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Sarebbe BETTER aggiornare i banner...
Oggi, domenica 10 maggio 2008, navigando su Repubblica.it mi e' apparso un simpatico popup (che vedete qui sotto. Il popup blocker l'ho disattivato per esigenze professionali) che promuove una partita NBA del... 6 maggio! Si tratta di una pubblicita' di Better, societa' di betting del gruppo Lottomatica, che invita l'utente a scommettere sulla partita Detroit Pistons-Orlando Magic. Peccato pero' che la partita sia gia' stata giocata... Magari e' un modo per far iniziare bene lo scommettitore con una vincita sicura (finita 111 a 86 per Orlando, per la cronaca) :) Se poi vogliamo essere pignoli cliccando sul banner (con Firefox) la landing page si apre all'interno del popup stesso, che tra l'altro non e' ridimensionabile, quindi e' di fatto quasi impossibile navigare, se non scrollando continuamente sia in verticale che in orizzontale. It could have been Better... Advertising & Social network: sicuri che funzioni?
All'inizio tutti hanno dato per scontato che i social network fossero il futuro dell'advertising: messaggi iper-profilati in un contesto dove addirittura i singoli utenti si sarebbero fatti promotori dei loro brand preferiti (in cambio di quale benefit materiali o emozionali non era ben chiaro...). In pratica siti come MySpace e Facebook si sono proposti sul mercato come potentissimi aggregatori di traffico, di audience profilata e di utenti ad alto potenziale di interazione e disponibili a condividere i loro dati personali senza particolari remore: il sogno dei marketer, in pratica. At their core, social networks are closer to a telephone conversation or a meeting in a coffee house than reading a newspaper or watching TV Non a caso questi siti stanno sforzandosi di trovare modelli di monetizzazione del traffico (ne ha parlato persino l'Economist) che siano coerenti con la filosofia dei social network e al tempo stesso con le esigenze degli inserzionisti: probabilmente dovranno ripensare totalmente la presenza della pubblicità nei loro siti e inventare un modello di "community branding" che attualmente non ha eguali in altri contesti media, anche online. Io continuo a pensare che probabilmente LinkedIn (lo so, sono di parte :-) con gli annunci di Google, qualche banner poco invasivo, i job postings e gli abbonamenti premium abbia alla fine trovato la strada più semplice per monetizzare il suo patrimonio di profili... Su Facebook e MySpace onestamente credo che ci sia ancora molto lavoro da fare, sull'offerta lato editore ma anche e soprattutto da parte delle agenzie creative :-) E voi, che ne pensate? Prodotti in campagna elettorale
Grazie a Carlo ho scoperto una meravigliosa "ricerca" di Pundo3000. Si tratta di una semplice comparazione visiva tra quello che viene promesso con l'advertising e quello che invece viene venduto. Mi ha fatto venire immediatamente in mente la campagna elettorale :) Qui di seguito un paio di esempi. Qui lo slideshow e qui il video su YouTube. Expedia.it fa pubblicita' in TV
Probabilmente non sara' una novita' (vedo che il video e' stato postato il 18 febbraio...) ma siccome non vedo la tv italiana per me lo e'. Coca cola offre lavoro... per finta!
Oggi mi sono imbattuto per caso in uno strano annuncio di Coca-cola su Google. "Cercasi Lavaschiena", questo e' il titolo. Cmq non ho avuto modo di vedere a cosa si doveva arrivare, perche' il sito e' troppo flashoso e lento. PS: adesso l'annuncio non lo vedo piu', o hanno finito il budget o qualcuno gli ha detto che non faceva ridere... :) Sono tutte belle da lontano!
Creatività: semplice e inaspettata
A volte penso di essere talmente immersa in questo mondo da non rimanere più sorpresa di fronte a nulla. Invece, poi, per fortuna qualcun riesce a stupirmi nel modo più semplice e inaspettato (e senza spendere milioni). Mi riferisco nello specifico alla campagna “Sixt Ascii Gti” realizzata per Sixt Autovermietung (che ha vinto gli Eurobestlive 2007 , sezione interactive). Meno male che esistono sempre cose a cui nessuno aveva pensato prima. Live Preview - Office 2007 su Msn.it
Oggi su msn.it è live la campagna per Office 2007 con un'iniziativa insolita denominata Live Preview.
