la ribalta... Con il primo episodio delle avventure del riccio Ernie, Spontex sceglie anche il web per presentare in maniera ironica il prodotto.


Finalmente anche in Italia, nel largo consumo, aumentano le pubblicità che "osano" introdurre ironia e innocui doppi sensi per una categoria, i prodotti per la casa, che presentano spesso spot dove e' tutto così piatto che più piatto non si può .

Se io fossi...
Autore: M. Bancora | Categoria: Advertising | Data: Mercoledì, 5 Luglio 2006 

plasma.jpg...colui che ha ideato la promozione di Mediaworld, con la quale in caso di vittoria della nazionale gli acquirenti di TV al plasma saranno rimborsati, sarei molto preoccupato. Lo sarei meno se mi fossi cautelato puntando prima dell'inizio dei Mondiali un quindicesimo del potenziale costo della promozione sulla vittoria dell'Italia.

Fujitsu Siemens lo ha fatto, si sono assicurati il rischio di dover rimborsare il costo di centinaia di portatili venduti in tutta Europa, puntando sulle rispettive nazionali dei mercati in cui hanno fatto questa promozione. Ora in Germania dormono sonni ancora più tranquilli :)

UPDATE: ecco il link alla promozione di Fujitsu-Siemens

La Linea, il Vintage e l'esilio
Autore: Elisabetta.Oldrini | Categoria: Advertising | Data: Martedì, 27 Giugno 2006 

La TV si accende solo tra le 6 di sera e la cena, e solo per guardare i cartoni animati di Scacciapensieri sulla "svizzera", ovvero la TV di stato della Confederazione Elvetica, che si vede per qualche chilometro oltre il confine anche in territorio italiano. E "IL" cartone per eccellenza era lui, quell'omino dalla voce indecifrabile eppure così espressiva, dalla linea semplice e nello stesso tempo capace di repentine trasformazioni fantasiose e divertenti. Navigando tra i siti di Video, mi sono imbattuta, nella sezione Vintage (sigh!) di GUBA, in alcuni episodi del mitico cartone animato che ha allietato l'infanzia di tanti bambini "sul confine" e non solo. Si tratta de LA LINEA...

dell'autore Osvaldo Cavandoli, apparentemente dimenticato dalla patria e celebrato all'estero.
Leggo che il cartone animato fu bandito dalla TV italiana perchè era stato utilizzato per la pubblicità della Lagostina. Allora perché, come scrivono su diversi siti, non bandire anche Calimero (mitico nel ritorno radiofonico di quest'anno "AVA COME LAVA!") e altre star in carne e ossa che hanno fatto da testimonial?
In fondo era un testimonial come gli altri, il petulante protagonista della LINEA, non si meritava l'esilio. Un testimonial lo e' proprio per la sua popolarità al di fuori della pubblicità! E' come se oggi lasciassimo in panchina Cannavaro perchè fa lo spot del salame!

Un dolce cioccolatino
Autore: M. Bancora | Categoria: Advertising | Data: Domenica, 18 Giugno 2006 

kg800.jpgNonostante qualcuno abbia storto il naso, la campagna di buzz marketing di LG Chocolate pare stia funzionando.

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Nel caso dovessi imbatterti in una recensione, lascia due righe nei commenti.

P.s.: a me il cellulare piace anche, ma non c'è stato verso di ricevere il telefonino per una recensione, eravamo disposti ad aprire una nuova categoria :)

Secondamano parla norvegese
Autore: Giuseppe.Mayer | Categoria: Advertising | Data: Mercoledì, 7 Giugno 2006 

Dopo mesi di illazioni e notizie (false) diramate ad arte, Trader, leader mondiale del classified advertising "tradizionale" (stampa/web), ha ufficializzato oggi la vendita di tutte le consociate nell'area Europa/America Latina; ad acquistare è Schibsted ASA, media company norvegese.

L'accordo, che dovrebbe concretizzarsi entro metà luglio, riguarda ovviamente anche i prodotti italiani, tra cui i più conosciuti sono sicuramente www.Secondamano.it e www.infojobs.it.

