IMlog
Istruzioni per utonti
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Comunicazione | Data: Lunedì, 4 Febbraio 2008 

La versione online del quotidiano inglese Daily Mail utilizza un utile messaggio per utonti: "Scroll down for more..."
Evidentemente si e' resa conto del fatto che i lettori non capivano che dopo l'advertising l'articolo conitnua:

daily_mail.PNG
Il triangolo no! (doppi sensi pericolosi)
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Comunicazione | Data: Mercoledì, 30 Gennaio 2008 

Ultimamente ce l'ho con le newsletter!
Questa volta e' il subject: "Il triangolo di San Valentino"?

Saro' malizioso io eh. Pero'...

opodo_triangolo.PNG
Problemi di persona
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Comunicazione | Data: Giovedì, 24 Gennaio 2008 

Acquista o acquistate?
Nello stesso box Dell usa due persone diverse... Due parola con l'agenzia che si occupa della traduzione no?

dell_email.PNG
One year of Google blogging
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Comunicazione | Data: Giovedì, 3 Gennaio 2008 

google_blog.jpgNonostante non riesca ancora a mandare giu' il fatto che negli USA non abbiano ancora aperto i commenti (Stefano di' la verita', tu non insisti perche' vuoi essere l'unico che ce li ha ;-)), devo dire che a Google stanno facendo un ottimo lavoro con i corporate blog.

Il 31 dicembre hanno pubblicato un post riassuntivo dell'attivita' nell'anno appena terminato, sia per il blog generico che per tutti gli altri blog di prodotto.
Mi sembra un'ottima idea, che anche le poche altre aziende che bloggano dovrebbero riprendere.

Il post e' pieno di link, probabilmente per essere meglio indicizzati su se stessi :)

Buon Natale
Autore: Antonella.Cadeddu | Categoria: Comunicazione | Data: Venerdì, 21 Dicembre 2007 

Come sempre a Natale si moltiplicano le possibilità di inviare auguri originali e personalizzati. In particolare ho trovato molto carina l'iniziativa della Citroen e quella della Fiat 500 con la quale vi auguro Buon Natale!!

auguri.jpg
Strategie di posizionamento (i motori di ricerca non c'entrano)
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Comunicazione | Data: Mercoledì, 21 Novembre 2007 

A quanto pare, nonostante folksnomie varie, tag e altro, l'ordinamento alfabetico ha ancora un certo peso, tanto che chi è svantaggiato dal nome trova artifici per non essere relegato in fondo alla classifica A-Z.

Mi è avenuta in mente questa cosa per caso, osservando due classifiche alquanto diverse tra loro. La prima è quella dei miei contatti di Skype, come da immagine qui sotto:

posizionamento_skype.jpg

Come si vede i due primi contatti hanno pensato di inserire uno o più punti, per essere visualizzati per primi.

La seconda classifica è quella del Premio WWW del Sole24ore:

posizionamento_premiowww_small.jpg [clicca sull'immagine per ingrandirla]

DonnaD ha messo anche "lei" il punto (oltre ad essersi iscritta in praticamente tutte le categorie), mentre Aruba ha staccato la A.

Altro che Long Tail, qua si fa di tutto per essere nella Short Head :)

Questione Italia.it: per Rutelli.it hanno speso meno...
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Comunicazione | Data: Venerdì, 19 Ottobre 2007 

Si parla ovunque della imminente decisione di chiudere (aveva aperto?) Italia.it.
Chiaramente ormai le decine di milioni di euro sono state spese e il buon Rutelli ha capito, o gli hanno fatto capire, che era solo un buco nero, nel quale erano stati spesi circa 100 volte i soldi che erano necessari.

Grazie a Matt ho scoperto che Francesco ha speso sicuramente qualcosina meno nel fare il proprio sito personale, Rutelli.it (date un'occhiata, merita!)

Tra l'altro Francescorutelli.com non è suo, Francescorutelli.it rimanda a Rutelli2001, che però non esiste. Rutelli.org invece l'ha comprato, o forse l'ha comprato il partito, visto che rimanda a Margheritaonline.it

E poi ci lamentiamo che fanno le leggi "contro" i blogger...

Racconti correnti: Fineco raccontata dai suoi clienti
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Comunicazione | Data: Mercoledì, 10 Ottobre 2007 

Loggandomi sul mio account Fineco ho notato, ed era impossibile non farlo, questa iniziativa:

racconti_correnti.jpg

Mi sembra veramente carina. Anche il nome "Racconti correnti" è bello.

Si possono ascoltare le dichiarazioni dei clienti (certificate Eurisko) o leggerle, ed il flash è molto ben fatto, nonostante io non sia affatto un fan del flash.

Anche per quest'anno non cambio banca va là, nonostante Ennio Doris col suo compassone mi tenti :)))

Expedia: i dipendenti condividono i propri viaggi
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Comunicazione | Data: Venerdì, 5 Ottobre 2007 

expedia_dipendenti.jpgMolto carina l'iniziativa di Expedia di inserire in newsletter (qui la trovate in html) le esperienze di viaggio dei propri dipendenti.

Molti li conosco, quindi confermo che sono veramente dipendenti Expedia e che nelle foto sono loro :)

L'idea è bella, molto stile Naked Conversations, però sono un po' rimasto deluso quando cliccando invece di arrivare ad una pagina con le recensioni degli altri dipendenti, la possibilità di commentare o cose del genere sono atterrato direttamente sui viaggi disponibili per quelle specifica destinazione.

Il coinvolgimento è quindi abbastanza debole, si tratta di una bella iniziativa di email marketing ma non di una vera e propria strategia di coinvolgimento degli utenti.

Magari è un primo passo...


Mi piace il basket... su YouTube
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Comunicazione | Data: Lunedì, 1 Ottobre 2007 

Ormai YouTube è sdoganatissimo ed è diventato uno degli strumenti principali per tutte quelle aziende che voglio fare concorsi o contest, nei quali ovviamente va sfruttato il trend del momento, ovvero il video generato dagli utenti.
IL vantaggio principale è che ha costo 0 o quasi ed è facile da gestire, oltre ovviamente ad avere una reach elevatissima.

L'ultimo che ho visto è organizzato dalla Lega Basket.
Io l'ho trovato perchè da vecchio appassionato e giocatore di basket frequento il sito, ma devo dire che poteva facilmente essere organizzato un pochino meglio...I

Il concorso consiste nell'invio da parte degli utenti della URL di YouTube alla quale hanno caricato i propri video in cui spiegano "Mi piace il basket perchè...".
Non c'è però una pagina dedicata sul sito della Lega che spieghi nei dettagli il concorso, ma solo un boxettino sulla destra. Non c'è un'iscrizione online ma sia il regolamento che il form di iscrizione sono due file di word... (nemmeno pdf!)

Peccato perchè l'idea era carina. In palio ci sono i biglietti per le Final Eight del campionato.

Di Pietro no-spam!
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Comunicazione | Data: Mercoledì, 26 Settembre 2007 

Mi arriva un'altra mail, questa volta però non spam, dall'Ufficio Stampa dell'Italia dei Valori, che invita i blogger all'incontro nazionale del partito a Vasto dal 5 al 7 ottobre.
Anche quest'anno ci sarà l'area dedicata ai blogger.