Di che cosa si tratta? Solo per oggi la home page italiana di MSN diventa una specie documento di Microsoft Office Word 2007, permettendo così ad ogni utente di trasformarla secondo i propri gusti. Non ho idea dell'impatto concreto che questo tipo di iniziativa possa avere sul navigatore medio (ammesso e non concesso che se ne accorga), ma sicuramente è un modo innovativo per portare il prodotto vicino ai suoi utenti, coinvolgendoli, rendendoli attivi e probabilmente divertendoli anche un po' (con tutti i benefici per il brand che ne conseguono)- anche se gli interventi di personalizzazione restano pur sempre limitati. Immagino che si tratti anche di un progetto molto notiziabile e che lato PR avrà una buona copertura; in attesa di sentire i commenti, vado a giocare con la mia pagina... Siti cimitero?
Ri-segnalo un bellissimo post di OZ Design già segnalato da Massimo, sullo IAB Forum. Non condivido esattamente tutto, ma alcune osservazioni sono, oltre che divertenti, molto azzeccate. In particolare mi ha fatto morire questa parte: Niumidia? Ai dont anderstend...
Allora hanno proprio il vizio di ribrandizzare tutto... Il capo della concessionaria ha dichiarato: Bah, se son convinti loro... Talk to your daughter before the beauty industry does
Pane Amore e Pubblicità
La campagna PANE, AMORE e SANITA' voluta dal Ministro della Sanità raccoglie molte critiche online. Dopo aver sentito la conferenza stampa di presentazione della campagna ho avuto l'ennesima conferma che i nostri politici sono miglia e miglia lontani dalla conoscenza e comprensione della comunicazione digitale e interattiva. Flyers: anche Facebook ha il proprio AdWords!
In realtà non necessariamente l'attività di advertising deve essere legata a keyword, può anche essere fatta selezionando l'età degli iscritti che visualizzaranno l'annuncio (l'immagina qui a lato è un esempio), il paese, gli interessi ecc. Il tool si chiama Facebook Flyers e a mio modo di vedere è estremamente interessante. Si può scegliere se utilizzare la modalità a CPC o a CPM e si possono inserire immagini. Rispetto ad AdWords ha lo svantaggio di essere meno gestibile e flessibile: non puoi modificare l'annuncio ma solo stopparlo o metterlo in pausa, puoi solo modificare il CPC e l'importo massimo giornaliero. Vedremo se e quanto le aziende italiane lo utilizzeranno. Il product placement su YouTube: ci pensa BrandFame
BrandFame ha pensato bene di utilizzare la popolarità della video-community (?) per eccellenza per creare un nuovo strumento di advertising, o meglio l'utilizzo di un vecchio strumento su un nuovo mezzo, che permette alle aziende di inserire i propri prodotti nei video degli utenti interessati a monetizzare le proprie produzioni video. Non male come idea, e se la retribuzione è in base alle visualizzazioni del video potrebbe anche essere un investimento ben speso, ammesso che sia fatto bene e non come la pubblicità delle sigarette nei film degli anni 70... :) There's life beyond the 30-seconds life
Molto carino il claim del banner di Vibrantmedia (clicca per ingrandire): Sono invece un po' più dubbioso sull'efficacia dello strumento. Mi pare un po' lento e inoltre dubito che qualcuno che legge un testo abbia voglia di interrompersi per vedere un video pubblicitario... we7: free music download
In pratica se voglio ascoltare 12 brani mi devo beccare 12 messaggi pubblicitari... InVideo Ads: YouTube fa l'inevitabile (?)
La notizia della nuova possibilità di video advertising su YouTube, gli InVideo Ads, è vecchiotta, ma vale comunque la pena parlarne, anche per le reazioni che ha creato. Ne hanno parlato sia in Italia (qui e qui, tra gli altri) che, ovviamente, in USA (qui, qui e qui più mille altri). In breve funziona così: Che detto così sembra anche fico, ma alla fine della fiera il fatto è che mentre ti guardi il video c'è qualcosa che ti disturba. E' vero che lo puoi stoppare e quello che vuoi, ma cmq si torna al vecchio interruption marketing dopo aver decantato le magnifiche sorti e progressive del contextual advertising, ovvero si torna alla TV (che non a caso ha anche iniziato ad utilizzare l'overlayer!). Per ora questo tipo di adv sarà solo sui siti dei partner editoriali di YouTube e non sui video dei singoli utenti, ma quanto durerà? Contextual Commerce .. on TV!
