IMlog
E-commerce e creatività
Autore: Antonella.Cadeddu | Categoria: E-commerce | Data: Martedì, 25 Marzo 2008 

Chi dice che i siti di e-commerce debbano essere attenti solo alla chiarezza e completezza della comunicazione, sacrificando la creatività? Ecco qui uno splendido esempio di creatività applicata ad un catalogo e-commerce (l'olandese Hema.nl)...semplicemente geniale!

hema.jpg

Unico difetto, non da poco: nulla è cliccabile alla fine dello "spettacolo" e bisogna inpegnarsi un po' per raggiungere il catalogo vero e proprio... ma sono talmente colpita dalla creatività che non mi dimenticherò facilmente il nome Hema .

Ryanair: 3 giorni di downtime non saranno troppi?
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: E-commerce | Data: Lunedì, 25 Febbraio 2008 

ryanair.PNGIl sistema di prenotazione online di Ryanair ha ripreso a funzionare oggi dopo un downtime di quasi 3 giorni, con questo annuncio.

Il motivo della sospensione del servizio e' la mancata applicazione delle regole dettate dall'OFT in termini di comunicazione dei costi.
Ho due domande:
1) perche' Ryanair non si era gia' adattata mentre EasyJet (OT: 4 ore di ritardo ieri sera...), per esempio, si'?
2) non sono un po' tanti 3 giorni per un aggiornamento? (di solito lo si prova in area test e lo simette online, perdendo al massimo un paio d'ore, no?)

Sinceramente 3 giorni mi sembrano un'eternita' per un'azienda che basa praticamente tutto il proprio business sulle presentazioni online!


Fonte: ComputerWeekly

Email marketing 'politico'
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: E-commerce | Data: Mercoledì, 20 Febbraio 2008 

Se non sbaglio avevo citato gia' altre volte le newsletter di Lastminute, ma a costo di ripetermi voglio segnalare quella che ho appena ricevuto.

Mi sembra un modo molto intelligente e divertente di sfruttare la visibilita' di uno slogan politico.

E quando pensi alla politica italiana direi proprio che ti viene voglia di prendere il primo arereo :)

lastminute_newsletter.PNG
L'efficienza che non ti aspetti
Autore: M. Bancora | Categoria: E-commerce | Data: Mercoledì, 13 Febbraio 2008 

pupa.jpgQuest'anno mi sono deciso: finalmente acquisto un paio di sci! Dopo anni di noleggio mi era parso di aver trovato finalmente il modello che faceva per me. Sotto stretto controllo di un amico provetto sciatore, sono andato a vedere qualche negozio per controllare il prezzo e il modello. Nessun negozio aveva dei prezzi più competitivi di un negozio online che mai avevo sentito nominare: Bottero Ski. Il mio amico ovviamente mi ha guardato storto quando ho detto che avevo intenzione di acquistare gli sci online. Credo non abbia acquistato nemmeno un byte online, figuriamoci degli sci...

Acquistati online la domenica, il martedì il corriere me li ha consegnati (lo sapevo l'ordine aveva il tracking number, no non è la norma, mi spiace) e la domenica successiva ero a sciare felice come una pasqua per il mio nuovo acquisto. Attacco perfetto preparato per la mia altezza/peso/scarpone. Tutto è filato liscio: non ci potevo credere!

Era da un po' che non postavo, ma ho trovato il tempo per portare un po' di ottimismo prima che Italia.it torni :O

P.s.: gli sci sono questi: perfetti!

ZIVAGO e' risorto!
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: E-commerce | Data: Mercoledì, 9 Gennaio 2008 

feltrinelli.JPGZivago e' tornato!
Ok non si chiama piu' Zivago ma LaFeltrinelli.it, pero' la sostanza non cambia.

Personalmente avevo vissuto la chiusura di Zivago come la piccola scossa che ha preceduto il terremoto per l'ecommerce italiano nei primi anni 2000. Non mi era chiaro il perche' (i conti non sembravano male) e ricordo che la notizia mi aveva rattristato molto.

Rivedere Feltrinelli attiva nell'ecommerce e' un ottimo segno per il mercato: pur avendo avuto un'esperienza negativa in passato ha deciso di riprovare, ritenendo evidentemente di non potersi permettere di stare fuori dal mercato digitale.

Il sito mi piace molto, l'aggiungi al carrello e' fichissimo e la trovata delle citazioni e' carina.
Nulla di eccezionale per carita', ma guardando al panoramna italiano ritengo che sia almeno due spanne sopra IBS e 3 o 4 sopra BOL. Parlo ovviamente del sito, non del servizio, non avendo ancora comprato nulla ed essendomi trovato bene con entrambi i rivali.

In bocca al lupo!

Horizontal scrolling sdoganato dall'ecommerce
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: E-commerce | Data: Mercoledì, 2 Gennaio 2008 

Nonostante all'inizio fossi assolutamente contrario e nonostante il chiaro parere di Jakob Nilesen devo dire che in alcuni casi apprezzo lo scroll orizzontale.
In particolare mi pare molto adatto, se fatto bene, ai siti di ecommerce.
Credo infatti che questa opzione garantisca una migliore visibilita' dei prodotti ed anche un'usabilita' maggiore per l'utente.

Qui sotto due begli esempi, Diesel Store e Abercrombie & Fitch:

diesel_horizontal.jpg  abercrombie_horizontal.jpg

E' effettivamente cosi' o da quando ho a che fare con un sito in flash mi sto rammollendo? :)

Radiohead: titolo sbagliato?
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: E-commerce | Data: Venerdì, 9 Novembre 2007 

Leggo da molte parti che solo il 38% degli utenti che hanno scaricato il nuovo album dei Radiohead, il che significa che il 62% ha colto l'occasione per scaricarlo "a sbafo", probabilmente pensando che i Radiohead sono stati scemi a dare questa opportunità...
Sono invece ridicoli coloro che hanno deciso di approfittarne, a mio avviso, perchè hanno rovinato una bella idea.

Forse si sono confusi e pensavano che l'album non fosse quello nuovo ma "Hail to the thief" ...

LinkedIn store: i dipendenti fanno da modelli
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: E-commerce | Data: Lunedì, 29 Ottobre 2007 

linkedin_shop.jpgAnche LinkedIn ha il proprio gadget store.
Non ha niente di speciale, una grafica semplice e pochi prodotti. E' molto carina però l'idea di utilizzare i dipendenti come modelli. Fa molto social :)

Tanto lo so che alla fine la maglietta me la prendo...

Radiohead: download ad offerta libera... se ci riesci!
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: E-commerce | Data: Martedì, 2 Ottobre 2007 

Dopo aver letto un po' ovunque della simpatica iniziativa dei Radiohead di far scaricare il loro ultimo album, "In rainbows", dal sito ad offerta libera, mi sono diretto verso il sito stesso, incuriosito.

A parte che si tratta di uno dei più brutti siti dal 1996 ad oggi, ma cliccando su "pre-order" ottengo questa simpatica finestrella javascript:

radiohead_basket.jpg

Ma poi andando nel carrello quello che vedo è questo:

radiohead_basket_empty.jpg

Bella l'iniziativa, peccato la realizzazione...

KO Computer :) (rubato dai commenti)

Altro che blog e blogosfera!
Autore: M. Bancora | Categoria: E-commerce | Data: Venerdì, 7 Settembre 2007 

jvc.jpgAvrei voluto interrompere il silenzio degli ultimi mesi con qualcosa di bello e divertente come Matteo è solito fare, ma che ve lo dico a fare? Non ce l'ho fatta...

Preso dalla necessità di filmare l'evoluzione linguistica e posturale di mio figlio, ho deciso che la videocamera del telefonino non fosse più sufficiente. Compro una videocamera! Passo la mia bella serata su alcuni forum e decido di acquistare questa. Nulla di particolare, un prodotto per chi sa già che non passerà ore con in mano l'attrezzo, ma che vuole trasferire i suoi filmati velocemente anche sul computer.

Dove comprare? Non ci sarebbe competizione se CHL avesse in catalogo e disponibile il prodotto. Passo allora su ePrice: c'è! Pronta consegna, due giorni e arriva. Meraviglia!

Passano due giorni e non si vede nulla, stato dell'ordine immutato. Telefono... Mi dicono che dovrebbe arrivare nei prossimi giorni. Lascio passare altre due giorni e poi annullo l'ordine.

Torno a cercare un rivenditore e mi affido ai comparatori di prezzi, i quali mi suggeriscono che Onlinestore ha il prezzo più basso, circa €50 in meno di ePrice: mica male, no? Carrello, semaforo verde, consegna in 24/48 ore, spese di consegna folli che limitano il guadagno a €40 e via mi metto in attesa.