Mi consolo: non ci hanno dato il Nokia N95 in prova ma almeno ci invita Tonino :)

invito_blogger_dipietro.jpg
Alice, Vinicio...è tornato Virgilio!
Autore: Elisabetta.Oldrini | Categoria: Comunicazione | Data: Lunedì, 24 Settembre 2007 

Dopo averne pianto la sparizione, o meglio il cambio di "genere" pochi mesi fa, è bastata un'estate senza Virgilio a far cambiare idea a chi aveva pensato di relegarlo a "motore di ricerca" dentro ad Alice.
Con una simpatica idea di marketing oggi è rinato Virgilio. La pre-homepage del giorno fa un po' venire il mal di testa: banner in testa alla homepage dove lampeggiano colori e nomi, dissolvenza e apparizione del nuovo logo, ma alla fine è tornato, il "bello di internet", forse il portale più amato dagli Italiani.
Anche se non lo uso mai, sono contenta :-)

Mentre aspetti leggiti altri 2 capitoli
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Comunicazione | Data: Mercoledì, 19 Settembre 2007 

Sono sempre stato un fan del "crisis management" ammiccante.
Tempo fa avevo segnalato il plumber di Bloglines. Ieri su Anobii ho trovato questo:

anobii_crisis.jpg

PS: un simpatico squatter ha acquistato Anobii.it e ci ha messo il proprio profilo di Anobii... bah

YouChoose: scegli il candidato su YouTube
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Comunicazione | Data: Domenica, 26 Agosto 2007 

youchoose.jpgYouTube dedica uno spazio (bipartisan) alle elezioni presidenziali americane.

Ogni candidati, democratico o repubblicano, ha il proprio "canale" in cui posta i video e riceve le domande da parte degli utenti/elettori.

Molto interessante la suddivisione per topic e la possibilità di postare video-domande, anche se non mi è del tutto chiaro perchè la parte "Debates" non è doppia ma di uno schieramento alla volta...

Non so quanto questo influirà sui risultati elettorali, ma è comunque un inizio di partecipazione che farebbe bene anche dalle nostre parti, invece di utilizzare Second Life!

Ridateci il bello di Internet!
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Comunicazione | Data: Venerdì, 24 Agosto 2007 

Navigando in giro (ammetto, ero su IlManifesto.it ...) ho trovato un banner simile a questo:

bannerok_468x60.gif

Che porta al sito Amici di Virgilio.
Il sito è stato creato per chiedere il ritorno del portale Virgilio, che telecom ha ri-brendizzato in Alice.

Questo Post Serio (è proprio il titolo del post) spiega le ragioni dell'ideatore.
Se sei d'accordo fima la petizione che trovi qui.

Personalmente non ho mai usato Virgilio nè come portale nè come motore di ricerca, però l'iniziativa mi sembra carina e mi sento di supportarla, perchè devo ammettere che un po' ci ero rimasto male quando Virgilio era stato "ucciso"...

Zurich ti spiega il TFR su Youtube
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Comunicazione | Data: Venerdì, 1 Giugno 2007 
Web deisgn... da spiaggia!
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Comunicazione | Data: Martedì, 29 Maggio 2007 

Forse non è bello da dire, ma credo che l'home page del sito Allen Cox (banner su Repubblica.it) sia la più brutta che abbia mai visto da quando navigo sul web...

homepage_allen_cox.jpg

PS. e ho anche dovuto apsettare un bel po' di tempo perchè il simpatico falsh si caricasse...

Ikea impara dai propri errori... ma ne fa di nuovi :)
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Comunicazione | Data: Giovedì, 24 Maggio 2007 

ikea_link.jpgPare che Ikea abbia parzialmente imparato dai propri errori.

Adesso la landing sembra sempre una pagina del catalogo scannerizzata, ma almeno hanno pensato di linkarla!

Problemino: il link dà errore, in quanto hanno inserito due back slash invece dei normali slash... (http:\\www.ikea.it)

A greener conversation
Autore: Antonella.Cadeddu | Categoria: Comunicazione | Data: Martedì, 8 Maggio 2007 

greenmyapple.jpgMolto spesso si pone l'attenzione su iniziative promosse dalle aziende per coinvolgere i propri mercati nella vita delle aziende. Ma è altrettanto importante ascoltare e reagire ai segnali provenienti dall'esterno. Un esempio positivo di come sia evoluto il dialogo tra l'azienda e i propri stakeholder è quello della Apple.

Qualche mese fa Greenpeace aveva promosso la campagna Green my Apple. Nonostante i toni duri delle critiche, la campagna non era volta a screditare e a mettere sotto accusa l'azienda, ma a promuovere un cambiamento positivo. Tanto che proprio gli appassionati di Apple sono stati i primi ad essere coinvolti nella creazione di annunci pubblicitari per "una mela più verde".
L'azienda, anzi Steve Jobs in prima persona, ha risposto pubblicando una lettera aperta e ha condividiso in modo più trasparente lo stato delle cose attuale e i propri programmi futuri.

Greenpeace ha immediatamente commentato. Niente freddi comunicati stampa o acquisti di ricerche "imparziali" o mobilitazione della stampa in direzione contraria.
Queste nuove conversazioni ci piacciono di più!

Ogilvy scrappyblog - a slice of working life
Autore: Antonella.Cadeddu | Categoria: Comunicazione | Data: Venerdì, 4 Maggio 2007 

ogilvy_scrappyblog.jpgBella iniziativa di Ogilvy Uk per il lancio del Fellowship Programme 2008: per il recruiting dei migliori candidati l'agenzia ha creato un blog anzi uno "scrappyblog".
A parte il fatto che a 27 anni suonati mi sono sentita una nonna, ecco cosa lo differenzia dal solito sito e dalla solita brochure in pdf:
- il tono iperinformale (e finalmente in linea con il target di riferimento!!)
- l'autoironia nel linguaggio (es. "what the hell is 360?" ) e nella presentazione del proprio lavoro (Stuff we have done)
- l'attenzione ai lavoratori come persone. Quelle che compongono l'agenzia (che salutano allegri nel video) e quelle che la comporranno (a cui viene data una visione completa della vita nell'agenzia, comprese le indicazioni su ristoranti e bar vicini all'ufficio ;))
- beh poi i commenti, che avvicinano enormemente esaminandi e esaminati...ad esempio:

seb said...

Is it possible to start in December? I saw that the program is starting in November. The problem is that I will have my exams only on the 8th of December.

che tenero!

YouLeft: YouTube entra nella comunicazione politica offline
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Comunicazione | Data: Martedì, 6 Marzo 2007 

youleft.JPGHo trovato su Mastroblog questo manifesto della Sinistra Giovanile (clicca qui o sull'immagine per vederlo ingrandito).

Sono d'accordo al 100% sulle valutazioni di Raffaele, quindi rimando al suo post.

L'online che va sull'offline era come il padrone che morde il cane, ovvero faceva notizia. Adesso accade meno perchè è sempre più comune trovare nelle riviste, nei telefilm, nei TG, nei quotidiani ampi riferimenti alla rete.
L'altro giorno guardando un telefilm americano ho sentito una battuta del tipo:
"Ti piace il mio nuovo cappello vintage?"
"Ah, ora sappiamo chi è che compra tutte quelle cose su eBay"

Comunque, indipendentemente dalle idee politiche, questo manifesto è davvero fantastico :)

La blogosfera lascia il segno
Autore: Maurizio Goetz | Categoria: Comunicazione | Data: Martedì, 27 Febbraio 2007 

Alcuni giorni fa, Max, ha riferito della sollevazione della blogosfera contro il progetto del portale italiano del turismo e relativologo.