Proprio per rispondere al sucesso di offerte alla TiVo, Ice Innovative Technologies ha sviluppato un nuovo modello di Interactive Video Commerce in grado di funzionare sia con la classica TV analogica sia via cavo. Si tratta in pratica di un piccolo menu con tutte le funzionalità di un sito di e-commerce che si attiva su richiesta, compare all'interno del programma che si sta visualizzando ed è navigabile come un DVD. Dalla demo che è possibile vedere nel sito di ICE sembra che questo strumento consenta anche di presentare un offerta di prodotti "contestuali" al programma Tv e di completare l'acquisto direttamente dal telecomando di casa dopo aver inserito i propri dati. Sono sicuramente io che non ci arrivo ma, perchè? Ha davvero senso spendere risorse per sviluppare una piattaforma di commercio che si integri con un programma TV per far acquistare i prodotti presenti nello show? Detto che il mio telefilm preferito è Scrubs, non credo ci sia nulla per me in un modello simile :) Lo scoiattolo aerofago di Vigorsol colpisce anche online!
Cippi, questo il nome, è al centro di 3 giochi online in cui sfrutta le sue doti gassose. Devo dire che, pur ritenendo indifendibile l'idea alla base, il sito e i giochi sono molto ma molto meglio del commercial! La prima campagna italiana su Zooppa: Alice.it
Da poco è partita la prima campagna italiana, che terminerà il 14 giugno: è Alice.it! Il primo premio è di 2.000 dollari ed al momento ci sono solo 3 video a contenderseli, ma più di 20 altre idee (scenenggiature, immagini ecc.). Zooppa.com - Advertising goes social
A questo punto, però, di agenzia non se ne parla: chiunque può inviare il suo video/concept creativo e la community del sito vota gli spot migliori. Previsto anche un Bonus Team che incentiva la collaborazione tra diversi utenti, dividendo il premio tra più autori. Questa volta i video sono una trentina, di cui un paio sicuramente non male, come ad esempio questo. Aldilà della perfezione tecnica dei video, alle aziende va il vantaggio di promuovere il brand in modo nuovo, di sfruttare la sfrontatezza e l'originalità dei contenuti generati dagli utenti (non irrigiditi dalle regole aziendali), di cavalcare l'effetto virale e non ultimo di testare quale sia l'approccio comunicativo più adatto per il proprio brand. Prossimo a lanciarsi il Tom Tom. Video advertising Fineco: adesso che hai visto il video clicca qui!
In pratica prima mostra lo spot, precedendo il video che l'utente vuole vedere, poi fa apparire sulla destra il banner, in formato skyscraper, che ti dice "Ora che hai visto lo spot, guarda i fondi!". Tra l'altro segnalo che tutti gli spot sono presenti su YouTube, assieme anche a quelli di altri operatori dello stesso mercato :) Oscar chiama iPhone
Advertising: il web esporta l'overlayer in TV
Finalmente (?) anche il web esporta qualcosa in TV e non viceversa. L'altra sera guardando la tv (non ricordo quale programma) è apparsa sullo schermo un simpatico overlayer in sovraimpressione. Devo confessare che l'overlayer è lo strumento di advertising che odio di più... Magari in futuro questa modalità verrà usata come contextual: l'attore beve qualcosa e appare l'overlayer della Coca Cola o della Heineken; oppure in una scena di sesso appare l'overlayer della Durex... La pubblicità sulla rete si afferma! Lo attestano dati quantitativi, presto anche qualitativi?
Internet e la pubblicità: oggi sono state comunicate due importanti notizie che riguardano la rete. La prima riporta il consistente aumento degli investimenti pubblicitari sui canali web. L'informazione è stata resa nota dall'Osservatorio Fcp-Assointernet e dall'Osservatorio Fcp (Federazione Concessionarie Pubblicità) – Assointernet. Si tratta di una conferma "annunciata", giustamente prevedibile se si considera la continua affermazione della rete, sempre più ricca di contenuti ed applicazioni. La seconda comunica una indagine condotta dalla Doxa sull'uso della rete internet da parte dei ragazzi. In particolare "allerta" le istituzioni pubbliche e le società ICT affinché possano intervenire nel proteggere i giovani dai pericoli della rete, spesso testimoniati da recenti fatti, purtroppo di cronaca. L'indagine Doxa, disponibile qui, è stata presentata nel corso del Safer Internet Day, "la giornata europea dedicata ad un uso cosciente e senza rischi di Internet". Due notizie che testimoniano il successo commerciale del web, ma pongono alcuni interrogativi, o motivi di riflessione: all'affermazione della rete come piattaforma di advertising, capace di comunicare verso un target eterogeneo in modo differenziato, sembra ancora non corrispondere ancora una situazione di piena sicurezza. Ma, è proprio così? Non si