Una piccola riflessione va fatta sull'importo economico dell'accordo; la compagnia svedese pagherà infatti circa 580 milioni di euro per avere, in pratica, decine di giornali locali a grande diffusione, nella maggior parte dei casi leader nella propria area geografica, ed un gruppo di siti dal forte impatto e awareness diffusa.

Poco più di un anno fa InterActiveCorp annunciò l'acquisto di ASK Jeevs per una cifra pari a 1,85 miliardi di dollari ed in quell'occasione, Barry Diller, chairman di IAC, dichiarò che l'obiettivo era "rendere ASK il motore di ricerca numero 1 per gli affari locali".

"Hello, I am a Mac"
Autore: Giuseppe.Mayer | Categoria: Advertising | Data: Domenica, 7 Maggio 2006 

E' indubbiamente un momento molto delicato nell'evoluzione della brand image di Apple; negli ultimi mesi prima il passaggio agli odiati processori Intel, poi il rilascio di Bootcamp che consente sui nuovi prodotti basati il dual boot con Windows hanno scosso profondamente l'immagine della casa di Cupertino, in particolare modo tra i fedelissimi.

Forse proprio per rispondere al disorientamento di molti affezionati, Apple ha prodotto una serie di spot TV con due personaggi che, ironicamente, si presentano come Mac (giovane, brillante e "attaccabottone" con una avvenente macchina fotografica giapponese) e Pc (avete presente Bill Gates? Un filo più ciccio).

I due sono protagonisti di sei avventure dai titoli decisamente esplicativi: Viruses, Restarting, Better, iLife, Network e WSJ.

Credo si tratti di un buon esempio di marketing virale, in linea con la comunicazione Apple degli ultimi anni e con la non trascurabile componente di una comparazione di prodotto onesta quando Mac ammette la superiorità di Excell come foglio di calcolo, e feroce, ad esempio, quando viene fatto notare che in bundle con Mac c'è la suite iLife, e con un Pc .. beh, la calcolatrice, l'orologio ....

Insomma un modo facile, ma efficace (e credo anche poco costoso) per marcare, ancora una volta, la differenza tra "essere" un PC ed "essere" un Mac


Ah, dimenticavo, questo post lo sto scrivendo sul mio Mac. :)

Non condivido ma mi adeguo
Autore: Sebastiano.Pagani | Categoria: Advertising | Data: Mercoledì, 7 Dicembre 2005 

Quando vennero lanciati i formati pop-up, alle origini del web advertising italiano, mi ricordo che ci furono - oltre alle naturali espressioni di fastidio degli utenti comuni - anche gli scetticismi da parte di alcuni professionisti.
Oggi i formati come pop-up, pop-under, e overlayer (i più invasivi) sono accettati da media planner e inserzionisti, nonostante le caratteristiche di invasività siano ancora ben presenti.

Per quanto questi formati siano maggiormente impattanti, non si tiene conto che questo maggior impatto porta un disagio all'utente finale; detto in altri termini, con questi formati è più facile evitare di passare inosservati (ci si fa facilmente notare da chi è interessato al nostro messaggio) ma è anche più facile creare un fastidio a coloro che invece al messaggio non sono interessati; questo avviene perchè il web advertising, nella sua espressione "tabellare" non ha certo risolto i problemi di dispersione del messaggio tipici dei media generalisti.

L'unico tipo di pop-under che, nella mia esperienza, ha senso, è quello pubblicato su siti estremamente in target (profilato, quando l'editore lo consente) e costituito da componenti interattive, ad esempio form di richiesta informazioni, come quelli che sta usando Cepu o come quelli che usano alcune finanziarie (ad es. Prometeo) quando inseriscono nel formato pubblicitario un form per stimare le rate di un finanziamento.

Sono quindi molto d'accordo con le politiche dichiarate dagli agenti di Virgilio Advertising quando hanno presentato, nell'agenzia dove lavoro, il re-branding del loro portale: i pop-under in home page andranno gradualmente a diminuire, fino a sparire.

Penso che a fianco di argomenti quali Web 2.0 e altre tematiche che affascinano molto (ma sono di là dall'affermarsi), si debba anche parlare di queste tematiche, forse più terra-terra ma fondamentali per valutare la situazione reale dell'online advertising e sapere dove intervenire per migliorare lo scenario.