La protesta si sta trasformando in una proposta. Forse è un'utopia e non si riuscirà a riprogettare il sito, ma mi sembra comunque un grande segnale.

"Let's chat" La Signora Clinton e il Political Marketing
Autore: Elisabetta.Oldrini | Categoria: Comunicazione | Data: Domenica, 21 Gennaio 2007 

hillary.jpgLa moglie dell'ex Presidente Bill Clinton si candida ufficialmente per le elezioni presidenziali del 2008 negli Stati Uniti e il primo annuncio lo da online con questo video.
"I mercati sono conversazioni" e lo sanno bene i consiglieri di Hillary, che in questo video si propone come interlocutrice e non semplice relatrice verso il popolo americano. Promette infatti di tenere "Live online video chat" in diretta con gli elettori per farsi sentire più vicina a loro ed ai loro problemi.
Insomma, sulla carta tutte le mosse giuste per avviarsi verso quello che potrebbe essere un evento epocale (la prima donna presidentessa degli USA). In pratica, nel video appare un po' innaturale e la scelta del regista di muovere continuamente la telecamera mentre la Clinton parla crea un effetto distrazione che poco giova all'incisività del messaggio.
Complimenti comunque per la determinazione e la scelta di presentarsi ufficialmente agli americani tramite Internet: il mezzo più economico e veloce per raggiungere una vasta e interessante fetta di elettorato (a questo proposito vi invito a leggere l'articolo di Sevregnini sul Corriere di oggi - online non l'ho trovato).

Una curiosità, ma se lei diventasse Presidentessa, Bill diventerebbe il "First Gentleman"??? :-)

ytic eht dna xeS
Autore: Elisabetta.Oldrini | Categoria: Comunicazione | Data: Mercoledì, 17 Gennaio 2007 

carrie.jpgAvete mai visto Sex and the city? Vi sarete allora accorti che Carrie usa sempre un computer Apple, uno di quelli vecchi, almeno nelle prime serie.
Quindi per voi che guardavate le avventure delle quattro newyorkesi, la mela era sempre capovolta. Infatti, chi guarda il computer aperto di fronte a chi scrive vede la mela a picciolo in giù (vedi foto).
Nei nuovi Mac invece, la mela è stata girata e ora chi usa il computer la vede storta quando lo apre (e quindi spesso lo deve rigirare perchè viene naturale aprirlo guardando la mela dritta), ma chi vede il computer aperto nei film e depliant vede la mela dritta.

Non conosco l'esatta data del capovolgimento della mela, certo è che ho notato nell'ultimo anno l'uso abbondante del nuovo macbook per brochure e depliant di vario tipo, compreso un albergo sardo in cui sono stata l'anno scorso.
Data la coolness del prodotto (che però non è impeccabile...) credo che in molti casi il product placement sia stato spontaneo e non a pagamento, ma mi chiedo se a livello di percezione del brand non ci sia stato un calo di simpatia da parte dei clienti che si trovano a rigirarsi il computer tra le mani ogni volta che lo aprono.

Fiat crea un corporate blog: Bravo!
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Comunicazione | Data: Mercoledì, 20 Dicembre 2006 

fiatblog_bravo.JPGLeggo da Mantellini (anche se scroprire che IMlog non è tra i blog che legge mi ferisce non poco...) che ieri ha preso vita il corporate blog di Fiat dedicato alla nuova Bravo: si chiama Quelli che Bravo.
Il primo post è di Luca De Meo, Responsabile Brand Fiat (e Lapo?) ed ha già 67 commenti.

Quello che mi piace:
- ci sono i commenti (moderati, ecco la policy)
- ci sono i nomi delle persone che postano
- è fatto su piattaforma WordPress
- ha una grafica sobria e... "da blog" (per capirci non alla Bonduelle)

Quelllo che non mi piace:
- ...

Al momento non vedo aspetti negativi. Li aspetto al varco per verificare la frequenza di aggiornamento e la capacità di reagire effettivamente alle osservazioni/critiche dei lettori.

Ah, adesso che ci penso una cosa che non mi piace c'è: se il blog l'avessero fatto per la Brava il titolo mi sarebbe venuto meglio! :)

L'importanza della... persona!
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Comunicazione | Data: Giovedì, 14 Dicembre 2006 

Cari lettori di IMlog, oggi ti scrivo riguardo alla vostra nuova funzionalità, leggi qui!

Probabilmente sono rompicoglioni io, anche se preferisco dire puntiglioso... :)
Però vedere la scarsa cura che le aziende americane mettono nella comunicazione nei paesi europei mi dà un gran fastidio.

Mi riferisco in particolare alla disattenzione riguardo al modo in cui ci si rivolge all'utente e al mancato rispetto di un registro unico: prima si parla utilizzando la seconda persona singolare ("Cerca", "Acquista", "Leggi") e dopo con quella plurale ("Registratevi", "Scegliete").

Anche grosse aziende, che spendono cifre importanti e che basano il proprio business in massima parte sul proprio sito web non ritengono, evidentemente, una cosa importante applicare un codice univoco.

Due casi a mio modo di vedere esemplari: Dell e Apple.
Qui uno screenshot di una pagina dell'Apple Store e qui uno del sito italiano di Dell nei quali evidenzio le incongruenze.
Sul sito Apple addirittura nello stesso riquadro si dà prima del tu e poi del voi, mentre il sito Dell ha, tra le altre cose, anche il "title" in inglese, con conseguenti problemi anche per il posizionamento naturale

Comune denominatore: entrambe le aziende curano i propri siti web tramite le sedi europee e non hanno un team italiano dedicato.

Diesel: recruiting paradisiaco
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Comunicazione | Data: Giovedì, 28 Settembre 2006 

DIESEL recruitingDiesel ha creato un sito di recuiting molto originale, in linea con la comunicazione aziendale.

Grazie a Martina ho scoperto il "paradiso delle risorse umane". AL di là della scarsa usabilità del sito mi pare interessante e lodevole il fatto che si investano risorse per la creazione del sito di recruitment aziendale, quando la maggior parte dei siti di questo genere non riportano altro che form e tabelle.

Questo fa pensare che Diesel come azienda investa sul personale e sicuramente invoglia gli interessati a candidarsi.

Potremmo parlare di recruiting 2.0? :)

Ricordati di me
Autore: M. Bancora | Categoria: Comunicazione | Data: Venerdì, 22 Settembre 2006 

Una campagna di 3M forse un po' maschilista, solo un po' però :). Clicca l'immagine per ingrandirla.

Un blog di valore
Autore: M. Bancora | Categoria: Comunicazione | Data: Giovedì, 14 Settembre 2006 

Ieri ci è giunto l'invito a partecipare ad un incontro organizzato dall'Italia dei Valori e che avrà un'area riservata ai blogger. Credo che a tutti sia noto che Antonio di Pietro ha un suo blog e che sta curando con scrupolo la comunicazione via internet.

Si tratta di un segnale di riconoscimento della capacità dei blogger di influenzare la vita politica e sociale del paese. L'incontro sarà a Vasto dal 21 al 24 settembre.

Internet sul telefonino? Attendere prego
Autore: Roberto Cucco | Categoria: Comunicazione | Data: Mercoledì, 30 Agosto 2006 

nokia n70.jpgAndare in vacanza senza Internet era un obiettivo difficile da raggiungere, specie per chi come me ha deciso di andare in Italia, e non in Patagonia, paese di facile accesso alla rete (vedi Internet Point). Sono andato in Sicilia in zone dove di Internet Cafè non ce ne era poi molti.