può affermare, sarebbe una generalizzazione eccessiva. E' chiaro che le due indagini non possono essere correlate tra di loro in una forma stretta, ma è interessante fare alcune considerazioni: il web è pienamente affermato, entrando ormai in una fase di maturità, riuscendo a coinvolgere numerose persone, in tutto il mondo. I pubblicitari sono consapevoli del valore della comunicazione on line, e si attivano per progettare campagne che possano coinvolgere anche i nuovi strumenti internet per la "socializzazione". Ma ancora sussistono perplessità, se non timori, riguardo all’uso corretto e sicuro che una larga parte degli internauti fa della rete: i bambini e gli adolescenti. C'è da augurarsi che, tra le possibili insidie della rete, ad un aumento di investimenti in pubblicità, possa seguire una diminuzione consistente della "pubblicità ingannevole": per quanto sia decisamente limitata la sua "pericolosità", anch'essa è temuta come una preoccupazione tanto dai ragazzi, quanto dai loro familiari. Per possibili approfondimenti: L'evento sportivo dell'anno
Consoliamoci con quello che avviene all'estero. Anche quest'anno nel corso della trasmissione del Superbowl giocatosi a Miami non sono mancati gli spot milionari. Per la cronaca hanno vinto i Colts di Indianapolis. Per dare un'occhiata agli spot, invece, basta andare su Yahoo Video. Lo spot della Coca Cola non è male: la prima parodia di un videogioco realizzata veramente bene: contro il bullismo a scuola, bevi solo Coca Cola :) Buzz marketing e il marketing "dell'inganno"
Interessante, anche se un po' lungo, articolo (in inglese) sulle forme di advertising creativo degli ultimi anni, soprattutto in US e UK, dove i consumatori sono ormai laureati nello schivare i 3.000 annunnci pubblicitari al giorno che li circondano da ogni parte. L'articolo apre il dibattito sulla liceità delle forme di marketing quali il "passaparola forzato" e episodi di buzz marketing che si basano sull'impiego di attori che fingono di essere clienti del servizio. Questo tipo di marketing occulto è a dire di alcuni esperti e di qualche associazione consumatori un vero e proprio inganno. E se a volte può funzionare nell'influenzare l'acquisto, altre volte, se scoperto o sospettato, può far risultare il brand davvero antipatico. Cambia la radio, l'adv "muta"
La radio cambia? L'adv si adegua. Addio spot audio, l'adv non parla più: arrivano i banner a rotazione che si rinnovano ad ogni azione che compie l'utente della radio. Il brand entra nel tuo ambiente e si avvicina al tuo cuore. Operazione Google Print Ads (fase 2)
Gli strateghi di Mountain View, vi hanno preceduto e dai laboratori Google è saltata fuori questa operazione. E se qualcuno sospettava che la Rete ammazzasse la stampa, può cominciare a dubitare. I profeti della G raccolgono pubblicità on-line per i grandi quotidiani cartacei americani invadendo, forse, il campo delle concessionarie di Adv. Ma chi resisterebbe a questa nuova tendenza? Soprattutto se trattasi di usare come mediatore Google? Sta di fatto che la precedente iniziativa (la fase 1 in febbraio) lanciata per accaparrarsi all'asta gli spazi suddetti, non ebbe un gran successo. Per adesso il servizio, rivisto è rilanciato, è gratuito ma presto ci saranno delle commissioni da pagare. Yomo: frutta e verdura in costruzione
Ma non è questo il punto: vado curioso sul sito, ovviamente in flash, ovviamente con musica di sottofondo (la stessa dello spot tv immagino). Mi incuriosisco e provo a navigare un po nelle varie sezioni. Clicco sul logo Yomo per andare sul sito istituzionale e... so che la suspance vi sta uccidendo perciò ve lo rivelo: in costruzione anche quello. Ora, sicuramente avranno mille buoni motivi, ma io non sarei andato online con una campagna che porta ad un sito dove quasi tutto è in costruzione e nel quale non posso nemmeno mandare una mail per informarmi sui prodotti... Perchè al web viene data così poca importanza? Non è che il consumatore che vede lo spot tv sia diverso da quello che magari vede il banner su Repubblica. Verosimilmente la sovrapposizione è alta. E allora perchè quello tv vale molto e quello web vale così poca considerazione? Ancora tanto lavoro da fare per portare il web italiano ai livelli elevati, ahimè... La guerra delle banche online
La campagna è attiva con atività di direct mailing ma anche sui gorssi portali, come Repubblica.it (dove peraltro l'ad IWbank è a rotazione proprio con quello di ING nella stessa posizione) e il claim è "Trasforma la zucca in carozza". La pubblicità comparativa è abbastanza rara nel campo bancario, almeno in Italia. Vedremo se ci saranno delle contromosse da parte di ING o se la cosa verrà ignorata. ...come ricci!