A differenza del titolo di questo post, se non si condivide qualcosa non bisogna adeguarsi, perché l'obiettivo che come professionista vorrei poter perseguire è quello di acquistare dei click/impression di qualità, coerenti con gli obiettivi strategici del cliente.

Crisi dello spot da 30"?
Autore: Maurizio Goetz | Categoria: Advertising | Data: Venerdì, 25 Novembre 2005 

napster.jpgArriva il DVR.
Lo spot da 30" è in crisi? Il formato va stretto ai consumatori smart? La pubblicità viene skippata?

Non è sicuramente un problema di Napster che torna a comunicare alla grande.

Promo via RSS
Autore: M. Bancora | Categoria: Advertising | Data: Lunedì, 21 Novembre 2005 

logoTesco.gifVia errepi apprendo che Tesco UK ha attivato un servizio di notifica via RSS con cui avvisa i clienti delle promozioni attive presso i punti di vendita. Non mi sorprende che la prima a sviluppare questo tipo di comunicazione sia stata una azienda della grande distribuzione inglese, dove la concorrenza è veramente ad altissimi livelli. Non mi sono sorpreso anche per il fatto che una volta acquistato online con una di queste aziende, sia essa Tesco, Sainsbury's o Mark's & Spencer si percepisce immediatamente che alle spalle di queste aziende c'è un reparto che in modo intelligente ha strutturato una capagna di direct email marketing. Ho invece acquistato una volta online con Clicca il Pomodoro (ma si chiama ancora così?) e poi il nulla. Nessuna email, nessun programma di direct email marketing? Ci sarà una via di mezzo, no?

Ho sempre bisogno di creatività (HSBC)
Autore: M. Bancora | Categoria: Advertising | Data: Mercoledì, 9 Novembre 2005 

08112005.jpgIeri, di ritorno da Londra, sono passato per il solito infinito corridoio di Heathrow dove mi aspettavo di vedere la campagna di HSBC esposta sui pannelli che affiancano il tapis roulant, a cui in un certo senso mi ero affezionato. La creatività evidenziava le diverse interpretazioni di alcuni simboli e gesti: un poster, per esempio riprendeva il classico gesto del "ma che stai a dì" (viene benissimo ai calciatori della Nazionale) e ne sottolineava la differenza di significato nei vari Paesi.

Con mia sorpresa mi sono imbattutto in una nuova creatività (di cui puoi vedere le foto) che sottolinea ancora una volta come la globalizzazione non abbia eliminato il problema di rispondere in maniera differenziata alle diverse esigenze dei mercati e delle persone.

Di nuovo una pubblicità che mi fa e che fa pensare. Anche in questo caso non so chi sia l'agenzia, ma la creatività è una delle mie preferite in assoluto. Nessuna interazione fisica, questa volta, ma una serie di riflessioni non banali.

Il claim? "Isn't it better to be open to other people's points of view?".

Mi dispiace per la qualità delle immagini ma non potevo fermarmi e non c'è stato verso di bloccare il tapis roulant :)

Due biondoni in corso Como
Autore: M. Bancora | Categoria: Advertising | Data: Lunedì, 31 Ottobre 2005 

Continuo la serie dei reportage dalla città. Lo scorso venerdì passeggiando per Corso Como a Milano, ho incontrato due tipi che mi pareva aver già visto altrove. Purtroppo non si trattava di qualcuno da invitare ad un nuovo aperitivo, ma erano i due biondoni-dentoni dell'892-892 impegnati a distribuire delle pettorine con stampato il numero oggetto della promozione. La curiosità dei passanti era davvero tanta: le persone si fermavano ridacchiando e cercando di capire il senso della promozione. I due ragazzi tra l'altro sembravano perfettamente calati nella parte: simpatici e spiritosi con tutti.

L'impatto ambientale di un'operazione di questo tipo mi pare nullo, siamo d'accordo? Le pettorine saranno state raccolte da qualche squadra di calcio amatoriale :). Ma anche l'impatto a livello di comunicazione rasenta lo stesso risultato. Simpatico e divertente, ma poi?