Così, un pò per vedere quelle 2 azioni sulla borsa americana, un pò per le previsioni del tempo e non per ultima per quella mania di spippolamento in rete che mi porterò dietro forse per sempre, ho deciso di usare il mio nuovo Nokia N70, telefono quasi spaziale gentilmente offerto in promozione dalla Tim. Si, perchè alla Tim, fanno alcune strategie che non comprendo, ma aver pagato 100€ di meno un cellulare super arricchito di funzioni, a rate di 7€ in bolletta, merita una nota di merito.

Così decido di sfruttare il sistema operativo Symbian OS con il browser (copio-incollo dal sito) multifunzione WAP 2.0 XHTML/HTML e uno schermo grande (176x208 pixel, fino a 262.144 colori, ri-copio...) per vedere (in teoria) Internet sul telefonino. Se ne parla dal 1998....hanno scritto tutto e di più, hanno fatto previsioni mercato con break even point a 3 anni fa e la tecnologia non manca....(sempre in teoria). Nella pratica mi trovo di fronte ad una differenziazione di prodotto (servizio) alquanto curiosa, almeno per il consumatore, che spesso non ha la preparazione per comprendere a fondo (insomma gli esperti di marketing sono lo 0,0001% degli italiani...). Il 119 della Tim mi propone di acquistare una promozione su Maxxi Wap, 10 euretti per 80MB di traffico. Proviamo.

Scopro al telefono con la gentil signorina (oh, stanno migliorando nel customer care, dopo le assistenze di bassa qualità, a favore di un tele-marketing ossessivo, che facevano un annetto fa....) che sono un ignorante, altro che studioso di marketing..): non so infatti che, se volessi usare quei MB per navigare da notebook, collegandomi da questo al mio N70, non potrei. Infatti se proprio lo vuoi fare devi acquistare Maxi Tim Web che costa 20 eurini. Vabbè son pochi soldi, che me ne importa. Senza considerare altri cents (non mi ricordo quanti, mi sono perso, che strano, tra le tariffe..) che devo pagare ogni volta che mi collego a iBox...vabbè son centesimi.

Alla mia mente sovviene quell'articolo di anni fa che metteva a confronto le tariffe degli operatori mobile, sostenendo in finale che non ci si capiva un'acca. Se l'autore dell'art. prova oggi a farne una seconda versione con le tariffe che ho trovato sul sito di Tim, rischia di morire d'inedia..

Ma ancora di più mi incuriosisce sapere che gli stessi pacchetti di dati TCP/IP costano diversamente e hanno bisogno di 2 promozioni Tim diverse per poterli scaricare..Insomma, lo so che non devo navigare in Internet in vacanza, ma solo sulle barche, è salutare, ma questa discriminazione dei byte mi inquieta un pò. Il consumatore, che già spende diversi euri in TLC non può essere invogliato a provare le applicazioni con queste discriminazioni di prezzo penalizzanti e le applicazioni senza utenti, sappiamo bene, non crescono. Non si sviluppa business, non c'è l'indotto, non c'è benzina a sufficienza nel motore. I-mode di NTTDocomo al contrario insegna come far decollare un'applicazione rapidamente (prezzi bassi, molti servizi), ah già ma noi non possiamo fare come in Giappone, siamo un paese così lontano, dicono..

Ok ho capito tutto (intanto mi faccio un bagno nell'acqua limpida in provincia di Siracusa, ma il cervello non è ancora andato in energy saving...): ricerca di massimizzazione del profitto della TLC puntando sul target degli innovatori incalliti (e su quello ben più ampio di coloro che non hanno capito cosa stanno acquistando) che vogliano sempre l'ultima novità tecnologica. Le nostre TLC non scelgono invece di aumentare l'ARPU, aumentando il numero degli utenti e quindi i profitti in termini assoluti. Non ho i bilanci in mano e quindi soprassiedo (si, c'ho anche da guardare il barocco siciliano, non posso mica pensare alle TLC ora..), però qualcosa continua a ronzarmi nel cervello (anche se molto in un angolino rimasto ancorato all'ufficio, ancora qualche giorno e poi sparirà...).

Metto da parte le mie ruminazioni e navigo finalmente sul cellulare. Alè, sito di Google che in automatico mi riconosce possessore di un cellulo, e mi propone una bella paginetta adattata al piccolo display. Ma come sono bravi alla Google! Ah già, ma questa non è una novità, ma solo l'ennesima conferma che c'è qualcuno che la rete la conosce bene. Un clic e vado alla mia google home page personalizzata. Agilmente. Mi galvanizzo.

Con baldanza vado su Repubblica ad approfondire le news. Ahi: la pagina è lentissima a caricarsi e non è ottimizzata per il mobile. Forse dovevo fare un altro URL apposito...nel frattempo con il mio mouse passo da link a link (operazione un pò lenta, nonostante telefono di ultima generazione) prima di trovare un link sul mobile in Repubblica, che si carica con lentezza.

Pazienza le news, tanto sono in vacanza, quindi niente di meglio che leggere il giornale rosa che mi parlerà di improbabili trattative tipo Ronaldo all'Argentina e Messi al Brasile, tanto 3/4 dei miei neuroni sono immobili in questi giorni. Arieccoci! Il sito della Gazzetta è una tarturuga sul cellulare e mi stiro il dito per fare 150 clic per cercare senza successo il link per la versione mobile della pagina. Negativo.

Ok. Pazienza. Tanto il calcio vive solo di scandali e quasi non si sono accorti in questo paese che siamo Campioni del Mondo. Ri-soprassiedo. Vediamo le previsioni del tempo che nell'appartamento che ho affittato qua non c'è la televisione e non credo che qui ci siano gli sciamani. Vado con il sito per me must del tempo: Meteolive, così domani scelgo se andare al mare o a fare la visita ai Mosaici di Piazza Armerina. Niente....immagini gigantesche per questo browser, navigazione inesistente, mi stanco e siccome ho voglia di andare al mare, prendo la maschera con il boccaglio e parto nell'acqua splendida.

Più tardi, la mente in relax produce l'idea che sono solo i siti italiani che non hanno la versione mobile facile. "Noi italiani siamo anni indietro rispetto agli USA e UK", sento dire e ridico da tempo immemorabile. E allora basta siti italiani. Vedrai che i big della rete non mi deluderanno. Vado diritto su Yahoo pregustandomi di sfogliare le news di mezzo mondo. No....altra delusione. Yahoo.it non mi riconosce in automatico e mi presenta il portale per intero, navigabile superlentamente visto il mio WAP...

Stop. Decido di andare avanti come gli antenati...con i giornali, le previsioni del tempo le chiedo alla vicina di casa e l'unico testo che leggo sono i menu dei ristoranti, le etichette del Nero d'Avola ed i miei libri dell'estate. Non senza però essere deluso dall'esperienza dell'Internet in mobilità.

I più mobili di voi diranno che se volevo navigare mi dovevo portare dietro il mio notebook o al minimo il mio palmare per collegarlo via Bluetooth al Nokia. Ma l'obiettivo di questa vacanza era il relax, non i device (abitudine nella quale sono ricaduto, roba da clinica di disintossicazione). Non ci sono problemi: non userò Internet in vacanza, fino al giorno in cui i clienti avranno valore singolo pari a € 10 alla milionesima potenza.

"Ah guarda cara....c'è un Internet Point: vado a controllare la posta....."