Accenni erotici in pubblicità ce li aspettiamo da alcolici e deodoranti, ma ora anche le spugnette chiedono la ribalta... Con il primo episodio delle avventure del riccio Ernie, Spontex sceglie anche il web per presentare in maniera ironica il prodotto. Finalmente anche in Italia, nel largo consumo, aumentano le pubblicità che "osano" introdurre ironia e innocui doppi sensi per una categoria, i prodotti per la casa, che presentano spesso spot dove e' tutto così piatto che più piatto non si può . Se io fossi...
Fujitsu Siemens lo ha fatto, si sono assicurati il rischio di dover rimborsare il costo di centinaia di portatili venduti in tutta Europa, puntando sulle rispettive nazionali dei mercati in cui hanno fatto questa promozione. Ora in Germania dormono sonni ancora più tranquilli :) UPDATE: ecco il link alla promozione di Fujitsu-Siemens La Linea, il Vintage e l'esilio
La TV si accende solo tra le 6 di sera e la cena, e solo per guardare i cartoni animati di Scacciapensieri sulla "svizzera", ovvero la TV di stato della Confederazione Elvetica, che si vede per qualche chilometro oltre il confine anche in territorio italiano. E "IL" cartone per eccellenza era lui, quell'omino dalla voce indecifrabile eppure così espressiva, dalla linea semplice e nello stesso tempo capace di repentine trasformazioni fantasiose e divertenti. Navigando tra i siti di Video, mi sono imbattuta, nella sezione Vintage (sigh!) di GUBA, in alcuni episodi del mitico cartone animato che ha allietato l'infanzia di tanti bambini "sul confine" e non solo. Si tratta de LA LINEA... dell'autore Osvaldo Cavandoli, apparentemente dimenticato dalla patria e celebrato all'estero. Un dolce cioccolatino
Link: Nel caso dovessi imbatterti in una recensione, lascia due righe nei commenti. P.s.: a me il cellulare piace anche, ma non c'è stato verso di ricevere il telefonino per una recensione, eravamo disposti ad aprire una nuova categoria :) Secondamano parla norvegese
Dopo mesi di illazioni e notizie (false) diramate ad arte, Trader, leader mondiale del classified advertising "tradizionale" (stampa/web), ha ufficializzato oggi la vendita di tutte le consociate nell'area Europa/America Latina; ad acquistare è Schibsted ASA, media company norvegese. L'accordo, che dovrebbe concretizzarsi entro metà luglio, riguarda ovviamente anche i prodotti italiani, tra cui i più conosciuti sono sicuramente www.Secondamano.it e www.infojobs.it. Una piccola riflessione va fatta sull'importo economico dell'accordo; la compagnia svedese pagherà infatti circa 580 milioni di euro per avere, in pratica, decine di giornali locali a grande diffusione, nella maggior parte dei casi leader nella propria area geografica, ed un gruppo di siti dal forte impatto e awareness diffusa. Poco più di un anno fa InterActiveCorp annunciò l'acquisto di ASK Jeevs per una cifra pari a 1,85 miliardi di dollari ed in quell'occasione, Barry Diller, chairman di IAC, dichiarò che l'obiettivo era "rendere ASK il motore di ricerca numero 1 per gli affari locali". "Hello, I am a Mac"
E' indubbiamente un momento molto delicato nell'evoluzione della brand image di Apple; negli ultimi mesi prima il passaggio agli odiati processori Intel, poi il rilascio di Bootcamp che consente sui nuovi prodotti basati il dual boot con Windows hanno scosso profondamente l'immagine della casa di Cupertino, in particolare modo tra i fedelissimi. Forse proprio per rispondere al disorientamento di molti affezionati, Apple ha prodotto una serie di spot TV con due personaggi che, ironicamente, si presentano come Mac (giovane, brillante e "attaccabottone" con una avvenente macchina fotografica giapponese) e Pc (avete presente Bill Gates? Un filo più ciccio). I due sono protagonisti di sei avventure dai titoli decisamente esplicativi: Viruses, Restarting, Better, iLife, Network e WSJ. Credo si tratti di un buon esempio di marketing virale, in linea con la comunicazione Apple degli ultimi anni e con la non trascurabile componente di una comparazione di prodotto onesta quando Mac ammette la superiorità di Excell come foglio di calcolo, e feroce, ad esempio, quando viene fatto notare che in bundle con Mac c'è la suite iLife, e con un Pc .. beh, la calcolatrice, l'orologio .... Insomma un modo facile, ma efficace (e credo anche poco costoso) per marcare, ancora una volta, la differenza tra "essere" un PC ed "essere" un Mac Ah, dimenticavo, questo post lo sto scrivendo sul mio Mac. :) Non condivido ma mi adeguo