Passano 2 giorni e chiamo: il prodotto non è disponibile arriva venerdì. Ma come? Semaforo verde, via libera, tutto ok? Nulla di tutto ciò. Oggi ricevo una loro mail, secondo cui dovrò attendere altri 10 giorni. Annullo l'ordine.

Ma non desisto. Il pargolo crescerà senza essere filmato nelle sue prime evoluzioni a due zampe, ma pazienza. Ora dopo aver chattato online con Roberta e ricevuto assicurazioni circa la disponibilità del prodotto, ho piazzato un nuovo ordine su Factotus (e siamo a tre) e resto in attesa.

Settimana prossima vi aggiornerò sulle condizioni dell'e-commerce italiano. Altro che blog, blogosfera e social network... Gestione dell'aspettativa del cliente medio :(

iPod Touch: e il mio nuovo iPod è già vecchio :(
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: E-commerce | Data: Giovedì, 6 Settembre 2007 

Convinto di fare un affarone poco più di un mese fa ho comprato un iPod da 30 GB con 30 € di sconto, convinto di aver fatto un affarone.

Adesso Stev Jobs se ne esce con tutti i modelli rinnovati e addirittura con l'iPod Touch: in pratica un iPhone senza telefono!

nuovi_ipod.jpg

Non contento ha messo il modello da 80 GB a 249 €, con la drammatica conseguenza che allo stesso prezzo avrei avuto 50 GB in più... :(
E che si fa così?

Comunque l'iPod Touch non l'avrei preso, perchè ha una capacità massima di 16 GB, troppo poco. Ma il tour guidato è assolutamente da vedere:

Tailgate: acquista sul banner. Ma perchè?
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: E-commerce | Data: Lunedì, 16 Luglio 2007 

tailgateLeggo su E-conomy di Tailgate, azienda che ha creato un tool in Ajax che permette di ultimare l'acquisto di un prodotto direttamente su un banner, senza andare sulla landing page del venditore.

Bello eh, per carità, ma mi sfugge un po' il senso...
Perchè mai, se voglio comprare una cosa, dovrei avere dei problemi a cliccare e ad andare sul sito di chi mi vende il prodotto?
Potrebbe funzionare forse con acquisti d'impulso o viceversa prodotti ad acquisto ripetutto ed abituale (es: ricariche telefoniche), ma di nuovo non vedo il vantaggio.

Non sono d'accordo con chi dice che il banner è morto, ma addirittura far acquistare da un banner quando già è difficile far acquistare da un sito web...
Maurizio si chiede "Applicazioni di questo genere potranno avere successo?". Beh, la mia risposta è no!

L'abbigliamento online supera le vendite dei pc (negli USA)
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: E-commerce | Data: Mercoledì, 16 Maggio 2007 

Leggo da Massimo questa interessante ricerca: negli Stati Uniti si comprano più vestiti online di quanto si comprino hardware e software.

E' un trend che in Italia tarderà ancora un bel po' ad arrivare, considerando che l'unico player davvero di rilievo è Yoox.
Ma piano piano arriviamo anche noi italiani...

E-commerce in Italia: un Eldorado Latente
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: E-commerce | Data: Venerdì, 23 Marzo 2007 

E' scaricabile anche la ricerca di Casaleggio in pdf qui.

One Day, One Deal
Autore: Antonella.Cadeddu | Categoria: E-commerce | Data: Martedì, 13 Marzo 2007 

woot_logo.pngOggi ho scoperto Woot, un sito di e-commerce con un marketing style piuttosto originale. Ecco come funziona: ogni giorno woot.com mette in vendita a prezzi moolto scontati un prodotto differente. Oggi può essere una tv, domani un blackberry o un Excalibur Brew Master. A mezzanotte si svela il prodotto, ma mai la quantità "x" di pezzi disponibili. Durante la vendita si ha accesso oltre a una scheda informativa non convenzionale, alle statistiche del prodotto aggiornate minuto per minuto, tra cui la percentuale di vendite suddivise in fasce orarie, la "purchaser seniority", ecc. e al forum sul prodotto che ogni giorno è aperto alla discussione tra gli utenti. Nuovo nato WineWoot, stessi principi ma applicati alla vendita di vini. Ovviamente c'è il blog aziendale e per approfondimenti quest'articolo su Wikipedia.

Grazie alla segnalazione di Marco.

L'Unione Europea e la protezione dei consumatori, anche quelli on-line!
Autore: Claudio.Iacovelli | Categoria: E-commerce | Data: Lunedì, 19 Febbraio 2007 

UE green paper.jpgRecentemente su IMlog sono stati pubblicati alcuni post sul commercio elettronico e sull’aumento degli investimenti pubblicitari, a conferma del successo della tecnologia web e del cresciuto numero di utenti.

Qualche perplessità riguardo alla sicurezza del commercio elettronico permane, ma a favorire quel processo di "protezione" delle transazioni eseguite sul web è intervenuta proprio in questi giorni la Commissione Europea, fermamente convinta che il futuro del mercato interno potrà essere garantito anche da uno sviluppo diffuso delle piattaforme B2B e B2C.

L'iniziativa avviata dall'UE è dichiaratamente finalizzata ad "accrescere la fiducia dei consumatori negli acquisti on-line", quindi vuole rafforzare i sistemi di protezione dei consumatori, armonizzando le varie leggi vigenti nei Paesi dell'Unione.

Si tratta di un processo di revisione, per rendere più attuale la tutela del consumatore, in considerazione del progredire tecnologico e delle nuove forme di commercializzazione di prodotti e servizi via internet.

Questo processo è stato introdotto dal "Libro verde sulla protezione dei consumatori nell'Unione europea", ufficialmente avviato con una “fase analitica e consultiva per la revisione dell’acquis comunitario relativo al consumatore ("l'acquis")".

Il processo si potrà considerare valido se riuscirà a sviluppare un percorso legislativo volto ad aumentare i meccanismi di protezione reale dei consumatori e dei loro diritti, favorendo allo stesso tempo l’inclusione di quelle persone che oggigiorno non utilizzano la rete, o non hanno piena fiducia nei servizi di commercio elettronico disponibili.

Per informazioni ed approfondimenti, sulle strategie e sui programmi europei di protezione dei consumatori:
LIBRO VERDE - Revisione dell'acquis relativo ai consumatori: http://ec.europa.eu/consumers/cons_int/safe_shop/acquis/green-paper_cons_acquis_it.pdf
http://www.euractiv.com/en/food/eu-seeks-boost-online-consumer-confidence/article-161566
http://ec.europa.eu/consumers/index_en.htm
http://ec.europa.eu/consumers/cons_int/safe_shop/acquis/index_en.htm
http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/consumatori_ue/index.html

Il commercio elettronico seduce, ma non rassicura (abbastanza)
Autore: Claudio.Iacovelli | Categoria: E-commerce | Data: Martedì, 23 Gennaio 2007 

online_shopping.gifL'e-commerce è divenuto credibile, ma tarda a manifestare ai consumatori quelle caratteristiche necessarie per decretarne una sorta di trionfo: la sicurezza delle transazioni commerciali e la tutela del cliente.

Nel 2000, circa, gli interrogativi su quando si sarebbe affermato l'e-commerce preferivano affrontare argomenti come il contratto di natura telematica e la riservatezza dei dati necessari a descrivere le operazioni di pagamento sul canale internet. In quel periodo l'attenzione era più rivolta agli approfondimenti legali, forse perché la confidenza sulla tecnologia era notevole, oppure perché si reputava di semplice adozione all'interno di processi business ordinati e, soprattutto, controllati.

Oggigiorno diverse indagini di mercato, nazionali ed internazionali, attestano la crescente diffusione dei marketplace B2C, segno che la fiducia da parte dell'opinione pubblica ha premiato il mondo delle imprese. In Italia, in particolare, cito come fonti considerevoli il Consorzio Netcomm (di cui siete stati informati su IMlog proprio in un post precedente a cura di Andrea Boscaro) e la società Nielsen-NetRatings.

Il punto critico, affrontato più dai media che dalle società che intervengono ed operano nel contesto B2C, rimane quello della sicurezza delle transazioni: è indiscutibile la convenienza per il consumatore ad utilizzare le varie piattaforme di commercio elettronico, certamente l'e-commerce seduce i più.

Ma in Italia come all'estero, si registrano casi quali il phishing ed il keylogging. Il primo consiste nella richiesta di informazioni riservate, per scopi criminosi, tramite e-mail che apparentemente possono sembrare provenienti da società bancarie e finanziarie. Il secondo è l’operazione abusiva, da remoto, di data retrieval delle digitazioni dell’operatore sulla tastiera del proprio pc.