Buon rientro a tutti

Turisti Protagonisti. Un diversivo?
Autore: Elisabetta.Oldrini | Categoria: Comunicazione | Data: Domenica, 27 Agosto 2006 

beach.jpegDa un brutto e criptico banner su Repubblica, con immagini sgranate e un italiano opinabile: "Bentornati! Alla squadra che farà vincere ancora l'Italia", arrivo su Turisti Protagonisti., il sito per migliorare il turismo in Italia voluto dal Vice Presidente del Consiglio. Già dalla homepage mi intristisco un po' (e dopo averlo navigato e avervi interagito mi intristisco ancora di più e poi mi arrabbio).

Del sito vale veramente poco la pena di parlare: brutto, immagini a bassa risoluzione, incongruenze macroscopiche tipo: se è il sito per gli italiani andati in vacanza all'estero perchè trai i paesi elencati si trova l'Italia? e che valore hanno interventi dove non è indicato il paese? e gli SMS senza nessuna categorizzazione? Non capisco davvero a cosa serva.

Che la mossa sia stata un modo per distogliere l'attenzione dal tanto atteso Portale del Turismo Italiano? Il "mitico" italia.it di cui già si parlava un anno fa e che è ancora "coming soon". Secondo me con questa pallida iniziativa non si è fatto altro che farci tornare in mente i nostri 40 milioni di euro di contributi ancora parcheggiati in un progetto impolverato.

Dimenticavo, guardatevi pure la pagina che parla del lancio di Turisti Protagonisti e il PDF della campanga lancio: 3 pagine, 9 MB e un errore di battitura in 20 righe di testo, bah.

Di materiale su cosa pensino gli italiani dei loro viaggi se ne trova a vagonate online su blog e siti, come ad esempio uno tra i primi in Italia per numero di visitatori come Turisti per Caso (ciao Roberto!) il cui forum è spesso ben indicizzato nei motori di ricerca per quanto riguarda mete e opinioni su viaggi e turismo. E poi bisognerebbe interrogare anche gli stranieri che vengono regolarmente rapinati dai tassisti e da alcuni baristi e ristoratori sciacalli che rovinano la reputazione del paese...

Lo ammetto, a dare consigli siamo bravi tutti, ma a fare un sito così poco utile e mal strutturato sono stati bravi solo loro. E con i nostri soldi :((

Viva la Spagna!

Corporate blog: Yahoo! vs Google 1 - 0
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Comunicazione | Data: Mercoledì, 2 Agosto 2006 

yahoo_corporateblog.JPGQuesta volta non ci sono dubbi, Yahoo! ha surclassato Google!

Non parlo nè di fatturato nè di tecnologia di ricerca, ma dei rispettivi corporate blog.
Leggo infatti su Motoricerca che anche Yahoo!, dopo numerosi product blog , ha deciso di aprire il proprio corporate blog: Yodel Anecdotal.

Il primo post è di ieri, 1° agosto, alle 10.30 PM.
Davvero un bel lavoro: bella la grafica, bella l'impostazione ma oprattutto... commenti aperti!
Questo è molto importante, e la comment policy poi è perfetta:
"Give us your $.02. We encourage your comments, quibbles, questions, and suggestions. But please mind your manners. You know the drill… stay on topic, be respectful, and avoid spam, profanity, or anything that violates our Terms of Service."

Il nome non è proprio il massimo, soprattutto per un non angolofono, ma il mood è proprio 2.0 :)

"Think of this site as the front door to our home (work with me as I posit a questionable metaphor): In our kitchen, we’ll offer you a cup of coffee and direct you to the fridge door, where we’ve displayed the things we’re most proud of. We’ll demonstrate our latest inventions from the workbench in our garage, engage in healthy debates around the dining room table (pass the pepper, please), and sink into overstuffed chairs in the living room to share some of our favorite photos. We’ll point out the shower where we do our best thinking (apologies for the visual) and the den, where we goof around. All with the goal of getting to know each other a little better. Mi casa es su casa. We’ll just call you Kramer."

Se consideriamo che il primo post del Google Blog è stato, almeno secondo gli archivi, questo...

DELL corporate blog: dal "Dell hell" al "one2one"
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Comunicazione | Data: Lunedì, 17 Luglio 2006 

dell_one2one.JPGAnche Dell ha finalmente fatto il proprio ingresso tra le aziende che bloggano.
Il blog si chiama One2one ed è nato i primi di luglio.
Ci sono cose che mi piacciono ed altre che mi piacciono di meno ma, al contrario di Steve Rubel e Jeff Jarvis, sono molte di più le prime.

Partiamo però dalle seconde :)
- Il brand Dell non c'è! Il payoff non è male, "Direct conversations with Dell", ma il logo, il nome e le grafica non hanno nulla di corporate. Io sono sempre dell'idea che l'url del blog aziendale dovrebbe essere qualcosa come blog.dell.com
- in alcuni casi i post mi sembrano eccessivamente lunghi
- manca l'email diretta all'autore del post
- manca un legame di qualsiasi tipo con il sito Dell e soprattutto il blog è segnalato sul sito istituzionale solo nella pagina "About Dell"
- il blogroll è molto limitato

E invece ecco quello che mi piace:
- è un blog fatto di persone: sono i singoli dipendenti a scrivere, con nomi e cognomi (e anche video in alcuni casi)
- i commenti sono aperti e liberi
- il mood è quello giusto e la pagina di presentazione è perfetta
- la possibilità di aggiungere i post a dl.icio.us e a Digg sono comunque un segnale che chi ha creato il blog è up-to-date

In definitiva il mio voto è alto. Sinceramente da un'azienda come Dell non mi sarei aspettato un "prodotto" del genere così ben fatto da subito.

Rubel si lamenta del fatto che non sono partiti con un'intervista a Jarvis riguardo al famoso "Dell Hell". Beh, sono d'accordo che un'azienda che decide di bloggare deve tener presenti i blogger più importanti e famosi, soprattutto se parlano dell'azienda, ma impostare la porpria comunicazione principalmente su quello mi sembra eccessivo. Il corporate blog deve parlare ai clienti, non giocare con il proprio ombelico come molti blog fanno (e anche Jarvis alla fin fine si è fatto 8 pagine di post sull'argomento cavalcando l'onda...).
E comunquei due sono ampiamente citati, in maniera anche ironica:
"Yesterday was the first official day of Dell’s one2one weblog and already Jeff Jarvis and Steve Rubel were kind enough to tell us what we’re doing wrong. Thanks for the feedback, guys. We'll keep working to get it right."

Avercene di corporate blog così!

Last Minute, last blog
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Comunicazione | Data: Venerdì, 30 Giugno 2006 

blog_it_AD_generation.jpgL'ultima (ma non ultima) iniziativa aziendale che ha a che fare con i blog è quella di Lastminute.com, che con Vivilastminute inaugura, in collaborazione con Typepad, un servizio di blog per i propri utenti focalizzato sui viaggi e le vacanze.

L'idea è quella di creare un network di blog, se proprio vogliamo dirlo una community, incentrata sul business dell'azienda. Gli utenti possono bloggare le proprie vacanze ed esperienze e condividere opinioni, in modo da creare una sorta di "upselling virale" per Lastminute.

"vivilastminute.it , una nuova generazione di viaggi. Crediamo nella creatività, nel relax e nel lato più piacevole della vita. Ogni movimento, ogni spostamento su e giù per il mondo è un nuovo modo di vivere e divertirsi. Ovunque tu sia, sei libero di creare il tuo viaggio secondo i tuoi desideri. Entra nella nostra comunità e potrai conoscere un nuovo modo di viaggiare e di condividere le tue esperienze .... ...segui la nostra filosofia e vivi lastminute!"

