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Il Governo, le scommesse e il petrolio
Autore: M. Bancora | Categoria: Pensieri Laterali | Data: Lunedì, 27 Febbraio 2006 

bilancia.jpgDa alcuni giorni è entrato in vigore il decreto di inibizione dei siti di scommesse e di gioco da parte degli ISP italiani. Con molta solerzia e senza battere ciglio, gli ISP italiani hanno deciso di abbassare la saracinesca di centinaia di siti. Non una reazione di protesta da parte dei provider, non un reclamo verso quella che a tutti gli effetti e come ho già ribadito è un'operazione dittatoriale tesa a limitare la libertà del cittadino e che infrange una serie di norme comunitarie e anche la stessa Costituzione Italiana.

Detto questo vorrei sottolineare il differente approccio del governo italiano di fronte allo stesso problema (certo la coerenza non è una dote comune). Le dichiarazioni dei nostri dipendenti sembrano essere alquanto mutevoli nel rispondere a problematiche identiche:

- Fini: "Quella del governo francese è una scelta chiaramente di tipo protezionistico che si scontra con i valori e con le regole del libero mercato europeo"

- Frattini: "Il protezionismo, chiunque lo pratichi, è negativo per l'Europa"

- Scajola: "la logica dell’introduzione dell’euro era proprio quella di consentire un sistema integrato, nell’interesse dei cittadini, perché più concorrenza vuol dire prezzi più bassi, con le imprese che investono più in ricerca"

UPDATE: anche Mantellini ne parla.

Link all'articolo apparso su Punto Informatico.

Il primo blog bancario: IWbank
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Web Marketing | Data: Lunedì, 27 Febbraio 2006 

logoIWBANK.gifIWBank è una delle poche aziende italiane, e la prima banca, ad avere un corporate blog, anzi, un CEO blog, in quanto tenuto dall'amministratore delegato Pasquale Casale.

L'iniziativa è assolutamente lodevole, considerando soprattutto il settore, da sempre poco incline ad un rapporto trasparente e diretto.
Questa iniziativa fa parte della strategia comunicativa dell'azienda, che a quanto pare punta proprio sull'immediatezza e sul contatto diretto e personale con l'utente/cliente. Dal sito IWBank infatti è possibile anche accedere ad un forum e parlare con un'operatrice "live".

Il blog in sè è molto semplice, con aggiornamenti non troppo frequenti (2 soli post a gennaio e 2 a febbraio...) e senza categorie, ma il tono è quello giusto, ai commenti viene data risposta e mi sembra si entri nel merito delle cose.

In generale credo sia un primo passo significativo per il rapporto aziende/blogosfera in Italia.

La competizione per l'acquisizione dei talenti
Autore: Maurizio Goetz | Categoria: Pensieri Laterali | Data: Giovedì, 23 Febbraio 2006 

Steve Rubel Negli Stati Uniti da oltre due anni è iniziata la corsa per l'acquisizione dei migliori talenti da parte dell'industria della Comunicazione.

Tra le ultime notizie, Edelman, quotatissima società di pubbliche relazione ha deciso di avvalersi della collaborazione di Steve Rubel, uno dei blogger più influenti e curatore del seguitissimo blog Micropersuasion.

In Italia sembra che i diversi operatori del Marketing e della Comunicazione, vogliano fare tutto da soli e questo potrebbe comportare un ritardo sul time to market per i servizi avanzati di comunicazione, a vantaggio di nuove strutture specializzate che si stanno affacciando sul mercato.

Sono infatti ben poche le agenzie italiane pronte ad esempio ad affrontare le nuove sfide del Web 2.0, o della progettazione della pubblicità multicanale, perché hanno sottovalutato la portata dei grandi cambiamenti in atto.

Sembra una storia già vissuta, quando le agenzie di pubblicità, hanno perso il treno della comunicazione interattiva a vantaggio delle web agencies, che hanno saputo cogliere con prontezza le opportunità offerte da un nuovo mercato di internet.