Purtroppo l'opinione pubblica conserva più facilmente il ricordo di casi negativi, è comprensibile l'atteggiamento di prudenza nelle persone che si vorrebbero avvicinare liberamente ai servizi della rete. Quindi la maggior parte della gente tende a considerare "insidioso" il mondo dell'e-commerce, con il rischio di generalizzazioni che possono includere anche particolari piattaforme B2C attente alla protezione dei dati confidenziali e delle transazioni commerciali.

Una risposta alle paure dei consumatori, in particolare proprio di quelli che già partecipano ai progressi della rete, dovrebbe provenire, e presto, dalle società che offrono i servizi di pagamento: se si considera, ed a ragione, il successo della rete internet come canale di informazioni e "vetrina virtuale", non si può trascurare l’importanza della comunicazione diretta ai consumatori che spieghi loro le garanzie organizzative e tecnologiche a protezione delle loro operazioni B2C.

Sarebbe importante abbinare al messaggio che la vetrina offre articoli reali, e vantaggiosi, il messaggio che la "cassa" utilizza strumenti di pagamento sicuri: a volte il successo della tecnologia, e della sua applicazione corretta, dipende più dalla comunicazione che la promuove rispetto all'"ntelligenza di base".

Frodi online: solo 4 su 1.000... ed è pure tanto!
Autore: Andrea.Boscaro | Categoria: E-commerce | Data: Martedì, 9 Gennaio 2007 

Ho aspettato qualche giorno prima di scrivere questo post in attesa che il dato comunicato dal Politecnico di Milano - 0,4% il tasso di disconoscimento delle spese effettuate online attraverso carte di credito nel 2006 - venisse commentato dai vari operatori.

Non ho però visto dibattiti e quindi mi permetto di ringraziare i ricercatori per questo dato che, anche con i caveat che vado a riportare, mi pare importante poter comunicare e sottolineare. "4 su 1000" è una bella risposta a tutti coloro, utenti e giornalisti, che si ostinano a considerare l'e-commerce come il luogo principe delle truffe e delle clonazioni, soprattutto se consideriamo che Internet è spesso la destinazione, più che l'origine, degli acquisti fraudolenti e che il dato certamente non sfigura di fronte alle esperienze del commercio offline.

Il caveat è che il dato appare a molti, merchant e non, addirittura sovrastimato, essendo probabilmente figlio di un'analisi più complessiva che quindi non fa onore agli operatori top del settore.

Tirando le somme: raccontiamo questo numero, raffrontiamolo a tassi addirittura più elevati di Francia e UK, e continuiamo ad acquistare online: un mercato sempre più sicuro e conveniente.

Regali di Natale online? Natürlich!
Autore: Elisabetta.Oldrini | Categoria: E-commerce | Data: Giovedì, 7 Dicembre 2006 

rsz_natale1.jpgFinalmente sto mettendo in pratica uno dei miei propositi natalizi, solitamente irrealizzati: comprare tutti i regali online.
Per cominciare, i bambini.
A causa del nuovo baby boom, o forse perché gli amici invecchiano, mi trovo molti più minorenni del solito nella lista dei destinatari. Sul Nido di Grazia, ottimo e già testato, e su i Piccolissimi, non ci sono abbastanza giochi e vestiti, quindi da brava esterofila scelgo un sito tedesco (versione inglese) JAKO-O

Il sito è fatto molto bene e l'acquisto online è stato facile, con tanto di promessa che 2 giorni dopo mi avrebbero mandato una mail con indicato il giorno di consegna. Fin qui ottimo. Due giorni dopo ricevo una mail completamente in tedesco che comprende l'elenco dei prodotti da me richiesti, ma non capisco cosa mi stiano dicendo! E oggi ne ricevo un'altra con indicati solo due dei 7 prodotti acquistati (e da Fineco arriva un sms che mi dice che ho fatto un acquisto da 19 Euro, mentre ho confermato un acquisto da 150 Euro...). Ad oggi non so se mi arriveranno in tempo tutti i regali o solo uno.
Quindi: ottimo il sito, ottima l'idea della versione inglese per aprirsi a mercati fuori dalla Germania, ottima la meccanica di acquisto. Da rivedere la gestione dei clienti internazionali!

IKEA: e-commerce a livello locale
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: E-commerce | Data: Mercoledì, 18 Ottobre 2006 

ikea_ecommerce.JPGFinalmente IKEA si è decisa ad entrare nel mondo dell'e-commerce!
In maniera particolare però, ma a mio avviso molto sensata per il tipo di business che ha: ogni store Ikea gestisce l'attività di vendita online solo per il territorio circostante.

Prima di ordinare devi controllare se la tua zona è servita, inserendo il CAP. Il trasporto per i pacchi inferiori a 30 kg di peso è di 15 €, mentre per quelli di peso superiore è di 55 €. Le FAQ mi sembrano ben fatte, anche se un po' stringate. E' disponibile anche una guida step by step che molti altri siti di e-commerce farebbero bene ad avere.
Le schede prodotto sono basic ma con molte informazioni utili: dimensione e peso dell'imballo, informazioni utili da sapere (es: altezza richiesta del soffitto), indicazioni ambientali.

Anche il carrello mi sembra chiaro e completo. Mi resta il dubbio sulla disponibilità: ho inserito 99 Pax e non mi ha segnalato nulla, ma magari arriva un warning più avanti nel processo d'acquisto.

In generale mi sembra un'iniziativa molto positiva, che permette al gigante svedese di affacciarsi all'e-commerce senza perdere il direct touch tra i clienti e il singolo store.
Detto questo stasera prendo la navetta e ci vado di persona all'Ikea, e come al solito acquisterò circa 15 oggetti che non prevedevo di acquistare... :)

I 3 veri segreti per vendere online a Natale (e subito dopo)
Autore: Riccardo.Porta | Categoria: E-commerce | Data: Martedì, 17 Ottobre 2006 

Quando cadranno i primi fiocchi di neve sarà già troppo tardi: chi c'è c'è e chi non c'è si attacca.
Oddio forse sono stato un po' troppo duro ma era per rendere il concetto :-) Novembre, Dicembre e tutto Gennaio, sono tra i mesi più ricchi per chi vende online.
Per deformazione professionale vi vorrei raccontare 3 preziosi segreti per posizionarsi al meglio e realizzare tante conversioni sfruttando i comparatori di ricerca specialmente durante il periodo natalizio (siano essi Buycentral, Trovaprezzi o Kelkoo).

1 – Cura il database che passi al motore di comparazione
Come (non) tutti sanno, i motori di comparazione vanno a leggere dei database che vengono forniti dagli shop stessi, e li indicizzano secondo i propri criteri ed il proprio albero di navigazione.
Costruire un database completo è una delle armi vincenti. Sembra banale ma non è così. La maggior parte degli addetti al settore considera un "dettaglio di poco conto" questo tipo di attenzione.
Mi capita spesso infatti di vedere migliaia di prodotti (magari anche dello stesso shop) senza una immagine o senza una descrizione.
Ai rispettivi responsabili chiedo: entrereste mai in un negozio su strada che in vetrina non ha nulla?
Non conviene forse dedicare un po' più di tempo e risorse alla cura dei propri dati? (nota bene: queste informazioni mancanti normalmente sul sito finale sono sempre presenti, semplicemente non vengono inserite nei DB dati ai comparatori).
Spese di spedizione e tempi di consegna: sono campi che stanno divenendo via via sempre più fondamentali. Alcuni utenti della rete scelgono anche da chi acquistare in base a questi due parametri. Se possibile, vi consiglierei di aggiungerli.
Campi tecnici per la comparazione dei prodotti: ormai tutti offrono la possibilità di confrontare prodotti simili (ad esempio un computer di una marca con quello di un'altra). Per fare questo ovviamente la ricerca si basa su alcuni campi che dovrebbero essere segnalati (product-parameters, mfname, mfpn etc etc).
Con maggiori dettagli, i vostri database vengono indicizzati e resi disponibili al meglio.
Le istruzioni per un corretta realizzazione del tutto normalmente sono sempre rese disponibili.

2 - Promozioni mirate: in molti si aspettano di trovare sotto l'albero di Natale qualcosa di bello o addirittura di utile. Dall'altra parte, tanti altri si affanno per cercare di esaudire questo desiderio.
E voi, signori dell'e-commerce, state preparando una bella strategia natalizia? State approntando degli speciali, delle offerte irripetibili? State selezionando i vostri migliori prodotti in modo che quando un utente arrivi sul sito possa esclamare: "Oh, ma che bella idea! Quasi quasi la ordino per regalarla a…"
Fatto questo, non dimenticate poi di segnalare tutte le vostre attività ai comparatori: saranno certamente in grado di offrirvi spazi redazionali o vetrine in target.