A me questa cosa piace molto, non lo nascondo, perchè sono convinto che la frase di Bezos "a competitor can never copy a culture" sia porfondamente vera.
Lastminute si era già distinto in passato per altre iniziative che puntavano all'empatia ed alla complicità col cliente. Evidentemente ha capito che questa è la strada giusta!

Ferrari: corporate blog a numero chiuso
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Comunicazione | Data: Lunedì, 22 Maggio 2006 

ferrari_blog.JPGAnche Ferrari ha un proprio corporate blog ma... non so com'è! :)

Accendo dalla home page del sito istituzionale infatti si arriva a questa pagina, che, a mio parere, è tutto fuorchè invitante ed "inclusiva".
Probabilmente l'intento è proprio di rendere il clucb esclusivo: non vedo altro motivo per usare sigle come CF e Y&F.

Sinceramente è un apporoccio che mi trova in forte disaccordo: perchè richiedere l'iscrizione prima di accedere al blog? Perchè non lasciare che tutti possano leggere le opinioni ed i post dei piloti e del team?
Mi sembra assurdo restringere l'accesso ad un blog, in ogni caso. Al limite, ma proprio al limite, ai commenti, che poi magari non ci sono nemmeno...

Occasione sprecata. Il passaggio da 1.0 a 2.0 è meno semplice del previsto ;-)

Pirelli: la TV per promuovere il web!
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Comunicazione | Data: Martedì, 2 Maggio 2006 

the_call_pirellifilm.GIFUn film online promosso con spot televisivi è una cosa già di per sè abbastanza strana. Se a farlo poi è un'azienda offline che più offline non si può è un vero e proprio "caso da manuale".

Pirelli sta promuovendo da qualche giorno "The Call", che viene identificato come "il primo film Pirelli" e per il quale ha reclutato nientemeno che John Malkovich e Naomi Campbell (già testimonial per altre campagne).
La particolarità di questo film è appunto quella di essere disponibile solo online, su un sito creato ad hoc (e linkato anche in home page del sito istituzionale).

The Call viene promosso con spot tv e cartellonistica, con un esborso economico non da poco immagino.

Il sito, pur essendo interamente in flash e non del tutto utilizzabile con Firefox, non è affatto male. C'è la sezione "Extra", c'è quella "Donwload", c'è perfino un gioco (bruttino), oltre ovviamente alla possibilità di inviare il video ad un amico. Anche se a dire il vero il link è un po' nascosto, considerando le potenzialità virali dell'iniziativa.

Il fatto poi che il sito sia Pirellifilm.com lascia pensare che ci sia la volontà di continuare su questa strada e di aggiungere altri video.

La finalità non può essere altra che quella di fare branding (non che ci sia nulla di male eh!), ma in ogni caso ben venga ogni iniziativa che possa dare visibilità al web sugli altri mezzi e verso un pubblico diverso.

PS: sono malato io o anche qualcun altro ha pensato che il fatto che il calendario Pirelli venga chiamato "The Cal" abbia influito sulla scelta del titolo?

E' tutta una questione di fiducia
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Comunicazione | Data: Martedì, 14 Marzo 2006 

ebay_trust.JPGOggi su Repubblica.it, ho trovato banner (in realtà skyscraper e leaderboard) con delle facce strane e il logo di eBay.
Una comunicazione non standard per eBay, quindi ovviamente ho cliccato, e ho scoperto che si tratta di una campagna incentrata sulla fiducia.

La landing page infatti è questa: www.faipiuaffariafidarti.it

La fiducia è un tema cruciale per l'e-commerce, in particolare poi per un operatore come eBay, tramite il quale sono privati (quasi sempre) a vendere.
Da sempre il colosso delle aste online ha posto l'accento su questo argomento, prima con l'inserimento del punteggio di feedback e poi con l'integrazione di PayPal, per tutelare i pagamenti.

E' molto interessante il modo in cui viene presentata questa iniziativa: le immagini sono quasi grottesche, mentre il contenuto è molto serio. Addirittura vengono riportate le testimonianze di "esperti" di diverso genere: un esperto di fiducia in senso sociologico, Gianpaolo Fabris, un esperto di fiducia in campo economico, Alan Friedman, e un esperto (...) di nuove tecnologie, Carlo Massarini.

Il messaggio ovviamente è "fidarsi è bene, fidarsi di più è meglio" e direi che tutto l'"ambaradàn" messo su funziona.
Il fatto che eBay abbia ritenuto necessario fare una campagna di questo genere può significare diverse cose:
- la sfiducia nel mezzo internet e in particolare per i pagamenti con carta di credito è ancora alta
- eBay ha saturato un certo tipo di target online (quello evoluto) e cerca di conquistare nuovi utenti tra coloro che ancora sono ad un livello molto basic (email e portali)
- le truffe online stanno incrinando il rapporto degli utenti e causando un calo del business, per cui eBay corre ai ripari

Che siano tutte e 3? :)

Il web 2.0 è partecipazione
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Comunicazione | Data: Venerdì, 3 Febbraio 2006 

participate.jpgGrazie ad un bellissimo articolo apparso sull'ultimo numero di Internazionale apprendo che Jeff Skoll, uno dei fondatori di eBay, dopo aver lasciato l'azienda ha deciso di utilizzare gli svariati milioni di dollari accumulati con la quotazione per fondare una casa di produzione cinematografica indipendente, la Participant Porductions.
E' quella che, per intenderci, ha prodotto tra gli altri "Syriana", "Good night, and good luck", "Fast food nation".

In pratica è una casa di produzione "etica", o "socialmente attiva", come la si voglia chiamare. Ogni film risponde ad un'esigenza sociale e denuncia o sensibilizza riguardo ad uno specifico tema: la libertà di stampa, la dipendenza degli stati dal petrolio, i diritti civili per le donne ecc.

Cosa c'entra con web 2.0? Immagino che qualcuno di voi se lo stesse chiedendo :)
Collegato a Participant c'è il sito Participate.net: una community all'interno della quale chiunque, registrandosi, può non solo commentare ma addirittura bloggare direttamente riguardo ai temi trattati dai film in questione.

Un blog partecipativo insomma, una sorta di forum al tempo dei blog, un Digg sociale. Chiamatelo come volete ma mi pare proprio che colga appieno lo spirito del web 2.0 da diversi punti di vista: da quello sociale, inteso come tematiche trattate, a quello partecipativo, mettendo a disposizione degli utenti (e contributors di conseguenza) la visibilità conquistata dalla casa di produzione, a quello tecnologico, utilizzando lo strumento di publishing che sta sempre più cambiando la fisionomia della rete.

Diciamo che fa quello che a Beppe Grillo, polemiche relative al ghost writing (matellini, dotcoma) a parte, viene rimproverato di non fare: coinvolgere gli utenti!
Siamo nel web 2.0: partecipate gente, partecipate! :)

Blog e politica: il caso Moratti
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Comunicazione | Data: Venerdì, 16 Dicembre 2005 

Ormai l'utilizzo dei siti web e dei blog da parte di candidati politici per fare campagna elettorale non sono una novità. Abbiamo già visto quelli di Scalfarotto, Prodi, Cofferati (anche questo molto poco aggiornato), Pecoraro Scanio, Bertinotti, La Russa ecc. ecc.
Quasi sempre sono fatti malino, poco aggiornati, scarsamente interessanti. Di solito sono legati ad eventi particolari (primarie, elezioni amministrative) e quindi abbandonati subito dopo.