Il Tryvertising è una strategia innovativa o solamente un nuovo termine da ricordare?
Autore: Simone.Lovati | Categoria: Advertising | Data: Lunedì, 24 Ottobre 2005 

tryvertising.jpgNegli ultimi mesi ho sentito più volte parlare di "tryvertising", un termine che deriva dall'unione di due parole try+advertising e definisce una strategia pubblicitaria basata sulla prova del prodotto prima dell'acquisto.

Ora la vera novità, al di là del nome, non è tanto quella del provare il prodotto (o il servizio) per decidere se poi acquistare o meno.
Basti pensare all'acquisto online di software e alle trial version o alla in-store promotion, ai campioni di profumi e alle tazzine di caffè che qualche volta "scrocchiamo" al supermercato.

L'innovazione sta nel proporre tale prova per prodotti diversi da quelli abituali e in momenti o in luoghi particolari in grado di amplificarne il valore, facendo "sentire" al consumatore una brand experience ancora prima di possedere il bene.

Come vi dicevo se la novità fosse (come ho letto su alcuni blog ed anche su un paio di riviste) che "...il tryvertising permette di testare un prodotto prima di acquistarlo...", sarebbe solo un termine nuovo da ricordare, niente più! ;)

Ad esempio, quello che Nike ha proposto a Vancouver è qualcosa di differente, il "test drive" non è solo l'applicazione della prova pre-acqusito per un prodotto diverso: le scarpe da running. La strategia innovativa sta nel proporre tale test in occasione della maratona di Vancouver, ossia in un momento di massima concentrazione e sensibilità del target.

Stessa cosa vale per un altro degli esempi classici di "tryvertising", un pacchetto nato dalla collaborazione di Mercedes-Benz e Ritz-Carlton, denominato Key to Luxury, con il quale il cliente Ritz-Carlton può alloggiare in una suite dell'hotel ed avere a disposizione un Mercedes SL con il pieno di benzina ogni giorno!
Ciò che ha reso un successo questa iniziativa (Mercedes dichiara ottimi risultati al riguardo) è il fatto di legare la "prova" dell'auto all'esperienza vissuta nel soggiorno al Ritz-Carlton.

E' questa la strategia innovativa, d'altronde il fatto di testare un'auto prima di comprarla non sarebbe certo una novità...di concessionari con "le porte aperte" ce ne sono ogni weekend!

Una esterna da portarsi via
Autore: M. Bancora | Categoria: Advertising | Data: Martedì, 18 Ottobre 2005 

Di passaggio a Milano mi sono imbattutto in questa "audace" esterna di Zuritel.it, una compagnia di assicurazione online, che ha predisposto dei post-it appiccicati sui propri manifesti, in cui si invita il pubblico a sottoscrivere una nuova polizza auto attraverso un numero verde o il sito internet.

I post-it erano ovviamente sparsi dappertutto all'interno della stazione della metropolitana, mi auguro che Zuritel abbia predisposto anche un servizio di pulizia. La particolarità dell'iniziativa sta nel fatto che nelle carrozze ho poi trovato gli stessi post-it appiccicati un po' ovunque dalle persone che li avevano precedentemente staccati dal poster: un ottimo sistema di auto-promozione del brand a costo zero.

'892892: Sfida al primo minuto'. Strategia pensata o tattica di recupero?
Autore: Simone.Lovati | Categoria: Advertising | Data: Sabato, 8 Ottobre 2005 


A inizio Settembre Matteo B. pubblica un bel post sulla campagna 892892: Il numero? Che numero?.

Si scatenano i commenti sull'efficacia e sulla poca trasparenza della comunicazione.

Oggi qualcosa è cambiato!
Pur continuando a pianificare spot televisivi simili a quelli iniziali, Infonxx ha lanciato una campagna web (io l'ho ricevuta su una newsletter qualche giorno fà) in cui punta sul pricing e sulla qualità del servizio!

Secondo voi la mossa era già pensata nella strategia iniziale o stanno cercando di recuperare il terreno perso con Telecom e amici?

Il mio commento allora era stato:

..ora nessuno nega i risultati ottenuti dal punto di vista della memorizzazione del numero. L'effetto dello spot è stato virale, aiutato in parte dal fatto che inizialmente non si capiva neanche cos'era e da una pianificazione veramente massiccia.