3- Misura e raccogli i dati, ti serviranno nell'immediato futuro.
Non lasciate che gli utenti passino senza lasciare traccia o senza, quantomeno, senza misurarne gli interessi. Se non l'avete ancora fatto, è possibile che sia il momento giusto per investire in un buon sistema di misurazione dell'audience del proprio sito e dedicare del tempo alla ottimizzazione del tutto.
Capire cosa fanno gli utenti ma anche chi vi porta del traffico che converte e studiare i dovuti accorgimenti.
Se potete cercate di farvi lasciare, in modo elegante, l'indirizzo email dei visitatori. Vedrete che torneranno utili per le prossime promozioni (la festa della mamma, del papà, pasqua etc etc) – non abusatene però!
Una visione oculata di quello che avviene sul sito è indispensabile per poter dire, in buona fede, che quello strumento di marketing utlizzato, non ha funzionato (comparatore prezzi ma anche keyword advertising o newsletter).

Vorrei passare ora la palla a chi di e-commerce vive e a chi invece sfrutta il canale online per fare acquisti. Ai primi chiederei come si stanno preparando per la stagione natalizia mentre ai secondi… cosa vi aspettate? Cosa vorreste che fosse migliorato sui siti di commercio elettronico?

Amazon Unbox: dont' try this at home!
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: E-commerce | Data: Martedì, 12 Settembre 2006 

Amazon UnboxAmazon ha lanciato un nuovo servizio di download di film e serie tv, Unbox.

Ammiro Amazon e Jeff Bezos da sempre e la ritengo ancora oggi un esempio non raggiunto in quanto a personalizzazione e servizio al cliente. Però... questa volta ha proprio fatto una cavolata!

La guida è chiara ed esaustiva as usual, le immagini sono ben fatte, il processo è semplice...
MA
Per usare Unbox devi scaricare un programma e poi utilizzare solo quello, funziona solo con XP, ti installa una nuova versione di .NET senza chiedere il permesso e ti consente di vedere i film scaricato solo dal PC.
Basta?

Ora, io non acquisterei mai un paio di scarpe che possa portare solo con determinato tipo di calzini, non accetterei che un produttore mi dicesse che posso bere la sua birra solo in cucina e non in salotto, non comprerei un libro che si può leggere solo con gli occhiali.
Perchè dovrei accettare questa cosa per un donwload?

Devo dire che i commenti sono stai negativi ovunque, da Scoble, a Gartenberg di Jupiter, a Softpedia.

Peccato, sarà per il prossimo servizio!

ING Direct: partnership con eBay e Skype
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: E-commerce | Data: Giovedì, 7 Settembre 2006 

ing_ebay.JPGQuesto blog sta diventando un po' troppo "arancio" lo so, ma non ero al corrente del post di Elisabetta.
Vorrà dire che parlerò di IWbank e Fineco nei prossimi due post :)

Mi sembra però interessante la partnership stretta tra ING Direct e eBay, e che viene declinata con due "offerte" per l'apertura del Conto Arancio:
- Buono sconto da 80 € su eBay
- 1.500 minuti di telefonate gratis su Skype

Dopo vari accordi con alcuni operatori di e-commerce (Misterprice, MediaWorld ecc.) la zucca passa a collaborare con player di altro tipo, e con brand molto più interessanti.

Personalmente vedo la collaborazione tra gli operatori del merctao online come un buonissimo segno.
ING continua nell'ottica a performance che ha caratterizzato la sua comunicazione fin dall'inizio, e che sta prendendo sempre più piede anche in Italia. EBay dal canto suo sta inziando a "sfruttare" il proprio enorme database anche per attività "extra-aste", come dimostra l'accordo con Google.

E dopo il conto...il Mondo Arancio.
Autore: Elisabetta.Oldrini | Categoria: E-commerce | Data: Giovedì, 7 Settembre 2006 

arancio.jpg
Navigando su un sito di marketing mi sono imbattuta in un google ad la cui URL ha attratto la mia attenzione: Mondoarancio.it. Da un primo sguardo distratto, ho pensato che si trattasse di un annuncio relativo in qualche modo al famoso conto della zucca, poi ho letto il testo dell'inserzione e incuriosita sono andata sul sito.

"Adotta online un albero di arance ed oltre a tenerti aggiornato sulla sua crescita e salute, ti mandiamo a casa 20Kg delle sue arance!"
Niente a che fare con prodotti finanziari quindi.

Si tratta di una iniziativa siciliana in linea con una delle mode del momento: l'adozione di orti biologici.
Idea interessante e a sostegno dell'agricoltura locale. Facendo due conti, le arance così arrivano a domicilio a soli 60 centesimi al chilo assicurando riserve di Vitamina C a basso costo per tutto l'inverno (ovvio che avere posto per tenere 20 cassette di arance fa parte della valutazione del deal!)

Unica pecca di fruizione del servizio: il pagamento può essere fatto solo con vaglia postale.
Pecca tecnologica: con Firefox non si vede la sigla introduttiva al sito e bisogna passare direttamente dalle sezioni interne ("grazie Google" anche questa volta).

UPDATE - in effetti il costo è di 6 euro al chilo, non proprio convenientissime :-)

Pane al pane, vino ai blogger
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: E-commerce | Data: Giovedì, 3 Agosto 2006 

compagnia_cavatappi.gifLeggo su Pandemia dell'interessante iniziativa de "La Compagnia del Cavatappi".

Sul sito viene data la possibilità di recensire i prodotti e di votarli.
In generale il sito mi sembra ben fatto, i prodotti sono di un certo livello ma i prezzi abbordabili, al contrario di altri competitor. Si paga con PayPal.
Mi sembra ben fornita la sezione vini, interessante quella dei prodotti tipici, anche proveniente da altre nazioni. Non posso non segnalare poi la gassosa al caffè.

In ogni caso l'idea di "ricompensare" la recensione da parte dei blogger con un buono acquisto mi sembra ottima e decisamente 2.0.
Una volta ricevuti i prodotti completerò il post con una critica specifica.

Ah, ovviamente c'è anche il blog :)

Netcomm 06 – The Italian eCommerce Forum
Autore: Andrea.Boscaro | Categoria: E-commerce | Data: Martedì, 4 Luglio 2006 

Anche quest'anno l'ecommerce B2C italiano confermerà la sua straordinaria crescita e raggiungerà i 4 miliardi di euro di giro d'affari (+ 45% rispetto al 2005, stima Netcomm - Politecnico di Milano): un risultato notevole con tante luci e qualche ombra.

A brillare è soprattutto il record di ordini che sono aumentati del 55% con una leggera discesa del valore dello scontrino medio. Insieme all'utilizzo della carta di credito ormai impiegata nel 70% degli acquisti, questo dato conferma una diffusione massiccia presso gli utenti fedeli: tutti gli altri sono pronti per essere conquistati.

Le ombre. Il riscontro sui media, quasi sempre sfavorevole, in primo luogo.
E poi la concentrazione: nonostante la crescita di comparti ad elevato tasso di competizione quali l'informatica e l'elettronica di consumo, gli operatori top (soprattutto pure Internet player) la fanno da padrone con poche nuove entrate di grandi aziende capaci, grazie al loro marchio ed alla loro capacità di investimento, di aprire nuovi spazi sia dal lato della domanda che dal lato dell'offerta.

I negozi online stanno dimostrando di saper cogliere le sfide del web marketing e del servizio al cliente: ci auguriamo riescano sempre di più a competere anche nel contesto internazionale. Allora potremo davvero affermare con piena ragione che l'e-commerce è una risorsa importante per il nostro sistema Paese.

Puoi scaricare il report qui (bisogna prima registrarsi).

Google Checkout è attivo
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: E-commerce | Data: Giovedì, 29 Giugno 2006 

google_checkout.gifE alla fine arrivò: Google Checkout ha visto la luce, dopo mesi di rumors e nomi inventati (Gbuy, Gwallet ecc.).

La dichiarazione di Salar Kamangar, vice president of product management di Google, diramata da Google Press è la seguente:
"By integrating the checkout process with search and advertising, we're helping our users complete the cycle of searching, finding and buying. In the offline world, shoppers don't tolerate long lines and tedious data entry just to buy something. They shouldn't have to in the online world either. Google Checkout simplifies and improves the online purchase experience for both consumers and merchants."