Quando vennero lanciati i formati pop-up, alle origini del web advertising italiano, mi ricordo che ci furono - oltre alle naturali espressioni di fastidio degli utenti comuni - anche gli scetticismi da parte di alcuni professionisti. Per quanto questi formati siano maggiormente impattanti, non si tiene conto che questo maggior impatto porta un disagio all'utente finale; detto in altri termini, con questi formati è più facile evitare di passare inosservati (ci si fa facilmente notare da chi è interessato al nostro messaggio) ma è anche più facile creare un fastidio a coloro che invece al messaggio non sono interessati; questo avviene perchè il web advertising, nella sua espressione "tabellare" non ha certo risolto i problemi di dispersione del messaggio tipici dei media generalisti. L'unico tipo di pop-under che, nella mia esperienza, ha senso, è quello pubblicato su siti estremamente in target (profilato, quando l'editore lo consente) e costituito da componenti interattive, ad esempio form di richiesta informazioni, come quelli che sta usando Cepu o come quelli che usano alcune finanziarie (ad es. Prometeo) quando inseriscono nel formato pubblicitario un form per stimare le rate di un finanziamento. Sono quindi molto d'accordo con le politiche dichiarate dagli agenti di Virgilio Advertising quando hanno presentato, nell'agenzia dove lavoro, il re-branding del loro portale: i pop-under in home page andranno gradualmente a diminuire, fino a sparire. Penso che a fianco di argomenti quali Web 2.0 e altre tematiche che affascinano molto (ma sono di là dall'affermarsi), si debba anche parlare di queste tematiche, forse più terra-terra ma fondamentali per valutare la situazione reale dell'online advertising e sapere dove intervenire per migliorare lo scenario. A differenza del titolo di questo post, se non si condivide qualcosa non bisogna adeguarsi, perché l'obiettivo che come professionista vorrei poter perseguire è quello di acquistare dei click/impression di qualità, coerenti con gli obiettivi strategici del cliente. Crisi dello spot da 30"?
Non è sicuramente un problema di Napster che torna a comunicare alla grande. Promo via RSS
Ho sempre bisogno di creatività (HSBC)
Di nuovo una pubblicità che mi fa e che fa pensare. Anche in questo caso non so chi sia l'agenzia, ma la creatività è una delle mie preferite in assoluto. Nessuna interazione fisica, questa volta, ma una serie di riflessioni non banali. Il claim? "Isn't it better to be open to other people's points of view?". Mi dispiace per la qualità delle immagini ma non potevo fermarmi e non c'è stato verso di bloccare il tapis roulant :) Due biondoni in corso Como
L'impatto ambientale di un'operazione di questo tipo mi pare nullo, siamo d'accordo? Le pettorine saranno state raccolte da qualche squadra di calcio amatoriale :). Ma anche l'impatto a livello di comunicazione rasenta lo stesso risultato. Simpatico e divertente, ma poi? Il Tryvertising è una strategia innovativa o solamente un nuovo termine da ricordare?
Ora la vera novità, al di là del nome, non è tanto quella del provare il prodotto (o il servizio) per decidere se poi acquistare o meno. L'innovazione sta nel proporre tale prova per prodotti diversi da quelli abituali e in momenti o in luoghi particolari in grado di amplificarne il valore, facendo "sentire" al consumatore una brand experience ancora prima di possedere il bene. Come vi dicevo se la novità fosse (come ho letto su alcuni blog ed anche su un paio di riviste) che "...il tryvertising permette di testare un prodotto prima di acquistarlo...", sarebbe solo un termine nuovo da ricordare, niente più! ;) Ad esempio, quello che Nike ha proposto a Vancouver è qualcosa di differente, il "test drive" non è solo l'applicazione della prova pre-acqusito per un prodotto diverso: le scarpe da running. La strategia innovativa sta nel proporre tale test in occasione della maratona di Vancouver, ossia in un momento di massima concentrazione e sensibilità del target. Stessa cosa vale per un altro degli esempi classici di "tryvertising", un pacchetto nato dalla collaborazione di Mercedes-Benz e Ritz-Carlton, denominato Key to Luxury, con il quale il cliente Ritz-Carlton può alloggiare in una suite dell'hotel ed avere a disposizione un Mercedes SL con il pieno di benzina ogni giorno! E' questa la strategia innovativa, d'altronde il fatto di testare un'auto prima di comprarla non sarebbe certo una novità...di concessionari con "le porte aperte" ce ne sono ogni weekend! Una esterna da portarsi via
I post-it erano ovviamente sparsi dappertutto all'interno della stazione della metropolitana, mi auguro che Zuritel abbia predisposto anche un servizio di pulizia. La particolarità dell'iniziativa sta nel fatto che nelle carrozze ho poi trovato gli stessi post-it appiccicati un po' ovunque dalle persone che li avevano precedentemente staccati dal poster: un ottimo sistema di auto-promozione del brand a costo zero. '892892: Sfida al primo minuto'. Strategia pensata o tattica di recupero?