Ma alla lunga funzionerà? La confusione "cercata" con Telecom è veramente una genialata come dice Andrea?
Secondo me no e vi spiego perchè non condivido la strategia: oggi il numero è ampiamente diffuso, ma non ne è ancora diffusamente utilizzato (è il 12 ancora a regnare sovrano). L'effetto virale che ne ha garantito la veloce memorizzazione sta altrettanto velocemente inquinandone l'immagine! Questo post ne è la prova.

La pubblicità per essere efficace non deve solo far ricordare un servizio, deve far associare ad esso dei valori positivi.
Beh oggi 892 892 viene associato sempre più con prezzi "stratosferici", strategia "truffaldina", "poca trasparenza"...etc, nascondendo i valori che contraddistinguono il servizio Infoxx, (tra i numeri uno al mondo nel reperire i numeri con pochi dati a disposizione), ma soprattutto facendo passare inosservati a tutti i prezzi dei competitor "corretti", Telecom in testa!!!

..ecco la risposta di Infonxx!

Pubblicità online? Un dollaro a pixel!
Autore: Giuseppe.Mayer | Categoria: Advertising | Data: Venerdì, 30 Settembre 2005 

1mio.jpgChi l'ha detto che la pubblicità online non ha valore? Ecco la pagina da un milione di dollari; gli spazi sono in vendita (a blocchi da 100 pixel) ogni giorno, 24 ore su 24 ad un prezzo tutto sommato contenuto.

L'idea è di Alex Tew, studente di 21 anni inglese, che per far fronte al costo dei corsi in Business Management, ha pensato bene di creare questa pagina online con l'obiettivo, appunto, di raccogliere un milione di dollari.

E le cose stanno andando piuttosto bene se pensate che in pochi giorni il ragazzo ha già raccolto 205,100$; ecco un caso eclatante di pubblicità online che funziona sia per l'editore (che con un milione di dollari potrà stampare la sua tesi di laurea su foglie bagnate nell'oro) e gli inserzionisti che, nei prossimi giorni, credo godranno di grande visibilità.

Se stai pensando di comprare anche tu un piccolo spazio ... affrettati; la coda per la messa online supera già le 48 ore!!

Genialata, non c'è che dire.

La pubblicità che non esiste di Sun
Autore: Gianluca.Diegoli | Categoria: Advertising | Data: Giovedì, 15 Settembre 2005 
sun_dell1.jpgNon sapremo mai se Sun ha pensato questa creatività con il preciso scopo di farsele censurare, oppure sia stato tutto casuale. Fatto è che stanno avendo molto più risalto gli annunci non pubblicati, rispetto a quelli effettivamente usciti sulla stampa.

Via Social Customer Manifesto

Buchenwald oder Galbusera?
Autore: Federico.Riva | Categoria: Advertising | Data: Lunedì, 12 Settembre 2005 

BUCH04.jpgNon sono un buonista, forse non sono nemmeno un buono e certamente non sono un sionista, ma devo dire che - come 'uomo qualunque' sono rimasto scandalizzato da una pubblicità che da mesi gira su carta e radio (tv non so perché scanalo molto). La pubblicità in questione è quella di Galbusera. Ricordo con affetto, quando ero un implume ragazzino, la 'G di Galbusera' e l'omino arlecchinesco. Era una buona pubblicità sicuramente (visto che ancora oggi me la ricordo vivamente). Oggi però il payoff è un altro: "A ciascuno il suo".
Quando ho letto la tagline mi sono sentito veramente offeso, come uomo che ha fatto le scuole dell'obbligo, che un copy abbia usato questa frase come 'slogan' per una società che vende 'dolciumi et similia'.

Dico questo perché questa frase, pur trovando la sua origine nel latino e nel greco antico, pur avendo traduzioni in ogni lingua (to each his own, a cadaum o seu,) etc, pur essendo stata usata da Locke, da Hume e da Kant e da tantissimi altri pensatori, ha purtroppo raggiunto la sua fama internazionale e - soprattutto - storica, nella lingua tedesca, negli anni '30, in un campo di concentramento che si chiamava Buchenwald.