Fin da subito quindi è chiaro che si punta, come per tutti gli altri prodotti, all'integrazione. Infatti per ogni $ speso su AdWords puoi processare 10 $ di ordini sul tuo shop. La tariffa "normale" è invece del 2% + 0,20 $ (tariffe PayPal: 1,9% + 0,35 €).
Il cerchio si chiude: spendo i soldi su AdWords per portare utenti al mio negozio e ottengo il software di pagamento potenzialmente gratis (1.000 $ di spesa, 10.000 $ di transazioni free).

I negozi che già lo utilizzano sono diversi, anche grandi, come Buy.com (screenshot), Starbucks, Timberland, Levi's, Dockers, Blufly, eCost, uBid ecc.

Al momento non ho altro da aggiungere. Sono un utente PayPal e lo trovo un servizio veramente ottimo. Staremo a vedere se e come reagirà a Google Checkout.
Google ha dalla sua tutti gli iscritti di Gmail (ma anche quelli di AdWords: ovviamente i dati del profilo sono gli stessi per tutti i servizi) mentre PayPal moltissimi ebayers: bella gara!

eBay... sul naviglio!
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: E-commerce | Data: Mercoledì, 21 Giugno 2006 

venduto_ebay.JPGL'altra sera tornando a casa ho visto, proprio sul naviglio, un nuovo negozio, con il logo eBay sull'insegna.
Ovviamente non ho potuto evitare di fermarmi ed entrare.

Si tratta di Venduto!, un assistente alla compravendite su eBay.
In pratica tu porti fisicamente l'oggetto al negozio e loro te lo mettono all'asta su eBay, fanno le foto, gestiscono i feedback e tutto il resto.

Se non sbaglio in UK e in US ci sono altre iniziative come questa, ma in Italia credo siano i primi. L'idea è molto buona, considerando che sempre di più si sente parlare di eBay anche "offline".
In fondo chi non ha qualcosa di cui vuole disfarsi ma non sa come fare? Chi ha un PC, una connessione e un po' di dimestichezza con la fotografia digitale può anche fare da solo, senza dubbio, ma credo che il loro target sia ampio.
La chiave mi sembra il fatto di poter utilizzare il marchio eBay, che non è poco.

Ho già visto anche qualche loro pubblicità su free press, che mi sembra un mezzo perfetto per raggiungere il loro cliente tipo.

Nei prossimi giorni ci sarà l'inaugurazione ufficiale, quindi probabilmente avrò più dettagli da condividere.

Price comparison anche... senza comparison!
Autore: Andrea.Boscaro | Categoria: E-commerce | Data: Martedì, 23 Maggio 2006 

Talvolta si guarda ad un motore di ricerca per lo shopping online, come Lycos Shopping o Trovaprezzi, come un mero comparatore di prezzi. Questo può indurre i merchant a valutare la convenienza di una propria presenza su tali siti solamente in base al fatto se vi siano diretti concorrenti già online.

Mi permetto di fare una riflessione sul tema. Il meccanismo di comparazione è certamente un importante fattore di aumento della conversione post-click: più offerte, per uno stesso prodotto, sono a disposizione dell'utente più elevata è la probabilità che il potenziale cliente visiti solamente il sito che ha messo in campo l'opportunità più attraente (non solo per il prezzo).

In realtà però vale anche un'altra dinamica. Chi vende articoli che, per loro natura o per l'evoluzione attuale del mercato, sono pressoché senza concorrenti non trae per questo minori benefici dall’essere presente su un comparatore. Anzi. Semplicemente questo esercente la farà da padrone nella propria categoria merceologica e godrà della possibilità di raggiungere milioni di navigatori Internet che si affidano ai canali shopping per avere informazioni ed offerte: non vi sarà comparazione con offerte concorrenziali, ma neanche la relativa pressione sui prezzi e sui margini. C'è davvero poco da perdere quindi visto che il modello è quasi sempre a cost-per-click, a fronte di molto da guadagnare: utenti che potrebbero essere interessati proprio a quel bene e che non avrebbero saputo trovare altrimenti il sito del merchant o che semplicemente si fidano di più quando vi accedono da portali già conosciuti ed apprezzati.

Movie download: strane politiche di pricing
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: E-commerce | Data: Venerdì, 19 Maggio 2006 

H2odioVisto che il download di musica in un modo o nell'altro si sta avviando al successo è normale che anche le major cinematografiche si avvicino (lentamente e con prudenza eh!) al web come strumento di distribuzione.

Due notizie che ho letto nei giorni scorsi mi lasciano però un po' perplesso circa le politiche di pricing e di fruizione adottate:

Il nuovo film di Alex Infascelli, H2Odio, uscirà direttamente in DVD e sarà scaricabile dai siti Repubblica/L'Espresso.

Il download costa 4,90 € (la visione al cinema, di mercoledì, costa 5 € se non sbaglio), che già mi sembra altino come prezzo, considerando che:

L'acquisto dei diritti ti permette di vedere il film direttamente sul monitor del PC, con Windows Media Player versione 9 o superiore.

Inoltre:

Dopo aver scaricato il film, per vederlo dovrai attivare la licenza (solo la prima volta) che verrà installata sul PC utilizzato per la visione.
Per il download del film e per attivare la licenza bisogna essere connessi ad Internet, una volta completato il download non sarà più necessaria la connessione per vedere il film.

Ma non solo:

La licenza ti consente di vedere il film fino a 6 volte, inclusa la prima.

Infine:

È possibile effettuare il pagamento esclusivamente se maggiorenni, residenti e connessi ad Internet in Italia, a San Marino e nella Città del Vaticano, titolari di carte di credito VISA o MASTERCARD.

Sono solo io a considerare assurdo spendere 5 € per scaricare un film che puoi vedere solo sul PC e solo con Windows Media Player, non puoi vedere più di 6 volte (!) e per il quale devi attivare una licenza?


Seconda notizia: leggo su Speedblog che Vivid enterteinment consentirà il download dei propri film a... 19,95 dollari! Inoltre un sistema proprietario impedirà di masterizzare i DVD.

Ci metteranno ancora molto?

eBay: meno aste e più e-commerce
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: E-commerce | Data: Lunedì, 15 Maggio 2006 

eBay ExpressTrovo su Master New Media due interessanti novità che riguardano eBay.

La prima è eBay Express, che permette di utilizzare eBay come fosse un normale sito di e-commerce, con tanto di carrello.
In pratica riunisce tutti gli oggetti acquistabili a prezzo fisso da venditori "trusted", ovvero con feedback oltre il 97%.
Devo dire che grafica (non proprio la parte migliore di eBay...) e organizzazione delle categorie e del carrello sono ottimi.

Tra l'altro in questo modo è possibile effettuare un unico pagamento (con PayPal ovviamente).
All'inizio mi sono detto "se fossi un sito di e-commerce sarei preoccupatissimo", ma in realtà per un sito di e-commerce è una manna: a costi limitati è possibile dare visibilià ai propri prodotti presso un target amplissimo e in gran parte diverso da quello reperibile sui vari motori di price comparison.

Un'altra novità molto 2.0 è RSS Auction, che permette di ricevere via RSS feed da eBay (e anche Buy, Books.com e Half.com) customizzati in base all'oggetto e/o al venditore.

Infine qualche dato di una ricerca commissionata proprio da eBay a TnS Infratest Italia sul commercio elettronico in Italia.
In particolare mi ha impressionato il fatto che su eBay in Italia si venda un lettore DVD ogni 45 secondi, un oggetto informatico ogni 18 e un oggetto di moda ogni 12...
Sarebbe interessante vedere la ricerca nel suo insieme e poter analizzare i dati.

Il quadro che ne esce comunque è che eBay è in questo momento in Italia, vista la frammentazione e la numerosità dei player del settore, un punto di riferimento difficilemente arrivabile.
Non vorrei sembrare troppo pre-bolla, ma credo che la chiave sia la community... sì, l'ho detto :)

Database curato, prima di tutto
Autore: Andrea.Boscaro | Categoria: E-commerce | Data: Giovedì, 11 Maggio 2006 

Secondo la recente ricerca di Sems/Nextplora 2006 sull'impatto dei motori di ricerca nelle decisioni d'acquisto, i comparatori come Kelkoo o Buycentral vengono visitati frequentemente dal 27% degli utenti mentre il il 45% degli intervistati li ha visitati più volte. Normale che i siti di commercio elettronico sempre di più si avvalgano dell'indicizzazione su questi siti per presentare le proprie offerte.
Il confronto con gli altri mercati europei - oltre alla proporzione molto più ridotta degli utenti Internet che comprano online ed allo scontrino medio inferiore (si vedano a questo proposito le recenti ricerche dello Eiaa) - dimostra però che l'attenzione posta dagli shops a curare il database che ci viene fornito è purtroppo molto più limitata.
Un motore di comparazione, per il suo dna, mette in competizione i siti di commercio elettronico non solo su prezzi e condizioni di vendita praticate, ma anche sulla capacità di presentare bene il proprio prodotto: immagini ben definite, descrizioni accurate e comprensibili, reali disponibilità della merce, sincronizzazione dei prezzi sono elementi necessari non solo perchè le proprie offerte siano cliccate, ma perché la conversione post-click sia di buon livello. Peraltro, nel caso di prodotti tech, la messa a disposizione dei codici EAN agevola anche il bundling delle offerte con schede tecniche come quelle fornite da Cnet incrementando così le informazioni che l'utente può raccogliere prima di effettuare il click.
Stiamo sicuramente tutti migliorando sotto questo aspetto, ma è davvero il momento di prestare la giusta attenzione per liberarci da ogni possibile freno alla crescita del nostro mercato.