Errare umanum est......

Quali saranno gli scenari per la Comunicazione Digitale 2.0?


La foto di Steve Rubel è di Advertising Age

ONE - A Consumer Revolution for Business
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Recensioni | Data: Mercoledì, 22 Febbraio 2006 

oNE-cover.gifConfesso che di ONE al momento ho letto solo il primo capitolo, quello scaricabile gratuitamente qui, ma le 33 pagine sono state sufficienti per farmi capire che l'autore, Stefan Engeseth, la pensa come me riguardo al rapporto tra blog, e in genere UGC (users generated content), e aziende.

Non sono "menate 2.0", come potrebbe chiamarle qualcuno. Non dice che tutte le aziende dovrebbero bloggare o cose del genere. Chiarisce però, utilizzando esempi concreti, come le aziende, indipendentemente da quanto il loro business sia legato al web (un esempio riguarda un produttore di lucchetti per bici), debbano tenere in considerazione le nuove forme di comunicazione sociale. Non tanto e non solo per essere cool o per scopi di PR, ma proprio per salvaguardare i propri affari e per migliorare i propri prodotti/servizi.

Consiglio sicuramente il download del capitolo. Magari poi mi compro il libro e lo recensisco tutto, o magari qualcuno di voi lo fa per IMlog :)

Update: devo dire che l'autore di questo libro è mooolto 2.0 :)
Oggi mi è arrivata questa mail:
"Dear Matteo,

Thanks for spreading the first chapter of ONE on your great blog.
Do send you a new trailer of ONE as a file in this mail.

Best Regards,
Stefan Engeseth"

Spot virali 2(.0)
Autore: Redazione | Categoria: Eventi | Data: Venerdì, 17 Febbraio 2006 

Da questa settimana e fino al 28 febbraio, in occasione del Future Marketing Awards, il più prestigioso premio internazionale per il marketing virale, su ebolaindustries.com é possibile rivedere e votare i 5 spot virali del 2005 che sono stati "shortilistati" dalla comunità dei virulenti di tutto il mondo.

Ne avevamo già parlato un mesetto fa, ma, come c'è scritto sul sito, "vale la pena rivederli".
Il voto di IMlog va allo spot di Napster! :)

links for 2006-02-15
Autore: Redazione | Categoria: Del.im.log | Data: Mercoledì, 15 Febbraio 2006 
RSS per l'e-commerce: CHL fa il primo passo
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: E-commerce | Data: Martedì, 14 Febbraio 2006 

toolbar_chl.JPGUn po' di tempo fa Max aveva segnalato l'utilizzo degli RSS da parte di Tesco per avvertire gli utenti delle nuove promozioni. Negli Usa i feed RSS sono già utilizzati per esempio da Buy.com.
In Italia il primo sito di e-commerce a provarci è CHL (che ha avuto il merito, tra gli altri, di riunire noi imloggers :)), che ha rilasciato proprio oggi i feed relativi al catalogo: è possibile ricevere gli aggiornamenti su tutto il catalogo, appunto, oppure sui nuovi prodotti di specifici reparti e sottoreparti.

CHL, che sfoggia una nuova toolbar in puro stile Amazon, è sempre stata pioniera nei nuovi servizi relativi all'e-commerce, al di là della storia societaria dell'azienda.

Chiaramente tutto sta nel valutare quali possono essere l'impatto e l'utilità di questa operazione.
Premesso che non sempre il ROI è calcolabile, in questo caso sarà per forza positivo, considerando che il costo, al di là dello sviluppo iniziale, è tendente a zero.
Il target poi è quello giusto, ovvero gli "smanettoni". Non dubito quindi del fatto che molti utenti proveranno il servizio da subito, magari proprio per essere i primi e poi lamentarsi sul forum, in puro stile community :)

I problemi dell'e-commerce italiano sono ben altri e ben più gravi, come sappiamo, ma di sicuro qualche novità e qualche strumento che contribuisca a migliorare il rapporto con il cliente sono sempre da accogliere in modo positivo.