Oggi ho scoperto quello di Letizia Moratti. Devo dire che non fa eccezione.

Gli aspetti negativi dal punto di vista comunicativo e formale sono davvero rilevanti: le immagini sono sgranate, i testi sono piatti e senza nemmeno un bold o qualche evidenziazione, i colori sono smorti.

Ma il vero fiore all'occhiello è la parte "interattiva", gestita in una modalità che sta tra il blog e il forum. La sezione si chiama "Dì la tua", divide la città in 9 zone e richiede all'utente non di scegliere il proprio quartiere (e già per un sindaco partire con una divisione...) bensì addirittura la propria via!
Non c'è però una sezione per ogni via, cosa che già sarebbe stata assurda, ma porprio un dominio dedicato ad ognuna di esse: per esempio www.largo-sandionigiinpratocentenaro.it o www.cavalcavia-donlorenzomilani.it.
In totale sono più di 4.000 siti diversi, ognuno con i propri commenti (ovviamente moderati)...

Inoltre le tematiche sono già decise a priori, quindi gli utenti e potenziali elettori possono solo dire la loro sugli argomenti fissati dalla Moratti.

Le domande che mi faccio sono le seguenti: davvero la Moratti leggerà tutti quei siti/blog? Che senso ha comprare 4.000 domini invece che avere più sottodomini su un unico sito? Ha senso utilizzare un mezzo interattivo, fatto in teoria per entrare in contatto con la gente, e poi non accettare i commenti negativi? Fissare gli argomenti non significa privare i cittadini della possibilità di manifestare i temi di loro interesse?

Avere un sito del genere, IMHO, è del tutto inutile.
Avere un blog non è obbligatorio, quindi piuttosto che farlo male credo sia meglio non farlo. O no?

Virlice
Autore: Elisabetta.Oldrini | Categoria: Comunicazione | Data: Venerdì, 2 Dicembre 2005 

logo_V.gifNato nel 1995 da Carlo Gualandri e Paolo Ainio, dopo varie vicissitudini proprietarie, Virgilio, il portale per eccellenza in Italia, scompare. O meglio, si rannicchia quatto quatto nel motore di ricerca del neonato portalone Telecom Italia chiamato "fantasiosamente" Alice.it.

Nella tab di Firefox si legge "VAlice Oggi": il portale infatti è ancora una creatura ambigua che mostra entrambi i loghi in rotazione e se cliccate su ADSL si apre Alice (un'altra) che dice Alice, l'ADSL di Telecom Italia. Per tornare sul portale dovete cliccare su 'Oggi'! Insomma un po' caotico.

Personalmente mi dispiace che facciano sparire un marchio simbolo dell'internet MADE IN ITALY, uno dei pochi portali con dell'ottimo contenuto editoriale e in continua crescita di utenti. Punteranno davvero sui contenuti multimediali arricchendo e diversificando l'offerta oppure svuoteranno lentamente il portale per farlo diventare una porta d'entrata per la webmail e i servizi a pagamento?

Aperti per ferie
Autore: Giuseppe.Mayer | Categoria: Comunicazione | Data: Mercoledì, 3 Agosto 2005 

Anche quest'anno IMlog non chiude; ci daremo il cambio, con Matteo e Max, per moderare gli interventi e continueremmo a pubblicare articoli e commenti, anche se con frequenza ridotta, per tutto il mese di agosto.

By the way: buone vacanze!!

E' la concorrenza, Baby!
Autore: Giuseppe.Mayer | Categoria: Comunicazione | Data: Venerdì, 29 Luglio 2005 

Dura la vita di chi, dopo anni vissuti da monopolista, si ritrova all'improvviso a doversi confrontare con la concorrenza; si rischiano reazioni scomposte e cadute di stile.

E' un pò quello che sta succedendo ad una azienda di firenze, ex monopolista, che si occupa in toscana della vendita di gas; nelle ultime settimana la società fiorentina ha fatto appendere all'interno dei portoni di buona parte dei condomini nel territorio comunale un foglio promozionale dal titolo "Attenzione alle informazioni false ed illecite".

Ne ripubblico qualche stralcio per far intendere il tono di questa comunicazione.

"In questi giorni, alcune agenzie di procacciamento affari stanno proponendo, casa per casa, un nuovo contratto di fornitura gas a favore di una società concorrente.

Molti nostri Clienti ci segnalano illeciti comportamenti commerciali riferiti sia all'offerta sia alle argomentazioni con le quali questa offerta viene presentata ...

XXXX ha già avviato tutte le opportune azioni per tutelare non solo sè stessa, ma anche e soprattutto le sue centinaia di migliaia di Clienti.

Ricordiamo a tutti che si può recedere da un contratto, anche già firmato, entro 7 giorni, senza alcuna spesa."


Ecco, ci sono almeno tre ragioni per cui, da cliente di questa azienda, ho trovato irritante questa comunicazione.

1. se, come azienda, siete a conoscenza di illeciti siete pregati di fare nomi e cognomi; diversamente è solo fumo negli occhi per spaventare chi potrebbe essere interessato ad una alternativa al vostro servizio.

2. trovo un filino offensivo che si parli di "tutelare il cliente"; io mi tutelo da solo, grazie mille! Dalla azienda, ripeto, ex-monopolista, mi aspetto un servizio di fornitura che sia eccellente ed una gestione del servizio all'altezza, ma nessuna tutela, grazie!

3. Sotto il logo dell'azienda campeggia, bella grande, la scritta "Quelli che ci sono veramente"

Ecco, cara azienda, ho un messaggio per te; sono io (cliente) a decidere se voi ci siete o no e, ancora, se ci sarete per altri 200 anni o se morirete domani.

Siete voi sotto tutela del cliente e non il contrario; questa è una lezione che evidentemente questo ex-monopolista non ha ancora compreso.

A proposito di usabilità
Autore: Maurizio Goetz | Categoria: Comunicazione | Data: Mercoledì, 27 Luglio 2005 

Il problema dell'usabilità dei progetti di comunicazione digitale è molto dibattuto in Italia tanto e vero che ci sono diversi siti, articoli e libri che ne parlano diffusamente anche se molto spesso vengono approfonditi più i requisiti formali più che sostanziali che afferiscono alla sfera dell'usabilità dei contenuti.

Molto meno diffusa è infatti la cultura dell'usabilità del marketing. Mi spiego meglio, sono ancora poche le imprese che si interrogano in profondità sull'impatto che le loro strategie di comunicazione e di marketing hanno nei confronti dei loro pubblici. La realtà è sotto gli occhi di tutti. Una buona parte dei siti web aziendali, ad esempio, sono ancora "autoreferenziali", i contenuti concepiti soprattutto in funzione di chi "emette il messaggio" e non di chi "ne fruisce"

Alla crisi generalizzata dell'attenzione e alla progressiva frammentazione delle audience si continua a rispondere con la ripetizione del messaggio e con la sua spettacolarizzazione, poiché qualcuno in virtù di una folta letteratura disponibile sul marketing esperienziale, ritiene che la risposta sia la "teatralizzazione del marketing". Questa strada che in alcuni casi ha funzionato molto bene, in altri si è rivelata scarsamente efficace.

Di usabilità del marketing se ne sta parlando molto poco, per questo ho cominciato a scrivere su questo argomento, con l'obiettivo di diffonderne la cultura.