Legal Jeans. Ordem e regresso.
Autore: Federico.Riva | Categoria: E-commerce | Data: Venerdì, 5 Maggio 2006 

jeans.jpgNon ho il tempo di scrivere un post lungo sull'argomento (che meriterebbe per le sue caratteristiche di stravaganza e assurdità, una particolare attenzione (me ne occuperò sicuramente in maniera più approfondita in seguito), ma non voglio perdere l'occasione di anticipare il più possibile il fallimento di una iniziativa che ha intrapreso da qualche settimana la società per la quale ho lavorato circa 5 anni, ovverosia: Godado Italia S.r.l..

Prima una breve introduzione storica; poco prima del natale del 2005, gli amministratori e proprietari di Godado, Diego Ratti e Pietro Cassago, hanno deciso di 'licenziarmi'. Il termine non è corretto perchè io non ero assunto come dipendente, ma come consulente che 'de facto' svolgeva funzioni di dirigente e sostituiva i signori in questione in tutte le attività durante le loro assenze per motivi di svago o di lavoro.

Ho cominciato a lavorare in Godado nel febbraio del 2000 e ho visto crescere e decrescere e poi ancora crescere e poi decrescere questa societá tante volte, e tante volte l'ho risollevata dalla cattive acque in cui stava versando. Ho sempre pensato che il mio contributo fosse e fosse stato importante, ma mai come ora mi accorgo di quanto sia vero.
La dimostrazione di quanto dico sono le iniziative intraprese dalla Godado Italia S.r.l.

In primis, l'iniziativa di TeleGodado, ovverosia l'idea di dare vita a una televisione online sfruttando un netwok cinese. L'iniziativa, intrapresa solo da qualche sito di calcio mesi e mesi prima e da nessun altro è stata poi repentinamente eliminata in un week-end, quando siti più noti di Godado erano finiti nel mirino della Guardia di Finanza. Il fatto che l'iniziativa di Telegodado.com sia stata un clamoroso flop non ha però impedito agli amministratori e manager di Godado di intraprendere un'altra intrapesa, ovverosia di dedicarsi allo shopping online.

Più precisamente:

- allo shopping online
- allo shopping online di abbigliamento
- allo shopping online di abbigliamento per donna
- allo shopping online di abbigliamento per donna di jeans
- allo shopping online di abbigliamento per donna di jeans con strass
- allo shopping online di abbigliamento per donna di jeans con strass di una marca brasiliana (il Brasile è noto per i prodotti di abbigliamento)
- allo shopping online di abbigliamento per donna di jeans con strass di una marca brasiliana di una ditta sconosciuta in Italia (e anche in Brasile)
- allo shopping online di abbigliamento per donna di jeans con strass di una marca brasiliana di una ditta sconosciuta in Italia (e anche in Brasile) che costano come dei Levi's e in alcuni casi come dei capi di Dolce & Gabbana

- allo shopping online di abbigliamento per donna di jeans con strass di una marca brasiliana di una ditta sconosciuta in Italia (e anche in Brasile) che costano come dei Levis e in alcuni casi come dei capi di Dolce & Gabbana nel mercato morto dell' e-commerce italiano, che preoccupa anche società che normalmente possono permettersi di stare in perdita per anni, prima di andare in mol (margine lordo operativo) positivo
- allo shopping online di abbigliamento per donna di jeans con strass di una marca brasiliana di una ditta sconosciuta in Italia (e anche in Brasile), che costano come dei Levis e in alcuni casi come dei capi di Dolce & Gabbana, nel mercato morto dell e-commerce italiano che preoccupa anche società che normalmente possono permettersi di stare in perdita per anni prima di andare in mol positivo, puntando sull abbigliamento che è uno dei settori meno floridi dell'ecommerce italiano, e che presenta innumerevoli problemi di resi, di taglie sbagliate, di capi difettati etc...

- allo shopping online di abbigliamento per donna di jeans con strass di una marca brasiliana di una ditta sconosciuta in Italia (e anche in Brasile) che costano come dei Levis, e in alcuni casi come dei capi di Dolce & Gabbana, nel mercato morto dell' e-commerce italiano che preoccupa anche società che normalmente possono permettersi di stare in perdita per anni, prima di andare in mol positivo, puntando sull'abbigliamento che è uno dei settori meno floridi dell'ecommerce italiano e che presenta innumerevoli problemi di resi, di taglie sbagliate, di capi difettati etc, senza avere pensato minimamente a produrre un sito indicizzabile da uno qualsiasi dei motori di ricerca utilizzati in Italia

- allo shopping online di abbigliamento per donna di jeans con strass di una marca brasiliana di una ditta sconosciuta in Italia (e anche in Brasile) che costano come dei Levis e in alcuni casi come dei capi di Dolce & Gabbana, nel mercato morto dell'e-commerce italiano che preoccupa anche società che normalmente possono permettersi di stare in perdita per anni prima di andare in mol positivo, puntando sull'abbigliamento che è uno dei settori meno floridi dell'ecommerce italiano e che presenta innumerevoli problemi di resi, di taglie sbagliate, di capi difettati etc, senza avere pensato minimamente a produrre un sito indicizzabile da uno qualsiasi dei motori di ricerca utilizzati in Italia, utilizzando un nome a dominio che per chiunque non sappia il portoghese brasiliano significa legale e non cool o 'fico' come si direbbe in Italia.

Non mi ricordavo che nella ragione sociale di Godado Italia S.r.l. fosse possibile vendere prodotti (jeans, frutta o altro), ma sicuramente non capisco come sia possibile che, delle persone che hanno lavorato per anni in internet e che hanno avuto anche modo di conoscere persone e società, capaci di sfruttare in qualche modo i pochi spazi di crescita imprendioriale che permette il web italiano, non abbiano capito che non è sufficiente avere una fidanzata brasiliana, un padre che produce
tessuti e un altro padre che produce mobili (e che dovrebbe occuparsi del packaging dei jeans brasiliani) per avere successo in un mercato difficilissimo come quello dell'ínternet italiano, che lascia spazio concreto solo a società che, non solo si occupano di vendere prodotti sensati (hi-tech, libri e tutto quello che non comporta un rapporto emozionale o problematico
- come le taglie, la qualità dei tessuti etc...).

Nessuna attenzione al naming del sito o del prodotto, nessuna attenzione all'índicizzazione del sito stesso (che è per l'appunto non indicizzabile nella sua struttura attuale), nessuna attenzione alle più elementari norme di analisi della concorrenza e del mercato presente nel paese dove si opera (anche se i jeans legali si vendono anche all'estero), mi fanno pensare che veramente Internet sia un mercato più difficile del previsto, e che molto del dramma che internet ha vissuto e sta vivendo ora, sia dovuto a inziative sbalestrate come questa, che fanno allontanare i veri imprenditori da Internet (mostrando loro continui insuccessi) e fanno sì che se ne allontanino anche le persone (programmatori, grafici, commerciali) più capaci.

Tutti sanno che le donne amano acquistare i prodotti di abbigliamento nei negozi fisici e non virtuali, non solo per motivi pratici (e, vedendo i prezzi, direi anche economici), ma anche perché per le donne, come anche per alcuni uomini, è fondamentale un approccio emotivo, con il negozio stesso, con la commessa che viene ripetutamente subissata di richieste notoriamente non realizzabili, con il fidanzato o il marito che aspetta fuori fumando e guardando dalla vetrina come sta con il nuovo vestito.