Magari tra qualche settimana chiederemo a CHL un po' di dati per valutare il successo dell'inziativa.

links for 2006-02-14
Autore: Redazione | Categoria: Del.im.log | Data: Martedì, 14 Febbraio 2006 
Google - La scatola nera
Autore: Jacopo.Gonzales | Categoria: News | Data: Lunedì, 13 Febbraio 2006 

Sul blog di Mauro Lupi è nato un interessante dibattito che ha come oggetto Google e il trattamento dei dati personali, vale a dire come Google tratta la nostra privacy, complice anche la puntata della rubrica Scenari di Rai3 (dal titolo “Il lato oscuro di Google” ) che ha intervistato Massimo Marchiori, professore all'Università di Venezia nonché al MIT di Boston.

Di seguito i punti principali dell’intervista, ben riassunti da Mauro:

1) Google è una scatola nera ... che nel catalogare i siti funziona a raccomandazione

2) Google penalizza i competitor di chi paga per posizionarsi

3) Le tracce della nostra navigazione vengono vendute

4) Esistono dei dossier sulle navigazioni online di ognuno di noi che vengono vendute e che sono tra le fonti principali monetarie dei motori di ricerca.

Personalmente sono mesi che contesto la situazione di monopolio creata da Google, unitamente al suo modus operandi quando si tratta una materia delicata come la privacy, che per molti è, evidentemente, solo una parola che serve ad occupare uno spazio fisico dentro ad un vocabolario.

Purtroppo ci sono parecchie persone che fanno finta che non sia vero, e che il tutto sia solo una bolla di sapone.

Per chi avesse dei dubbi, consiglio 2 cose:
1) Ascoltare direttamente l’intervista di Rai 3 a Massimo Marchiori, disponibile in streaming, basta che installiate Real Player.

2) Farsi un giro in quella meravigliosa pagina dedicata alla privacy versione Google. E sì che spunti su cui riflettere (per chi li vuole vedere) ce ne trovate davvero tanti...

links for 2006-02-11
Autore: Redazione | Categoria: Del.im.log | Data: Sabato, 11 Febbraio 2006 
Le PMI italiane ed il WEB - 1a parte
Autore: Maurizio.Caimi | Categoria: Web Marketing | Data: Venerdì, 10 Febbraio 2006 

Ripensare il marketing

E' indubbio che oggi si stia vivendo un momento di trasformazione del mercato il cui processo ha avuto origine già qualche anno addietro. Come spesso capita però, solo chi ha avuto buon orecchio (aziende) si è attivato cercando di seguire o ancor meglio cavalcare l'onda della rivoluzione internettiana. Un nuovo movimento di persone il cui credo è l'informazione sopra ogni cosa, informazione allargata, partecipata, diffusa e soprattutto condivisa, si è dato appuntamento on line.

Mentre alcune aziende si muovono come dinosauri sul cammino dell'estinzione, il mondo è in fibrillazione chiedendosi quali saranno i nuovi orizzonti, i nuovi mercati, le nuove speranze; così alcuni imprenditori si interrogano ancora rispetto al proprio prodotto/servizio ed alle sue qualità intrinseche mentre altri li stanno già scavalcando offrendo lo stesso prodotto/servizio dialogando on line.

Ecco dunque: la relazione con il cliente, il marketing one to one, il precision marketing, il web! Quante paure? Quali pregiudizi? Quale "ignoranza"? Diciamo la verità: sebbene se ne parli da molto ed in maniera concreta e documentata, c'è ancora chi ha paura di internet. Molti dirigenti con la sindrome conclamata per la "cadrega" piuttosto che affrontare il web, tendono a relegarlo a media di riserva o ad ultima alternativa invece di prenderlo per quello che realmente rappresenta: una grande opportunità per le aziende.