Ma il marketing non dovrebbe per sua definizione porre il cliente al centro dell'attenzione? In teoria si, ma come ognuno di noi sa molto bene, questo avviene molto raramente. C'è purtroppo un totale disallineamento tra la promessa che viene fatta in pubblicità e l'esperienza reale vissuta quotidianamente nei momenti e nei luoghi di contatto con un brand, come ho già avuto modo di scrivere

In quale modo i mezzi interattivi come un blog, un sito web, un buon call center, i chioschi digitali, le newsletter e via discorrendo, possono essere ridisegnati in termini di progettazione dei contenuti per realtà diverse che hanno obiettivi e necessità differenti e che si rivolgono a pubblici differenti? Questo è forse un tema che non è stato dibattuto a sufficienza nel nostro Paese.

Utilizziamo spesso a sproposito il termine interattivo, senza averne compreso a pieno tutti i risvolti. Che cosa è realmente l'interattività, in che modo può accrescere il valore di un progetto di comunicazione agli occhi di chi lo deve fruire? Questa mancanza di cultura è ancora più evidente se esaminiamo i primi progetti di pubblicità interattiva sulla televisione digitale terrestre.

Stiamo facendo le prime esperienze con le tecnologie digitali, ma abbiamo bisogno di lavorare molto su nuovi linguaggi, per arrivare a far compiere alla "comunicazione" quel salto qualitativo che le permetta di colmare il gap ancora troppo ampio tra le aspettative spontanee o indotte e le esperienze realmente vissute" dai clienti attuali e potenziali destinatari delle diverse campagne.

Modificare per un'impresa il proprio approccio di comunicazione senza adattare la propria organizzazione in una direzione più orientata al cliente sarebbe davvero un lavoro incompiuto, per questo dovremo lavorare più intensamente per una comunicazione ma anche e soprattutto per un marketing più usabile.

Blog e comunicazione interna
Autore: Enrico.Bianchessi | Categoria: Comunicazione | Data: Venerdì, 24 Giugno 2005 

Torno a parlare di blog, stimolato da un post apparso su CorporateBlogging relativo ad una ricerca di Nordisk Kommunikation eseguita su un campione di 12.000 impiegati. La survey vuole fare il punto sullo stato della comunicazione interna aziendale. Pur essendo uno spaccato che si riferisce al mondo scandinavo, credo che i risultati siano comunque interessanti e probabilmente estensibili ad altri paesi europei.

In generale devo dire che, nella mia esperienza, la comunicazione interna è, un po 'come il crisis management, una disciplina largamente ignorata o gestita senza troppa attenzione. I risultati della survey sembrano confermare:

- Il top mangement non è ritenuto credibile e comunque non è visibile. Solo 4 dipendenti su 10 ritengono che i top manager facciano realmente ciò che dicono.

- La comunicazione della strategia non funziona: solo il 50% ritiene di conoscere obbiettivi e strategie aziendali

- il 50% ritiene di non essere sufficientemente informato circa i cambiamenti che interessano l'azienda.

E qui, naturalmente, veniamo al ruolo che i blog interni potrebbero ricoprire nell'informare e nell'ottenere feedback.

Senza naturalmente tralasciare l'eventuale ruolo del "blog del grande capo" ovvero di colui che dovrebbe affermare e rafforzare il suo ruolo di leadership interna.

Ovviamente i blog non bastano, e la perentoria affermazione del buon Jonathan Schwartz (Sun) "If you want to be a leader, I can't see surviving without a blog" può essere condivisa, ma senza eccessi.

Il blog è uno strumento con un grande potenziale in questo senso, ma non può certo essere l'unico. Inoltre, come ho sottolineato in altre occasioni, la natura interattiva , conversazionale, deve essere ben compresa da chi ritiene di utilizzarlo; comunque sempre nell'ambito, sarà bene chiarirlo, di una politica di comunicazione interna complessiva e ben definita nei suoi obbiettivi e strumenti.

Resta il fatto che l'utilizzo di blog, podcast e altre tecnologie di rete offrono una grande opportunità per recuperare il tempo perduto e per focalizzare l'attenzione del management su un tema così rilevante della vita aziendale.

Il post di Corporate Blogging

Blog e Stampa
Autore: Giuseppe.Mayer | Categoria: Comunicazione | Data: Lunedì, 13 Giugno 2005 

wiki.jpgLe interazioni tra blog e stampa tradizionale sono un fenomeno in forte crescita negli ultimi tempi, specie negli States; questa mattina, aprendo la mia rassegna "stampa" su Bloglines, ho trovato tre news tutte sul medesimo tema.

La prima viene da Poynteronline: pare che nelle prossime settimane Newsweek inizierà a pubblicare, vicino agli articoli, anche i link rilevanti trovati su Technorati copiando in un certo senso il modello di Google con gli AdWords. In questo modo chi, leggendo l'articolo, sarà interessato ad approfondire le tematiche in esso contenute potrà andare online e seguire la traccia di Technorati.

La seconda news riguarda il New York Times (via Micropersuasion) che, nella sua edizione cartacea, ha iniziato a pubblicare una rubrica con gli spunti più interessanti provenienti dalla blogosfera (What's Online).

Ultimo, ma non per rilevanza, l'annuncio del L.A. Times che ha messo a disposizione dei suoi lettori un wiki che permette di riscrivere, modificare o integrare l'editoriale del giornale cartaceo.

Tutte iniziative molto interessanti che mostrano come l'incontro tra queste due realtà non necessariamente debba essere uno scontro; a me piacerebbe poter "wikare" un editoriale di Vittorio Feltri :)

Parole, parole, parole
Autore: Maurizio Goetz | Categoria: Comunicazione | Data: Domenica, 12 Giugno 2005 

godin_liar.gif Parole, parole, così si intitolava un grandissimo successo di Mina del 1972. Parole, parole sono queste le promesse non mantenute di alcune società telefoniche che pubblicizzano un servizio che non ci sarà, di alcune linee aeree che annunciano strabilianti promozioni con prezzi stracciati a caratteri cubitali e supplementi di costo vari in corpo 4. Parole, parole sono le strategie di comunicazione di quelle società che credono che ripetendo all'infinito il loro messaggio diventeranno più credibili, o quelle che fanno scrivere ai propri dipendenti sotto mentite spoglie commenti lusinghieri sul proprio conto in blog ben frequentati, per cercare di "controribattere" alle critiche di consumatori insoddisfatti.

Parole, parole sono quelle delle società che utilizzano le promozioni come strumento strategico anzicché tattico, perché non hanno reali "argomentazioni" per fidelizzare la propria clientela.

Forse Seth Godin ci marcia, oramai lui ama sbalordire con titoli ad effetto per vendere più copie dei suoi libri. Sappiamo molto bene che l'ultima sua opera è una provocazione. Non tutti i marketers sono bugiardi, ma è altrettanto vero che sono ben poche le aziende ad avere una "customer policy" chiara e rigorosa.

Credo (come ho già avuto modo di scrivere), che ogni azienda debba incorniciare questa frase di Jeff Bezos, CEO di Amazon.com in un mega poster da appendere all'entrata in una posizione ben in vista:

“It has always seemed to me that your brand is formed primarily not by what your company says about itself, but what the company does"

Personalmente ritengo che sia questa l'essenza di un brand, tutto il resto sono parole, parole, parole.


Basta poco...
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Comunicazione | Data: Martedì, 7 Giugno 2005