Che senso ha vendere prodotti che probabilmente si trovano simili nel mercato sotto casa (non ho acquistato per vedere e forse non ha acquistato nemmeno qualche dipendente d Godado stessa)? Che senso ha mettersi in concorrenza (si licet) con leader come Yoox, che vendono solo prodotti di marche conosciute e apprezzate e che puntano, pur nelle difficoltà del mercato e pur investendo grosse cifre, solo a prodotti che sono difficilmente trovabili (ma che sono desiderati) in molte parti del nostro e soprattutto di altri paesi?

Ora vivo in Thailandia e non posso che ringraziare Godado Italia S.r.l., nelle persone dei suoi lungimiranti amministratori di avermi permesso di vivere questa esperienza. Forse troverò una fidanzata thailandese, magari recuperata in qualche 'bar' del posto e mi dedicherò a vendere massaggi. Ovviamente, massaggi online.

Anche gli ISP nel loro piccolo si incazzano
Autore: M. Bancora | Categoria: E-commerce | Data: Venerdì, 28 Aprile 2006 

logoasso_sm.gifCome scrissi qualche tempo fa, il decreto che prevede l'oscuramento dei siti di scommesse e di gioco d'azzardo ha sollevato giustamente tanti dubbi a diversi livelli.

C'è stato un ricorso di un operatore stranierio che però non aveva i titoli per farlo e che ha scelto un tribunale non idoneo. Inutile dire che gli operatori italiani che godono del monopolio a scapito dei cittadini italiani, hanno esultato: "ve l'avevamo detto che il blocco è legale ed è sano per i nostri conti".

Un altro operatore (Astrabet) ha presentato ricorso presso un tribunale civile, vincendo la causa, ma ciò non ha impedito che il proprio dominio continuasse ad essere oscurato. Nonostante nella sentenza si legga che siamo di fronte ad un precedente utile anche per altri operatori, AAMS ha dichiarato che si tratta di una "mosca bianca"!

Ora anche gli ISP si sono stancati di questa norma che impone loro di svolgere le funzioni del censore ed hanno fatto ricorso al TAR del Lazio attraverso Assoprovider. Vi lascio leggere quanto scritto nell'articolo apparso su Repubblica. Il concetto non cambia: il blocco dei siti è una limitazione della nostra libertà.

RSS per l'e-commerce: CHL fa il primo passo
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: E-commerce | Data: Martedì, 14 Febbraio 2006 

toolbar_chl.JPGUn po' di tempo fa Max aveva segnalato l'utilizzo degli RSS da parte di Tesco per avvertire gli utenti delle nuove promozioni. Negli Usa i feed RSS sono già utilizzati per esempio da Buy.com.
In Italia il primo sito di e-commerce a provarci è CHL (che ha avuto il merito, tra gli altri, di riunire noi imloggers :)), che ha rilasciato proprio oggi i feed relativi al catalogo: è possibile ricevere gli aggiornamenti su tutto il catalogo, appunto, oppure sui nuovi prodotti di specifici reparti e sottoreparti.

CHL, che sfoggia una nuova toolbar in puro stile Amazon, è sempre stata pioniera nei nuovi servizi relativi all'e-commerce, al di là della storia societaria dell'azienda.

Chiaramente tutto sta nel valutare quali possono essere l'impatto e l'utilità di questa operazione.
Premesso che non sempre il ROI è calcolabile, in questo caso sarà per forza positivo, considerando che il costo, al di là dello sviluppo iniziale, è tendente a zero.
Il target poi è quello giusto, ovvero gli "smanettoni". Non dubito quindi del fatto che molti utenti proveranno il servizio da subito, magari proprio per essere i primi e poi lamentarsi sul forum, in puro stile community :)

I problemi dell'e-commerce italiano sono ben altri e ben più gravi, come sappiamo, ma di sicuro qualche novità e qualche strumento che contribuisca a migliorare il rapporto con il cliente sono sempre da accogliere in modo positivo.

Magari tra qualche settimana chiederemo a CHL un po' di dati per valutare il successo dell'inziativa.

Ecommerce made in Trentino
Autore: Elisabetta.Oldrini | Categoria: E-commerce | Data: Venerdì, 27 Gennaio 2006 

multipot.jpgDopo aver vagliato oggetti utili e inutili, ho deciso che uno dei regali che avrei fatto questo Natale sarebbe stato un oggetto molto innovativo e pensato per chi non fa a meno di tecnologie ad uso personale (cellulare, palmare, iPod). Un oggetto che continuavo a veder pubblicizzato in riviste e giornali: la lampada-multipresa Multipot di Rotaliana.

Non avendo tempo di andare per negozi a cercarla, sono andata sul sito sperando di poterla comprare online. Niente da fare. Solo foto, decrizioni e l'elenco dei rivenditori; purtroppo, nella mia città, di rivenditori nemmeno l'ombra. Googolando la lampada per vari siti, scopro che la posso comprare da un sito americano, ma pagandola il 50% in più e con aggiunta di spese di spedizione . Abbandono l'idea e posticipo lo shopping natalizio all'ultimo minuto.

Ritorno sul sito il 17 dicembre, sabato, per rivedere l'elenco dei rivenditori più vicini rassegnata ad una lunga trasferta per acquistare l'oggetto del desiderio, ma con mia somma gioia è apparsa la sezione ACQUISTA ONLINE. Detto, fatto, lascio i dati, numero di carta e clic. Niente spese di spedizione e in due giorni lavorativi, ovvero il 20 dicembre la lampada arriva a domicilio! Bella e funzionale e pronta per andare sotto l'albero.

Ora, a parte il fatto che i colleghi di lavoro mi hanno preso in giro per una settimana dicendo che una volgare ciabatta multi-presa avrebbe fatto lo stesso effetto (non capite niente di design, figli del Brico Center!) e mi sarebbe costata quindici volte meno (si ma immaginatevi la sua espressione una volta aperto il regalo...), voglio sottolineare l'efficienza della ditta trentina nel loro approccio con il commercio online, un form semplice, condizioni di vendita chiare e sintetiche e un servizio impeccabile. Il dubbio che la velocità sia dovuta anche alla poca richiesta rimane, ma non importa, come consumatore l'esperienza è stata ottima e ora se devo pensare a dove comprare le lampade di casa, uno dei primi brand che mi verranno in mente è Rotaliana.

Scommesse online: leggi made in China
Autore: M. Bancora | Categoria: E-commerce | Data: Venerdì, 13 Gennaio 2006 

cavalli.jpgNon scriverò di prodotti realizzati o copiati utilizzando manodopera a basso costo, ma di una legge che è stata approvata dal parlamento italiano, contenuta nella recente Legge Finanziaria. Si tratta di una legge che dovrebbe impedire a coloro che utilizzano un provider italiano (Alice, Tiscali, Fastweb, …) di connettersi con operatori di scommesse e di gioco d’azzardo privi della licenza per operare sul mercato italiano. Una legge che ha tutte le caratteristiche per essere ricondotta al regime di Pechino dove la censura di siti Web e di giornalisti poco allineati colpisce con una certa frequenza.

La nuova legge prevederebbe una sanzione per i provider che non dovessero bloccare l’accesso a questi siti; uso il condizionale perchè ad oggi nulla di tutto ciò è stato messo in pratica nonostante la norma sia entrata in vigore il 1 gennaio 2006. La multa per i provider inadempienti è abbastanza salata, arriva a 180.000 Euro. I clienti dei siti in questione non rischiano nulla: la Comunità Europea attraverso la sentenza Gambelli ha già sancito la liceità per i cittadini italiani di utilizzare i servizi presenti in altri paesi CEE utilizzando internet come canale di comunicazione.

Ovviamente gli operatori internazionali si sono coalizzati per chiedere un intervento della Comunità Europea in quanto la normativa è chiaramente in contrasto con una delle norme fondamentali su cui si regge la CEE ossia la libera circolazione di beni e servizi al suo interno.

Ma gli altri paesi cosa stanno facendo? Stanno detassando il settore! Ma come? Detassano i mercati delle scommesse sportive, per esempio, perchè l'aumento del valore delle scommesse generato dalla maggiore convenienza (una tassazione più bassa porta a delle quote più interessanti) compensa il minor introito diretto e rende il mercato ancora più interessante per il cliente finale.

In Italia invece un po’ per l’incapacità di chi governa questo settore (l’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, AAMS) e un po’ per la pigrizia di rivoluzionare un settore che versa in condizioni pietose (l'ippica in particolare), qualcuno ha ben pensato di utilizzare la strada più semplice intervenendo sul mezzo anziché studiare alternative sensate dove è il mercato globale a stabilire l'offerta.