Ci sono frasi che non si possono più usare o che comunque non hanno più lo stesso significato di prima, perché è troppo grande il simbolismo che le avvolge. Chi potrebbe leggere una pubblicità con scritto "il lavoro rende liberi" senza pensare ad Auschwitz? Lo stesso vale ovviamente per i marchi. La svastica è un simbolo molto più antico degli anni 20 del ventesimo secolo e con una 'positività' che oggi non esiste più. Scrivere una svastica su un muro - oggi - significa scrivere 'nazismo' (e tutto quello che c'è intorno). Lo stesso vale per certi motti/proverbi che sono stati 'fatti propri' da determinati 'gruppi' politici, movimenti o addirittura Nazioni.

Le possibilità sono due: o il copy sapeva di Bunchenwald (e mi sembra il minimo) e allora è agghiacciante che abbia usato una frase del genere per un prodotto del genere. Oppure non sapeva nulla, ma pensava che fosse un motto come 'tanto va la gatta al lardo...', oppure 'scopa nuova scopa bene' o cose del genere e allora è veramente un ignorante e quindi dovrebbe cambiar mestiere (come minimo...).
Per fare il copy non basta essere creativi, non basta nemmeno essere innovativi, non basta essere fantasiosi; bisogna avere anche fatto le scuole, almeno quelle dell'obbligo....

Il numero? Che numero?
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Advertising | Data: Venerdì, 9 Settembre 2005 

892.JPGLa campagna dell'892892 oltre ad essere onnipresente e di una bruttezza rara, aveva il grosso difetto di non chiarire assolutamente CHI avrebbe risposto a questo numero, ovviamente non nel senso dell'operatore ma dell'azienda che ci sta dietro.

Anche sul sito la cosa non era trasparente e sinceramente ammetto di aver pensato, almeno all'inizio, che fosse un nuovo servizio di Telecom. La scelta del rosso come colore di riferimento mi fa comunque pensare che non sia un caso.

Ho detto "aveva" perche' adesso hanno modificato lo spot, inserendo una frase tipo "Ti risponde Il Numero, la societa' nata per... blablabla".
A cosa e' dovuto questo cambiamento? Era gia' previsto di uscire allo scoperto dopo un primo step di lancio?
La mia idea e' che la decisione sia stata presa in seguito alle polemiche sviluppatesi e diffusesi soprattutto in rete (Grillo compreso), che riguardano non solo la strana ragione sociale ma anche le tariffe, pare stratosferiche.

La pubblicita' resta orribile, ma comunque il movimento dal basso dei blog e degli utenti web ha fatto in modo che anche nelle alte sfere di una societa' straniera si accorgessero che qualcosa andava fatto. Forse mi illudo, ma la web public opinion sta acquisendo un potere significativo, che ha influenze anche offline.

Il grande rischio del Contextual Advertising
Autore: Maurizio Goetz | Categoria: Advertising | Data: Sabato, 3 Settembre 2005 

Ne parlava proprio lunedì scorso Massimiliano, ipotizzando il rischio di esporre un messaggio pubblicitario di un prodotto o servizio in una pagina i cui contenuti sono molto critici nei confronti dell'azienda o del prodotto o servizio pubblicizzato.

Ebbene non solo il rischio è reale, ma può capitare anche molto di peggio, come riporta Mock on che ci mostra gli effetti devastanti di una pubblicità di un Hotel a New Orleans, inserita in una pagina del sito della Cnn che descrive la terribile innondazione che ha devastato la città del jazz.

Mi sto convincendo che la pubblicità contestuale può essere molto efficace, ma è opportuno sia dal lato dell'offerta sia quello della domanda, che vengano prese tutte le precauzioni in modo da evitare non solo spiacevoli conseguenze per gli investitori pubblicitari, ma soprattutto di dovere poi riparare i danni di immagine per avere irritato l'opinione pubblica.

Piccolo spazio: spot link
Autore: M. Bancora | Categoria: Advertising | Data: Lunedì, 29 Agosto 2005 

Negli scorsi giorni mi è capitato di imbattermi in un link diverso rispetto a quelli che normalmente incontro mentre navigo tra i miei blog preferiti. E' un link con la sottolineatura in grassetto e di un colore diverso rispetto allo schema del sito, il quale presenta una piccola spiegazione che fuoriesce in automatico passandoci sopra e spiega come si tratti di un link sponsorizzato, nello stile di AdSense di Google.