Un esempio lampante? 4 anni fa durante una mia consulenza presso una PMI italiana ben affermata e con un prodotto di eccellenza, sollevai le problematiche inerenti il sito web e le opportunità che un buon utilizzo dello strumento internet avrebbe portato nel corso degli anni a venire... inutile dire che l'imprenditore mi rispose che "già c'erano le fiere, le riviste, e poi che internet non sarebbe mai esploso, ecc, ecc...".

Proprio la scorsa settimana sono stato interpellato dall'azienda in questione con la seguente prefazione" ci siamo accorti che on line ci sono i nostri concorrenti, si trovano i prodotti di altre aziende, altri che rivendono il nostro prodotto, ... il nostro sito non si trova, nei motori di ricerca non siamo presenti, dobbiamo fare assolutamente qualche cosa, devi aiutarci,..." Quante PMI si trovano nella stessa situazione? Ma la questione non è quante è piuttosto sul come si debba intervenire.

Il mago di Oz, pur con tutta la sua magia e volontà, ben poco potrà fare rispetto ad un mondo che non è retto dalla possibilità economica ma dalla effettiva capacità comunicativa delle aziende. Recuperare il terreno perso on line non è un fattore economico ma una strategia frutto di una politica imprenditoriale ben precisa, seguita da un'operatività concreta e ben indirizzata, da una grande capacità comunicativa e da molta, molta pazienza... purtroppo non si può comprare il posizionamento nei motori di ricerca (se non pagando le sponsorizzazioni che sono comunque ben evidenti e che i navigatori riconoscono in quanto tali), nemmeno se voi foste l'uomo più ricco del mondo il vostro sito potrebbe trovarsi primo in graduatoria se non ne avesse i requisiti.

Dunque RIPENSARE IL MARKETING e rivedere i modelli comunicativi utilizzati, rivedere gli investimenti e ridefinire gli obiettivi seguendo una politica commerciale rivolta alla personalizzazione ed alla individuazione di un bisogno piuttosto che alla mera somministrazione di un prodotto/servizio.
IN PRIMIS: ridefinire gli investimenti marketing.

Oggi non si parla di maggior investimento nella comunicazione marketing ma di riallocazione delle somme budgettate, cioè della riassegnazione delle capacità di investimento delle aziende rispetto ai media disponibili, e se quelli tradizionali segneranno il passo è indubbio che in internet si avrà invece un'ulteriore crescita, una grande crescita, così come dimostrato in questi ultimi anni. Se questo è valido per le grandi aziende lo è ancor di più per le PMI italiane che si trovano a fronteggiare un mercato agguerrito, accanito e scaltro.

Un mercato relativamente giovane nato nello stesso momento in cui è nata internet, cioè con gli stessi modelli comunicativi, non essendo figlio di una tradizione secolare e consolidata, non vivendo sullo slancio della capacità imprenditoriale di genitori, zii e prozii ma sulla capacità di ascolto del mercato e sulle modalità comunicative dei modelli relazionali.

Ripensare il marketing dunque o per altri pensare il marketing, dato che per anni l'attenzione degli imprenditori e soprattutto delle PMI si è rivolta esclusivamente a modelli produttivi e non a ponderazioni sul valore del brand, sulla brand image, sui modelli comunicativi, sulla relazione con il cliente o sulla costruzione di un percorso di evoluzione programmatica in funzione del mercato e delle sue aspettative/richieste.

La capacità di dialogare con il mercato tipica del modello internettiano delle imprese, non è una passeggiata ma piuttosto un sentiero impervio, ricco di scenari ed atmosfere che a volte assumono dettagli imprevisti ed impensati, un panorama accecante ma nello stesso tempo appagante, ripido e poi in discesa, che solo le aziende con grande capacità di ascolto, flessibilità mentale e grande operatività sapranno cogliere in tutte le sfumature disponibili, traendone vantaggi e soddisfazioni, ritorni di immagine, affermazione nel mercato target ed interesse da parte di quello prospect.