La scorsa settimana il Sole 24 Ore ha pubblicato una interessante ricerca secondo cui il mercato dei giochi in Italia rappresenti la quarta industria per valore dopo l’industria del petrolio, delle auto, dell’energia elettrica e delle telecomunicazioni con 27,7 miliardi di Euro di fatturato nel 2005, dove le scommesse sportive sono il comparto maggiormente in crescita. Che sia il caso finalmente di gestire questo mercato con professionalità?

Google Video: c'è sempre una prima volta
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: E-commerce | Data: Martedì, 10 Gennaio 2006 

google_video.JPGNon sono certo il primo a dare la notizia dell'inaugurazione del servizio di e-commerce di Google Video, che permetterà di acquistare le partite NBA, le puntate dei serial della CBS e altro ancora man mano che procederanno gli accordi con la major.

Il sito è basic, come sempre, accompagnato anche da un bel blog, come ormai ogni prodotto della grande G.
La ricerca dei video è di default mista, free e pay, con la possibilità di rifinirla anche per dimensione del file (ma non per prezzo, per esempio).

Nulla da dire quindi sulle modalità del servizio e tutto il resto. L'aspetto però sul quale vorrei soffermarmi è un altro: è la prima volta, se ricordo bene, che Google vende qualcosa direttamente all'utente dei propri servizi e si fa pagare.
Nulla di male per carità, non voglio stare qui a parlare di "perdita dell'innocenza" o cose simili. Però mi sembra una svolta non da poco per i ragazzi di Mountain View.
Sono solo io a vederla come una cosa molto poco Web 2.0?

Chiariamo, non sono nè scandalizzato, nè deluso, nè altro, mi chiedo solo perchè e in che modo si sia maturata questa scelta per certi versi innovativa nel mondo Google. E' un cambio di rotta o solo un episodio? Arriveranno altri servizi "pay", tipo Gmail da 10GB, mappe personalizzate, ricerche targettizzate e così via?

Lo ammetto, un passaggio from free to fee di Google mi metterebbe in crisi non poco :)

Babbo Natale in UK è un po' affannato
Autore: M. Bancora | Categoria: E-commerce | Data: Giovedì, 15 Dicembre 2005 

ftcris.gifIn prima pagina del Financial Times di oggi: "Retailers reel at online surge". Le versioni online dei supermercati inglesi quest'anno non saranno in grado di servire tutte le richieste dei clienti. I numeri come sempre, quando si parla di questo mercato, sono impressionanti.

Sainsbury, per esempio, nonostante abbia offerto il 30% di slot di consegna in più rispetto agli altri periodi dell'anno, non sarà in grado di soddisfare tutte le richieste: il 75% di questi slot è stato prenotato nella prima settimana in cui il sito ha reso disponibili le prenotazioni.

Le previsioni dicono che 24 milioni di inglesi tra novembre e Natale spenderanno €7,5 miliardi (l'anno scorso spesero "solo" 5 miliardi di euro). Il comparto del grocery assorbirà il 17% di questo fatturato.

Tesco dichiara che rispetto all'anno scorso le consegne settimanali sono passate da una media di 170.000 a 200.000 e i 1.500 furgoncini che scorazzano per le strade inglesi, sono al limite della capacità di consegna.

Anche i 6.000 tacchini che saranno consegnati da Ocado nel periodo natalizio, sono l'ennesima dimostrazione della maturità di questo mercato che viaggia ad una velocità e con risultati che lasciano sempre un po' di amaro in bocca se pensiamo a quello che sta o non sta accadendo nel nostro bellissimo paese.

Carta di credito: siamo ancora li'...
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: E-commerce | Data: Martedì, 30 Agosto 2005 

nike_newsletter_small.JPGMax, il 5 marzo 2004, aveva scritto un post dal titolo "La carta non ha ancora credito". Ad un anno e mezzo di distanza e' abbastanza desolante constatare che, in Italia, siamo ancora a qual punto.

Ho appena ricevuto una newsletter di Nike (cliccate sull'immagine per vederla) in cui, oltre all'ovvia promozione del prodotto, campeggia una bella scritta in evidenza che comunica la possibilita' di pagare online con bonifico bancario!

Siccome Nike lavora molto bene sul web e dubito faccia queste cose a caso, deduco che questa decisione di marketing sia maturata in seguito ad una valutazione seria del comportamento dei loro utenti, che evidentemente ancora non si fidano della forma di pagamento piu' logica e comoda.

Non ho voglia di riparlare delle solite questioni trite e ritrite, ma non mi e' mai capitato di vedere nessuno che al ristorante chiede di poter pagare con bonifico o si faccia scrupolo a lasciare la carta al cameriere.

E' da prima del 2000 che si parla di queste cose e davvero i passi avanti sono pochi: evidentemnete questa mancanza di cultura non si riesce a colmare. E di sicuro la soluzione non e' nella carte prepagate o in sistemi come Bankpass e simili.

SKYPE è entrata nel marketing
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: E-commerce | Data: Lunedì, 11 Luglio 2005 
free_skypeout_day.gif

SKYPE è un'azienda da prendere a modello per diversi aspetti: nasce da un'idea geniale ma tutto sommato non di difficile realizzazione; è riuscita a creare un brand forte e "cool" con poche spese e molto passaparola; ha trovato il giusto mix tra free e fee; ha un corporate blog ben fatto e lo sa usare; ha creato una community di utenti/clienti.

Ma anche le idee geniali hanno bisogno del marketing!

L'iniziativa promozionale che attualmente Skype sta lanciando sul proprio sito e sul proprio blog sono i Free SkypeOut Days: giorni "speciali" durante i quali gli utenti registrati avranno la possibilità di redimere un credito per 10 minuti di telefonate gratis verso telefoni fissi e cellulari (le chiamte Skype-to-Skype sono sempre gratis, e lo rimarranno, a sentire loro).

Considerando che gli utenti di Skype in tutto il mondo sono nell'ordine dei milioni la cosa non è di poco conto. E ovviamente questo più che un regalo agli utenti già registrati è una call-to-action (utlimamente abuso di questo termine...) per i potenziali nuovi utenti.

Quello che mi piac edi più è, come anche per Google, il tono, ovvero il registro che utilizzano per relazionarsi agli utenti:

We wish every day could be a Free SkypeOut Day, but that would make us bankrupt. So our accountant says we can have 4 of them this month

On Free SkypeOut Days you will find a “get a free Skype gift” button on your account page. Click on it before it disappears at the end of the day. Then, ‘hey presto’, you’ll be able to claim your SkypeOut credit. It’s our little gift to you. We hope you like it

Probabilmente la concorrenza si fa serrata, essendo il VoIP il settore caldo del momento, e quindi Skype cerca di acquisire nuovi clienti e di fidelizzare il più possibile gli attuali. Beh, che dire, la strada sembra quella giusta!

Happy birthday Amazon
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: E-commerce | Data: Venerdì, 8 Luglio 2005 
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Il 16 luglio Amazon festeggia 10 anni di attività, e lo fa in grande stile!

Il main event è un concerto che verrà trasmesso in streaming sul sito a partire dalle 5 del pomeriggio con Bob Dylan e Norah Jones.
E' stata poi predisposta un'area dedicata ai best-selling authors con cententui speciali e interviste in esclusiva.
Alcuni fortunati clienti poi si sono visti recapitare i loro pacchi da personaggi famosi: un tizio che ha ordinato un paio di scarpe dell'Adidas ha aperto la porta e ha trovato Anna Kournikova; una ragazza che ha acquistato il cofanetto con i DVD della serie "Sex & the city" ha ricevuto il pacco nientemeno che da Mr. Big (alias Chris Noth).
E infine non poteva mancare la call to action: chi creerà una nuova wish list tra il 7 e il 16 luglio avrà la possibilità di vincere tutti i prodotti in essa contenuti (fino ad un valore di 5.000 $)!

Come festeggiamento non mi sembra male. Pochi giorni fa avevo criticato il restyling della toolbar, ora "torno all'ovile" e faccio tanti auguri al miglior sito di e-commerce del mondo!

Anche Amazon come IMlog...
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: E-commerce | Data: Venerdì, 17 Giugno 2005 

amazon_toolbar.gifAnche Amazon come IMlog ha deciso di rifarsi il look :)
Forse arrivo tardi, me ne sono accorto solo oggi. E, sarà che sono indaffarato con la grafica di IMlog (ancora work-in-progress) e quindi sono maggiormente sensibile a questi aspetti, ma... lo dico sottovoce: non mi piace tanto.

O meglio, la grafica mi piace, il nuovo colore anche, l'integrazione con la ricerca A9 pure, ma c'è una cosa che secondo me è molto grave: il logo solo nel tab della toolbar.
Guardando la pagina non riesco a scacciare la sensazione che manchi un pezzo, e quasi mi viene da