Per qualcuno poteva non essere una novità, per me invece è stata una scoperta.

In quel caso il servizio era fornito da Vibrant Media e dalle pagine di spiegazione del loro sito si capisce come si tratti di un'elaborazione server side. Il browser dell'utente non fa nulla, è il server che invece elabora il testo contenuto nel sito in questione e seleziona delle parole acquistate dagli inserzionisti, a cui associa il link relativo. Un sistema che ricorda molto AdSense ma che a differenza di questo, presenta i link all'interno del testo della pagina web, non in uno spazio delimitato e ben segnalato.

Ai puristi potrebbe dare un po' noia. Anche a me non piace imbattermi in link nel testo che non siano utili alla comprensione di quello che sto leggendo. Ma con questo strumento è evidente che il link non è di quel tipo e basta soffermarsi un secondo per leggerne i dettagli.

Il carico sul server nel caso di un sito ricco e parecchio frequentato potrebbe rallentare la visualizzazione delle pagine, ma questo è facilmente superabile, basterebbe creare almeno un livello di cache, ossia non pubblicare gli aggiornamenti dei link live, ma pubblicare solo pagine statiche. Insomma se non mi sono capito, l'aggiornamento delle pagine potrebbe avvenire di notte una sola volta, senza caricare eccessivamente i server.

Dal punto di vista dell'editore, mi vengono in mente i tanti blog in continua ricerca di nuove fonti di ricavo, per cui questo strumento potrebbe garantire nuove entrate.

Dal lato degli inserzionisti potrebbero nascere delle perplessità in merito al contesto in cui questi link sono pubblicati. La pubblicità potrebbe apparire all'interno di post molto critici verso l'azienda e i suoi servizi, e trovarsi il link dell'azienda crititicata potrebbe inasprire ancora di più la percezione che il lettore si è fatto dell'azienda. Insomma ci vorrebbe un qualche tipo di filtro per garantire un minimo livello di presentabilità del link. Si tratta comunque di un problema che potrebbe riscontrarsi, seppur in tono minore, già ora con AdSense.

Mi piacerebbe sentire il vostro parere a riguardo e soprattutto sentire il parere di qualcuno che ha già provato questo servizio e siccome a noi piace parecchio sperimentare, chissà mai che presto lo troverete anche qui ;).

Agenzie pubblicitarie, brand manager.... wake up
Autore: Maurizio Goetz | Categoria: Advertising | Data: Sabato, 27 Agosto 2005 

Sarebbe ora che qualcuno dicesse le cose come stanno riguardo alla pubblicità. Ritengo che siano davvero pochi oggi a mettere in dubbio il ruolo economico e sociale dell'industria della pubblicità nell'economia di un paese progredito, ma è importante che questo importante comparto evolva rapidamente, perché ci sono diversi aspetti del fare pubblicità oggi che non convincono gli investitori pubblicitari, non piacciono agli "utenti" e non sono più rispondenti alle esigenze di una società in profondo mutamento.

I pubblicitari continuano a discutere di creatività, di nuovi linguaggi (e fanno molto bene), ma farebbero altrettanto bene a discutere anche altri aspetti di cui ultimamente diversi blog hanno trattato:

1) l'obbligatorietà della pubblicità.

Lo diciamo da diversi anni, il marketing e la pubblicità si stanno digitalizzando, prima internet, ora la televisione, prossimamente anche parte delle affissioni.
Il consumatore in quanto tale, non esiste più, al suo posto ci sono persone diverse che hanno bisogni ed esigenze diverse e che non desiderano più essere destinatari di una comunicazione massificata, quando hanno tutte le possibilità di potere scegliere. La digitalizzazione della Società sta portando anche ad un aumento della idiosincrasia per l'intrusione e per quello che diversi blogger hanno già definito, l'obbligatorietà della pubblicità. Il marketing quando diventa digitale deve diventare anche collaborativo per non usare il termine anglosassone "permission based". Mi spiego meglio, è inutile gridare o investire di più quando qualcuno non vuole ascoltare un determinato messaggio. La pubblicità urlata non solo non funziona ma è altamente controproducente.

2) Il costo della pubblicità

Diversi blog hanno diffusamente parlato del costo crescente della pubblicita, ne cito uno fra