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Anche Google si converte a pay-per-action (beta)
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Web Marketing | Data: Mercoledì, 21 Marzo 2007 
google_payperaction.jpg

Pare proprio che anche i ragazzi di Mountain View abbiano deciso di sondare il terreno riguardo alle meravigliose potenzialità del pay-per-action.

Il procedimento è chiaro, limpido e lineare.

"Pay-per-action ads complement your current campaigns by providing a new pricing model that extends your reach and allows you to pay only when a defined action is completed on your site. This beta feature is currently available to AdWords advertisers in the United States on a limited basis as part of our beta test."

Ci vedo diversi messaggi:
- questo tipo di modello complementa e non sostituisce le campagne pay-per-click: scordatevi non di non pagarli più
- iniziamo piano piano (più sotto si legge " We'll add advertisers slowly over the next few months.") e vediamo come va: se non ci conviene com'è nato muore
- è in beta: non rompeteci le scatole se non tutto funziona come dovrebbe

Anche se in realtà la notizia dovrebbe gettarmi nel panico ritengo invece che sia solo positivo per il mercato, del pay-per-action in particolare ma dell'online in generale.
Vuoi vedere che visto che lo fa Google quale investitore apre gli occhi? :)

Commenti

la mia interpretazione e' banale. Google guadagna poco dagli adsense perche' gli inserzionisti ottengono pochi risultati da questo strumento. Quindi la soluzione e' switchare al CPA e aprire nuove possibilita'. E' vero che magari non si potranno accettare o rifiutare le actions generate (btw anche blasonate agenzie italiane che lavorano sul CPA lo impediscono...), ma il problema e' analogo a quello del click fraud: si abbassa il valore della action per rientrare delle frodi, come gia' accade per il CPC.

Inviato da: Paolo @ 27.03.07 16:27

Massimo, però tieni conto che quel 10/20% di affiliati che genera l'80/90% delle revenues ha delle esigenze che vanno molto al di là dell'automatizzazione e necessitano di un supporto costante e qualificato. Non vedo nel breve periodo la possibilità nè la volontà da parte di Google di fornire questo tipo di servizio.
Sicuramente potrà sfruttare la long tail molto meglio di quanto possano fare gli attuali player del mercato dell'affiliazione, questo sì.
Tieni conto però che con il pay-per-action non potranno tenere segreta la commissione che va all'affiliato ;-)

Inviato da: Matteo.Balzani @ 27.03.07 14:09

Ciao Michele,

io sono abbastanza convinto (tuo 2° punto) che Google sarà in grado di automatizzare quell'ottimizzazione manuale degli spazi e delle opportunità che oggi fate tanto voi come gestori quanto i merchant che appunto vedono l'80% dei risultati arrivare dal 20% dei siti (o anche il 90% dal 10%, forse). E dico questo perchè avranno non 50 o 100 programmi di affiliazione, ma migliaia di advertiser e decine e decine di pubblicità da far ruotare fino a quando trovano il matching migliore...

Inviato da: Massimo Moruzzi @ 27.03.07 13:26

Da Google bisognerà attendersi una novità a settimana, e questo è anche il bello di Google :-)
nel caso del pay per perfomance, bello e semplice in teoria, fra il dire e il fare poi sappiamo che ci stanno di mezzo tante cose fra cui:

-il pay par action è una soluzione ideale per massimizzare il ROI, con un raporto 1:1 fra quello che
paghi e quello che ottieni, l'importante è essere certi di quello che ottieni: sarà possibile con Google
cancellare lead o sale non propriamente effettivi? (es. viaggi prenotati ma non pagati, oppure viaggi prenotati
e pagati ma con due cookies differenti? Google di certo non metterà mai il suo cookie in secondo piano ;-)
>in questo caso chi fa seriamente performance based marketing invita il cliente a controllare ed a validare sempre
le action effettive, a garanzia di un rapporto 1:1 fra costi e risultati; con Google sappiamo che già, quando serve,
è difficile entrare nei meandri della verifica dei click...