Fine prima parte

links for 2006-02-10
Autore: Redazione | Categoria: Del.im.log | Data: Venerdì, 10 Febbraio 2006 
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Autore: Redazione | Categoria: Del.im.log | Data: Giovedì, 9 Febbraio 2006 
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Autore: Redazione | Categoria: Del.im.log | Data: Mercoledì, 8 Febbraio 2006 
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Autore: Redazione | Categoria: Del.im.log | Data: Martedì, 7 Febbraio 2006 
Spam o non spam ?
Autore: Enrico.Bianchessi | Categoria: Avvistamenti | Data: Lunedì, 6 Febbraio 2006 

La notizia , riportata tra gli altri da Punto Informatico, della decisione di AOL e Yahoo di offrire alle aziende la possibilità di bypassare i filtri antispam pagando, non può non lasciare davvero perplessi. Lo spam è spam, e una email pubblicitaria che ricevo senza averla richiesta non diventa legittima solo perchè il mittente paga un "francobollo" digitale. Per quanto "indorata" dai portavoce dei due portali, mi sembra una brutta notizia.

Amazon: lo (mancato) sviluppo tecnologico dell'Italia è cronico
Autore: Andrea.Cappello | Categoria: Avvistamenti | Data: Lunedì, 6 Febbraio 2006 

Leggo in Blog4biz:

"Su Il Sole-24 ore di oggi, a pagina 2, Alessandro Merli intervista Diego Piacentini, numero due di Amazon. In poche parole, il dirigente spiega perchè il negozio virtuale statunitense non abbia ancora e non avrà per parecchio tempo una presenza diretta in Italia. Due le ragioni principali: la prima, interna ad Amazon, è la priorità che l'azienda Usa ha assegnato agli investimenti e alla crescita in Asia. La seconda, molto più grave, è il cronico ritardo tecnologico che affligge il mercato italiano, dove la banda larga e l'e-commerce sono ancora agli albori e dove, secondo Piacentini, due fattori frenano la crescita del sistema Italia: la scarsa volontà di fare ricerca e innovazione, ma anche e soprattutto la quasi inesistente propensione di chi investe a rischiare con progetti nuovi."

Sono tristemente contento: non ce ne stiamo accorgendo solo noi.

links for 2006-02-04
Autore: Redazione | Categoria: Del.im.log | Data: Sabato, 4 Febbraio 2006 
Il web 2.0 è partecipazione
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Comunicazione | Data: Venerdì, 3 Febbraio 2006 

participate.jpgGrazie ad un bellissimo articolo apparso sull'ultimo numero di Internazionale apprendo che Jeff Skoll, uno dei fondatori di eBay, dopo aver lasciato l'azienda ha deciso di utilizzare gli svariati milioni di dollari accumulati con la quotazione per fondare una casa di produzione cinematografica indipendente, la Participant Porductions.
E' quella che, per intenderci, ha prodotto tra gli altri "Syriana", "Good night, and good luck", "Fast food nation".

In pratica è una casa di produzione "etica", o "socialmente attiva", come la si voglia chiamare. Ogni film risponde ad un'esigenza sociale e denuncia o sensibilizza riguardo ad uno specifico tema: la libertà di stampa, la dipendenza degli stati dal petrolio, i diritti civili per le donne ecc.

Cosa c'entra con web 2.0? Immagino che qualcuno di voi se lo stesse chiedendo :)
Collegato a Participant c'è il sito Participate.net: una community all'interno della quale chiunque, registrandosi, può non solo commentare ma addirittura bloggare direttamente riguardo ai temi trattati dai film in questione.

Un blog partecipativo insomma, una sorta di forum al tempo dei blog, un Digg sociale. Chiamatelo come volete ma mi pare proprio che colga appieno lo spirito del web 2.0 da diversi punti di vista: da quello sociale, inteso come tematiche trattate, a quello partecipativo, mettendo a disposizione degli utenti (e contributors di conseguenza) la visibilità conquistata dalla casa di produzione, a quello tecnologico, utilizzando lo strumento di publishing che sta sempre più cambiando la fisionomia della rete.