Si scatenano i commenti sull'efficacia e sulla poca trasparenza della comunicazione. Oggi qualcosa è cambiato! Secondo voi la mossa era già pensata nella strategia iniziale o stanno cercando di recuperare il terreno perso con Telecom e amici? Il mio commento allora era stato: ..ora nessuno nega i risultati ottenuti dal punto di vista della memorizzazione del numero. L'effetto dello spot è stato virale, aiutato in parte dal fatto che inizialmente non si capiva neanche cos'era e da una pianificazione veramente massiccia. Ma alla lunga funzionerà? La confusione "cercata" con Telecom è veramente una genialata come dice Andrea? La pubblicità per essere efficace non deve solo far ricordare un servizio, deve far associare ad esso dei valori positivi. ..ecco la risposta di Infonxx! Pubblicità online? Un dollaro a pixel!
L'idea è di Alex Tew, studente di 21 anni inglese, che per far fronte al costo dei corsi in Business Management, ha pensato bene di creare questa pagina online con l'obiettivo, appunto, di raccogliere un milione di dollari. E le cose stanno andando piuttosto bene se pensate che in pochi giorni il ragazzo ha già raccolto 205,100$; ecco un caso eclatante di pubblicità online che funziona sia per l'editore (che con un milione di dollari potrà stampare la sua tesi di laurea su foglie bagnate nell'oro) e gli inserzionisti che, nei prossimi giorni, credo godranno di grande visibilità. Se stai pensando di comprare anche tu un piccolo spazio ... affrettati; la coda per la messa online supera già le 48 ore!! Genialata, non c'è che dire. La pubblicità che non esiste di Sun
Non sapremo mai se Sun ha pensato questa creatività con il preciso scopo di farsele censurare, oppure sia stato tutto casuale. Fatto è che stanno avendo molto più risalto gli annunci non pubblicati, rispetto a quelli effettivamente usciti sulla stampa.
Buchenwald oder Galbusera?
Dico questo perché questa frase, pur trovando la sua origine nel latino e nel greco antico, pur avendo traduzioni in ogni lingua (to each his own, a cadaum o seu,) etc, pur essendo stata usata da Locke, da Hume e da Kant e da tantissimi altri pensatori, ha purtroppo raggiunto la sua fama internazionale e - soprattutto - storica, nella lingua tedesca, negli anni '30, in un campo di concentramento che si chiamava Buchenwald. Ci sono frasi che non si possono più usare o che comunque non hanno più lo stesso significato di prima, perché è troppo grande il simbolismo che le avvolge. Chi potrebbe leggere una pubblicità con scritto "il lavoro rende liberi" senza pensare ad Auschwitz? Lo stesso vale ovviamente per i marchi. La svastica è un simbolo molto più antico degli anni 20 del ventesimo secolo e con una 'positività' che oggi non esiste più. Scrivere una svastica su un muro - oggi - significa scrivere 'nazismo' (e tutto quello che c'è intorno). Lo stesso vale per certi motti/proverbi che sono stati 'fatti propri' da determinati 'gruppi' politici, movimenti o addirittura Nazioni. Le possibilità sono due: o il copy sapeva di Bunchenwald (e mi sembra il minimo) e allora è agghiacciante che abbia usato una frase del genere per un prodotto del genere. Oppure non sapeva nulla, ma pensava che fosse un motto come 'tanto va la gatta al lardo...', oppure 'scopa nuova scopa bene' o cose del genere e allora è veramente un ignorante e quindi dovrebbe cambiar mestiere (come minimo...). Il numero? Che numero?