-l'affiliate marketing (base di appoggio di ogni iniziativa di performance based mktg) richiede, per esprimere
iniziative veramente efficaci in riferimento ad obiettivi e target coinvolti, una relazione continua con almeno
il 20% dei publishers coinvolti in un programma di affiliation; la vecchia regola di Pareto vale ancora, ovvero con
il 20% dei publishers (selezionati, seguiti e coccolati) fai l'80% dei risultati.
>in questo caso credo che Google non intenderà destinare troppi sforzi a seguire una potenziale pletora di publishers,
ma nemmeno nicchie di publishers ad alto potenziale di conversione, a scapito quindi dei risultati.
perchè se Google applica, anche a ragione dal suo punto di vista di business, una filosofia "self-service" su Adwords,
mi chiedo perchè dovrebbe spendere del tempo a seguire i publishers quando con lo stesso tempo investito su AdWords ed AdSense
ci guadagnerebbe immediatamente molto di più. come dire: se voi aveste in casa un macchina da soldi che produce dollari in automatico,
perchè sudare 7 camicie per chiedere visibilità, posizioni speciali, ottimizzazione, etc. a favore dei tanti clienti che già vi portano dollari su Adwords?

-il pay per performance, è un giusto mix fra modelli commissionali sostenibili per il merchant (aggressivi o conservativi, a secondo degli obiettivi e necessità)
ed appetibili per il mercato. non è offrendo di più che si hanno per forza più risultati, perchè basta che 2 soggetti inizino un meccanismo d'asta
e prima o poi uno dei due viene messo fuori gioco dall'altro... che dopo un pò si renderà conto di aver fatto un errore altrettannto insensato perchè il suo CPO (cost x order)
sarà altrettanto insostenibile anche per se stesso nel momento in cui arriverà un terzo player nell'arena ad alzarlo di un altro po'
>in altre parole, il pay per perfromance deve essere guidato... saggiamente; con un ottica di lungo periodo, non mordi e fuggi;
meglio 10 merchants con un CPO medio di 10€, che un merchant solo a 20€... soprattutto se converte poco ;-)
questo è quanto fa chi fornisce un servizio di livello e continuo, e prende per mano una serie di merchants di fatto competitor fra di loro
cercando però di trovare ed imporre un equilibrio all'interno dell'arena competitiva.
anche qui, la filosofia di Adwords è opposta ad un approccio simile, e non credo che in Google ci sarà mai qualcuno che sconsiglierà
di alzare il CPO, e così facendo invece che creare valore lo limiterà


Tutto questo, e altro ancora potenzialmente, per dire che:
-chi vorrà molti volumi dal pay per action, al giusto prezzo, lo potrà fare solo con chi fa affiliate marketing
-Google probabilmente manterrà il "pay per action" in versione Beta per lungo tempo, perchè a Google piace sperimentare
(e di questi tutti noi ne siamo grati) ma soprattutto perchè le logiche insite nel creare valore con il pay per action sono
distanti da quelle che creano valore con Adwords (vedasi gli affilati che fanno kw adv sui programmi di affiliazione:
si concentrano spesso sulla log-tale delle Kw, poco costosa e ma molto redditizia).
-Google comunque sta lanciando un messaggio forte e positivo, ed anche ovvio vista la crescita costante a doppie cifre delle società
che fanno performance based marketing: il pay per action, o performance based, è ormai imprescindibile per l'online marketing

Inviato da: Michele Marzan @ 23.03.07 00:48

il post sul blog di AdWords:
http://adwords.blogspot.com/2007/03/pay-per-action-beta-test.html

Inviato da: Matteo.Balzani @ 22.03.07 11:33

effettivamente non risulta nemmeno in inglese... :)

Inviato da: Matteo.Balzani @ 22.03.07 09:17

Non sono sicuro che in italiano esista il verbo complementare. Per lo meno, al De Mauro non risulta (http://www.demauroparavia.it/25033), ma può essere che non sia aggiornato!
Nicola

Inviato da: Nicola Mattina @ 21.03.07 22:48

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