Diciamo che fa quello che a Beppe Grillo, polemiche relative al ghost writing (matellini, dotcoma) a parte, viene rimproverato di non fare: coinvolgere gli utenti!
Siamo nel web 2.0: partecipate gente, partecipate! :)

links for 2006-02-03
Autore: Redazione | Categoria: Del.im.log | Data: Venerdì, 3 Febbraio 2006 
Wikipedia oggetto di censura
Autore: Jacopo.Gonzales | Categoria: Avvistamenti | Data: Giovedì, 2 Febbraio 2006 

Stando a quanto scritto dal giornale del Massachusetts Lowell Sun Online, e ripreso poi dal Corriere della Sera, sembra che Wikipedia, la nota enciclopedia online, sia stata oggetto, per così dire, di manomissioni da parte di alcuni membri dello staff di un membro del Congresso statunitense.

A subire modifiche non autorizzate volte alla censura, sarebbe stata una pagina contenente la biografia del politico USA Marty Meehan.

In particolare, come riportato da Alessandra Carboni, i collaboratori del parlamentare americano hanno fatto sparire dalle note biografiche di Meehan tutte le indicazioni sui fondi usati per la campagna elettorale, la dichiarazione con cui il politico aveva promesso di ritirarsi dopo otto anni di mandato nonché tutte le affermazioni eccessivamente critiche.

Dato che il Congresso USA non è nuovo a modifiche di questa natura (se ne contano migliaia solo negli ultimi mesi), Wikipedia, come misura cautelativa, si è trovata costretta a bloccare per circa 2 mesi tutti gli Ip del Congresso.

Amazon.com: get big fast
Autore: Matteo.Balzani | Categoria: Recensioni | Data: Mercoledì, 1 Febbraio 2006 

amazon_getbigfast.JPG"Get big fast" è stato un motto comune a molte dotcom a metà degli anni novanta, la maggior parte delle quali adesso non esiste più.

Questo libro di Robert Spector, anche se non aggiornatissimo (2002), ripercorre la nascita e lo sviluppo della madre di tutti i siti di e-commerce, Amazon.com.

Ovviamente c'è anche la parte romanzata della vita di Jeff Bezos fin da bambino. Un dettaglio divertente: Bezos non era certo un ragazzino, pur essendo molto giovane, quando ha fondato Amazon, aveva già una grossa esperienza lavorative e soprattutto era già un milionario; quando ha comprato casa a Seattle però ha preteso che avesse un box per l'auto, perchè non voleva venir meno alla tradizione della dotcom nata in un garage :)

Il libro si chiude con un dubbio sulle reali possibilità di Amazon di sostenere il business e di "farcela", quindi non è proprio profetico, ma quello che conta è la dettagliatra descrizione dei passi, anche falsi, del più grande sito di e-commerce esistente: la nascita, la crescita, le scelte commerciali, quelle logistiche, la ridefinizoione dle modello di business, la cultura del lavoro e della collaborazione.
Proprio questo ultimo punto è fondamentale, ed è allo stesso tempo molto pre-bolla e molto 2.0. Bezos ha cercato fin dall'inizio di impostare Amazon come un'azienda customer-oriented e che facesse del servizio la propria caratteristica distintiva.

Una sua frase mi è rimasta impressa: "Competitors can never copy a culture".
Forse è stata questa la chiave per sopravvivere a 9/10 anni di perdite (e di acquisizioni discutibili: drugstore.com, perts.com, ecc.): la consapevolezza che comunque sotto ci fosse un qualcosa di diverso e di unico.

Prima "get big fast" e poi "get bigger faster" sono stati i due mantra dell'azienda, che ha continuato ad aumentare il numero di clienti, il fatturato, gli oggetti disponibili, ma anche, e in maniera esponenziale, le perdite.
Adesso che la bottom line è nera... il futuro è rosa! :)


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