Anche sul sito la cosa non era trasparente e sinceramente ammetto di aver pensato, almeno all'inizio, che fosse un nuovo servizio di Telecom. La scelta del rosso come colore di riferimento mi fa comunque pensare che non sia un caso. Ho detto "aveva" perche' adesso hanno modificato lo spot, inserendo una frase tipo "Ti risponde Il Numero, la societa' nata per... blablabla". La pubblicita' resta orribile, ma comunque il movimento dal basso dei blog e degli utenti web ha fatto in modo che anche nelle alte sfere di una societa' straniera si accorgessero che qualcosa andava fatto. Forse mi illudo, ma la web public opinion sta acquisendo un potere significativo, che ha influenze anche offline. Il grande rischio del Contextual Advertising
Ne parlava proprio lunedì scorso Massimiliano, ipotizzando il rischio di esporre un messaggio pubblicitario di un prodotto o servizio in una pagina i cui contenuti sono molto critici nei confronti dell'azienda o del prodotto o servizio pubblicizzato. Ebbene non solo il rischio è reale, ma può capitare anche molto di peggio, come riporta Mock on che ci mostra gli effetti devastanti di una pubblicità di un Hotel a New Orleans, inserita in una pagina del sito della Cnn che descrive la terribile innondazione che ha devastato la città del jazz. Mi sto convincendo che la pubblicità contestuale può essere molto efficace, ma è opportuno sia dal lato dell'offerta sia quello della domanda, che vengano prese tutte le precauzioni in modo da evitare non solo spiacevoli conseguenze per gli investitori pubblicitari, ma soprattutto di dovere poi riparare i danni di immagine per avere irritato l'opinione pubblica. Piccolo spazio: spot link
Per qualcuno poteva non essere una novità, per me invece è stata una scoperta. In quel caso il servizio era fornito da Vibrant Media e dalle pagine di spiegazione del loro sito si capisce come si tratti di un'elaborazione server side. Il browser dell'utente non fa nulla, è il server che invece elabora il testo contenuto nel sito in questione e seleziona delle parole acquistate dagli inserzionisti, a cui associa il link relativo. Un sistema che ricorda molto AdSense ma che a differenza di questo, presenta i link all'interno del testo della pagina web, non in uno spazio delimitato e ben segnalato. Ai puristi potrebbe dare un po' noia. Anche a me non piace imbattermi in link nel testo che non siano utili alla comprensione di quello che sto leggendo. Ma con questo strumento è evidente che il link non è di quel tipo e basta soffermarsi un secondo per leggerne i dettagli. Il carico sul server nel caso di un sito ricco e parecchio frequentato potrebbe rallentare la visualizzazione delle pagine, ma questo è facilmente superabile, basterebbe creare almeno un livello di cache, ossia non pubblicare gli aggiornamenti dei link live, ma pubblicare solo pagine statiche. Insomma se non mi sono capito, l'aggiornamento delle pagine potrebbe avvenire di notte una sola volta, senza caricare eccessivamente i server. Dal punto di vista dell'editore, mi vengono in mente i tanti blog in continua ricerca di nuove fonti di ricavo, per cui questo strumento potrebbe garantire nuove entrate. Dal lato degli inserzionisti potrebbero nascere delle perplessità in merito al contesto in cui questi link sono pubblicati. La pubblicità potrebbe apparire all'interno di post molto critici verso l'azienda e i suoi servizi, e trovarsi il link dell'azienda crititicata potrebbe inasprire ancora di più la percezione che il lettore si è fatto dell'azienda. Insomma ci vorrebbe un qualche tipo di filtro per garantire un minimo livello di presentabilità del link. Si tratta comunque di un problema che potrebbe riscontrarsi, seppur in tono minore, già ora con AdSense. Mi piacerebbe sentire il vostro parere a riguardo e soprattutto sentire il parere di qualcuno che ha già provato questo servizio e siccome a noi piace parecchio sperimentare, chissà mai che presto lo troverete anche qui ;). Agenzie pubblicitarie, brand manager.... wake up
Sarebbe ora che qualcuno dicesse le cose come stanno riguardo alla pubblicità. Ritengo che siano davvero pochi oggi a mettere in dubbio il ruolo economico e sociale dell'industria della pubblicità nell'economia di un paese progredito, ma è importante che questo importante comparto evolva rapidamente, perché ci sono diversi aspetti del fare pubblicità oggi che non convincono gli investitori pubblicitari, non piacciono agli "utenti" e non sono più rispondenti alle esigenze di una società in profondo mutamento. I pubblicitari continuano a discutere di creatività, di nuovi linguaggi (e fanno molto bene), ma farebbero altrettanto bene a discutere anche altri aspetti di cui ultimamente diversi blog hanno trattato: 1) l'obbligatorietà della pubblicità. Lo diciamo da diversi anni, il marketing e la pubblicità si stanno digitalizzando, prima internet, ora la televisione, prossimamente anche parte delle affissioni. 2) Il costo della pubblicità Diversi blog hanno diffusamente parlato del costo crescente della pubblicita, ne cito uno fra | ||||